Michael Dahlie.
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Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria.
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Titolo originale: The Best of Youth.
Traduzione di: Mirko Zilahi de' Gyurgyokai.
2013 Nutrimenti Edizioni, Roma.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Un libro adorabile, un piacere da leggere.
The Wall Street Journal.

Con ammirevole bravura, Dahlie ci consegna un Candido dei
nostri giorni.
The New Yorker.

Incantevole.
New York Post.

Quella era New York, non un posto per deboli
di cuore.
Le picaresche avventure di un aspirante scrittore alla
conquista di Brooklyn. Dall'autore di Guida per gentiluomini
all'arte di vivere con eleganza, un gustoso
romanzo sul potere imprevedibile dell'innocenza.
Perdere entrambi i genitori e ritrovarsi solo,
a nemmeno venticinque anni, non  la situazione
migliore che potesse capitargli.
Tuttavia, Henry pu contare su alcune circostanze
favorevoli: una laurea a Harvard,
un appartamento lussuoso a Williamsburg,
nel cuore della Brooklyn pi trendy, e un'eredit
milionaria. E poi, una buona vena
letteraria, con una particolare passione per
i personaggi ottantenni e novantenni (oltre
che per le frasi tra parentesi).
Henry decide cos di investire parte del
suo patrimonio nel lancio di una rivista d'avanguardia:
un modo, soprattutto, per conoscere
nuova gente. Ma New York non  il
tipo di posto in cui l'apertura verso il prossimo
 facilmente ricompensata. E, come se
non bastasse, ci si mette anche la sfortuna
- nei panni di una tormenta di neve e di un
gregge di rare e costosissime capre della Libia.
Trascinato in un vortice di fallimenti,
disavventure e guai con la legge, Henry riuscir
tutto sommato a cavarsela, e a gustarsi,
in tempo per il finale, una meritata rivincita.
Muovendosi con disinvoltura nella scena
hipster newyorchese, tra happening culturali,
ristoranti europei alla moda e tendenze
alternative (senza trascurare un esplicito
omaggio all'Italia), Michael Dahlie conferma
il suo talento per la commedia raccontando
le peripezie di un personaggio mite e
goffo, ma a suo modo indomito, alla difficile
ricerca di un posto nel mondo.
Con il suo primo romanzo, Guida per gentiluomini
all'arte di vivere con eleganza
(pubblicato da Nutrimenti nel 2011 e disponibile
anche nei tascabili beat), Michael
Dahlie ha vinto il Pen/Hemingway Award e
il Whiting Writers' Award, e ha ottenuto un
importante successo di lettori e di critica.
Suoi racconti sono stati pubblicati su numerose
riviste, come Harper's, Ploughshares e
Tin House. Prima di trasferirsi a Indianapolis
per insegnare alla Butler University,
ha vissuto a New York per undici anni, di
cui sei a Brooklyn.

Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria.
A Allison e Evan.
 
PARTE PRIMA.
 
Capitolo 1.

A dire il vero, Henry non riusciva a comprendere quali fossero
i reali obiettivi del loro giornale, bench apprezzasse il
fervore dei suoi amici e la convinzione che tutti sembravano
nutrire sull'importanza del progetto. Il fatto era che sentirsi
parte di qualcosa lo rendeva felice, e il denaro che vi aveva investito
non era poi molto, almeno per i suoi standard. Trentamila
dollari, per quello che i suoi compagni annunciavano
come il giornale che avrebbe lanciato la sfida a tutta la merda
che viene pubblicata oggigiorno, erano una cifra ragionevole,
sebbene Henry non fosse animato dalla stessa indignazione
che gli altri sembravano provare nei confronti di tutta la roba
che gli editori sfornavano. Nonostante si fosse conclusa male,
aveva fatto anche una breve esperienza nell'ambito editoriale.
Non era particolarmente bravo in quelle che un responsabile
delle risorse umane avrebbe definito relazioni sociali, non a
livello professionale, almeno. Perci, dopo due mesi da stagista
presso una prestigiosa rivista (d'inclinazione letteraria),
se n'era andato con nient'altro che la promessa di una lettera
di referenze e senza neppure l'accenno a un lavoro a tempo
pieno.
Di sicuro era stato un periodo difficile e allora, forse, non
era stata tutta colpa sua. I genitori erano morti da poco in
un incidente nautico a Katama Bay, al largo di Martha's
Vineyard, lasciandolo privo dell'energia necessaria alle esigenze
che il lavoro in un giornale richiedeva. La sciagura, d'altro
canto, lo aveva fornito di una bella somma di denaro che, a
voler proprio essere onesto con s stesso (come cercava sempre
di essere), non aveva contribuito ad accentuare i tratti pi
competitivi del suo carattere, ammesso che fossero mai esistiti.
Era improbabile che quindici milioni di dollari lo avrebbero
fatto sentire, come si suol dire, sui carboni ardenti. Al contrario,
un gruzzolo simile lo aveva indotto a pensare di potersi
prendere una pausa di riflessione per decidere cosa fare della
sua vita; per quanto anche questo interrogativo non fosse poi
cos incalzante. Desiderava soprattutto incontrare una ragazza
che gli piacesse e farsi degli amici - amici veri - a Brooklyn.
Tutte cose che senza dubbio, e nel loro significato pi autentico,
quello in cui Henry le intendeva, non avevano nulla a che
fare con i soldi.


Capitolo 2.

In effetti, una ragazza che a Henry piaceva c'era. Si trattava
di una cugina di quarto grado, livello di parentela che (stando
alle sue ricerche) non solo consentiva loro di frequentarsi
senza incorrere in qualche bega legale, ma non avrebbe comportato
nessuna delle implicazioni genetiche associabili alle
unioni tra consanguinei. Dopotutto, condividevano solo qualche
avo lontano. Ciononostante, almeno per la ragazza (che si
chiamava Abby), questo aveva costituito una specie di blocco
psicologico.
Non voglio nemmeno pensarci, Henry, gli aveva risposto
un pomeriggio quando, dopo aver consumato un pasto piuttosto
pesante a base di pasta con la salsiccia in un ristorante austriaco
di Williamsburg, lui le aveva confessato di nutrire dei
sentimenti un po' confusi nei suoi confronti.
Be', certo, aveva detto lui. Certo, nemmeno io voglio
pensarci. Suppongo che sia per questo che ho deciso di affrontare
la questione. Ritengo sia il caso di parlarne.
S, aveva replicato Abby, ma non voglio proprio parlarne.
Quando dico che non voglio pensarci, intendo che non voglio
neppure prendere in considerazione la cosa.
Bene,  proprio quello che intendo anch'io, aveva detto
Henry.
S, ma sei stato tu a iniziare, aveva ribattuto Abby.
Ma solo affinch non dovessimo parlarne.
Abby aveva fissato Henry per diversi secondi prima di dire:
Be', immagino che avrei dovuto aspettarmela una cosa simile.
Sei uno strano ragazzo, Henry. Davvero. Ma  un bene.
Mi piaci sul serio. Forse sei il ragazzo pi gentile, il migliore
che abbia mai conosciuto. Ma mi piaci come amico. Come un
cugino. Accidenti! Credo che dovremmo dimenticare l'intera
faccenda. Dobbiamo proprio dimenticarcela.
Ok. Va bene. Dimentichiamo l'intera faccenda, aveva replicato
Henry.  esattamente questa la ragione per cui te ne
ho parlato.
Henry sapeva che era assai improbabile riuscire a dimenticare
l'intera faccenda. Di punto in bianco si era trovato a pensare
di dover provare a baciare Abby: magari era quello l'atto
di coraggio in grado di volgere le cose a proprio vantaggio. E
forse Abby non sapeva delle sue ricerche sulle conseguenze legali
e biologiche in quel genere di relazioni. Dopotutto erano
aspetti importanti. Ma proprio mentre era perso in quei
pensieri, Abby aveva detto: Davvero, Henry, lasciamo stare.
Promettimi che non ne parleremo pi. Non solo perch siamo
cugini. Non siamo una coppia ben assortita, quindi non cercare
di convincermi.
Certo che no, aveva convenuto Henry. Certo che no.
Non ne parleremo pi. Non toccheremo pi l'argomento.
E stavolta, mentre pronunciava quelle parole, decise che
forse non avrebbe pi sollevato la questione. Ma il punto era
che desiderava tanto baciarla, per cui si chiese se quel desiderio
sarebbe mai svanito del tutto. Poi si domand se aveva pi
possibilit di quante lei ne avesse lasciate intendere. Certe cose
erano sempre cos difficili da capire; magari, con il tempo, i
sentimenti di Abby sarebbero cambiati.
 
Capitolo 3.

 giusto ricordare come, nonostante i numerosi fallimenti (sia
che si trattasse della sua imbranataggine come stagista o dei
goffi tentativi di sedurre una parente), Henry avesse molte altre
qualit. Tanto per dirne una, era stato un ottimo studente,
e non solo nelle discipline pi fredde e meno umanistiche.
Al college aveva ottenuto buoni risultati nei corsi di scrittura
creativa, tanto di poesia quanto di narrativa. E il college
in questione era Harvard, perci nessuno poteva imputargli
di mancare di una mente acuta e d'immaginazione. Uno dei
suoi professori gli aveva detto addirittura che doveva continuare
a impegnarsi perch aveva un talento autentico per la
scrittura. Cosa significasse esattamente un talento autentico,
Henry non lo sapeva. Ma proprio per questo professore aveva
scritto una lunga composizione in tre parti in cui un
novantunenne si prendeva cura della giovane sorella afflitta da un
cancro ai reni.
Era molto commovente, gli aveva detto l'insegnante, e
non lo dico quasi mai in questa classe. Diciamo pure che le
universit della Ivy League non sempre sfornano i migliori autori
di narrativa.
Henry fu felice dell'apprezzamento, arrivato al momento
giusto, visto che solo la sera prima era stato respinto da una
giovane donna (non una parente stavolta), la quale gli aveva
detto che era un amico adorabile ma che la scintilla dell'amore
proprio non era scoccata. Lui ci era rimasto male - data la
ricorrenza semestrale della cosa - ma il giorno dopo i complimenti
del professore lo avevano rinfrancato parecchio.
Tuttavia, restava in sospeso una questione: perch quella
storia aveva colpito il professore? Nei giorni seguenti Henry
pass un bel po' di tempo a rileggere il suo racconto cercando
di cogliervi quel qualcosa che l'aveva reso tanto buono. Sospettava
che fosse stato un avvenimento straordinario, una
specie di ispirazione transitoria, ma stabil anche di essere particolarmente
portato a scrivere di malattie. Aveva fatto lunghe
e accurate ricerche sulla nefrologia e le statistiche sul cancro
in America e, riflettendoci, pens che un giorno sarebbe potuto
diventare uno dei pi grandi avvocati a servizio delle persone
malate di cancro ai reni.
Non si poteva nemmeno scartare l'ipotesi che avesse una
certa affinit con gli anziani, bench questa prospettiva non lo
eccitasse granch. Ci detto, gli sembr sempre pi probabile
(mentre pensava di scrivere altre storie e considerava a chi, nel
mondo, si sentisse pi affine) che questa fosse la conclusione
pi corretta. Era sempre andato d'accordo con gli anziani e la
verit era che trascorreva un sacco di tempo pensando a come
sarebbe stato essere vecchio, con una terribile malattia, incapace
di prendersi cura di s, senza l'amore di nessuno (s, il vero
amore, quello ricambiato). Forse sarebbe stato quello il suo
contributo al mondo della letteratura contemporanea. Di certo,
non aveva letto molti romanzi su novantenni. Era un'idea
affascinante che rimase con lui durante gli anni che seguirono
la laurea a Harvard e in quelli da dottorando a Williamsburg,
quando aveva infine investito trentamila dollari nel lancio della
rivista.
 
Capitolo 4.

Perch la rivista dovesse chiamarsi Il Demente, fu sin dall'inizio
un mistero per Henry, anche se il caporedattore gli spieg:
 cos dannatamente divertente che deve essere il nome. Anche
Henry lo trovava divertente, ma il fatto che era divertente
non giustificava che fosse il nome della loro impresa letteraria.
Tuttavia non protest. Potremmo chiamarti capo demente,
e io sarei il demente indipendente, comment Henry che,
in seguito al suo contributo finanziario, era stato nominato
redattore indipendente. Con gran sorpresa di Henry, per, il
suggerimento non and a buon fine e, anzi, Tully, il caporedattore
venticinquenne laureato a Wesleyan, sembr alquanto
offeso. Dopo un frettoloso boccone dei suoi ravioli alla zucca,
Henry si sbrig ad aggiungere: Intendevo dire che sarebbe divertente
avere qualcosa di simile nella testata.
Voglio che la gente ci prenda sul serio, replic secco
Tully. Qui stiamo cercando davvero di combinare qualcosa. Sono
loro gli idioti, non noi.
Henry ci riflett sopra un istante. Credo sia giusto, disse
poi, sentendosi come se avesse smarrito il filo del discorso.
Credo sia giusto.
Perdere il filo del discorso, o quello del suo intero universo
sociale, non era una novit per Henry, soprattutto da quando
si era trasferito a Brooklyn. Malgrado ci, amava Brooklyn,
in particolare Williamsburg con i suoi bar, le feste e la gente.
E a dispetto delle difficolt a barcamenarsi negli intrichi
dell'alta societ, aveva accolto tutto senza alcun rancore o cinismo.
Certo, aveva sempre avuto la sensazione che le cose
accadessero appena fuori della sua portata. Era stato a molti
degli eventi pi importanti: aveva frequentato i ritrovi di musica
popolare, aveva mangiato nei ristoranti alla moda ed era
stato anche invitato a quelli che si figurava come i party pi
eccitanti. Ma non si era mai sentito al centro di tutto quello...
e nemmeno proprio ai margini. Sospettava che ci dipendesse
dal fatto che, sebbene fosse in confidenza con un sacco di
gente che avrebbe voluto frequentare, a Brooklyn non aveva
nessun vero amico, nessuno che gli manifestasse un qualsivoglia
tipo d'interesse, con l'unica (e ambigua) eccezione di
Abby.
Non era quello che aveva immaginato per la sua vita quando
si era trasferito a Brooklyn (per seguire un semestre in visita
da studente laureato del dipartimento di letteratura inglese
dell'Universit del Michigan). Aveva scelto Williamsburg a
causa di una donna, una delle poche che non lo avevano respinto
subito dopo aver ricevuto la sua consueta lunga confessione
(ancora un volta di fronte a del cibo nordeuropeo pieno
di amido) su come i sentimenti che provava per lei andassero
un pochino oltre l'amicizia.
Quella confessione lasci la donna imperturbabile, tanto
che non disse: Vorrei davvero che restassimo amici, e non
sembr nemmeno dispiaciuta quando, dopo un mese di appuntamenti,
lei lasci Ann Arbor per Brooklyn e Henry le confess
che anche a lui sarebbe piaciuto trasferirsi a Brooklyn.
Fu solo dopo quattro settimane dal suo arrivo a Williamsburg
(aveva comprato un loft imponente in uno dei palazzi
nuovi sul McCarren Park) che quella donna, Helena, lo
lasci. O meglio, pi che lasciarlo, gli disse che forse non era
pi il caso che fossero sentimentalmente coinvolti, soprattutto
perch lei aveva iniziato a frequentare qualcun altro che aveva
espresso la volont di avere una relazione esclusiva con lei.
Henry ne rest sconvolto. Fu letteralmente scioccato dal
fatto che lei uscisse con qualcun altro, che la loro relazione
non fosse gi, di per s, esclusiva', e che lo stesse piantando
per quell'altro. La loro relazione doveva esserle apparsa un'avventura
stramba e di poco conto. E gli disse pure: Non posso
credere che tu pianga. Questa  una cosa da poco. Mi piaci.
Davvero. Ma abbiamo solo ventitr anni. Perch piangi?.
Nelle settimane seguenti, Henry trasform un racconto
breve su un ottantacinquenne che non si era mai innamorato
in una storia su un ottantacinquenne che non era mai stato
amato dall'altra persona come avrebbe dovuto, e trov la
storia cos commovente che la invi ad almeno una dozzina
di riviste letterarie con una lettera di accompagnamento insolitamente
determinata. Le tradizionali lettere di rifiuto scritte
a macchina arrivarono in fretta, ma ricevette anche molti biglietti
scritti a mano che dicevano: Non male!, e Interessante!.
Era una cosa buona ricevere un biglietto, Henry lo
sapeva. Per quelli lo rendevano ancora pi triste rispetto ai
suoi fallimenti romantici e letterari, perch in tal modo i suoi
sentimenti e le sue espressioni artistiche finivano per meritare
solamente un premio di consolazione. Il suo dolore e la sua
arte non erano derisi perch banali o ridicoli: il suo dolore e
la sua arte erano stati apprezzati, ma solo quel tanto da giustificare
poche parole gentili di incoraggiamento. E le parole
gentili di incoraggiamento non sono esattamente ci che un
uomo desidera ricevere nel momento in cui scandaglia le proprie
emozioni e mette alla prova il proprio talento letterario.
Ciononostante, Henry non abbandon quel racconto e in
seguito lo gir anche all'editor di narrativa del Demente, ovviamente
senza nessuna pretesa di pubblicazione.
Solo se vi piace, disse Henry.
Certo, rispose l'editor. Gli dar una letta e ti far sapere
cosa ne penso.
 
Capitolo 5.

Nonostante le difficolt che aveva incontrato a Brooklyn,
Henry sapeva di poter confidare nell'amicizia di Abby. Un'amica
vera, qualcuno con cui aveva sostenuto delle belle conversazioni
e che sembrava apprezzarlo sul serio, malgrado
quell'imbarazzante confessione. E proprio perch Henry aveva
bisogno dell'amicizia di Abby, e perch in cuor suo credeva
che, come si suol dire, un giorno potessero mettersi insieme,
non rifiut quell'amicizia, come avrebbe fatto in passato, ma
esib la sua faccia tosta e tir avanti.
Perci, un mese esatto, o gi di l, dopo la famosa conversazione
sui sentimenti un po' confusi di Henry, Abby lo invit
in una fattoria nel Vermont per il weekend. La tenuta era di
una sua zia (che non aveva nessuna parentela con Henry) e il
viaggio sarebbe stato da amici, come Abby chiar immediatamente,
aggiungendo con un sorrisetto: Quindi non provare
nulla di quella roba incestuosa con me, chiaro?.
Ma non  incesto!, rispose Henry, e stava per aggiungere
che quasi ovunque sulla faccia della terra una cugina di quarto
grado non  considerata nemmeno una lontana parente.
Ma Abby, vedendo quanto ci era rimasto male, disse subito:
Sto scherzando. Sto scherzando. Non  incesto. Lo so, lo so.
Non siamo neppure veri parenti. Rilassati. Per dico sul serio,
non provare a baciarmi. Ti ho invitato solo perch so che ci
divertiremo.
Henry indugi un istante, poi disse: Ma s, certo, anch'io
scherzavo. Non ti preoccupare, non voglio baciarti. Quella sera
volevo solamente discutere sul fatto di baciarti, perch sembrava
un problema.
Non lo , rispose lei, sorridendogli nuovamente, anche se
stavolta sforzandosi un po'. Davvero, non lo . Ma non parliamo
nemmeno del fatto che baciare sia un problema.
Henry annu, ma pens che avrebbe potuto cogliere l'opportunit
di farle notare che questa volta era stata lei a sollevare
la questione, tuttavia decise che era meglio lasciare le
cose cos com'erano.
In ogni caso, il venerd successivo, a mezzogiorno, si diressero
al parcheggio di Henry a Greenpoint, entrarono nell'auto
(una Volvo station wagon argentata che lui aveva ereditato)
e puntarono a nord. La tenuta si trovava nel Vermont meridionale,
non lontana da Manchester, ed era gi la seconda volta
che Abby ci andava nell'ultimo mese. A Brooklyn si manteneva
facendo diversi lavoretti occasionali: dog-sitter, web designer
free-lance e roba simile. Suonava pure la viola in una
band femminile in cui ogni elemento aveva uno strumento
complicatissimo e di tanto in tanto racimolavano qualche soldo
in giro per i locali. Perci, appena poteva, Abby scompariva
per due o tre giorni per lavorare nella fattoria della zia, fare
un po' di soldi e staccare dalla citt. A dire il vero, nutriva un
grande interesse per l'agricoltura, e in auto non smise un attimo
di parlarne.
 veramente molto strano quanto siamo distanti da quello che mangiamo, disse. Voglio dire che  incredibile quanta
cura e quanto lavoro ci si deve mettere. E gli aspetti economici.
Per non parlare degli imprevisti. Magari un anno ti capita
un grosso raccolto e quello dopo una stagione orribile, e magari
tutto dipende da una siccit in Ucraina o da una sovrapproduzione
di rape in Arkansas.
Gi, ho sentito dire che  cos, fece Henry e, anche se non
era un tema su cui aveva mai riflettuto troppo, desider saperne
di pi, avere una visione interna sull'agricoltura americana.
Era un dato di fatto, comunque, che la tenuta, bench
funzionante sotto tutti i punti di vista, fosse piuttosto lontana
dall'idea della tipica fattoria americana. Piuttosto, come spieg
Abby, era un'azienda agricola biologica con una gestione
costosissima finanziata da suo zio, il quale aveva avuto fortuna
con un fondo speculativo a Greenwich. Sua moglie aveva
comprato la fattoria (che si chiamava Highgate Meadows) anni
prima che il fondo raggiungesse il suo picco, acquistandola
da un'anziana coppia che dopo la pensione aveva deciso di
trasferirsi in Florida. Marito e moglie erano dei veri agricoltori.
 cos che si guadagnavano da vivere. Ma erano piuttosto
benestanti, visto che le cose andavano bene, e la loro terra era
fantastica e generosa al punto da garantirgli di godersi la pensione
in una localit soleggiata.
Hannah, la zia di Abby, aveva investito altri quattro milioni
di dollari nella propriet, costruendovi una serra, comprando
macchinari per la mietitura, attrezzature per fare il formaggio
e, a quanto sembrava, un rarissimo gregge di capre libiche decisamente
uniche nel Nord America.
Ed  piuttosto risentita, disse Abby. Non riesce proprio
a capire perch nessuno sia disposto a pagare venti dollari per
quattrocento grammi di hamburger. Voglio dire, secondo gli
standard mondiali io sono una che ha un po' di soldi, ma non
pagherei mai un prezzo del genere. Lei invece non riesce proprio
a capirlo. Ma mi piace. Ci sono delle cose di lei che amo.
E mi piace andare alla fattoria.  una specie di utopia. Un'utopia
per ricchi. Ma mi piace proprio. E sono convinta che sia
importante. Forse  proprio la fattoria a piacermi.
  Capitolo 6.

Quando giunsero a destinazione, Henry aveva potuto ricomporre
la maggior parte della storia. Attraversarono una strada
sterrata e parcheggiarono vicino a un imponente casale di
pietra che sembrava avere almeno duecento anni, ci girarono
attorno e trovarono la zia di Abby immersa in un campo di girasoli
che potava con un grande paio di forbici.
Ricresceranno giusto in tempo per la prima neve, disse
con bizzarro entusiasmo mentre Henry e Abby le si avvicinavano.
Ma  meglio potarli ora. O perlomeno  quel che si
dice.
Ne tagli altri due e si accost per abbracciare Abby e stringere
la mano a Henry.
Negli istanti successivi si scambiarono i consueti saluti,
comprese alcune osservazioni sulla caduta delle foglie in autunno
e la straordinaria snellezza di Abby. Ai due giovani fu
poi offerto qualcosa di caldo da bere e presto si ritrovarono
nella vasta e moderna cucina di Highgate Meadows, a fare
due chiacchiere sulla tenuta.
Ho paura di essermi un po' troppo fissata con tutto questo,
disse Hannah, togliendo un grande bollitore di rame da
uno dei dodici fuochi della Viking. Rimproveravo tanto mio
marito per il suo stacanovismo, ma ora mi sento come se fossi
io a trascurare la famiglia per il lavoro. Ma  tutto cos affascinante.
E quello che sto facendo  molto, molto importante.
Abby me ne ha parlato durante il viaggio, intervenne
Henry, poggiando le mani su un antico ceppo da macellaio
che recava su di s un preoccupante numero di segni di mannaia.
Anche a me pare una cosa assai importante.
Bene, quando il t sar pronto faremo un giro.
Quand'ebbero tutti le tazze in mano, iniziarono la visita:
dalla nuova serra (con una grande coltura idroponica di uno
strano tipo di pomodoro giallo), a un capanno per la stagionatura
pieno di attrezzature varie e macchinari per la mietitura,
a un campo vuoto dove, spieg Hannah, un mese prima
era stata fatta la raccolta di zucchine biologiche. Infine, quello
che Hannah defin l'orgoglio e la gioia di Highgate Meadows:
le capre e l'impianto per produrre il formaggio.
Ho tirato su tutto questo dal nulla, disse Hannah mentre
si avvicinavano a una struttura in mattoncini a un piano e
con il tetto basso.
Henry osserv - ma fu questa l'unica riflessione veramente
cinica che fece durante l'intero giro - che mai avrebbe immaginato
che Hannah fosse fisicamente in grado di costruire
qualcosa da sola. Nonostante gli abiti stracciati e alcune macchie
di sporco sulle mani e gli avambracci, traspariva ancora
la superba signora del Connecticut di un tempo: alta, atletica,
perfettamente esfoliata e idratata. Ma la fattoria era stupenda
e ben tenuta, perci chi era lui per decidere qual era l'aspetto
di un vero fattore o di un costruttore? Del resto anche lui
era un disastro totale quando si trattava di lavori fisici o di costruire
qualcosa, perci non si trovava proprio nella posizione
di poter giudicare.
La tenuta era davvero notevole. Entrarono in quella che
Hannah descriveva come la casa del formaggio e l'impressione
era di trovarsi sul set di un film fantascientifico. Tutto
era bianco, d'acciaio inossidabile o di plastica trasparente,
e sembrava una specie di laboratorio scientifico di lusso senza
neppure l'ombra di un germe o di un granello di polvere. Ed
era completamente vuoto - non troppo diverso dai film utopici
(o distopici).
Non c' molto movimento ora, disse Hannah. Abbiamo
chiuso per un po'. Abbiamo fatto una bella infornata di formaggi
e ci siamo fermati fino a febbraio. Non c' pi spazio
per conservarli. Ma non c' fretta, ed  sempre meglio fare le
cose nel modo giusto.
Nonostante fosse tutto fermo, era ugualmente impressionante,
con i miscelatori, i dosatori, le unit refrigeranti, le
forme ammucchiate nella grande camera di stoccaggio. E comunque
non si dimostr interessante quanto la tappa successiva.
Lasciata la casa del formaggio, attraversarono una piccola
corte ed entrarono in un'altra struttura in mattoncini attaccata
a un'ampia area recintata.
Questa  la stalla delle capre, disse Hannah mentre entravano
in un piccolo atrio. Aprirono un'altra porta e fecero
ingresso in una stanza buia e dal tetto basso, occupata, calcol
Henry, da almeno un'ottantina di capre sorprendentemente
alte e dall'aspetto variegato. La stalla era pi piccola di quanto
Henry si sarebbe aspettato ma, come gli spieg Hannah,
quando hanno troppo spazio diventano iperattive.
Hannah fece una descrizione dettagliata delle capre e del
loro valore. Sembrava che le avesse acquistate da un agricoltore
del Delaware che aveva iniziato nel 1950 con sette capi e da
allora aveva gelosamente gestito il gregge. Erano le uniche nel
Nord America, poich nessun esemplare nato in seguito era
mai stato venduto. Ma la cosa probabilmente pi rilevante era
che provenivano dalla Libia, dove erano piuttosto rare - per di
pi l'importazione di prodotti autoctoni, figurarsi le capre, era
stato proibito per un bel po'.
Anche oggi, disse Hannah, che Gheddafi sembra venire
incontro alla comunit mondiale', sarebbe praticamente impossibile.
(Era il periodo in cui George W. Bush elogiava il
coraggio del generoso abbandono delle armi di distruzione di
massa da parte del signor Gheddafi). C' ogni sorta di assurda
malattia di cui preoccuparsi, oltre agli innumerevoli
controlli dell'Agenzia per gli alimenti e i medicinali, disse
Hannah. Ci vorrebbero decenni. E poi  difficile prendersene
cura perch sono animali piuttosto lunatici. Hanno bisogno di
calore. Cosa piuttosto difficile da trovare nel Vermont. Odiano
gli sbalzi di temperatura e, soprattutto quando le temperature
scendono, la cosa si ripercuote sulla qualit del latte. Ma
ne vale proprio la pena.
Uno dei motivi per cui quelle capre meritavano tanto interesse,
nonostante tutte le seccature che davano, era la qualit
del loro latte, insolitamente dolce, che nella produzione del
formaggio consentiva possibilit che le altre capre non permettevano.
C'era poi il diffuso interesse delle persone benestanti
per i prodotti esotici e le esperienze culinarie uniche nel
loro genere. Il formaggio di queste capre raggiungeva prezzi
esorbitanti nei ristoranti di lusso del Nord Est, dove i proprietari
volevano poter dire di avere prodotti locali, com'era
in effetti, ma che allo stesso tempo possedevano il misterioso
fascino dei deserti nordafricani. Hannah teneva per s circa
un quarto del latte e riusciva a vendere il resto ai produttori di
formaggio artigianale in giro per il New England per un sacco
di dollari, come precis. Il latte delle capre era infatti l'unica
cosa della fattoria che produceva guadagni effettivi.
Ma per avere dei profitti, non ricavi ma profitti, disse
Hannah, ci vorr un po', perch tutto questo ha richiesto un
enorme investimento di denaro.
Quanto costa una di queste capre?, domand Henry.
Parecchio, rispose Hannah, perch il loro latte si pu
vendere a un prezzo molto alto. E sono uniche nel loro genere.
Ogni capo, e io ne ho un centinaio, vale pi o meno diecimila
dollari.
Per un istante quel diecimila s'impresse nella mente di Henry
come il valore dell'intero gregge, quindi la prima impressione
che ebbe - ma solo per quell'istante - fu che diecimila
dollari fosse un prezzo pi che ragionevole per un bene tanto
prezioso. Ma riconsiderando le parole della donna, e facendo
un rapido calcolo, realizz che quel gregge di capre che gli stava
di fronte valeva un milione di dollari.
Mio Dio!, si lasci scappare, rammaricandosene subito.
In fin dei conti non  educato restare a bocca aperta davanti al
valore di qualcosa che altri possiedono, anche quando si tratta
di un gregge di capre da un milione di dollari.
S, certo, disse Hannah a voce bassa. So che  una bella
somma. Ma l'obiettivo di questa fattoria  pi importante del
fare soldi, anche se voglio che sia redditizia. Hannah si ferm
un attimo. All'inizio mi andava bene cos. Voglio dire, mi va
bene anche adesso. Ma c' del risentimento qui nel Vermont
per chi compra una tenuta per realizzare un progetto come
questo.  sempre stato cos. Questa fattoria  stata costruita, e
piuttosto bene, da una famiglia quacchera che aveva un sacco
di soldi. Coltivare e fare il proprietario terriero  sempre stato
un ottimo sistema per arricchirsi. E ci sono sempre stati agricoltori
poveri - braccianti, soprattutto - a cui non andava gi.
Voglio dire, immagino che avessero delle buone ragioni. Noi
cerchiamo di pagare bene tutti e di fare l'assicurazione sanitaria
a quelli a cui possiamo. Hannah si ferm di nuovo, rise
in maniera un po' esagerata, poi aggiunse: Credo che mi stia
a cuore perch sui giornali del Vermont si leggono molti articoli
ostili al mio tipo di fattoria - il Burlington, il Manchester
e tanti altri. E io sono stata personalmente chiamata in causa
un paio di volte. Soprattutto da un editorialista del Manchester
che ha scritto un pezzo sull'agricoltura di questo stato. A
lui piace parlare di gente ignorante della citt e di ricchi newyorchesi
che rovinano lo stile di vita del Vermont. Posso immaginare
che un milione di dollari per cento capre sembri una
cosa astratta e fuori contesto, e comunque proprio non so come
abbia potuto scoprirne il valore e parlarne nella sua rubrica.
D'altronde, io sto veramente cercando di fare qualcosa
di importante qui. Ci che conta  l'obiettivo, non il prezzo.
Voglio dire, come si fa a dare un valore a ci che  meglio per
il mondo e per l'ambiente?.
Hannah tacque, anche se sembrava avere altro da dire, ma
di certo in quel momento era un po' agitata. Dopo un secondo
annunci che doveva mettersi a lavorare a una conigliera
che stava costruendo e che forse era il caso di terminare la
visita. Tra qualche giorno arriveranno i conigli e devo essere
pronta! Non credo che questo sia un weekend di lavoro per
te, Abby, perci fate quel che volete. Magari domani potreste
aiutarmi a riparare un recinto che  caduto, ma per il momento
andate a divertirvi, c' un sacco di birra e di vino, se vi va di
stare un po' davanti al fuoco.


Capitolo 7.

Henry e Abby passarono il resto della giornata facendo diverse
cose. Camminarono lungo il perimetro del campo di
zucchine appena raccolte e poi lungo molti altri campi dove
crescevano, con maturazioni diverse, erba medica, patate dolci,
zucche e numerose altre colture che erano in grado di crescere
nel Vermont. Fecero un giro nella rimessa delle macchine,
dove Henry esamin gli accessori del trattore e un generatore
portatile, indugiando anche sul grande banco da lavoro. Sopra
c'era ogni tipo di attrezzo immaginabile, la lunga area di lavoro
in legno era affiancata da due stufette, una radio portatile
dipinta di rosso e un piccolo frigorifero pieno di lattine di Miller
Lite, come Henry pot constatare quando lo apr.
I due trascorsero un po' di tempo anche osservando tre
strani maiali del Wiltshire, ognuno dei quali aveva una strana
protuberanza carnosa sulla fronte. Evidentemente in citt c'era
un buon mercato per quel tipo di animale. I ristoranti alla
moda ora chiamavano suini e bovini con il nome della razza, e
la rubrica gastronomica del New York Times aveva tracciato
il profilo di questa particolare razza (cos Abby inform Henry)
asserendo che la sua carne era la migliore in circolazione.
Ma si pu mangiare anche quella cosa che gli pende dalla
testa?, domand Henry. Pens che la domanda potesse sembrare
un po' macabra, ma era troppo curioso.
Abby non lo sapeva. Francamente sarebbe disgustoso,
aggiunse.
Forse  buona, seguit Henry, ostentando la familiarit
dell'uomo di mondo che conosce la dura realt della vita agricola.
Una volta ho sentito dire che in campagna non si butta
nulla.
Chieder a mia zia di cucinartene una per questa sera, rispose
Abby, allungandogli un pugnetto sulla spalla. Protuberanza
di maiale del Wiltshire con guarnizione di salsa alle
mele.
Suona bene, disse Henry.
In realt la cena si compose di un'anatra intera arrosto con
scalogno e burro, pastinache (di produzione della fattoria) e
pane cotto al forno in una panetteria in fondo alla strada, gestita
anch'essa dalla moglie di un esperto in fondi speculativi.
Hannah esit a dare quest'ultima piccola informazione -
i tre erano nella sala da pranzo, piacevolmente illuminata da
due candelieri d'argento, e mangiavano con grande entusiasmo
- e ora sembrava rammaricata per aver sollevato la questione.
Ritengo che a volte sia imbarazzante, continu. Per tutti
i motivi che vi ho gi detto sono mortificata per via delle
capre. Ma che si deve fare? I soldi devono venire da qualche
parte. Avrei potuto spenderli a Miami o a Gstaad, e sarebbe
stato considerato un buon modo di investire il colpo di fortuna
professionale di mio marito. Ma moglie di un esperto
in fondi speculativi suona cos male. E poi, come ho gi detto,
non sono stata del tutto accettata dalla comunit agricola
del posto. Posso capire la critica. O almeno da dove arriva. La
cosa pi importante per me  tenere la testa bassa e la bocca
chiusa - anche se potrei passare il resto della vita a discutere
di agricoltura sostenibile. Se resisto fino in fondo, mi accetteranno.
O almeno lo spero.
Fu un interessante momento d'introspezione - interessante
e anche un po' commovente, per Henry almeno - e il vino
che stavano bevendo certamente rendeva il tutto ancora pi
affascinante. Era un vino della California di cui Henry non
sapeva assolutamente nulla, ma visto che non sapeva assolutamente
nulla di nessun tipo di vino, non era certo una sorpresa.
Al primo boccone di anatra, pens che in effetti gli sarebbe
piaciuto imparare qualcosa sui vini, poi, appoggiato sulla sua
sedia mentre ispezionava l'austera ma bella sala da pranzo della
tenuta, pens che forse un giorno gli sarebbe piaciuto averne
una simile. Non riusciva esattamente a immaginare come
potesse essere gestire una fattoria, ma la vita di campagna
esercitava un grande fascino su di lui. Di sicuro lo esercitava
la fattoria. Era veramente un posto meraviglioso.
Questo pensiero lo colse di nuovo, pi tardi quella notte, e il
giorno dopo, quando furono invitati per un altro giro della tenuta.
Puoi venire ogni volta che ti va, Henry, disse Hannah
mentre lui e Abby si stavano preparando per rientrare a Brooklyn.
 dura per me stare quasi sempre sola qui. Mio marito
non pu venire a mio piacimento. E, come ho detto, non sono
nella posizione di rinfacciargli di essere uno stacanovista, visto
che  anche un mio problema. Erano in piedi accanto alla
Volvo argentata mentre lei parlava, e Henry ebbe di nuovo la
vaga idea che forse un giorno avrebbe voluto possedere un posto
cos. Rivolse lo sguardo a destra, su uno spiazzo di ghiaia
vuoto, e alle capre, che ora erano fuori, a passeggio nel loro recinto.
Se avesse avuto una fattoria, forse avrebbe avuto anche
un gregge tutto suo di cui prendersi cura - magari un gregge
di capre libiche, sebbene, concluse, questo sarebbe stato piuttosto
improbabile.
Mi piacerebbe tornare, disse. Qui  veramente bello.
Non ci volle molto perch il progetto si realizzasse. Una settimana
dopo l'inizio di novembre, Abby propose a Henry una
nuova visita sotto Natale.
Inutile dirlo, ma da quando aveva perso i genitori le vacanze
per Henry erano un brutto periodo. Certo, era in buoni
rapporti con molti dei parenti di rami diversi della famiglia
e riusciva a vederli spesso. Alcuni vivevano in citt, altri nel
Connecticut, altri ancora in posti come la California e Washington,
sebbene questi li vedesse assai di rado. Le festivit
erano le principali occasioni di incontro, ma da quando i suoi
genitori erano morti evitava questo genere di cose perch, invece
di farlo sentire sicuro e protetto nel grembo della famiglia,
gli davano un gran senso di solitudine e gli provocavano
un'intensa nostalgia dei genitori.
Era questo il motivo per cui preferiva restarsene solo durante
le vacanze. La prima volta fu difficile, soprattutto perch
avvertiva la sensazione di perdersi qualcosa, non perch stesse
scrutando gli abissi della morte e della miseria. E scrutare
gli abissi della morte e della miseria era molto peggio, ovviamente,
che perdere un evento felice. L'anno precedente Henry
aveva provato a festeggiare il Giorno del Ringraziamento con
un pasto a base di cibo cinese insieme a degli amici stranieri, i
quali, non avendo motivo di commemorare il Giorno del Ringraziamento,
sembrarono molto pi interessati a sapere perch
non fosse insieme alla sua famiglia. E dare spiegazioni al
riguardo non gli piaceva granch. Pi che altro, quello che gli
piaceva fare durante le vacanze era andare in giro, bere caff,
leggere e pensare (in modo piacevole) alle cose che aveva amato
di pi del padre e della madre. In effetti, questo era ci che
adorava fare sempre, e forse erano la routine e la consuetudine
a dargli un po' di tregua dal contemplare l'infelicit della
sua situazione.
Ma quel Natale Henry decise di accettare l'invito di Abby.
So che ami stare da solo a Natale, gli disse lei (mentre bevevano
vino e mangiavano una piccola porzione di cavoletti di
Bruxelles in una sorta di ristorante ceco).  una cosa davvero
stupenda. Per i miei zii per la settimana di Natale andranno
ai Caraibi, a Saint Croix, e il loro custode per quei giorni
ha altri progetti, cos mi hanno chiesto di salire nel Vermont e
dare un'occhiata al posto. Andr su il giorno di Natale - dopo
i regali e la colazione a casa - e se vuoi possiamo vederci
l. Oppure potresti andarci la vigilia e restartene da solo. Non
ci sar nessun altro. Il custode partir quel giorno per Cleveland
o qualcosa di simile, cos potrai goderti la tua festa in
solitudine.
 molto carino da parte tua invitarmi, rispose Henry.
Forse ti accompagner. Lasciami pensare. Probabilmente
non dovrei dire subito di s.
Ma, a dire il vero, non appena Henry consider l'offerta cap
che avrebbe accompagnato Abby lass. La fattoria gli era
piaciuta sul serio. Soprattutto le capre. Gli sembr che la cosa
potesse funzionare se fosse rimasto solo almeno fino al pomeriggio
del giorno di Natale. Per quello che lo riguardava, era
la vigilia che contava di pi, e comunque le vacanze per lui terminavano
dopo il mezzogiorno di Natale. Oltretutto pensava
che sarebbe stato divertente passare del tempo con Abby, anche
se era ancora preoccupato di non essersi messo alle spalle
la cotta per lei. Comunque sia, gli bast un giorno per pensarci.
Chiam Abby nell'appartamento di Park Slope di cui
si occupava come house-sitter, e le disse che avrebbe accettato
volentieri.
Mi piace l'idea di passare almeno il pomeriggio di Natale
con qualcuno che conosco, disse lui.
Anche a me piace l'idea, rispose Abby.
 
Capitolo 8.

Henry non vedeva l'ora di partire, ma c'erano molte altre questioni
che gli frullavano per la testa.
Per prima cosa, c'era la faccenda del Demente. Era stata
pianificata una riunione organizzativa di sera in un posto
chiamato Tamerlane, un bar che proponeva birre Pabst Blue
Ribbon, un'ampia variet di toast e, per motivi che Henry non
riusciva a comprendere, una straordinaria lista di vini costosi,
nella quale c'erano diverse bottiglie che superavano i trecento
dollari.
Tuttavia gli piaceva un bel po' il Tamerlane. Aveva vecchie
finestre piombate, soffitti stuccati e candelieri a corna di cervo
(chiaramente non originali, ma donavano al bar un'atmosfera
vecchio stile). C'era sempre bella musica. Non che ne capisse
molto di musica, e lo stesso valeva per tutto quello che i giovani
di Brooklyn apprezzavano, ma l'iPod del barista aveva sempre
cose interessanti.
Alla riunione erano in ventitr: i vari redattori, un tizio della
pubblicit che aveva fatto dei lavoretti per la Simon &
Schuster e anche un bellissimo giovane di origini britanniche con
l'improbabile nome di Whitney. Il tutto, per varie ragioni, risultava
alquanto stressante per Henry, soprattutto perch l'editor
della narrativa stava ancora leggendo il racconto che gli
aveva dato. Al riguardo, Henry si sentiva in imbarazzo. Dopotutto
stava usando una scorciatoia per pubblicarlo, e poi come
poteva far comparire il suo nome nella rivista, visto che ne
era anche redattore (e principale finanziatore)? Ma si rasseren
subito dicendosi che questo genere di cose accadono di continuo.
 cos che va avanti l'editoria, consider a voce alta,
ripetendo a pappagallo quello che aveva sentito dire alla rivista
dove aveva fatto lo stage. Tuttavia, l'editor della narrativa
sembr non accorgersi dell'ansia di Henry e non disse nulla sul
suo racconto, bench si fossero salutati calorosamente prima
che la riunione iniziasse. Max, questo era il nome dell'editor,
lo aveva anche presentato alla sua nuova ragazza definendolo
un collega scrittore e un importante mecenate della rivista.
Questo mise Henry un po' a disagio: la parola mecenate gli
evocava caritatevoli ricordi di vedove di Lexington, in Massachusetts,
nell'atto di donare soldi ai club di giardinaggio.
Ma Henry fu immediatamente strappato all'imbarazzo perch
fu catturato dal fatto che la donna a cui era stato presentato,
che si chiamava Sasha, avesse pi tatuaggi di chiunque
altro avesse mai incontrato; uno addirittura dal collo le si arrampicava
sul viso. Non aveva pregiudizi per certe forme di
espressione della propria personalit. Provava una certa ammirazione
per questo genere di cose, o almeno cos pensava
mentre salutava Sasha. Ma proprio mentre le stava dicendo
piacere di conoscerti, lei fu distratta da un amico appena arrivato
e riusc a indirizzare a Henry solo un rapido sorriso prima
di voltarsi, portandolo di colpo a considerare di assumere
un atteggiamento pi sprezzante nei confronti della gente tatuata.
Dopotutto, se n'era convinto, quello era esattamente il
tipo di donna che tendeva a disprezzarlo, generalmente con
parole come monotono e irritante se l'argomento del suo carattere
o della sua personalit saltava fuori.
Ad ogni modo, la riunione cominci e Henry si sedette
tranquillo in un angolo ad ascoltare i resoconti su cose come
la pubblicit, i caratteri tipografici, le possibilit della
color art, e se dovessero o meno pubblicare opere di poeti con cui
gli editor di poesia avevano studiato. L'argomento principale,
per, era la tipografia a cui si sarebbero dovuti affidare.
Uno dei condirettori, una donna di nome Karen che Henry
aveva sempre trovato molto attraente, aveva vagliato la possibilit
di dare il lavoro a un tipografo in un paese in via di sviluppo.
Era un'idea tutt'altro che inverosimile ed era un fatto
che molti editori stampassero libri e riviste fuori dagli Stati
Uniti. Karen concluse, tuttavia, che il luogo migliore per produrre
Il Demente era un'azienda dell'Ontario, Canada: Perch
sono totalmente ecologici, pagano bene i loro impiegati
e, onestamente, non ci creeranno nessun problema. Sono dei
professionisti.
Segu un dibattito piuttosto animato sulla considerazione
sollevata dai pi, e in effetti abbastanza ovvia, che il Canada,
tecnicamente parlando, non fosse un paese in via di sviluppo.
Ma Karen addusse degli argomenti piuttosto complessi
riguardo ad alcune imprevedibili pratiche del lavoro, abilit
discutibili e problemi di impatto ambientale a proposito degli
altri paesi che aveva preso in considerazione. Henry era impressionato,
e tuttavia si sforz di analizzare la questione con
grande attenzione, da tutti i punti di vista e tentando di non
farsi influenzare dall'avvenenza di Karen.
Quando la riunione fin, Henry si stup di trovarsi a dare
delle spiegazioni del suo punto di vista, ben motivate, a Karen,
mentre prendevano una birra al bar. Si era sorpreso a dire cose
del tipo pare che tu abbia fatto un lavoro molto scrupoloso
e credo tu sia a buon punto con questa idea del Canada.
A sorprenderlo anche di pi fu l'apparente reazione interessata
di Karen a quello che lui stava dicendo sulla letteratura
moderna, l'attualit di stampare giornali letterari nell'era elettronica,
e anche le sue opinioni sull'arte visuale, materia che
Henry conosceva ben poco. Di fatto, Karen reagiva a tutto ci
che lui diceva con un s, mi pare giusto e non l'ho mai considerata
in questo modo, ma  molto interessante.
E alla fine, dopo quella che Henry reput una conversazione
veramente interessante, Karen sugger di mangiare qualcosa.
Andiamo al 404. Barbecue texano. Appena aperto.
Dicono che sia fantastico.
Per me va bene, rispose Henry e, dopo una visitina alla
toilette degli uomini, si ritrov ben presto a camminare sotto
la Brooklyn-Queens Expressway in direzione della cena.
Nello spirito della genuinit (per cui, certamente, New
York era famosa), il 404 vendeva pietanze a peso dalle varie
postazioni e, se si trattava di carne, questa era incartata in un
foglio beige di macelleria. (I contorni tipo fagioli stufati e insalata
di cavolo venivano serviti in contenitori bianchi di polistirolo
con un coperchio di plastica opaco e i buchi per la
cannuccia). Henry e Karen decisero di prendere mezzo chilo
di punta di petto, mezzo di costolette di maiale, due porzioni
di fagioli e un'insalata di cavolo. Era evidente che fosse un sacco
di roba. Ma avevano bevuto e si stavano divertendo, quindi
sembr giusto continuare a festeggiare la serata. Con lo stesso
spirito presero anche una birra e un bicchiere di Maker's
Mark a testa, e poco dopo erano seduti a un lungo tavolo circondati
dagli altri commensali, con i mucchietti di condimenti
e i rotoli di carta per pulirsi collocati a intervalli regolari.
Sono contenta di essere qui, disse Karen mentre scartava
le costolette di maiale.
S,  un posto molto carino, comment Henry. Sono felice
che siamo venuti. Poi abbass lo sguardo sulle costolette
e si chiese se esistesse un modo dignitoso per togliere tutto
quel grasso prima di mangiarle. Voleva essere educato. Ma
Karen, rapida, agguant una costoletta dal mucchio e se ne ficc
un'estremit in bocca senza nessuna delle buone maniere
che lui stava considerando, perci Henry fece la stessa cosa,
mangiando il grasso con finto trasporto.
Il cibo era fantastico (cos come il bourbon), la conversazione
scorreva tranquilla e, mentre la carne diminuiva, Henry
cominciava a domandarsi se non fosse il caso di iniziare a
pianificare la mossa successiva. Dopotutto, per quanto ne sapeva,
era una di quelle occasioni in cui i giovani maschi di
Brooklyn finivano per fare sesso, e se c'era una chance di fare
sesso, lui avrebbe dovuto per forza avere un piano.
Risult, invece, che non c'era bisogno di nessun piano. Mentre
la cena si avviava alla conclusione, Karen prese un grosso
boccone di insalata di cavolo, rosicchi l'ultima costoletta e
disse: Perch non vieni a casa mia quando abbiamo finito
qui? Il mio coinquilino  fuori citt. Possiamo bere qualcosa e
magari dormire insieme.
Inutile dire che la proposta fu piuttosto scioccante per una
serie infinita di ragioni. Sembr soprattutto la prova evidente
di quanto Henry sospettava da un po': che per chiunque
altro il sesso fosse una cosa del tutto naturale e di facile organizzazione,
mentre lui (questo era l'importante corollario del
suo sospetto), a causa di un'imprecisata ingiustizia cosmica,
era escluso da questo semplice scambio; escluso per ragioni
che non riusciva bene a decifrare ma che immaginava avessero
a che fare con la sua stravagante insicurezza, l'assurda paura
delle cose normali e la confusione che sembrava avvertire
quando aveva vicino una donna.
Era una cosa molto interessante. Ma quella di Karen non
era una proposta complicata e lui doveva rispondere in modo
semplice e conciso se voleva mantenere vivo quello spirito di
disinvolta intimit. Mi sembra fantastico, ok, disse alla fine.
Henry mangi quel che rimaneva della sua carne con una
rapidit preoccupante e ben presto eccolo nell'appartamento
di Karen a Greenpoint, a sorseggiare un altro bicchiere di
bourbon e a domandarsi (ancora una volta) come fare la prima
mossa. Ma fu Karen a prendere nuovamente in mano la
situazione: cominci a baciarlo e a sbottonargli lentamente i
jeans e, in un attimo, Henry si ritrov esattamente nella tipica
situazione eroica e, con sua grande sorpresa, un po' oscena, in
cui aveva sempre voluto trovarsi con Karen.
 
Capitolo 9.

E (con grande sorpresa di Henry) si videro ancora. Sei volte, in
effetti, secondo i suoi calcoli, ed era sempre uguale: una bella
cena a base di carne grassa e alcol distillato, seguita da interessanti
attivit in camera da letto che lo lasciavano in uno
stato di gioia e autocompiacimento per diversi giorni.
Tuttavia, non era semplice capire cosa significasse davvero
quella storia. Dopotutto, entrambi erano sui venticinque
anni, e al giorno d'oggi l'esclusivit deve essere affermata e
non presunta, come Henry aveva amaramente scoperto appena
giunto a Brooklyn. Non riusciva ad allontanare il pensiero
che Karen fosse troppo per lui - un po' troppo attraente e furba.
Ma al sesto appuntamento (durante la prima settimana di
dicembre) si sentiva pi fiducioso. Perci decise che forse questa
cosiddetta relazione avrebbe potuto avere un futuro. Ciononostante
(e questo,  triste dirlo, non lo sorprese nemmeno
un po') la cosa fin piuttosto male.
Avevano deciso, dopo qualche discussione, di incontrarsi
con alcuni conoscenti di Henry e altri loro amici per guardare
i New England Patriots contro i New York Jets in un bar
sulla Metropolitan Avenue, un locale noto per i numerosissimi
videogiochi popolari. L'idea era partita da Karen, che l'aveva
proposta a un amico via e-mail (come si usava allora),
un'e-mail che era stata (in modo sconsiderato, come si rivel)
spedita a un gruppo di persone e che, alla fine, dopo che
almeno in trenta l'avevano ricevuta, era giunta anche a Henry.
Il problema fu che la prima e-mail, quella che proponeva
l'incontro, includeva (evidentemente a causa di un errore superficiale
e catastrofico) delle informazioni su Henry e sui sentimenti
di Karen per lui. L'e-mail, rispondendo a una qualche
domanda misericordiosamente cancellata, diceva:
S. Henry. Uno strano ragazzo. E comunque non tanto strano
quanto  noioso. Mansueto, come direbbe mia madre. Ma
tutti i soldi che ha lo rendono pi che attraente. Ah, non abbastanza
da inchiodarmi. Lo faccio per la squadra! Tutto per
le buone finanze del Demente/Oh, e una cosa devo proprio
dirla, perch a qualcuno devo raccontarlo: durante il sesso fa
le espressioni pi assurde. Merda!
Henry era talmente sbigottito mentre terminava di leggere (ed
era solo all'inizio di una lunga sfilza di e-mail) che si rese conto
di aver preso coscienza, in modo assolutamente scioccante
e adrenalinico, di ogni aspetto che rendeva la cosa terribile.
Il fatto di essere stato definito mansueto e noioso, inutile dirlo,
lo aveva buttato gi. Peggio, il sesso era stato penosamente
barattato per i trentamila dollari che aveva investito nella rivista
e per quelli di cui avrebbero avuto bisogno in futuro. Peggio
ancora, e quando ci pens gli si rizzarono i capelli in testa,
il fatto che esibisse delle strane (perci spiacevoli) espressioni
quando faceva sesso. Ma la cosa peggiore in assoluto (di gran
lunga) era questa: in giro per Brooklyn c'era gente che sapeva
delle sue facce. Karen lo stava raccontando. E anche se non
avesse raggiunto tanta gente, era tutto su un'e-mail che stava
facendo il giro di Williamsburg. Quanto tempo ci sarebbe voluto
prima che altri leggessero l'intera conversazione e pubblicassero
quella scoperta in uno dei nuovi popolarissimi social
network?
Era pi di quanto potesse tollerare. E dopo appena due o
tre secondi dalla scarica di consapevolezza adrenalinica, i suoi
pensieri iniziarono a dissolversi e, senza possibilit alcuna di
fermarsi, scoppi in lacrime.
Era a casa da solo. Almeno questo. In pi di un'occasione
era scoppiato in lacrime in pubblico, quindi era contento
di non trovarsi in qualche internet caf a piangere dentro una
tazza fumante.
Il pianto dur quasi cinque minuti, poi si plac, lasciandolo
in preda alla sofferenza a camminare da solo per Williamsburg
con il colletto stretto e sollevato mentre si domandava come
avrebbe fatto a sopravvivere a tutto ci. Pens a quei parenti
in California e a come avesse sempre avuto un vago desiderio
di vivere davanti a una spiaggia completamente immersa
nel sole. Ma, una volta che questa fantasia svan e comprese
che non sarebbe stato felice per pi di un mese su una spiaggia,
decise che ci di cui aveva veramente bisogno era agire
in qualche modo. Anche se non con una telefonata rabbiosa
o un'e-mail ostile, come minimo avrebbe annunciato che non
era pi interessato a frequentare Karen. Tuttavia, rincasando
qualche ora dopo l'orribile scoperta, inaspettatamente Henry
si accorse di aver ricevuto un'e-mail da Karen che cancellava
l'appuntamento e aggiungeva di essere giunta alla conclusione
che non fosse pi il caso di sentirsi sentimentalmente coinvolti.
Di certo in quest'epoca, soprattutto a Williamsburg, era
assolutamente normale rompere con qualcuno per e-mail, e
questa non era neppure una rottura, visto che erano usciti insieme
una manciata di volte. Henry si chiese se lei non avesse
realizzato improvvisamente di aver disseminato ovunque i
suoi oltraggiosi pensieri su di lui e avesse deciso di tirarsi fuori
prima che lo facesse Henry. Formul anche una lunga e-mail
di risposta in cui l'accusava, vista l'importanza della privacy,
della mancanza di rispetto e gentilezza in un mondo cos complicato,
e che a nessuno doveva riguardare - nemmeno ai suoi
amici pi cari - com'era la sua faccia mentre faceva sesso.
Scrivere quell'e-mail cos ostile lo fece sentire bene. Alla fine,
per, decise di non inviarla, pensando che l'avrebbe fatto
apparire peggiore e avrebbe fornito a Karen pi materiale per
divertirsi alle sue spalle con gli amici.
Perci, abbandon l'idea dell'e-mail e cominci a fare i conti
con i suoi sentimenti di umiliazione, iniziando a lavorare (e
ci riusc piuttosto bene nelle ore successive) su un racconto che
aveva in testa da tempo. Una storia su un novantenne che si
era confrontato con il dolore di aver affidato la madre di centosei
anni a una casa di cura. Il progetto lo tenne impegnato
per l'intera notte e, fortunatamente, per un'altra settimana e
mezzo. Non appena lo ebbe finito, con un mucchio di ringraziamenti
per la distrazione offertagli, lo invi a diverse riviste
letterarie, bench, considerati gli avvenimenti e la fortuna recenti,
era assai probabile che nemmeno questo progetto avrebbe
avuto particolare successo.
 
Capitolo 10.

Considerati gli ultimi eventi, all'arrivo del Natale Henry si
sent sollevato dal fatto che un nuovo viaggio verso nord, a
Highgate Meadows, lo avrebbe allontanato dalla citt e, soprattutto,
gli avrebbe consentito di passare un po' di tempo da
solo con Abby. Lei stava lavorando parecchio come free-lance
per una specie di sito web che si occupava di arte tessile, perci
non era riuscita a incontrare Henry dopo le sue recenti umiliazioni,
anche se lui fece del suo meglio per fingere che non fosse
accaduto niente. Ma, va detto, stavolta non fu troppo bravo.
Perch tutti questi mugugni?, gli chiese una sera per telefono
Abby. Ci vedremo presto. Passeremo il Natale insieme.
Immagino di s, rispose Henry. E non sto mugugnando.
Forse sto solo cercando qualcosa da fare.
Bene, trovati un hobby, prosegu Abby. Sto facendo un
sacco di soldi e le cose con la band stanno andando molto bene,
quindi non vedo pi nessuno da quando sono quass (la
famiglia di Abby viveva a Saratoga Springs).
Henry pens che magari anche lei avesse visto l'e-mail di Karen,
sebbene l'indirizzo di Abby non fosse tra quelli a cui era stata
inoltrata; aveva controllato tre volte. E, considerato che Abby aveva
sempre avuto poca simpatia per quelli del Demente, anche se
avesse ricevuto l'e-mail l'avrebbe buttata direttamente nel cestino.
Era un bel rompicapo, ma quando la mattina della vigilia
Henry mise i bagagli nella Volvo, la sua mente si era a suo
modo rilassata. Avrebbe passato del tempo in campagna controllando
i campi dove erano gi state raccolte le zucchine,
camminando lungo i vecchi muri di pietra e dando da mangiare
a preziose capre salvate dall'estinzione, alle quali non sarebbe
interessato nulla di come lui apparisse a letto.
Il programma prevedeva che Henry rimanesse solo a Highgate
Meadows la vigilia di Natale. Il custode sarebbe andato
via a mezzogiorno, insieme agli altri lavoratori, mentre Abby
sarebbe arrivata solo nel pomeriggio del giorno di Natale. Lei
aveva alcune piccole cose di cui occuparsi, ma lo incoraggi:
Divertiti e fa' come se fossi a casa tua!. Anche Hannah si dimostr
gentile scrivendogli un'e-mail il giorno prima di partire
per Saint Croix. Poi Abby dette a Henry delle istruzioni
pi precise sulla sua stanza, su dove trovare gli asciugamani e
via dicendo. Ci sono cose che devo fare quando arriver, aggiunse.
Roba di poco conto. In realt  gi tutto organizzato,
quindi non c' quasi niente di cui preoccuparsi. Staremo l solo per controllare che non succedano catastrofi. Poi gli spieg
altre cosette, affinch si sentisse a proprio agio: dov'era la
legnaia e dove si trovavano gli alcolici.
La promessa dell'alcol fu, di fatto, il pensiero fisso durante
tutto il viaggio in macchina verso nord. Gi si vedeva di fronte
al camino, in mano un bicchiere di qualche brandy, come
immagine simbolo di un Henry che si rilassava lasciandosi alle
spalle Williamsburg, anche se solo per un giorno o gi di l.
Si era fatto anche un piano accurato su come accendere il fuoco
e versarsi un drink nel minor tempo possibile: non avrebbe
scaricato le valigie, non sarebbe andato al bagno e avrebbe
aspettato prima di cucinarsi qualcosa fino a che il fuoco non
fosse stato acceso e il brandy nel bicchiere.
Ma c'era un'altra cosa che gli fece desiderare il calore del
fuoco e un bel drink. Durante il viaggio si era messo a nevicare.
Senza sosta. Ed era bellissimo. La sua Volvo era dotata di
un gran numero di congegni per affrontare le strade di campagna
ed era ben equipaggiata per le situazioni climatiche pi
difficili, perci non fece troppo caso alle condizioni della strada
e, anzi, lasci vagare i pensieri con il panorama: consider
(con un certo ottimismo irrazionale) le varie possibilit che
potevano presentarsi in una fattoria del Vermont ricoperta di
neve, dove sarebbe rimasto solo con Abby. La neve cadeva con
forza e, mentre attraversava il Massachusetts per arrivare al
confine con il Vermont, pens che era una delle nevicate pi
intense che avesse mai visto. Accese la radio per ascoltare il
bollettino meteo (fino a quel momento aveva ascoltato della
musica) e i suoi sospetti trovarono conferma: diversi speaker
parlavano di quella che era prevista - e fu un po' sorprendente
- come la peggiore tempesta che avesse colpito la regione
negli ultimi trent'anni. Mentre era ancora a Brooklyn, Henry
aveva sentito che stava arrivando la neve. O forse lo aveva letto
su internet. Ma in quelle notizie non c'era n il dramma n
la seriet che percepiva adesso per radio. E quando imbocc la
strada per Highgate Meadows, ascolt i resoconti sulle temperature
in calo e sulla possibilit che cadesse oltre un metro
di neve. Dicevano che avrebbe continuato per tutta la giornata
di Natale e nei giorni a seguire.
Henry vedeva da s quello che dicevano le previsioni. La festosa
neve natalizia si era trasformata in una gelida tormenta
e, mentre guidava lungo la strada sterrata, riusciva a malapena
a distinguere i profili degli edifici. Tuttavia, riusc ad arrivare.
A questo punto c'era poco di cui preoccuparsi: almeno
non sarebbe morto congelato sul ciglio della strada, e questo,
tutto sommato, era qualcosa di cui essere grati.
 
Capitolo 11.

E cos, una volta arrivato, Henry mise in atto i suoi ben meditati
piani e, dopo una piccola variazione sul programma per
andare in bagno, accese il fuoco. Quindici minuti dopo era l
che sorseggiava un bicchiere di Armagnac dall'aria costosa,
fissando un grande ceppo di quercia che ardeva in cima a una
pila di piccole fascine di pino.
La grande tranquillit che lo circondava lo distolse dalla
sua vita di Williamsburg. Poi, dopo alcuni momenti in cui si
era soffermato sull'ambiente - i libri rilegati in pelle, l'antica
credenza, il morbido divano giallo con due trapunte drappeggiate
sul retro - torn a chiedersi, cos come aveva fatto
la prima volta che era stato a Highgate Meadows, se questa
non fosse effettivamente la vita giusta per lui. E il corollario di
questo pensiero - un elemento nuovo, in effetti - fu che, forse,
tutto ci di cui aveva davvero bisogno era una donna come
Hannah. In una versione pi giovane, ovviamente. Magari
aveva solo bisogno di qualcuno che sapesse apprezzare di pi
la campagna, qualcuno a cui piacesse sedersi accanto al fuoco,
che sapesse sistemare le trapunte in modo adeguato e cucinare
pasti elaborati. Purtroppo, quasi immediatamente fu
attraversato dalla fastidiosa consapevolezza che Hannah gli
ricordava un po' sua madre. Ma sua madre era pi dolce, se 
davvero possibile che qualcuno lo sia, e un po' meno ambiziosa
di Hannah. Sua madre era una donna emotivamente astuta
ed era un'eccellente narratrice di storie, avendo memoria di
tutti i dettagli di ogni parente materno che Henry avesse incontrato,
o di cui avesse conoscenza. A esser sinceri, era quasi
l'unica cosa di cui sua madre parlasse, anche se le sue storie
non erano mai ripetitive o sciocche e lo lasciavano tutte le volte
con un'enorme urgenza di scriverci su qualcosa.
Fu durante l'ultimo anno del college (il semestre prima di
iniziare il cosiddetto stage nella rivista) che lei mor, assieme a
suo padre, nell'incidente nautico vicino alla casa di Martha's
Vineyard. Successe tutto in modo assolutamente inaspettato,
come sempre negli incidenti nautici, e fu tanto scioccante che
Henry credette di non potersi mai pi riprendere. In effetti,
ogni volta che ci pensava sentiva di non aver vissuto ancora
pienamente l'evento luttuoso, di stare ancora disperatamente
scappando da quella prima orribile telefonata in uno stato
di crescente confusione. Era strano, aveva la percezione di
non essere arrivato veramente a sondare l'abisso di una cosa
tanto terribile, di non poter dire di essersi del tutto ripreso da
quell'evento. Il fatto era che Henry era stato molto legato ai
suoi genitori, sebbene fossero cos diversi da lui.
Era cresciuto a Lexington, nel Massachusetts, in una casa
enorme su quattro ettari di terreno, con un vecchio granaio,
un laghetto e una vita da pendolare per andare a trovare il padre
a Boston. L'uomo gestiva dei fondi di investimento, costituiti
in parte dal denaro di famiglia e in parte dal denaro di altri
investitori, di solito famiglie benestanti che non avevano qualcuno
sveglio come lui capace di occuparsi dei loro patrimoni.
Prima di prendere le redini dei fondi che gestiva, il padre
di Henry aveva un lavoro pi convenzionale. Era un analista
di fondi per una grande agenzia di Boston. E malgrado tutto,
dopo un problematico cambio di gestione, si era tirato fuori
senza troppi imprevisti. Non aveva la mania per la finanza
tipica della maggior parte degli intermediari di successo, e il
passaggio a un'esistenza nuova e pi tranquilla era avvenuto
senza problemi. Era un eccellente velista, amava giocare a
tennis e andare a caccia, ed era un uomo realmente dedito alla
famiglia. Henry tornava a casa almeno cinque o sei volte a
semestre quando era a Deerfield (cosa piuttosto insolita tra i
suoi coetanei) perch suo padre amava passare del tempo assieme
a lui.
Si dava il caso, per (e questo Henry lo aveva capito una volta
per tutte), che lui e suo padre fossero persone molto diverse.
Sin dalle elementari aveva compreso di essere pi fragile e pi
sensibile (in senso negativo) del genitore e, man mano che cresceva,
questi primi sospetti trovarono conferma: Henry diventava
sempre pi sensibile e sempre meno sportivo. Soprattutto,
ed era qualcosa che Henry aveva compreso profondamente e
con grande precisione emotiva, suo padre lo amava con un
eroico senso di gratitudine e accettazione. Nemmeno una volta
- nemmeno una - aveva fatto un singolo commento denigratorio
su cose come l'irrazionale paura di Henry per l'acqua,
la mancanza di energia fisica, la timidezza che lo paralizzava
con le ragazze, o qualsiasi altro aspetto che indicasse la sua totale
diversit rispetto alla robustezza e al vigore maschile del
padre.
Io e te siamo molto diversi, gli disse una volta dopo aver
discusso sulla decisione di Henry di abbandonare l'insignificante
ruolo di riserva nella squadra di corsa campestre di
Deerfield. Siamo diversi. Ma Henry, sei l'uomo migliore che
conosco. Davvero. Non potrei essere pi felice di averti come
figlio. Da te imparo qualcosa ogni giorno. E sai perch? Perch
sei la persona emotivamente pi generosa che abbia mai conosciuto.
Non credo di aver mai sentito uscire dalla tua bocca
qualcosa di cattivo o meschino. Mai, nemmeno quando eri
piccolo. Ed  una cosa insolita. Mai visto nulla del genere.
Questa conclusione lo aveva sempre lasciato perplesso. Sapeva
di aver avuto pensieri e opinioni molto poco generosi ed
era capace di comportarsi in maniera sconveniente. Ma era
altrettanto vero che aveva pochi nemici e non aveva mai trattato
male un amico.
Nonostante tutto una cosa era chiara, perlomeno mentre si
trovava su quel divano a Highgate Meadows in quella vigilia
di Natale: suo padre lo aveva amato. Henry lo sapeva. Esistono
svariate ragioni, assolutamente ovvie, per cui la perdita di
un padre pu essere devastante, ma nel suo caso la mancanza
maggiore era la sensazione che non ci sarebbe stato nessun
altro capace di avere una buona opinione di lui, a cui sarebbe
piaciuto in quel modo, che fosse cos felice di stargli accanto.
Restava comunque un pensiero piacevole, malgrado la
tragedia che celava. Gli era di conforto sapere che c'era stato
qualcuno cos. Faceva parte di una costellazione di idee e
ricordi con cui Henry decise che avrebbe potuto cullarsi per
l'intera serata, ora che il fuoco era acceso e si era assicurato
qualcosa di buono da bere.
Ma proprio quando iniziava a considerare l'idea di provare
un altro degli Armagnac di Hannah per riuscire a contemplare
il proprio passato pi in profondit, il cellulare squill.
Non riconobbe il numero e all'inizio pens di ignorarlo. Poi
per decise di rispondere, pensando che poteva essere qualche
lontano parente che voleva augurargli buon Natale. Invece era
Abby. Gli disse che chiamava da Saratoga Springs per gli auguri,
poi aggiunse che aveva una cosa di cui discutere.
Immagino che la tempesta di neve sia terribile lass.
Henry guard fuori dalla finestra. L'aveva quasi dimenticata
ora che se ne stava davanti al fuoco. Ma ancora infuriava,
anche peggio di prima: S,  proprio brutta, concord
alla fine.
Qui ci sta tormentando, disse Abby. Ma tu starai sicuramente
peggio. Immagino che molte strade rimarranno chiuse
per la notte.
Non mi stupisce. Venendo qui le strade erano terribili.
Volevo dirti, Hannah mi ha chiesto di assicurarmi che
tu non sia morto e che nella fattoria vada tutto bene. Chiede
anche se puoi dare un'occhiata alle capre. Controllare se stanno
bene. Nient'altro. Cercher di partire domattina presto.
Magari per allora le strade saranno percorribili e in un modo
o nell'altro dovrei farcela. Prender l'auto di mio padre. Ma tu
resterai da solo stasera e quasi tutto domani.
Per me va bene, rispose Henry, e in quell'istante pens
che avrebbe comprato dell'Armagnac non appena tornato a
casa. Chiss quanto costava quella bottiglia. Poi consider che
gli sarebbe piaciuto aprire un negozietto a Williamsburg che
vendesse esclusivamente Armagnac. Qui va tutto bene, aggiunse
alla fine.
Hai acceso il fuoco?.
L'ho acceso e ho trovato il mobiletto degli alcolici. Domani
ci divertiremo un sacco. Potremo spassarcela giocando a
carte davanti al camino.
A quel punto Henry si aspettava che Abby dicesse qualcosa
come non vedo l'ora, oppure lasciami qualcosa da bere. Invece
non ci fu risposta, ed ebbe la vaga sensazione che Abby
fosse sul punto di rimproverarlo per un'involontaria scortesia.
Ma non ci fu niente. E si ritrov a ripetere: Pronto? Pronto?.
Ancora nessuna risposta, cos allontan il telefono dall'orecchio
per osservarlo. Lo schermo diceva: Nessuna ricezione.
Fiss il cellulare per un altro secondo, poi si alz e si diresse
verso un cordless proprio dall'altra parte della stanza. L'avrebbe
chiamata da l. Ma anche quello pareva morto. Nell'istante
successivo la piccola lampada che aveva acceso nella sala da
pranzo tremol una volta, poi una seconda, infine si spense.
Attravers il corridoio fino alla cucina dove prov le luci.
Anche quelle erano spente. Ma c'era ancora luce fuori e riusciva
a vedere abbastanza in casa. Dopo aver provato gli altri
interruttori giunse alla conclusione che l'elettricit doveva essere
fuori uso. Probabilmente questo non poteva annoverarsi
come un evento positivo, pens Henry, ma in fondo non c'era
nulla di cui preoccuparsi. Avrebbe solo dovuto tenere tutto
sott'occhio.
E probabilmente avrebbe dovuto iniziare con le capre, visto
che erano l'unica cosa che stava a cuore a Abby e Hannah.
 
Capitolo 12.

Non poteva negare che quelle cosiddette capre libiche fossero
- anche per un profano - dei magnifici animali. Avevano occhi
profondi e furiosi, nere corna luccicanti e, sebbene il loro
manto fosse a tutti gli effetti grigio, adesso, alla cupa luce
dell'inverno del Vermont, con il sole che filtrava nella piccola
stalla attraverso una terribile tempesta di neve e le grandi finestre
in plexiglas, le capre sembravano blu. Non un grigio che
dava sul blu, ma un autentico, inconfondibile blu scuro senza
alcuna nota di grigio.
Erano animali misteriosi e Henry pens che gli sarebbe piaciuto
passare del tempo con loro nei giorni successivi. Ma prima
che il suo pensiero potesse penetrare i misteri della vita
animale, not qualcos'altro.
Nella stalla era pi freddo di quanto avrebbe dovuto essere.
Il riscaldamento era elettrico - se ne accorse subito dall'installazione
sul soffitto - e doveva essere fuori uso come tutto
il resto nella fattoria. C'era poi un altro problema. Una delle
finestre era spalancata e un'aria gelida e nevosa imperversava
probabilmente gi da un pezzo.
Corse alla finestra per chiuderla. Non sapeva esattamente
che temperatura ci fosse l dentro, ma faceva freddo, e ricord
che Hannah, durante il giro della tenuta, aveva detto che le
capre avevano bisogno di calore, che il loro latte avrebbe risentito
delle basse temperature, che forse (questo poteva solo immaginarlo)
il loro corpo avrebbe sofferto per il calo termico.
Come fare per scaldare una capra era qualcosa che andava
ben oltre le sue competenze. Dopotutto avevano dei lunghi
manti lanosi, si stringevano tra loro e una fattoria era di certo
meglio della natura selvaggia, per quanto Henry non fosse
sicuro che quella specie di capre avesse mai vissuto allo stato
brado.
La temperatura nella stalla restava comunque un problema
e Henry decise che avrebbe dovuto pensarci su, anche se gi sapeva
quali alternative avesse. Torn dentro, mise un ceppo nel
fuoco, si vers un altro bicchiere di Armagnac e decise che per
il momento sarebbe stato sciocco preoccuparsi degli animali e
del brutto tempo, perch il loro istinto li avrebbe guidati.
Dieci minuti dopo, per, era gi in piedi a camminare su e
gi e, alla fine, giunse alla conclusione che doveva assolutamente
fare qualcosa. Guard il termometro fuori dalla finestra
della cucina e vide che la temperatura era scesa di almeno
quattro gradi nell'ultima mezz'ora - era vicinissima allo zero
- e stava rapidamente calando il buio. Anche se non ne aveva
ancora bisogno, in una credenza della cucina trov diverse
torce elettriche, dopodich indoss giacca e cappello e si diresse
alla stalla.
Il vento era molto pi forte e la neve cadeva orizzontale.
Infatti, a causa delle tremende raffiche, esplodeva in grandi
nuvole che si sollevavano da terra. E non ebbe bisogno del termometro
per accorgersi che faceva decisamente pi freddo di
prima. Non sapeva quali stravolgimenti meteorologici avessero
causato quella situazione, ma il risultato sembrava proprio
quello che ci si sarebbe aspettati, per definizione e per esperienza
diretta, da una bufera di neve.
Inoltre, non era chiaro se le capre capissero che le cose si
stavano mettendo male per loro. Quando Henry arriv alla
stalla, constat che la finestra era chiusa, ma faceva ancora
troppo freddo. Le capre erano sempre strette l'una all'altra,
ma adesso perfino di pi e, quando si avvicin, credette di vederne
una o due tremare, sebbene il movimento fisico delle capre
fosse, per forza di cose, un concetto che gli era estraneo.
Doveva fare qualcosa. Doveva affrontare il fatto che la stalla
era senza riscaldamento e presto la temperatura sarebbe scesa
sotto lo zero e si sarebbe assestata cos per tutta la notte e
probabilmente anche il giorno dopo. Le capre avrebbero preso
freddo ed erano, in fin dei conti, il bene pi importante (e
insostituibile) della fattoria. La domanda era: che cosa fare?
Per un attimo fu attratto da un'interessante idea ispirata da
un libro che aveva letto al college sulla storia delle dimore rurali nell'Europa della prima et moderna. Vi si faceva notare
come gli animali d'allevamento spesso dormissero in casa
con il padrone, che li proteggeva dalle inclemenze del tempo,
dai banditi e da ogni altro pericolo. Immagin, ma solo per
un brevissimo istante, di portare le capre all'interno della casa
per farle scaldare ai vari camini della tenuta. Ma non era una
considerazione seria, soprattutto perch fu subito rimpiazzata
da un'altra migliore e molto pi sensata. Si ricord che durante
il primo giro con Hannah a Highgate Meadows aveva
visto un grosso generatore alimentato a gas - grosso ma ragionevolmente
trasportabile, considerato che era su ruote - nella
rimessa delle macchine. Ricord anche di aver visto due stufette
nella rimessa, accanto alla lunga area di lavoro dove venivano
effettuate le riparazioni. Se avesse preso il generatore
e l'avesse collegato alle stufette sarebbe stato in grado di scaldare
velocemente la stalla. Per di pi, a causa dell'iperattivit
delle capre quando erano in luoghi troppo aperti, la stalla era
circoscritta, relativamente piccola e facile da sigillare, ora che
la finestra era ben chiusa. Non ci sarebbero voluti pi di venti
minuti per riscaldarla.
Senza pensarci troppo, Henry lasci le capre con la promessa
torno subito!, e usc fuori, nel grande spiazzo innevato, fino
alla rimessa delle macchine.

 Capitolo 13.

Mentre apriva la porta della rimessa e accendeva una delle torce,
Henry si sent molto felice. Dalle finestre penetrava ancora
una luce fioca, ma usare una torcia gli parve emozionante,
considerato che stava facendo qualcosa che rientrava nella categoria
dei lavori di campagna. In pi, era a tutti gli effetti un
lavoro di campagna ingegnoso e innovativo, utile a proteggere
le migliori attrazioni della fattoria, cosa che gli provocava
un'intensa eccitazione. E mentre osservava il generatore vicino
alla porta e le due stufette, pens che non vedeva l'ora di
raccontarlo a Abby quando sarebbe arrivata il giorno dopo.
Spostare le stufette e il generatore avrebbe richiesto due
viaggi, perci decise di trasportare prima le stufette. Erano
piccole ma, infilate sotto le braccia, pesavano. Ci riusc senza
problemi, torn indietro e si mise a spingere il generatore fuori
dalla grande porta della rimessa. Si ritenne soddisfatto per
la facilit con cui aveva fatto tutto e ancor pi al pensiero che
presto sarebbe tornato davanti al fuoco con un bicchiere di
Armagnac e la certezza che le capre erano al sicuro.
Grazie alle ruote del generatore, che erano gonfiabili e di
buona qualit, fu piuttosto facile spingerlo, ma la sua pesantezza
rendeva difficile dirigerlo. Henry pass un momentaccio
quando il generatore prese a muoversi e, pi di una volta,
sembr andare per conto suo. Alla fine arriv alla stalla delle
capre e parcheggi quel marchingegno sotto una grossa tettoia
sporgente. Nella rimessa delle macchine aveva trovato anche
delle prolunghe sufficienti ad arrivare fin l. Non appena
ebbe tirato i cavi sopra una ringhiera e attraversato la porta
della stalla, ebbe per un'altra idea. Forse le due stufette avevano
bisogno di essere in qualche modo potenziate. Non avendone
viste altre nella rimessa e convinto che le capre dovessero
essere scaldate nel pi breve tempo possibile, concep all'istante
un nuovo metodo per aumentare il calore. Corse fuori e si
mise a spingere il generatore verso un piccolo cancello nel recinto
esterno degli animali e poi verso la porta della stalla, che
si trovava tra il recinto e la stalla vera e propria. Il motore stesso
avrebbe generato calore, e perch, concluse Flenry, non usare
quel calore anche per scaldare la stalla?
Attravers il cancello del recinto, apr il chiavistello della
porta della stalla e cominci a spingere dentro il generatore.
Le capre erano ancora tutte ammassate in un angolo nel fondo,
e ora gli sembravano pi preoccupate del tempo minaccioso.
Si guard rapidamente attorno e stim che il recinto
fosse all'incirca di centocinquanta metri quadrati - nemmeno
troppo grande - e calcol che con il calore aggiunto del motore
bollente le capre sarebbero state meglio in una decina di
minuti.
Per terra c'erano due segmenti di cemento, e poich erano
collocati intorno ai tubi di scarico, Henry pens che fossero
usati per pulire rapidamente il recinto con una pompa da giardino.
Per evitare qualunque rischio di incendio, piazz l sopra
il generatore. Poi controll l'enorme serbatoio del gas - era
pieno - e gir una piccola chiave nera gi inserita nell'accensione.
Il motore part immediatamente e dopo qualche scoppiettio
si stabilizz, mettendosi a ronzare come quello di un'auto,
mentre il condotto di scarico gli sferzava le gambe scaldandogli
le tibie. Tutto funzionava regolarmente, anche se le capre
all'improvviso sembrarono pi nervose a causa di tutto quel
rumore. Ma a questo non c'era rimedio. E di certo per loro era
meglio un po' di nervosismo che morire di freddo.
Henry colleg le stufette alla presa del pannello del generatore
e le alz. Le bobine impiegarono meno di venti secondi
per avvampare e, grazie alle ventole, l'aria calda invase presto
la stalla gelida. Fu una grande soddisfazione, e in cinque minuti
l'ambiente inizi a riscaldarsi. Henry rest con le capre
altri dieci minuti per controllare i progressi del suo piano, e
presto ebbe l'impressione che le capre si stringessero di meno
fra loro. Una addirittura si allontan dal gruppo. Forse poteva
tornare davvero al camino e al suo Armagnac, sapendo di
aver fatto qualcosa di realmente utile. Sarebbe passato a controllare
dopo un'ora, ma per il momento tutto sembrava filare
liscio.
Cos Henry ritorn dopo circa un'ora - ormai era piuttosto
alticcio - e il gregge gli sembr di buon umore. Le capre
libiche non erano pi accalcate tutte insieme; molte avevano
raggiunto la mangiatoia, ruminando felici quello strano cibo
granuloso nella loro calda stalla. Di nuovo Henry avvert una
sensazione di profonda soddisfazione e, osservando la scena -
aiutato, ovviamente, dall'ubriachezza -, non pot fare a meno
di pregustare il piacere che avrebbe provato il giorno successivo
quando avrebbe mostrato tutto a Abby. Si gir e si diresse
verso la casa, pensando che fosse finalmente giunto il momento
di cenare.
 
Capitolo 14.

La cena di Henry fu semplice: un piatto di formaggi e salumi,
e la parte avanzata di una pagnotta integrale che aveva trovato
incartata sopra il frigorifero. Poi, sottaceti vari: Hannah era
sicuramente un'amante delle verdure sottaceto e Henry non
pot che constatare quanto fosse brava in questa particolare
arte. Le rape e i fagioli erano eccezionali, ed erano perfetti con
la locale birra artigianale che aveva deciso di aprire.
Mangi fino a scoppiare, dandosi da fare sulla mezza pagnotta,
spalmandola con mostarda e burro fresco del Vermont
e adagiandovi sopra fette di salumi e formaggio, tanto che ben
presto si sent assonnato. Gli succedeva sempre, soprattutto
dopo aver bevuto, cos, poco dopo, senza lavare i piatti n finire
la birra, sal in camera da letto. Era la stanza che gli era stata
assegnata e che ora lo aspettava con lenzuola e asciugamani
puliti. Cominciava a far freddo anche dentro casa e fu grato di
scivolare sotto un piumone pesante, oltre che felice perch andare
a dormire presto avrebbe significato alzarsi di buonora la
mattina, per occuparsi della fattoria e delle capre e preparare
tutto per l'arrivo di Abby.
Dorm benissimo. Si alz alle sette, fresco e pronto per la
giornata. Avvertiva appena i postumi della sbronza, la testa appena
un po' annebbiata. Ma era contento, soprattutto perch
era solo in quella bellissima fattoria, la neve era alta (cadeva
ancora abbondante) e aveva poco da fare se non accendere il
fuoco, leggere, mangiare e assaggiare costosi alcolici.
Fece un giro in cucina (che adesso era gelata, ragione per
cui Henry si era vestito), accese il fornello e mise su il bollitore.
Poi indoss gli stivali e il cappello per andare a controllare
le capre. Avrebbe buttato un occhio e sarebbe rientrato per accendere
il fuoco e fare colazione.
Cos, con una tazza di t in mano, mentre attraversava il
cortile, non pot fare a meno di constatare quanto facesse ancora
freddo. Ma la temperatura assurda e quasi innaturale lo
fece sentire solo pi soddisfatto quando entr nella stalla e avvert
quanto fosse calda. Il generatore vibrava, le stufette sfavillavano
di rosso e la folata d'aria calda che lo raggiunse sulla
porta era molto piacevole.
La scena all'interno della stalla fu, almeno inizialmente,
sconcertante. A un primo colpo d'occhio le capre sembravano
star bene - sicuramente si erano scaldate a sufficienza - ma
dormivano tutte in uno stato di stupefacente silenzio. Flenry
non aveva idea di come fosse di norma il sonno delle capre, ma
queste parevano cadute fra le braccia di Morfeo. E dormivano
in una posizione insolita, non raggomitolate come cani, ma
rigide, adagiate su un fianco; due sembravano avere le zampe
dritte in aria.
Henry osserv tutto, poi raggiunse la capra pi vicina e not
che aveva le quattro zampe perfettamente dritte e sollevate
da terra, senza nessun supporto. Si chin per toccarla, ma balz
all'indietro quando realizz che era incredibilmente rigida.
La tocc di fianco e constat che era tesa, immobile. Quando
la scosse, cercando di svegliarla, si accorse che si spostava come
se fosse un unico pezzo solido. Si muoveva come un sacco
di calce, non come una creatura viva piena di fluidi e organi.
Quando si sollev e guard il resto delle capre davanti a s -
nessuna delle quali era sveglia, si muoveva, faceva rumore o
qualsiasi altra cosa che lasciasse intuire che era viva - cap che
era successo qualcosa di terribilmente sbagliato. Non impieg
molto a immaginare cosa fosse accaduto. Ricord improvvisamente
il fratello di un suo compagno di scuola che un inverno
era morto nella sua auto sportiva perch aveva acceso il motore
dentro un garage. Si gir e scatt subito verso la porta. Si
volt verso destra a guardare il generatore, che ronzava garbatamente
e alimentava le stufette, e pens che doveva spegnerlo.
Prima, per, doveva uscire di l per non finire intossicato
dai fumi di monossido di carbonio che, ormai l'aveva capito,
avevano riempito la stalla. Riusc a superare la porta ma,
non appena mise piede nella stanza esterna e poi fuori, si sent
tutt'altro che fortunato a essere ancora vivo. Corse, raggiunse
le finestre e le apr con tanta energia da romperne due. Attese
qualche minuto, poi prese un lungo respiro e rientr nella
stalla, precipitandosi sul generatore per girare la chiave. Adesso
sentiva il vento soffiare attraverso le finestre e pens di essere
salvo.
Tuttavia, per essere sicuro, lasci la stalla per altri quindici
minuti, che trascorse a camminare in circolo sulla neve altissima,
pensando a cosa avrebbe potuto fare e alla circostanza
che un milione di dollari di capre (insostituibili capre libiche)
giacevano rigide e immobili dinanzi a lui. Scrut diverse volte
attraverso la finestra aperta per vedere se c'erano segni di vita.
Niente, anche se si disse pi volte, in preda a una folle speranza,
che forse in qualche modo le capre avrebbero potuto
rianimarsi, che forse non tutte erano rigide come quelle che
aveva esaminato. Passati dieci minuti e sicuro di poter rientrare,
condusse un'accurata ispezione e concluse che era del tutto
improbabile che anche una sola capra si sarebbe mai rialzata e
avrebbe camminato ancora.
 
Capitolo 15.

Malgrado la scena scontata che aveva di fronte, Henry sentiva
di dover fare un tentativo e, dopo aver ispezionato nuovamente
le rigide, calde capre, corse in casa alla ricerca delle pagine
gialle. Cerc nei posti pi ovvi, ma senza fortuna e, considerata
la moderna tecnologia, c'erano molte probabilit che Hannah
non ne possedesse una copia. Non poteva usare internet visto
che non c'era l'elettricit, ma alla fine not una bacheca vicino
al telefono della cucina, con la lista che stava cercando. Un
bigliettino diceva: Allevamento Stafford Valley, servizio veterinario
e, cosa ancora pi promettente, sotto, in grassetto: 7
GIORNI A SETTIMANA / 24 ORE AL GIORNO / FESTIVI COMPRESI.
Era ancora impossibile telefonare, cos trov una mappa,
tracci la rotta per raggiungere il veterinario di Stafford Valley
e un attimo dopo era al volante della sua auto. Con quella
neve sarebbe stato un viaggio difficile, ma Henry aveva delle
buone gomme e quattro ruote motrici e, soprattutto, pensava
che sarebbe stato molto pi dignitoso schiantarsi contro un albero
o morire assiderato in un fosso piuttosto che restare nella
fattoria con un raro, costosissimo gregge di capre libiche, prima
salvate dall'estinzione e ora morte.
Certo, per lui era un mistero quello che un veterinario potesse
fare, ma vista l'entit della catastrofe gli sembr che
dovesse almeno tentare di salvare il gregge rivolgendosi a un
qualsiasi esperto, istituzione o autorit. Intanto cercava di immaginare
cosa avrebbe detto a Hannah, quantomeno avrebbe
voluto essere in grado di dire qualcosa come: Naturalmente
sono corso immediatamente dal veterinario, nonostante
il pericolo per la terribile tempesta di neve. Gli sembr meglio
che dire di aver vagato in lacrime per la fattoria senza fare
nulla.
Anche se le strade erano malmesse, probabilmente la maggior
parte era stata liberata nelle ultime due o tre ore, e quando
Henry arriv fu contento di constatare che il Natale e la
bufera non avevano impedito alla clinica veterinaria di
Stafford Valley di adempiere alle promesse fatte sul biglietto da
visita. Si precipit dentro tentando di apparire il pi isterico
possibile, per far credere a prima vista che era successa una
tragedia. Dopo una breve spiegazione a una giovane donna
sulla seria probabilit di aver sterminato un centinaio di rarissime
capre da diecimila dollari ciascuna, si ritrov sulla strada
invasa dalla neve, stavolta seguito dal pick-up del veterinario,
la donna a cui aveva frettolosamente spiegato tutto.
Ci vollero venti minuti per tornare alla fattoria e, durante
questa parte del viaggio, Henry sembrava incapace di mettere
insieme dei pensieri coerenti. Quello che gli succedeva nel cervello
aveva l'aria di essere puramente fisiologico, la sua mente
produceva una sorta di ronzio e di rantolo che gli scendeva
lungo il collo. Questa sensazione non lo abbandon fino a che
lui e la veterinaria scesero dalle auto, corsero attraverso il cortile
ed entrarono nella stalla delle capre, dove Henry pot vedere,
di nuovo, esattamente ci che aveva fatto.
La veterinaria si ferm appena osservata la scena, non tanto
per l'orrore, quanto per quello che Henry interpret come
un assoluto sconforto. Gli aveva detto che avrebbe dato uno
sguardo alle capre prima che lui si lasciasse prendere ancora
di pi dal panico, e che forse si era sbagliato, ma ora, dal
modo in cui la donna camminava tra le capre e dalla maniera
superficiale in cui le esaminava, era perfettamente chiaro che
il danno era fatto e non si poteva tornare indietro.
Mi spiace molto, disse infine tirandosi su di fianco a una
capra. Sono morte da un pezzo. Non deve sentirsi in colpa. 
stato un errore d'ingenuit. Mi spiace davvero molto.
Henry non era certo se apprezzare quella partecipazione o
se la compassione lo facesse sentire peggio, tuttavia, quando
lei ripet per la terza volta che era dispiaciuta, scoppi in lacrime
realizzando finalmente (dal tono del suo compatimento) di
aver combinato un gran casino e che le conseguenze sarebbero
state troppo grandi per poterle quantificare. E questo era solo
l'inizio. Li in piedi, cosparso di lacrime e con la faccia piena di
vergogna davanti alla veterinaria, la situazione non era di certo
cos terribile come sarebbe stata all'arrivo di Abby o quando
Hannah l'avrebbe saputo.
Funziona il telefono nel suo ufficio?, chiese infine Henry,
pensando che forse era il caso di telefonare a Abby.
No,  ancora fuori uso, rispose lei, e aggiunse: Suppongo
di essere l'unica persona a cui l'ha detto finora.
S, fece Henry. Ma ho un'amica. Una cugina di quarto
grado, in realt, anche se non  una vera parentela, che arriver
pi tardi. E presto lo dir anche a lei.
Mi spiace molto, ripet la veterinaria.
  Capitolo 16.

Abby arriv alla fattoria qualche ora dopo che la veterinaria
se ne era andata, non prima di aver spiegato a Henry che i veterinari
non si occupano di animali morti e che, probabilmente,
dovevano essere bruciati all'interno della propriet. Henry
trascorse diverse ore a ripassare la propria storia, chiedendosi
una volta di pi se ci fosse un modo ragionevole per spiegare
come avesse potuto far fuori un intero, preziosissimo gregge
di capre. E quando Abby giunse a Highgate Meadows, e lui le
raccont l'accaduto (lentamente, in cucina, davanti a un t che
Henry aveva insistito nel volerle preparare con estrema premura),
lei rest seduta l, scioccata, con gli occhi spalancati a
fissare il vuoto alla destra di Henry. Poi andarono nella stalla
e insieme guardarono l'orrenda carneficina che Henry aveva
causato. E infine, nella stalla, ora nuovamente fredda, lei disse:
Oh, Henry, che cosa hai fatto?.
Ma lo disse con dolcezza. Con un po' di dolcezza, sperava
Henry. Credette di percepire almeno un briciolo di gentilezza.
Ma c'era anche apprensione (o forse rabbia) perch Henry era
suo amico e perch, per quanto senza colpe, anche lei avrebbe
dovuto a suo modo rispondere dell'accaduto. E questo gli risultava
insopportabile. Tra tutte le cose che Henry non voleva che
accadessero, di certo non voleva che Abby venisse incolpata.
In effetti, Henry non doveva affatto affrontare Hannah. Perlomeno
non subito. Mentre si trovavano l nella stalla, dopo aver
pensato in silenzio per qualche istante, Abby gli disse di tornare a
Brooklyn. Avrebbe sentito Hannah e lo avrebbe detto al custode
quando sarebbe arrivato il giorno dopo. Ci avrebbe pensato lei.
Torna a Brooklyn, disse lei.
Ma  tutta colpa mia, rispose lui con pi disperazione di
quella che avrebbe voluto.
S, ma io posso affrontare meglio quello che mi aspetta.
Dovrei essere io a dirlo a Hannah.
Henry, credo che questa sia una brutta idea, un'idea pessima.
Hai solo bisogno di andare a casa. So che non lo hai fatto
di proposito. So che  stato un incidente. So che stavi solo cercando
di aiutare. Ma credo sia meglio che ne parli io a Hannah
e non tu. Si arrabbier molto. Non riesco a immaginare
cosa accadr. E se glielo dirai per telefono sar un milione di
volte peggio. Anche per me. Non credo di poterlo sopportare.
E dovr parlarci comunque, anche se gli dai tu la notizia. Fallo per me. Torna a Brooklyn.
Abby sembrava sull'orlo del pianto mentre pronunciava
queste ultime frasi. Che avrebbe potuto dire Henry? In fondo
sapeva che lei aveva ragione. Hannah avrebbe reagito peggio
di quanto potesse ragionevolmente immaginare e lui non era
la persona pi indicata a far esprimere emozioni di quel genere.
Ma non provava alcun sollievo nel sapere che non sarebbe
stato lui a dare la notizia. Il volto di Abby sembrava esangue.
Le labbra bianche. La bocca quasi non si chiudeva mentre,
sconvolta, continuava distrattamente a grattarsi il collo, trasformata
nelle fattezze in una persona diversa, una persona
totalmente diversa dalla giovane donna forte e intrepida che
Henry conosceva.
Va bene, disse lui un istante dopo.
Abby lo fiss per un momento, quasi avesse dimenticato a
cosa Henry si riferisse. Poi gli disse: Va' a prepararti, io star
qui. Devo pensarci.

 Capitolo 17.

Inutile dire che per Henry il viaggio di ritorno a Brooklyn fu
straziante; tutto quel tempo solo con i suoi pensieri. Era esattamente
ci di cui in quel momento avrebbe fatto volentieri
a meno, cos prese a raccogliere tutto quello che andava pensando
in una sola intensa emozione basata sui suoi numerosi,
recenti fallimenti con le donne, le sue imbarazzanti espressioni
facciali durante il sesso (di cui probabilmente si stava parlando
in quel preciso momento dalle parti di Williamsburg) e
ora il fatto di aver sterminato un gregge di capre da un milione
di dollari che, per la loro unicit, nessuna somma di denaro,
sua o di un'agenzia assicurativa, sarebbe stata in grado di
rimpiazzare.
Non poteva nemmeno ricorrere al suo consueto espediente
emozionale, scrivere un racconto breve (e cos raggiungere
la gloria), cosa che gli avrebbe dato un po' di sollievo. Dopotutto,
anche sul versante letterario si sentiva un completo
fallimento.
Neanche a dirlo, questo specifico fallimento venne confermato
non appena arriv a casa. Trov una lettera - chiaramente
l'ultima spedizione della vigilia di Natale - che conteneva il
rifiuto dell'editor di narrativa del Demente. Era per il racconto
a suo modo sentimentale sull'uomo anziano che non era mai
stato amato dall'altra persona come avrebbe dovuto, e, particolare
scioccante, era una formale lettera di rifiuto in cui si
diceva con gentilezza che per il suo lavoro al momento non
c'era posto, con una nota finale di tiepido incoraggiamento:
Tentativo buono ma poco omogeneo. Provaci ancora! Max.
Era orribile da sopportare, anche se c'era una sorprendente
aggiunta al biglietto. Un appunto sul retro, scritto con grafia
diversa, diceva: Non sono d'accordo. Mi  piaciuto moltissimo.
Sasha.
Non era male. Per un istante, Henry si rallegr di quella
nota. Alla donna piena di tatuaggi era piaciuto. Tuttavia, non
era abbastanza per mitigare l'umiliazione della risposta paternalistica
di Max, cos si spogli e si mise nel letto, sperando di
dormire tutto il giorno. E magari anche oltre.


Capitolo 18.

I giorni successivi furono terribili, anche se Henry non aveva
pi ricevuto notizie sulla catastrofe nel Vermont. Chiam e richiam
Abby, ma con suo dispiacere lei non rispose a nessuna
delle telefonate. Nel tentativo di alleggerire la situazione si
offr, attraverso la segreteria telefonica, di risarcire Hannah
della perdita; cosa non impossibile considerato il suo conto in
banca, bench si trattasse della somma da capogiro di un milione
di dollari. Ma Henry immaginava che Hannah fosse almeno
parzialmente assicurata e, se era cos, il risarcimento gli
sarebbe costato meno dell'intero valore del gregge.
Eppure, nonostante le numerose chiamate, Abby non rispondeva,
e anche se Henry le mand le pi sentite scuse da
riportare a Hannah, non osava chiamarla direttamente, almeno
non prima di aver sentito Abby. Una settimana dopo il suo
ritorno dal Vermont, comunque, ebbe l'opportunit di porgere
le proprie scuse quando Hannah (e non Abby, stranamente)
lo chiam. Ma presto cap, con orrore, che Hannah chiamava
per un'altra conseguenza della catastrofe e che non sembrava
per nulla disposta ad appianare la situazione, come in effetti
accadde.
Per quale cazzo di motivo sei andato dalla veterinaria?,
url Hannah non appena lui rispose al telefono.
Henry fu sorpreso dalla domanda. Non era quello che si
aspettava di sentire. Cosa?, fece lui, bench ancora incapace
di capire quello che gli era stato chiesto.
Per quale cazzo di motivo sei andato dalla veterinaria, stupida
testa di cazzo?, grid Hannah.
Non riusciva a credere che una cinquantenne proveniente
nientemeno che da Greenwich potesse usare quel genere di linguaggio.
Ma non approfond la questione.
Pensavo che avrebbe potuto fare qualcosa, rispose.
Le capre erano morte, Henry. Sono tali e quali agli uomini.
Non puoi riportarle in vita chiamando un dottore, stupida
testa di cazzo.
Henry era ancora confuso, soprattutto per il fatto che fosse
quello il motivo della rabbia di Hannah.
Dovevo fare qualcosa, azzard. Andare dalla veterinaria
mi  sembrata la cosa migliore. Ma che importanza ha? Posso pagare,
Hannah. Posso pagare per tutto. Le capre. La parcella del
veterinario. Tutto quello che l'assicurazione non copre. Anche se
non copre nulla, posso pagare. Ho quindici milioni di dollari.
Lascia che ti spieghi perch ha importanza, Henry, fottuto
cazzone. (Disse Henry e fottuto cazzone con un disprezzo
che non aveva mai sentito in nessun altro). La veterinaria
ha raccontato all'intero stato che hai ucciso quelle fottute capre
e ora io sto sulle fottute copertine di ogni giornale del Vermont
come la fottuta stupida moglie di un esperto in fondi
speculativi che pensa di essere migliore degli agricoltori locali
e non riesce a tenere sotto controllo la sua fottuta fattoria,
tanto che la sua madornale incapacit amministrativa ha ucciso
delle fottute capre da un milione di dollari. Delle fottute
capre da un milione di dollari!.
Cosa?, disse Henry.
Sulle copertine di ogni maledetto giornale del Vermont, fottuto
cazzone. E presto su tutti quelli del New England. Sono diventata
il fottuto zimbello di tutti, Henry. E tutto questo grazie
a te.
Henry era senza parole. Pens rapidamente a come rispondere
e alla fine, con una voce che in seguito avrebbe ricordato
come ridicola e patetica, disse: Erano cos fredde, Hannah,
volevo solo riscaldarle, mi era sembrata la cosa migliore da fare
perch, davvero, sembravano molto, molto infelici.
Vaffanculo, stupido dannato idiota, url Hannah e, prima
che Henry riuscisse a metabolizzare queste parole (e ancora
il suo nuovo sorprendente accesso di rabbia), riagganci il
telefono, lasciandolo con il ricevitore in mano a pensare che
ora, di certo, non ci sarebbe stato modo di riparare.
 
Capitolo 19.

Henry pass quel giorno e il successivo in giro per Brooklyn.
Mangi poco, ma si ferm di tanto in tanto per un caff o per
farsi una birra, con la speranza che l'alcol gli desse un po' di
sollievo; con gli altri di solito funzionava. E non poteva negare
che pi di una volta qualche birra aveva fatto sentire meglio
anche lui. Ma era un sentimento temporaneo ed era sempre seguito
da un profondo senso di disperazione.
Due giorni dopo la telefonata di Hannah, riusc anche ad
andare su internet per leggere gli articoli sull'uccisione delle
capre. Di certo non aveva esagerato quando gli aveva detto di
essere lo zimbello dei giornali del Vermont. Not che nell'ultimo
articolo, quando le era stato chiesto un commento, lei aveva
risposto che era tutta colpa di un ventiquattrenne idiota
decerebrato di Brooklyn e che avrebbe proceduto per via legale
contro di lui, e forse avrebbe spronato la polizia locale a
denunciarlo per brutale maltrattamento degli animali. Era
spaventoso, anche se altri due giornali sottolineavano come
la rivalsa legale avesse poche chance di successo, soprattutto
perch nessuna giuria o giudice avrebbe simpatizzato per quella
allevatrice di fondi speculativi, che aveva lasciato la propriet
per una settimana di vacanza ai Caraibi: non era proprio il
tipo di etica yankee con cui la maggior parte della gente del
Vermont aveva a che fare. A Henry fece male, comunque, che
si parlasse in quel modo di lui sui giornali: di sicuro agli agricoltori
del Vermont non piacevano gli stupidi ventiquattrenni
di Brooklyn tanto quanto le ricche donne del Connecticut.
Ma il dolore inizi a scemare circa una settimana dopo che
Hannah lo aveva chiamato, perch finalmente Abby telefon
(o meglio, rispose alle telefonate di Henry) e propose d'incontrarsi
per cena. Andarono al ristorante austriaco dove Henry
aveva accennato per la prima volta alla questione di un'eventuale
relazione tra loro. Sembrava il posto adatto, perch Henry
non riusciva a mangiare pi nulla, e quella spessa, umida
pasta con la salsiccia era forse la sola cosa che pensava di poter
ingoiare. Ma quando il cibo finalmente arriv, non riusc a
fare molto di pi che giocare con la forchetta.
Devi mangiare, Henry, disse lei quando vide che non era
interessato al cibo. (Fino ad allora avevano parlato solo degli
sconcertanti progetti musicali di Abby con la sua viola).
Mi dispiace, ho mangiato circa un'ora fa, ment Henry, e
non ho molta fame.
Hai gi mangiato, comment Abby sarcastica. Mi dispiace,
Henry, ma non ci credo. Devi mangiare qualcosa. Davvero.
A occhio e croce hai perso cinque chili. Dai,  ora che
smetti di comportarti come un idiota. Abby si sforz di sorridere
mentre lo diceva, poi si chin in avanti e gli dette un
colpetto sulla spalla ma, nonostante il gesto giocoso, adesso
sembrava arrabbiata.
Henry diligentemente infilz un pezzo di salsiccia. Be',
non voglio essere un idiota magro, disse piano.
Abby esit, poi disse: Senti, Henry. So che Hannah ti ha
chiamato. Ho visto gli articoli. So quello che ha detto. E so che
ci stai male. Io ci sto male. Mi sento orribile. Ma la verit , e
ho bisogno di dirlo, la verit  che credo di essere anch'io arrabbiata
con te. Forse lo sono con tutto quello che  successo.
Ma forse di pi con te. Non lo so. Voglio dire, perch hai fatto
quella cazzata? Perch esci con quegli stronzi del Demente?
E non lo so, Henry, ma ti guardo mentre ciondoli per Williamsburg
tutto abbattuto quando possiedi quindici milioni
di dollari, e nemmeno lo so perch siamo amici, soprattutto
quando fai cose come uccidere cento capre innocenti che, proprio
perch sono capre (Henry!), non possono nulla di fronte
a un imbecille di New York che le avvelena con il tubo di scarico
di un generatore a gas.
Quello sfogo lasci Henry sbigottito e, anche se il nocciolo
di quello che Abby diceva era schiacciante, non riusc a recepirlo
del tutto perch si era perso a seguire il suo tono. Quella
era rabbia vera e lui ora faceva il possibile per non mettersi
a piangere, anche se sentiva una specie di tremore che iniziava
a palesarsi sulla bocca.
Voglio dire, vaffanculo Henry, strill lei. Voglio dire,
organizzati. Devi sistemare tutti i tuoi casini. Cio, cosa stai
facendo per te?  questo che voglio sapere. Che cavolo stai facendo
per te stesso?. Abby si ferm, fece un respiro profondo.
 quello che voglio sapere, riprese,  questo che penso.
E una delle cose che penso. Si ferm di nuovo, ma continu
prima che Henry potesse riprendersi e rispondere, o iniziare
a piangere a dirotto. Ma credo, Henry, di avere anche altre
opinioni, disse lei. Voglio dire, sei un idiota, sul serio. Ma 
tutta una stronzata. Vaffanculo a Hannah per aver raccontato
tutta quella merda ai giornali su di te. Sarebbe potuto succedere
anche a lei. Sarebbe potuto succedere a chiunque. Non a
me. Perch io non sono una fottuta idiota. Ma a qualcun altro
s. Quindi vaffanculo a Hannah per essere stata cos dura con
te. Voglio dire, parliamoci chiaro, lei  la moglie di un fottuto
manager di fondi speculativi. Chi ha mai sentito di una capra
da diecimila dollari? Cio, sul serio. Una fottuta capra da
diecimila dollari! Un gregge di capre da un milione di dollari!
Devi essere una specie di mostro per spendere una cifra simile
per delle capre. Se hai un gregge di capre da un milione di dollari,
di certo non te ne voli a Saint Croix per una settimana.
Metti un letto nella stalla e le sorvegli ogni dannato minuto.
Henry fiss attentamente il pezzo di salsiccia appeso alla sua
forchetta. Non era sicuro di quello che avrebbe dovuto fare in
quel momento.
Tu sei un idiota, Henry, disse Abby. Non dico che non
lo sei. Cio, tu sei dannatamente ingenuo. Ma, e credo che sia
proprio quello che voglio dire in realt, io sono tua amica. Una
delle tue migliori amiche. Tu sei uno dei miei migliori amici.
Al mondo. Da sempre. Sono pi tua amica che nipote di mia
zia. Nel momento della verit, sono dalla tua parte, anche se
gi non riesco a credere di averlo detto. Sono dalla tua parte,
per ogni altro problema che devi affrontare, anche se ti meriti
quello che sta succedendo. Sono assolutamente contro quegli
idioti del Demente. So che ci stai male per questa cosa delle
capre. Io mi ucciderei. Dico davvero. Quindi probabilmente
stai reagendo molto meglio di quanto avrei fatto io. Ma noi
siamo amici, Henry. Siamo uniti. Molto uniti. E questo non
cambier. Sei un idiota. Ma sei uno dei miei migliori amici. E
davvero, davvero penso che tu sia una persona stupenda, nonostante
il tuo comportamento dannatamente stupido. Di sicuro
sei il mio parente preferito anche se, lo so, lo so, come mi
hai fatto notare, e qui Abby sfoggi un sorrisino, siamo imparentati
molto alla lontana.
Per un attimo a Henry pass per la mente di ribadire quest'ultimo
concetto, ma era solo una reazione dettata dall'abitudine,
perch, incredibile a dirsi, in quell'istante non stava pensando,
come faceva di solito, alle sue prospettive romantiche con Abby.
Invece, e questo era veramente sorprendente, pensava a quanto
all'improvviso lei gli ricordasse suo padre. Ripens a quando
aveva confessato che le sue speranze di essere un bravo atleta
di Deerfield (o, in generale, un qualsiasi tipo di sportivo) erano
piuttosto esigue, e a come aveva risposto il padre dicendogli che
era l'uomo migliore che conosceva, e in quella precisa frazione
di secondo, a cena con Abby, mentre pensava a quanto fosse
importante tutto ci che suo padre aveva detto, inizi a piangere,
e per motivi totalmente sconosciuti sino ad allora.
Fu invaso da una felicit estrema - nonostante tutto quello
che gli era accaduto - ma quella sensazione pass subito perch
non riusciva proprio a dimenticare il guaio in cui si era
cacciato. All'improvviso, per, riusc a mangiare il pezzo di
salsiccia che aveva infilato con la forchetta, poi un altro, si
accorse che era buono e questo fu incoraggiante, anche perch
probabilmente era vero che aveva perso pi o meno cinque
chili nell'ultima settimana. Riflett su quella sorta di generale
disprezzo che negli ultimi mesi aveva avvertito provenire da
molte persone: gente altezzosa del Demente, sfruttatrici che
lo avevano insultato on-line, mogli incazzate di esperti in fondi
speculativi - la lista era lunga. Per gli sembr solo per un
attimo, e sper che quel sentimento durasse a lungo, che forse,
se hai almeno una cugina di quarto grado che ti apprezza
ed  dalla tua parte e il ricordo di un padre che ti dice che sei
la persona migliore che ha mai conosciuto, allora forse le cose
non sono cos male. O, se vanno male, puoi trovare un modo
per sopravvivere. Era importante in fin dei conti: trovare
almeno una ragione per andare avanti. Dopotutto quella era
New York, non un posto per deboli di cuore (ora il pensiero di
Henry aveva assunto sfumature romantiche), soprattutto non
per un giovane uomo che stava cercando di trovare la sua strada
nel mondo, anche se aveva quindici milioni di dollari su cui
contare. Poteva sopportarlo. A ben pensarci, tutto quel casino
lo aveva avvicinato a Abby, ed era proprio il tipo di cosa,
concluse tutt'altro che convinto, che poteva portarli a condividere
sentimenti pi profondi. Ma decise che non era il modo
giusto di pensare, soprattutto non in quel momento. Forse doveva
fare in modo di essere meno idiota', e immaginare una
relazione con una donna che non lo ricambiava era probabilmente
un esempio dei suoi tanti problemi. Uno di quelli che
doveva correggere il prima possibile. Tutto sommato era fortunato
ad avere Abby e non doveva in alcun modo mandare in
malora questa fortuna. Di tutte le cose, quella era di gran lunga
la pi importante.

 Capitolo 20.

Nonostante la conclusiva e solidale dichiarazione di amicizia
da parte di Abby, Henry sapeva di trovarsi ancora in un bel
casino. Il giorno dopo, per, accadde un fatto benaugurante
che lo indusse a pensare che forse stavolta le cose potevano
davvero, finalmente, girare a suo favore; almeno in qualche
ambito della sua vita.
Aveva camminato su e gi per il suo appartamento rimuginando
non tanto su Abby o le capre che aveva ammazzato,
ma (ancora) su quanto fosse oltraggiosa la lettera di rifiuto
ricevuta dal Demente (al di l della tiepida nota di incoraggiamento
e dell'apparente approvazione della scioccante fidanzata
tatuata dell'editor della narrativa). Ripensava inoltre
a come fosse stato offensivo il riferimento di Karen al fatto di
aver dormito con lui: Lo faccio per la squadra. Si domandava,
camminando tra la cucina, la camera da letto e la terrazza,
se fosse il caso di dimettersi dal suo posto al Demente, non
tanto come segno di protesta ma perch, arrivati a quel punto,
aveva davvero bisogno di cominciare a escludere dalla sua vita
persone del genere.
I suoi trentamila dollari erano irrecuperabili, ma era pronto
a fare tesoro della lezione imparata e, a essere sinceri, poteva
permetterselo. Improvvisamente fu colto da uno strano,
improvviso piacere di essere cos ricco, perch, a pensarci bene,
la gente ama il denaro, e lui ne aveva da buttare. Ma bast
un istante perch questo pensiero lo facesse sentire in colpa.
Poi ci fu uno sviluppo del tutto inatteso. Qualcosa che lasci
a Henry la sensazione che il futuro potesse essere migliore
di quanto avesse immaginato. Intorno alle undici controll
la posta e scopr che un editor di una rivista chiamata
Wellfleet Review lo aveva contattato. La Wellfleet Review era un po'
come Il Demente: era nuova (anche se gi stimata) ed era stata
recentemente (due anni prima) fondata a New York da alcuni
ventenni. Ma uno dei fondatori aveva appena pubblicato un
romanzo che aveva ottenuto recensioni assai favorevoli. La rivista
stava diventando una piccola casa editrice e lui ci avrebbe
pubblicato volentieri qualcosa. Ed era proprio questo che
l'e-mail gli offriva. Arrivava dall'editor della narrativa (quello
che aveva pubblicato il romanzo) e diceva che lui e i suoi colleghi
erano pazzi del suo racconto - quello del novantenne che
lottava con il dolore per aver messo la madre centoseienne in
una casa di cura - e avrebbero voluto pubblicarlo. Certo, non
era esattamente un contratto di pubblicazione in un'importante
rivista letteraria, ma Henry era felicissimo per la notizia.
Era una cosa eccezionale, e si ritrov di nuovo a fare su e
gi per l'appartamento con un sentimento del tutto differente
da quello che lo aveva oppresso fino a poco prima.
Pensando a come rispondere all'e-mail, si scopr d'un tratto
piuttosto nervoso: doveva rispondere subito o aspettare qualche
ora, cos da non lasciar intendere all'editor che era troppo
impaziente?
Alla fine, dopo dieci minuti, si mise al computer e scrisse
che sarebbe stato onorato di apparire sulla Wellfleet Review.
In realt cancell e riscrisse onorato' diverse volte prima di
convincersi che fosse una parola adatta, perch, in fin dei conti,
era vero. Concluse con un amichevole: Aspetto di sapere
quali sono le prossime mosse!, poi si alz dal computer, mise
la giacca e usc per un'altra passeggiata. Stavolta per con
qualcosa di meglio a cui pensare che non le recenti disgrazie e
i fallimenti. Era poco ma sicuro che quelli del Demente sarebbero
rimasti secchi. La maggior parte di loro desiderava certamente
pubblicare un racconto sulla Wellfleet Review (anche
se questa era solo una sua supposizione). Ora, forse, passare
del tempo con lui non si sarebbe ridotto a qualcosa da fare per
la squadra. E magari non avrebbe avvertito pi quell'imbarazzo
trovandosi in mezzo a loro.
Questo pensiero se ne tir subito dietro un altro: che fare
con la sua posizione al Demente? E, anche se solo per un attimo,
il senso di sconforto legato a quella rivista si ripresent.
Riflettendoci sopra (mentre camminava attraverso il McCarren
Park, sotto la Brooklyn-Queens Expressway, sostando in
tre bar per prendere un caff), decise infine che forse avrebbe
dovuto mantenere il suo ruolo perch, in fin dei conti, adesso
aveva delle legittime credenziali e poteva parlare con autorit
(tanto nelle occasioni informali quanto nelle riunioni ufficiali)
essendo un autore pubblicato sulla Wellfleet Review.
Sull'onda dell'entusiasmo, consider la possibilit di giocarsi
un'altra occasione con Abby, ma con prontezza allontan
il proposito dalla mente sforzandosi di rimuoverlo una
volta per tutte. Non era il momento giusto per architettare un
piano che convincesse Abby a considerarlo un serio pretendente,
perch il nocciolo della questione era che lui aveva davvero
bisogno di lei, aveva bisogno dell'amicizia di Abby. Tra
l'altro, non era ancora fuori dai guai per lo sterminio di un intero
gregge di rarissime capre libanesi e ce n'erano di cose che
potevano tornare a perseguitarlo. Gi si vedeva. Lui, il famoso
giovane scrittore newyorchese che uccide capre e si abbandona
a comiche espressioni facciali mentre fa sesso.
Ma c'era qualcosa di pi, oltre alla necessit di conservarsi
Abby come supporto affettivo per quando le cose fossero
peggiorate di nuovo. Avrebbe fatto meglio a non preoccuparsi
troppo, a non provare a forzare le cose. Forse era stato proprio
questo il suo problema: cercava sempre di forzare le cose.
Magari nell'immediato futuro avrebbe provato a vivere pi rilassato.
Dopotutto, un suo racconto era stato accettato da una
rivista letteraria di buon livello e forse non doveva preoccuparsi
troppo di fare la cosa giusta. In fin dei conti, non si poteva
dire che un venticinquenne con un racconto su una rivista
letteraria e quindici milioni di dollari con cui svagarsi avesse
avuto un destino troppo avverso. Sapeva che presto avrebbe
trovato molte cose per cui deprimersi. Ma Abby l'avrebbe
mantenuto sulla retta via e forse, nelle ultime settimane, lui
aveva davvero imparato qualcosa. Non era impossibile. Alla
fine, le cose sarebbero veramente potute andare un po' meglio.
 
PARTE SECONDA.
 
Capitolo 1.

Henry sapeva benissimo che avere un agente era una sorta di
risultato, sebbene fosse arrivato in un modo del tutto casuale
e lo stesse traghettando verso un progetto letterario piuttosto
strano. Si chiedeva infatti se sarebbe stato meglio aspettare
e non accettare la prima cosa che gli era capitata. A dirla tutta,
era lo stesso tipo di pensiero che aveva con le donne (con
le poche che aveva avuto) nelle situazioni amorose, quando si
ritrovava con qualcuna che non gli andava bene. Alla fine, la
maggior parte delle volte prendeva quella che gli si presentava
o, quantomeno, evitava di lasciarla. Non aveva mai piantato
una sola ragazza in vita sua perch l'alternativa, la solitudine,
era semplicemente troppo triste. E Henry si era sentito molto
avvilito di recente, prima che lui e il suo nuovo agente concludessero
l'affare, come si usava dire. Era settembre ed erano
trascorsi quasi dieci mesi da quando aveva annientato le insostituibili
capre libanesi, gettando disgrazia su Hannah e la
sua fattoria. Sfortunatamente, quei dieci mesi non erano stati
sufficienti per voltare pagina: Hannah continuava a minacciare
di fargli causa e lui era costretto a passare un sacco di tempo
con il suo nuovo avvocato. Si chiamava Lawrence Barnett
ed era convinto che Hannah non avesse nessuna prova contro
Henry, perci rideva di gusto tutte le volte che lui lo chiamava
in preda al panico perch aveva ricevuto una nuova minaccia
o una lettera da qualche avvocato.
Henry, ascoltami, gli disse alla fine. Ti odia a morte.
Quella donna ti odia a morte. La gente fa causa per qualsiasi
cosa gli venga in mente quando odia qualcuno. Ma lei non ha
nessuna argomentazione valida. N per la sua reputazione n
per qualsiasi altra cosa.
Il danno economico era stato interamente coperto dalla
compagnia assicurativa. A quanto pare, il marito di Hannah,
l'esperto in fondi speculativi, aveva l'ossessione di assicurare
qualsiasi cosa. Lei aveva ricevuto esattamente il valore delle
capre, pi di un milione di dollari, e la compagnia sapeva bene
che era inutile perseguire Henry, poich ogni accusa di illecito
nei suoi confronti sarebbe stata inconsistente.
Lei pensa che le spetti di pi perch erano capre di valore
inestimabile, sghignazz Lawrence al telefono. 'Fottutissime
capre di valore inestimabile! Be', forse ha ragione a dire che
sono insostituibili, ma dal punto di vista meramente economico
ha ricevuto pi di un milione di dollari per comprarsi qualsiasi
dannata capra desideri. E per ci che importa alla corte,
quella pazza, fottuta puttana  stata risarcita abbastanza.
Era un sollievo avere Lawrence dalla propria parte, eppure,
man mano che il tempo si trascinava nei molti mesi successivi
a quell'orribile giorno di Natale, Henry era sempre pi terrorizzato
dalla pur minima questione legale, compresi i biglietti
dei parcheggi a pagamento, la convocazione in una giuria popolare,
o quella notte che si era ubriacato e l'aveva fatta contro
un recinto, per poi scoprire che una telecamera di sorveglianza
era puntata su di lui e che il terreno apparteneva al Dipartimento
di Giustizia. Non fu arrestato ma, dato quello che
vedeva spesso in tiv, non poteva escludere che qualche autorit
rancorosa utilizzasse uno scanner facciale supertecnologico
per rintracciare e arrestare il riprovevole giovane di Brooklyn
che non rispettava le istituzioni pubbliche. Era irrazionale,
ma la ragione non era mai alla base delle preoccupazioni
di Henry, anche se questa paura era talmente inverosimile da
sparire dopo qualche giorno.
Aver firmato con un agente un accordo formale (legale) era
stato un po' snervante, ma Henry era consapevole che si trattava
di qualcosa di positivo. Quell'estate aveva pubblicato altri
due racconti e un altro sarebbe uscito in autunno, ma scrivere
racconti era una pessima prospettiva per poter ambire a un'adeguata
rappresentanza. In verit, la particolare relazione tra
Henry e il suo nuovo agente era piuttosto inusuale, perch era
fondata su un progetto che lo allontanava dai suoi racconti e
dalla sua cosiddetta opera letteraria.

 Capitolo 2.

Henry aveva incontrato Merrill a una serata di beneficenza in
favore della ricerca contro il cancro, a cui aveva partecipato
soprattutto perch una sua zia, che faceva parte della commissione,
glielo aveva chiesto. A quel tempo aveva scarse prospettive
romantiche, perci invit Abby, provando a s stesso (non
senza una certa equanimit) che lei non rappresentava una
prospettiva romantica. Era la fine di settembre e dal Natale
precedente Henry aveva lavorato diligentemente per sradicare
ogni minima aspirazione che potesse nutrire sul loro rapporto.
Abby accett l'invito (da qualche tempo, ormai, Henry non le
comunicava alcun genere di sentimento ambiguo), affermando
che sarebbe stato eccitante trascorrere del tempo con le
persone benestanti che senza dubbio avrebbero partecipato.
Dopo ci sar un grosso party dove potremmo andare,
disse Abby mentre passeggiavano sotto la Brooklyn-Queens
Expressway prima di cena. Ho proprio la cosa giusta da
mettere!.
Certo, poi andremo al party, rispose Henry. Ma lo sai,
la serata di beneficenza  in abito da sera.
S. Lo avevo immaginato, disse Abby. Anche per quella
ho una cosa perfetta.
Non vedo l'ora di ammirarla, comment Henry.
Chiaramente, quando Henry incontr Abby al bar del
Carlyle (l'evento si teneva un isolato pi in l, al Mark) gli fu
subito chiaro che indossava un abito che era, se proprio doveva
usare una formula cos banale, totalmente inappropriato.
Si trattava a tutti gli effetti di un vestito da sposa (e non poteva
essere spacciato per nient'altro), e anche se era stato riadattato
e non aveva strascichi o lembi ingombranti che impedissero
di divertirsi a una festa, l'elaborato pizzo bianco e la pi che
bizzarra decorazione di perline sulle spalline lasciavano chiaramente
intendere che era destinato a tutt'altro che a una raccolta
fondi per malati terminali. Assomigliava, piuttosto, al
tipo di cosa che una giovane e benestante donna di Westport
avrebbe potuto indossare per sposarsi negli anni Cinquanta.
Ti avevo detto che era in abito da sera, sussurr Henry
mentre le si avvicinava, stupito ma senza abbandonarsi alla
rabbia.
Lo so, rispose Abby, per questo mi sono vestita cos.
Poi, notando che lui era disorientato, aggiunse: Fidati, Henry,
questo vestito  perfetto per questo genere di cose. L'ho indossato
la scorsa estate a un evento a San Francisco e quella
gente  la peggiore con questa merda.
Ma non  un vestito formale, disse Henry, continuando a
sussurrare.  da cerimonia. (Era una distinzione interessante,
il tipo d'intuizione che gli avrebbe fatto guadagnare un elogio
nelle classi di letteratura a Harvard; ma proprio mentre lo
diceva non pot fare a meno di notare quanto Abby fosse bella
e quanto le stesse bene quel vestito). E la previsione di Abby
su come la sua mise sarebbe stata accolta fu decisamente confermata.
Quando arrivarono al Mark, Henry si accorse subito
che quell'abito non sembrava cos fuori posto come aveva immaginato;
dopotutto, lui non era quel che si dice un'autorit
in fatto di moda e di stile, e Abby semplicemente emanava uno
charme deciso e gradevole che Henry non pot far altro che
constatare. Inoltre, considerata l'et media degli invitati, vicina
ai sessanta, la giovinezza di Abby, e la misteriosa vitalit di
Williamsburg che effondeva intorno a s, furono particolarmente
attraenti per quasi tutti, come fu evidente dal numero
di persone (uomini e donne) che si voltarono per sorridere verso
di loro quando attraversarono la sala da ballo principale.
Il programma della serata era il consueto per quel genere di
eventi: si iniziava con dei cocktail, un'occasione per osservare
gli oggetti all'asta e mescolarsi in modo cordiale ma fruttuoso
con i membri della commissione e gli altri illustri donatori.
Henry pensava di non conoscere molta gente, ma al suo arrivo,
non appena gett uno sguardo in sala, scopr che sua zia
aveva invitato met dei suoi parenti (non dalla parte di Abby)
e ben presto si ritrov a chiacchierare della famiglia e a scambiarsi
notizie con i vari cugini e zii. Alcuni non li incontrava
da prima della morte dei suoi genitori - quelli che non erano
riusciti ad andare al funerale - e trov che in tali circostanze
quei discorsi fossero piuttosto imbarazzanti. Lo erano sempre,
 chiaro, e non c'era modo di evitarli, ma non provava nessuna
rabbia nei confronti di quelle vecchie zie che si sforzavano
di dire qualcosa di rassicurante.
Si sentiva per in colpa per il fatto che Abby dovesse prendere
parte a quelle conversazioni. Dopotutto non era il suo
ramo familiare e, passati dieci minuti, Henry inizi a interrogarsi
su come riuscire a intrattenere la sua ospite. Ma proprio
mentre era sul punto di dire che gli sarebbe davvero piaciuto
dare un'occhiata agli oggetti all'asta (sperando cos di scappare),
Abby disse: Ehi, c' una tizia per cui ho lavorato. Le ho
fatto un sito web. E prima che lui riuscisse a dire, mi piacerebbe
conoscerla, lei lo anticip: Ti ritrovo io, e se ne and
lasciandolo con l'ennesima vecchia zia che gli stava malinconicamente
rivelando la sorprendente, devastante imprevedibilit
della vita e della morte.
Ci volle un po' prima che Henry la ritrovasse. Si mise in
cerca di lei quando fu dato l'annuncio di prendere posto per
la cena, e Henry non sapeva se Abby conoscesse qual era il loro
tavolo. Non la trov con la tipa per cui aveva lavorato, ma
con un uomo che sembrava aggirarsi sulla cinquantina, e Abby
rideva di gusto a qualche storiella che lui le stava raccontando.
Ancora una volta, tenne a bada i sentimenti per quella
sua lontana cugina, ma non riusc a mandar gi la presenza
di quell'uomo. Era alto, belloccio (almeno secondo i normali
standard) e indossava uno smoking moderno ed elegante che
sarebbe piaciuto anche a lui. Per di pi, aveva l'aria di essere
molto divertente, cosa che Henry pot intuire avvicinandosi a
distanza d'orecchio e sentendo Abby dire pi volte: Oh, sei
troppo, troppo divertente!.
Quando fu accanto a loro sorrise anche lui, desideroso di
partecipare a qualsiasi cosa si stessero dicendo. Abby sembr
felice di vederlo. Henry, disse, sono contenta che mi hai
trovato! Lui  Merrill. Gli ho detto tutto dei tuoi racconti.
 un agente letterario.
Merrill sorrise, porse la mano, prese quella di Henry, la
strinse ed esord:  fantastico conoscerti. Abby mi ha fatto
prendere nota del tuo nome. Vedr cosa posso fare con le tue
cose. So che quest'anno ti hanno pubblicato dei racconti e, a
sentire lei, sei geniale.
Henry non sapeva cosa rispondere. Era felice di sentire che
Abby avesse parlato di lui, ma la situazione era ancora confusa
e, dopo aver prontamente detto (con adeguata modestia)
che geniale' era un aggettivo esagerato, si rivolse a Abby:
Mia zia vuole che ci sediamo. Ci sar un breve discorso prima
della cena, perci credo che dovremmo proprio sederci.
Devo andare a sedermi anch'io, intervenne Merrill, sorridendo.
 stato un vero piacere conoscere entrambi.
Dopo qualche altro sorriso e cenno di assenso, tutti si voltarono
e andarono ai rispettivi tavoli e, con grande sollievo di
Henry, per quella sera non si incontrarono pi. In effetti si dimentic
di Merrill non appena si concentr sulla cena (una
specie di strana lasagna con i funghi), poi ball un po' con Abby
sulle note di una band, prima che lei insistesse per tornare
a Brooklyn per l'altro party che sarebbe iniziato di l a poco.
I musicisti saranno gi l, disse lei. Devo proprio andare.
S, fece Henry, pensando d'improvviso alla sua carriera,
sebbene proprio in quel momento non riuscisse a non notare
la bellezza di Abby nel suo vestito bianco ornato di perline.

 Capitolo 3.

E cos era stata una serata divertente, e soprattutto Henry non
aveva dovuto vedere Abby andarsene via con un agente letterario
cinquantenne e belloccio, per quanto fosse giunto alla
conclusione di aver domato una volta per tutte i suoi sentimenti
per lei. Diverse furono le sue sensazioni, per, quando un
pomeriggio, due settimane dopo, rincasando, trov il telefono
che squillava. Rispose, e dall'altra parte c'era Merrill.
Ci mise un po' per indovinare chi fosse, ma alla fine cap
che era il tipo della serata di beneficenza, e concluse (con una
certa convinzione) che stesse cercando di recuperare il numero
di Abby. Dopo alcune frasi di circostanza, Merrill disse qualcosa
che colp Henry.
Ho letto i tuoi racconti, esord. Sono tre? Sono tutti
quelli che hai pubblicato?.
S, rispose Henry, ora solo un po' pi speranzoso.
Be', guarda, Henry, quello che voglio dirti  che hai una
strada lunga e difficile davanti a te se pensi di pubblicarli in
una raccolta. Quasi impossibile. E lo sarebbe anche un romanzo,
considerato il mercato attuale. Per il fatto  che i tuoi racconti
li ho letteralmente divorati. Al momento non c' molto
che io possa fare per te, ma tra qualche tempo credo che potr
esserti utile. Se decidi di scrivere un romanzo. Potrei riuscire a
vendere un tuo romanzo. Altri non ci riuscirebbero, ma scommetto
che io ce la farei.
Henry non sapeva cosa rispondere, ma nonostante la gioia
del momento si domand che cosa fosse giusto fare con il
numero di telefono di sua cugina. Avrebbe dovuto darlo a
quell'uomo? L'adulazione e la lusinga appena ricevute bastavano
a giustificare una cosa del genere?
Il motivo per cui ti chiamo, prosegu Merrill, ha a che
fare con qualcos'altro. Qualcosa che  legato al discorso che ti
ho fatto. Le mie lodi sono sincere. I tuoi racconti sono
molto, molto commoventi, molto divertenti, ed estremamente coinvolgenti.
E cos, proprio per questo, lo scopo di questa telefonata
 che sto cercando di mettere in contatto uno dei miei
clienti, non uno scrittore arrivato ma un amico di lunga data,
con un ghostwriter.
A questo punto Merrill fece una pausa, ma proprio nel momento
in cui Henry si sent obbligato a dire qualcosa, continu:
Abbiamo bisogno che il progetto abbia un'anima
letteraria, disse, cos stiamo cercando di tenerci alla larga
dagli abituali giornalisti da strapazzo, ma  difficile ingaggiare
dei buoni scrittori perch, ovviamente, se sei un vero scrittore,
uno affermato, non sei mica interessato a scrivere delle
cose buone per un altro. Ed  azzardato correre il rischio con
scrittori inesperti, perch non hanno dimostrato ancora chi
sono. Ma tu, credimi, Henry, hai fatto molto pi che dimostrarti
un bravo scrittore, perlomeno secondo me. E sono pi
che sicuro che il mio cliente sar d'accordo.
Be',  molto gentile da parte tua, disse Henry. Pens a
cos'altro aggiungere, ma Merrill continu.
S, e ogni parola  pura verit. C' solo un problema, tuttavia,
o una richiesta, e cio che avremmo bisogno di assoluta
discrezione da parte tua. E quando dico assoluta, intendo
legalmente e contrattualmente. Dovrai firmare un accordo
di riservatezza prima ancora che ti dica di chi si tratta. Lui
rappresenta un grande affare. Sta crescendo, o meglio si sta
espandendo in alcuni campi nei quali ha gi interessi, e vuole
un romanzo. Ha gi un'idea. E il romanzo di un giovane, per il
mercato young adult. Non conosco i dettagli dell'idea, ma ha
a che fare con un vecchio e con un giovane e, be', mi pare che
tu sia assolutamente perfetto per questo genere, viste le tue inclinazioni
letterarie.
Ok, disse Henry. Mi sembra interessante. A questo
punto fece una pausa, e il silenzio dur cos a lungo che
Merrill sent di dover riprendere a parlare.
A proposito, disse. Tua cugina. Be', ho gi il suo numero.
Quindi non sto facendo nessun giochetto. Non sono contrario
a espedienti subdoli per ottenere un numero di telefono,
anche se, devo ammetterlo,  stato il motivo per cui in un primo
tempo ti ho preso in considerazione e ho letto i tuoi racconti,
ma con il mio lavoro non scherzo e non fotterei mai il
mio cliente. Qui Merrill fece una pausa. Henry, continu
poi, sei davvero uno scrittore dotato. I tuoi racconti mi sono
piaciuti. Il pathos...  forte. Ed  l'unico motivo per cui in questo
momento stiamo conversando al telefono. Tra l'altro, Abby
e io siamo gi usciti insieme e sembra che non ci sia niente,
a parte il fatto che lei  una persona fantastica. Sono troppo
vecchio, lei  toppo giovane, certo non  stato difficile capirlo.Troppo ovvio anche solo per provarci. Quindi, nessun rancore.
La prossima settimana andremo insieme a una partita
degli Yankees con un mucchio di altra gente. Porto anche la
persona con cui sto uscendo. Se ti va puoi venire anche tu. Ho
qualche biglietto in pi. In effetti ne ho un intero blocchetto,
regalo di un cliente. E comunque, al di l di tutto, che ne pensi
della storia del ghostwriting?.
Henry fece una pausa, poi disse. Be', ripeto, mi sembra
molto interessante. Immagino che dovrei pensarci. E avere
qualche dettaglio in pi.
Gi, i dettagli, rispose Merrill. Sarai pagato bene per
questo - posso promettertelo - ma molto di quello di cui dobbiamo
parlare ti sar detto dopo che avrai firmato l'accordo di
riservatezza.  una bella seccatura, per  cos che vanno queste
cose. Subito dopo conoscerai il tipo,  un attore di spicco,
si sta aprendo a nuove attivit e crede che questo possa essere
un buon filone. Io sono d'accordo. Per un sacco di motivi. Comunque,
visto che lo ritieni interessante, pranziamo insieme.
Parliamo del compenso e ti mostro l'accordo.
Va bene, rispose Henry.
Ti passo la mia segretaria con cui prenderai un appuntamento.
Henry, so di averlo gi detto, ma te lo ripeto, l'unico
motivo per cui ne stiamo parlando  perch mi sono veramente
piaciuti i tuoi racconti. Credimi, quando ci siamo incontrati
alla serata di beneficenza, non avrei mai immaginato di fare
questa telefonata. Non ti sto facendo un favore. Ho semplicemente
bisogno del tuo talento.
Grazie.  veramente bello sentirselo dire, rispose Henry.
Perfetto. Resta in linea. Ti passo Joanne.
Detto ci, il telefono fece alcuni lievi clic e Henry si ritrov
a parlare con la segretaria di Merrill.

 Capitolo 4.

Inutile dirlo, era un'offerta del tutto inaspettata, e nei giorni
successivi - s'incontrarono solo due settimane dopo perch
Merrill stava partendo per un viaggio - Henry riflett sulla
proposta. Sembrava tutto cos strano e per la verit c'erano altre
faccende nella vita di Henry che chiedevano di essere considerate.
Tra queste, uno sviluppo inaspettato a proposito di una
questione che aveva a che fare con i suoi genitori. Aveva avuto
notizia, prima attraverso un'e-mail piuttosto criptica, poi tramite
una lettera formale, che il collettivo della famiglia, che
gestiva le quote di una casa di campagna avita nel nord dello
stato di New York (chiamata Pembry Cottage), stava per prendere
delle decisioni sul futuro della propriet. La quota di Henry,
dopo la morte dei genitori, era un trentaduesimo del totale,
visto che la casa era stata costruita molto tempo prima da un
trisavolo (si diceva che fosse amico intimo di Teddy Roosevelt,
ma Henry non aveva mai compreso bene i particolari). Il Pembry
Cottage era gestito da una societ. E lui aveva il diritto di
utilizzarlo in un periodo stabilito dell'anno. Ne aveva usufruito
di rado, passandoci tra l'altro dei momenti talmente felici
con i suoi genitori che non vi era pi voluto tornare, immaginando
che sarebbe stato molto triste farlo da solo. Eppure,
era una propriet piuttosto bella - un'ampia dimora sul Lake
Placid che, a quanto si raccontava, aveva perfino ospitato Roosevelt
in diverse occasioni. La casa era legata a un fondo speculativo
di famiglia che si occupava della manutenzione e di
tutte le tasse che gravavano su una villa del genere; tasse che,
aveva sentito dire Henry nel corso degli anni, erano pazzesche.
Sfortunatamente (o fortunatamente, a seconda dei punti di
vista), i soldi e la propriet erano legati a una sconvolgente serie
di documenti legali e di norme vincolanti, che servivano
a evitare la vendita della casa e trasformavano tutte le relative
decisioni in una votazione democratica basata su un sistema
che Henry trovava indecifrabile. Di sicuro a lui non era
mai stato chiesto di votare o di avere a che fare con la propriet,
ma suo padre aveva preso parte a delle riunioni a Boston
per scegliere una soluzione o un'altra (se montare o no la tenda
da sole nella rimessa delle barche oppure ricoprire il campo
da tennis). Ogni sei mesi o gi di l, Henry riceveva una lista
con le decisioni prese (almeno questo gli era dovuto, visto che
possedeva la trentaduesima parte del pacchetto azionario) ma,
in quanto a essere un membro votante, evidentemente non era
ancora considerato all'altezza.
Fu questa strana e incerta organizzazione, con le sue complesse
procedure parlamentari, a condurre all'enigmatica email
e a quella sorprendente lettera (scritta dall'esecutore del
fondo, Lilly Holloway), che annunciava a Henry che la commissione
familiare aveva deciso di convertire un magazzino al
piano terra in uno studio, a disposizione dei numerosi membri
della famiglia seriamente interessati alle arti, e che lui sarebbe
dovuto andare a recuperare i beni che i genitori avevano
illegalmente lasciato nel magazzino in questione. Pu passare
a prendere gli oggetti quando preferisce nel corso delle
prossime sei settimane. Oltre quella data, li doneremo alla
Goodwill.
Henry rest colpito dalla strana aggressivit e dalla meschinit
della lettera. Sapeva di non essere l'unico destinatario -
ce n'erano altri due - perci non poteva prenderla troppo sul
personale. Ma in fondo alla lettera c'era una nota scritta a
mano dal padre della zia Lilly, un anziano zio che gli faceva
gli auguri e si scusava per la fastidiosa richiesta, assicurandogli
che sarebbe bastato un solo carico in auto per recuperare
gli oggetti della sua famiglia. Poi, in un corsivo minuscolo e
schiacciato tra le parentesi, come se la nota dovesse essere letta
in un bisbiglio dentro una stanza buia:
Ho paura che tu debba proprio farlo! La zia Lilly  piuttosto
seccata con te! Sembra che tu abbia provocato un disastro
nella fattoria di una sua amica del Choate College! Hai
ucciso un gregge di capre di inestimabile valore! Mio Dio! Io
sono dalla tua parte, Henry! Lo sono sempre stato! Purtroppo,
per, non posso mettermi contro i regolamenti della prestigiosa
propriet del Pembry Cottage! Quindi non dovresti
ignorare tutto questo! So che hai recuperato i manufatti di
maggior valore affettivo dalla casa, ma ci sono ancora delle
cose di una certa entit, in particolare uno scrittoio di mogano
che fu fatto, lo so perch ho curiosato in giro, da Price &
Jacobsen a Filadelfia! Ok! A presto! Dovremmo incontrarci
in citt per una cena!
Lo zio Louis
Henry ricordava quello scrittoio di mogano e convenne che
dovesse valere un bel po', ma in quel momento il suo pensiero
fisso era il risentimento della zia Lilly. Nella testa di Henry
con lo zio Louis era tutto a posto, ma Lilly era esattamente
il tipo di arcigna matrona protestante che rovinava la reputazione
della propria gente. E il fatto che se ne andasse in giro
a parlare delle capre che lui aveva ucciso era pi che allarmante.
C'era forse una riunione annuale a Narragansett o a
Litchfield, in cui le benestanti ereditarie cinquantenni si scambiavano
i nomi delle persone che le avevano fatte inquietare?
I miei insuccessi nel Vermont mi seguiranno per sempre?,
chiese Henry a Abby alcune sere dopo aver ricevuto la lettera,
mentre erano a cena a Fort Greene in un ristorante vietnamita
che lui adorava.
Stermina un mucchio di capre e quelle ti seguiranno per
tutta la vita, disse Abby. E i wasp tendono a sposarsi fra loro,
ecco un altro problema per te. Ma ora basta con le capre,
perch francamente non voglio pi sentirne parlare. Credi che
Merrill ti contatter?.
Questo repentino cambio di argomento innervos Henry
(specialmente da un punto di vista legale, data la riservatezza
richiesta dall'accordo e la sua perenne paura di finire sotto
processo). Si alz bruscamente, disse di aver bisogno di una
birra e si diresse al bancone per ordinare. Nel frattempo, ripet
mentalmente la storia che aveva pianificato di esporre, ossia
che lui e Merrill avrebbero lavorato insieme, ma che era ancora
molto lontano dalla pubblicazione di un suo libro. Cos, considerata
la sua attuale carriera, non c'era molto altro da dire.
Legger i miei racconti prima che io li faccia girare, disse
Henry. E se funzionano, potrebbe pure fare un paio di telefonate
a gente che conosce, anche se oggi come oggi gli agenti
non vendono racconti. Perlomeno, non nei posti dove avrei
delle buone chance. Pare che io debba scrivere un romanzo
perch succeda qualcosa, e ce n' ancora di strada da fare. Ma
resteremo in stretto contatto.  probabile che io finisca per incontrarlo
spesso.
 una grande notizia, no?, fece Abby.
S, rispose Henry, immagino che lo sia.
S che  una grande notizia!, ripet Abby, quasi volesse
impartire a Henry una lezione su come vedere le cose in modo
positivo, quando all'improvviso comparvero tre donne che
Abby conosceva. Subito la conversazione si spost su un party
che sarebbe iniziato poco dopo e a cui avrebbero voluto che
Abby prendesse parte. Invitarono anche Henry ma, anche se
la cosa sembrava divertente, lui si sentiva stanco e soprattutto
non dell'umore giusto per vagare nell'appartamento di uno
sconosciuto. Perci disse che doveva andare a casa e, fuori
dal ristorante, ognuno prese la sua strada. Mentre Henry le guardava
allontanarsi, prov un senso di pentimento per non aver
accettato. In fin dei conti avrebbe potuto rimandare il sonno
per un po'. Ma in quel momento, con Abby che se ne andava,
torn a riflettere su un'altra questione. Si domand di nuovo
se avesse davvero superato la cotta per lei, per concludere all'istante
che s, era proprio cos. A quel punto della sua vita ne
era proprio fuori. E comunque, aveva troppo bisogno di lei come
amica per lasciarsi andare a un pensiero del genere.
Alla fine si gir e si diresse verso casa. Il suo futuro affettivo
era altrove. E anche la vita sociale, con i suoi aspetti platonici,
poteva collocarsi altrove. In tal senso, di recente le cose
a Brooklyn erano cambiate per lui. In meglio. Aveva trovato
qualcosa che assomigliava molto a un buon amico, un amico
che non era Abby. Una persona che aveva una profonda conoscenza
del mondo sociale di Williamsburg e, ancora pi importante,
non aveva nulla da guadagnarci da quell'amicizia, se
non un onesto cameratismo; non cercava, ad esempio, di assicurarsi
fondi per Il Demente, bench in effetti Henry lo avesse
incontrato a una delle riunioni della rivista.
Si chiamava Whitney (sua madre era inglese, come disse
presentandosi, anche se Henry aveva gi sentito questa spiegazione).
Aveva frequentato Harvard nello stesso periodo di
Henry, anche se aveva due anni pi di lui. Aveva addirittura
studiato con lo stesso professore di Henry, ma non posso dire
che la mia scrittura fosse apprezzata, confess quando una
sera a una festa si fecero la prima vera chiacchierata. Sembrava
che non avessi alcun talento, e di certo non avevo il fegato
per mettermi a discutere, continu, ma uno di questi
giorni gliela far vedere, quando pubblicher qualcosa di meraviglioso.
Fino ad allora temo che per me a New York ci sar
spazio solo per divertirmi.
Incredibilmente, per, Whitney non aveva molto a che fare
con Henry. Era bello ed era un gran rubacuori, sebbene ogni
volta si pentisse (anche questo era incredibile) di aver ferito i
sentimenti delle donne con cui usciva. Era affascinante e socialmente
dotato anche in altri ambiti, e questa era in parte la
ragione del suo successo con le donne. Sapeva condurre una
conversazione con i pi aggressivi analisti finanziari e cambiare
immediatamente giro per commentare gli oscuri dettagli
delle vite dei poeti o le pi assurde stravaganze di pittori e
musicisti.
Fu la scrittura, comunque, che li fece diventare amici. Henry
lo aveva incontrato una sera durante una festa e aveva scoperto
che Whitney era il cosiddetto editor di letteratura di una
rivista indipendente di Brooklyn di nome Merit, un'attivit
collaterale che coltivava mentre stava finendo di conseguire
una laurea in lingue romanze alla Columbia. Dopo essere stati
presentati, discussero di alcuni libri che Whitney aveva recensito
e di cosa ne pensasse Henry, e ben presto si trovarono immersi
in una conversazione su tutto quanto avessero mai letto.
Alle tre lasciarono la festa per andare a casa dell'allora ragazza
di Whitney, che aveva radunato della gente per un evento
culinario notturno. I due rimasero seduti vicini per ore a mangiare
un'infinit di crpe - la ragazza aveva appena comprato
una grande padella di ferro per prepararle - e finirono con il
parlare delle loro vite, di libri e dei racconti di Henry.
Dopo essersi scambiati i numeri di telefono, Henry se ne
and, ma fu pi che contento quando solo tre giorni dopo trov
un messaggio nella segreteria del suo cellulare da parte di
Whitney, che lo invitava a cena (nuovamente a casa della sua
ragazza) per proseguire la nostra chiacchierata. Aggiunse
di aver letto due dei suoi racconti on-line e confess di averliapprezzati moltissimo, anche se aveva alcune idee per migliorarli
e sarebbe stato felice di esporgliele durante la cena.
Lui non era sicuro di voler ascoltare i consigli di Whitney, ma
avrebbe potuto essere interessante, o magari il punto di vista
di Whitney gli avrebbe suggerito una nuova prospettiva.
Venne fuori che le idee che Whitney aveva sui racconti non
erano cos utili, ma Henry apprezz molto che l'amico gliele
esponesse. Pensava che per un giovane scrittore fosse importante
scrivere ci di cui faceva esperienza. Tutti quei maledetti
vecchi, che addirittura fanno sesso. Ma perch? Si  gi
scritto di questa gente. Qui, qui, hai un intero mondo, proprio
qui, di cui scrivere. E Henry, Henry - avevano gi mangiato
il dolce e stavano bevendo una tazza di quella che gli era stata
descritta come acquavite di vino - lo dico solo perch mi
piacciono i tuoi racconti. Li amo terribilmente. Voglio dire,
ne sono rimasto cos colpito. Ma a cosa servono? Perch tutti
quei fottuti vecchiacci? Voglio dire, perch tutti quei fottuti
vecchiacci?.
Henry era ubriaco e la grande quantit di zucchero che aveva
assunto (crpe con Nutella e gelato) lo stava trascinando in
uno stato di confusione e sonnolenza. Ciononostante, riusc
a seguire tutto ci che diceva Whitney e, dopo aver fatto una
pausa per pensare, rispose: Immagino di non saperlo.
A questo punto, Whitney si avvicin a Henry, rimase per un
istante in silenzio e poi disse: Esci con qualcuno?.
Henry arross. Riusciva a sentire il sangue sul viso. Tutto
ci che pot dire - non c'era modo di essere poetici su quell'argomento
- fu: No, non al momento. Sono arrivato insieme a
una ragazza del Michigan. Ma lei voleva vedere altre persone.
O meglio, voleva vedere un altro ragazzo, in modo esclusivo.
E poi c' questa cugina, ma la cosa  finita. Quindi, no, non
esco con nessuno.
Whitney assent come se avesse capito perfettamente, poi
disse: Bene, far quello che posso, ma che Dio ti aiuti. E lo
dico con le migliori intenzioni. Poi si alz e si diresse verso la
cucina, dove la sua ragazza stava ancora preparando le crpe.
Insomma, questo fu il modo in cui Henry incontr il suo
nuovo amico. E non avrebbe potuto essere pi felice o pi sorpreso
di essere stato adottato da quel ragazzo newyorchese cos
popolare.

 Capitolo 5.

Giunti a questo punto sarebbe giusto riconoscere che, cos come
la carriera di Henry prometteva bene - pubblicare una serie
di racconti brevi su rispettabili riviste letterarie poteva dirsi
un bel risultato -, anche il futuro di Abby nella musica si annunciava
sfolgorante. Il suo gruppo si stava affermando nella
scena musicale di Brooklyn. Certo non avevano un contratto
con la Atlantic Records (per quanto non fosse un elemento essenziale
ai tempi di internet), ma la band veniva ingaggiata nei
locali pi alla moda e le canzoni scaricate a grande velocit.
Henry aveva perfino incrociato sulla Bedford Avenue un tizio
che indossava una t-shirt con il (nuovo) nome della band: Le
Ragazze Diverse.
Abby era molto migliorata come musicista e, anche se esistevano
dei limiti per una che suonava la viola in un gruppo
pensato per piacere a un'ampia (bench sofisticata) platea, lei
possedeva un'impressionante presenza scenica, e Henry non
pot fare a meno di notare come pian piano fosse stata spostata
pi avanti nella disposizione del complesso. Inoltre, cantava
di pi, quando riusciva a mettere gi la viola, e con grande
sorpresa di Henry, sempre meglio. Non aveva mai compreso
che era un talento quello sul quale la cugina stava lavorando.
Divenne la voce solista in molte canzoni, sviluppando una
specie di intonazione lamentosa che sembrava sempre pi popolare
tra i newyorchesi.
Henry fece del suo meglio per assistere a tutti quei concerti,
e negli ultimi mesi era mancato solo un paio di volte, entrambe
a causa di un virus intestinale, ma se avesse avuto solo
febbre senza vomito sarebbe andato (malgrado il fatto di aver
superato, una volta per tutte, la cotta per lei).
Pi o meno in quel periodo - all'incirca quando ebbe la prima
proposta da Merrill - era in programma uno show piuttosto
importante in una specie di capannone a Bushwick. Ci and con
Whitney, e alle undici si ritrovarono in un posto stracolmo di gente.
Quando arrivarono, Abby non era sul palco (e neanche nella
parte del capannone riservata ai musicisti). Tutti giravano,
bevevano e sembravano supereccitati. Henry non si era ancora
fatto un nome in societ a Williamsburg - non aveva molti
amici e le persone che conosceva (spesso legate al Demente)
ora lo guardavano con sospetto e un po' di rabbia - eppure
amava davvero quel genere di feste. Amava i grandi raduni in
cui la gente parlava, rideva e beveva cocktail assaggiando qualunque
cosa gli fosse offerta. (Quella sera, a giustificare l'alto
costo del biglietto e dei drink, c'erano tavoli imbanditi di ravioli
giapponesi artigianali, preparati da qualche intellettuale
del luogo esperto di ravioli giapponesi). L'unica persona del
gruppo del Demente che riconobbe fu la tipa tatuata e, visto
che sembrava aver apprezzato il suo racconto, gli fu difficile
provare del risentimento nei suoi confronti. Perci gli sarebbe
piaciuto salutarla, ma lei si allontan prima che potesse avvicinarla
e la perse definitivamente di vista.
Quando Le Ragazze Diverse finalmente si presentarono sul
palco, Henry si rese conto di essere gi ubriaco e molto felice.
Continu a bere con grande entusiasmo di fianco a Whitney,
ricambiando i saluti-dei suoi amici e abbandonandosi a fissare
Abby con un bel po' di introspezione psicologica.
Abby era proprio una bella donna e sembrava che ne prendesse
sempre pi coscienza. Mentre la guardava cantare una
vecchia canzone popolare che aveva sentito a qualche party ma
di cui non ricordava il titolo, arriv a una conclusione che era rimasta
nascosta in qualche anfratto della sua mente e che adesso
appariva evidente: Abby era semplicemente fuori della sua portata.
Cose simili non gli accadevano mai. Credeva fortemente
che amore e amicizia (nella loro forma pi autentica) non avessero
nulla a che fare con giochi sleali o giudizi di valore. Ma osservando
Abby sul palco - indossava una canottierina bianca e
una salopette a cui nessun uomo (ne era sicuro) poteva resistere
- comprese semplicemente di non essere allo stesso livello degli
altri pretendenti. O, tanto per avere un giudizio pi clemente, se
lei non aveva ancora deciso che era lui quello che stava cercando,
probabilmente non avrebbe cambiato idea ora. Nessun uomo
poteva averne la certezza, ma il fatto era che per una come Abby
c'erano un mucchio di opportunit in giro. Dopotutto non vivevano
in un villaggio di tende in Finlandia, dove un uomo sensibile
e dal piglio artistico come lui sarebbe emerso un po' di pi.
Ma pi di ogni altra cosa, realizz che lei aveva preso coscienza
di tutto ci, e di quale mondo le si fosse aperto davanti.
Era assorto in questi pensieri quando Whitney gli si avvicin
- si era perso in chiacchiere con donne per cui diceva di
avere un interesse minore - e gli mise un braccio attorno alle
spalle in un gesto amichevole.
Credo che non dovresti pensarci, disse sorridendogli con
gentilezza.
A cosa?, domand Henry. Whitney conosceva la maggior
parte della storia tra lui e Abby, anche se Henry gli aveva raccontato
di essersi lasciato quei sentimenti alle spalle gi da un
pezzo.
Henry, tu sei il tipo migliore che conosco, fece Whitney.
Il fascino di Abby non si discute, ma ci sono molte altre donne
qui. E poi sei giovane, non  il momento di fissarsi con una
persona, e se anche andasse come speri, probabilmente alla fine
andrebbe tutto in pezzi. Ti immagini sposato da qui a dieci
anni?.
Esit per un attimo, pensando seriamente alla domanda,
prima di dire in modo brusco (e con sua grande sorpresa): Tu
non sei interessato a Abby, vero?.
Henry si aspettava due tipi di risposta alla sua domanda
(che solo all'ultimo momento cerc di pronunciare con fare
scherzoso, bench avesse pi il tono della disperazione). La prima
era una risata: chi mai avrebbe chiesto una cosa del genere
in quel modo? La seconda, delle scuse sincere seguite dall'affermazione
che, s, era innamorato di Abby. Con suo grande
stupore, invece, Whitney lo guard serio e disse: Henry, non
ci prover mai e poi mai con Abby. Te lo prometto. Qualsiasi
cosa accada. Non lo far mai. So che hai voltato pagina. Ma
so anche che queste cose possono rimanere. O tornare a galla
quando succede qualcosa. Non lo far mai. Lo prometto.
Henry si trattenne per un attimo e poi disse: Be', non intendevo
metterla cos. Insomma, non voglio interferire con
quello che stai pensando di fare. Davvero, non nutrirei alcun
rancore. Ne sono totalmente fuori.
No, Henry, disse Whitney. Non lo farei mai. Mai.
Non sapeva cosa dire. Era un'affermazione da galantuomo
e ne fu davvero colpito. Ma proprio mentre era sul punto
di ricambiare con qualcosa a proposito della natura confusa
dell'amore e della sua conoscenza su come va il mondo, due
donne si avvicinarono a Whitney (piuttosto eccitate) e gli chiesero
cosa avrebbe fatto dopo lo show. Il fatto che tutti pensassero
che ci sarebbe stato un dopo' lo stup, dato che erano le
tre passate e il concerto sarebbe continuato fino alle cinque.
Decise che doveva considerare l'idea di andare a dormire pi
tardi, ma ancora una volta si gir verso Abby - stava cantando
una ballata su una storia d'amore iniziata sulla linea G della
metropolitana - e pens a come la sua vita stesse scivolando
verso territori sconosciuti.
 
Capitolo 6.

Tutto considerato, nella vita di Henry c'erano altre cose che
gli permettevano di distrarsi dalle proprie brame sentimentali,la pi importante delle quali era decidere se fare o meno il
ghostwriter. Negli ultimi giorni non ci aveva pensato sul serio,
perch aveva deciso subito, almeno inconsciamente, che
avrebbe accettato il lavoro, perci non c'era molto da ragionarci.
Non aveva bisogno di soldi, anche se la prospettiva di
vivere il resto della vita utilizzando solo la sua eredit lo faceva
sentire a disagio. Sentiva di dover entrare a far parte del
mondo professionale, di dover dare il suo contributo lavorativo
alla societ. E Merrill non si sbagliava nemmeno quando
affermava che sarebbe stata un'eccellente esperienza.
Gli aveva girato i dettagli economici per e-mail e l'accordo
sembrava piuttosto buono, per quanto, considerata la natura
hollywoodiana del progetto, non erano poi tutti questi soldi.
Avrebbe preso sessantamila dollari (Eccellente per questo genere
di lavoro, scriveva Merrill). Il pagamento sarebbe stato
scaglionato e ogni rata sarebbe stata pagata dopo l'approvazione
del misterioso autore. Oltre all'anticipo, Henry avrebbe
ricevuto il dieci per cento delle royalty che il suddetto autore
avrebbe ottenuto. In effetti non era un granch, visto che
sarebbe stato il dieci per cento sul quindici per cento delle
royalty dell'autore. Ma nella sostanza non era male perch il
grosso delle vendite, sosteneva Merrill, sarebbe derivato dal
nome dello scrittore. Ha venduto quasi un milione di libri illustrati
per bambini, questo tipo far un mucchio di soldi solograzie al suo nome.
Henry accett che si vedessero per pranzo e, se tutto fosse
andato bene, sarebbero andati nell'ufficio di Merrill per mettere
tutte le firme del caso.
S'incontrarono in un ristorante in centro, vicino all'ufficio
dell'agente. Da fuori non sembrava niente di speciale, ma
il cibo era commisurato ai prezzi assolutamente straordinari.
Anche la chiacchierata fu positiva. All'inizio parlarono soprattutto
dei libri e dei film che apprezzavano e di quello che
amavano fare a New York. Parlarono anche della scomparsa
dei loro cari durante l'infanzia. Merrill aveva perso il padre
a dieci anni, cosa che Henry non riusciva nemmeno a immaginare
e che pensava fosse addirittura pi insopportabile di
quanto era capitato a lui. Alla fine arrivarono a discutere di
affari e fu piuttosto interessante, dato che Henry non era mai
stato tanto vicino a un uomo cos inserito (come ben presto
impar) nell'esclusivo giro della grande editoria. Fu per lo pi
Merrill a parlare, Henry lo interruppe un'unica volta quando
si sent improvvisamente spinto a decantare la delizia del suo
club sandwich al granchio di Dungeness.
Credo che sia uno dei migliori sandwich che abbia mai
mangiato, disse.  delizioso. Ne vuoi un morso?.
No, sono a posto, disse Merrill. Ma grazie. Qui il cibo
 senz'altro molto buono. Si chiama pranzo di lavoro, Henry.
Cerco di fare bella figura. Perci, ora che so che apprezzi il
pranzo posso essere pi esplicito.
Dall'e-mail Henry sapeva degli aspetti generali di ci che
era in gioco, tuttavia Merrill voleva assicurarsi che avesse
compreso che l'accordo era pi vantaggioso di quanto avrebbe
ottenuto come romanziere esordiente per ragazzi. Desiderava
che capisse che ci sarebbero state delle fasi di approvazione
e che il suo cliente si riservava il diritto di abbandonare il progetto
se non avesse sentito che stava andando per il verso giusto.
Se a lui proprio non piace quello che scrivi, disse Merrill,
ti becchi comunque ventimila dollari. Per questo tipo di lavoro
 un'ottima cifra. Se poi tutto va bene, avrai qualcosa dalle
royalty, quel poco legato alla tua percentuale. Questo tizio
ha un marchio importante. E uno stile molto considerato. Ma
un romanzo di quarantamila parole -  quello che vogliamo -
 un po' fuori dalla sua portata. Il libro, comunque, rientrer
in altri progetti che sta portando avanti e, be', per varie ragioni
tutti questi progetti sono legati tra loro.
Discussero dei dettagli ancora per qualche minuto finch
Merrill, proprio dopo aver ingoiato un grosso boccone di cartilagine
di manzo, mise gi coltello e forchetta e disse: Va bene,
Henry... s o no, dentro o fuori?.
Il sorriso di Merrill accompagn le sue parole e Henry percep
un calore sincero provenire da quell'uomo, mentre portava
il discorso al suo punto focale. Henry era sicuro che, se
avesse chiesto altro tempo per pensarci, glielo avrebbe concesso.
Ma la proposta era ottima, cos rispose senza indugio,
dicendo quello che aveva gi in mente di dire: Be', mi piacerebbe
andare avanti. Ok, siamo d'accordo.
Finirono di mangiare e ben presto si ritrovarono nell'ufficio
a firmare l'accordo di riservatezza. Nelle prossime settimane
procederemo con l'altra parte del contratto. Se vuoi potrai farlo vedere a qualcun altro. Ma  solo perch io possa dirti qualcosa
in pi sulla persona per cui lavorerai. Lo capisci da te che
questo accordo di riservatezza che hai firmato  una cosa piuttosto
seria, giusto?.
Be', immagino di s.
Il mio cliente ha molto a cuore la tua discrezione... per ragioni
di reputazione e per motivi economici. Considera questo
accordo qualcosa di simile a quello che si firma prima di
entrare in un reality. La maggior parte di quello che accade
 registrato molto prima che lo show vada in onda, perci se
qualcuno si lascia sfuggire il nome del vincitore mentre il programma
 in corso,  lo studio a subirne i danni maggiori perch
lo show viene annientato. E ci sono diversi modi spiacevoli
di perseguire in tribunale chi provoca danni del genere. Come
chiedere un risarcimento pari a tutto quello che possiedi.
Henry annu. All'improvviso si sent un po' spaventato. Ma
era anche bravissimo a mantenere i segreti (la sua discrezione
a prova di bomba era, a tutti gli effetti, al centro di alcune
delle sue pi misteriose nozioni sulla virt maschile), e quindi
non fu riluttante a firmare. Una volta messa la firma, Merrill
gli rivel i dettagli pi interessanti del progetto.
Va bene, disse Merrill, ecco per chi lavori.
La rivelazione fu interessante - non strabiliante, come accade
per queste cose, ma interessante. La persona per cui doveva
scrivere non era Al Pacino o la regina Elisabetta, ma un
attore con una solida reputazione artistica che Henry conosceva
per averlo visto recitare. Si chiamava Jonathan Kipling.
Era sulla quarantina e aveva iniziato la sua carriera in teatro
a New York. Lui e Merrill avevano frequentato insieme la vita
di citt da giovani (anche se l'agente aveva dieci anni di pi
dell'attore) e gi da allora avevano iniziato a lavorare insieme.
Negli ultimi anni, per, Merrill non aveva gestito i suoi lavori
teatrali. Kipling aveva fatto il salto a Hollywood grazie alle
critiche favorevoli ricevute da un suo film indipendente su una
decadente cittadina industriale del New Hampshire. Poi aveva
ricoperto vari ruoli minori ma di rilievo all'interno di produzioni
pi importanti. Non era quella che si sarebbe detta una
star da copertina - non era stato protagonista principale in
film della Columbia o della Paramount (con una sola eccezione).
Ma era un nome conosciuto, ed era entrato in varie classifiche
dei pi belli' nelle riviste popolari.
L'unica eccezione ai consueti ruoli secondari era stata la
parte da protagonista in un film per ragazzi su un allenatore
di basket malato terminale di cancro. Toccava tutti i tasti
che un film del genere vuole toccare ed era andato molto bene
al botteghino. Era stata questa pellicola a spingerlo a scrivere
libri illustrati per bambini, e il suo nome era divenuto noto
tra i genitori desiderosi di diffondere la cultura a stampa tra
i figli. Kipling era stato capace di centrare il successo con la
sua nuova impresa e di mantenere il suo status di artista impegnato,
comparendo in altri film di qualit' nella parte di
un alcolista, di un simpatizzante terrorista, e anche di un editore
fallito. Oltre a questo, ed era una cosa di cui Henry era
pi che convinto anche prima di sapere chi fosse la persona
per cui avrebbe lavorato, Kipling era un attore davvero eccellente
o, come si suol dire, un attore nato. Merrill affermava
che era proprio grazie alla sua reputazione che Kipling poteva
permettersi di sconfinare in aree dell'intrattenimento pi
redditizie. Per esempio, aveva fatto la pubblicit per un'azienda
di orologi svizzeri, per un'utilitaria ecologica e anche per
una marca di semifreddi (che mangiava con grande piacere e
convinzione nei passaggi televisivi in onda durante il giorno).
Grazie a tutte queste occupazioni era piuttosto ricco, ma cercava
ancora di sfruttare il suo nome, ed era la ragione per cui
aveva assunto Henry.
Multipiattaforma  la parola chiave di questi tempi, disse
Merrill. Abbiamo un incredibile potenziale commerciale.
Un libro davvero importante rafforzer le altre imprese di
Kipling, ma stiamo cercando qualcosa di vero, di sentito, di artistico,
qualcosa che io so che tu puoi fare per noi. Te l'ho gi
detto, Kipling ha un'idea precisa di come deve essere questo libro.
Perci lavorerai a stretto contatto con lui per realizzare
la sua visione. Siamo certi che farai per noi un ottimo lavoro.
E se il tuo tentativo non funzionasse, guadagnerai comunque
ventimila dollari e ne uscirai con un'esperienza importante e
qualche soldo in pi da buttare via in quello che ti pare.
La faccenda, convenne Henry, sembrava piuttosto allettante.
  Capitolo 7.

Quale fosse l'idea di Kipling riguardo a tutta la faccenda, Henry
proprio non lo sapeva. Ma l'altro aspetto importante dell'incontro,
quello che avrebbe risposto al dubbio, giunse quando
Merrill disse a Henry che Kipling avrebbe gradito che si recasse
(quel weekend!) nella sua casa di campagna in Inghilterra
per discutere nei minimi dettagli l'argomento del romanzo.
Voglio dire, sa come deve essere il libro e di cosa debba
trattare, prosegu Merrill, ma credo che te lo voglia esporre
di persona. Non ne so molto, perci sono ansioso quanto te di
sentirlo. Ad ogni modo, immagino che apprezzerai il viaggio
in prima classe e il posto bellissimo. Sar uno spasso.
La proposta era attraente e molto interessante. Ora che viveva
a New York, faceva di tutto per ostentare l'atteggiamento
scettico di chi vede grandi cose e si intrattiene tutto il tempo
con gente importante, ma dovette riconoscere di non stare nella
pelle al pensiero di incontrare qualcuno tanto famoso ed essere
ospitato nella sua casa di campagna. Dopo una pausa, per
quello che ritenne un tempo sufficientemente dignitoso, conferm
che sarebbe stato felice di accettare. Sono stato in Inghilterra
solo una volta, da piccolo.
Perfetto,  tempo di tornarci, allora!, replic al volo
Merrill. Kipling ha grandi interessi in Inghilterra. Immagino che
sia il motivo per cui ha preso una casa l, ma non dirgli che
te l'ho detto. Credo che stare l lo faccia sentire bene.
Il viaggio fu organizzato velocemente e quando quel pomeriggio
Henry si ritrov al telefono con la segretaria di Merrill
che, come d'accordo, si sarebbe occupata di tutto, anche lui
decise di buttare gi un abbozzo della sua imminente tabella
di marcia. Dopo qualche altra telefonata, di cui una molto
divertente con Whitney (durante la quale questi esclam varie
volte: Merda, mi piacerebbe venire su con te!), Henry finalmente
fiss una data - circa sei settimane dopo - nella quale
recarsi al Pembry Cottage per sistemare i beni dei genitori
che erano conservati l illegalmente. (Riusc a programmare il
weekend per lui e Whitney, cos da non incontrare la zia Lilly
o chiunque altro avrebbe potuto accusarlo per lo sterminio
delle capre libiche di Hannah).  una casa davvero bella, aggiunse
Henry parlandone a Whitney. E il lago. Il Lake Placid
 stupendo. Ce ne sono di cose da fare. Ci divertiremo.
Non vedo l'ora, disse Whitney. Non sto nella pelle.
In ogni caso, l'incontro con Merrill avvenne il marted, e il
gioved pomeriggio Henry era al JFK per imbarcarsi sul volo
per Londra. Era soddisfatto di volare in prima classe, cosa che
aveva fatto di rado, e rimase positivamente impressionato dalle
recenti innovazioni sui voli di lusso. Il sedile che si trasformava
in letto, lo schermo della tiv sul braccio snodabile e un
enigmatico sistema di controllo della temperatura che per la
maggior parte del volo Henry sistem e risistem (con un certo
piacere) in base all'umore e alle sue attivit. Dorm per quasi
tutto il viaggio, ma si svegli per la cena e per la colazione,
bevve due bicchieri di porto, serviti in quello che il menu pubblicizzava
come autentico cristallo. Quando alla fine arriv,
si sent ristorato e impaziente per la giornata che lo aspettava.
Poich sarebbe stato fuori solo un weekend non aveva molto
bagaglio, solo un trolley e uno zaino, e riusc ad attraversare
l'aeroporto senza troppi problemi. Passata la dogana, trov
un autista che teneva un cartello con il suo nome e presto
si ritrov sul sedile posteriore di una Mercedes diretto a sud,
verso il Dorset.
Quando furono a destinazione, Henry non pot fare a meno
di notare che la casa di Kipling era impressionante, esattamente
come ci si poteva aspettare dalla tenuta di un attore del
cinema. Somigliava a quello che chiunque avrebbe tranquillamente
descritto come un maniero imponente, bench nello
stesso tempo fosse semplice, una bianca costruzione georgiana
con linee nette, finestre simmetriche, ed eleganti ma sobri
ornamenti negli angoli e sulle giunture del tetto.
Appena si furono fermati davanti all'entrata principale (che
si trovava al limitare di un ampio terreno in piano, coperto di
ghiaia), Henry scese dalla macchina. L'autista lo segu immediatamente,
quasi volesse aprirgli la porta, e un attimo dopo
Henry suonava il campanello, mentre l'uomo teneva diligentemente
il suo trolley e lo zaino.
Trascorse qualche istante, poi la porta si apr e, dall'altra
parte, ecco Kipling. Henry fu sorpreso che fosse venuto ad
aprire la porta lui in persona, anche se non sapeva bene perch
- si aspettava forse un maggiordomo? Ma prima che potesse
rifletterci sopra, Kipling allung la mano. Henry!, disse.
Sono davvero contento che tu sia riuscito a venire.
E io sono davvero contento di essere qui, rispose Henry.
Allora Kipling fece cenno all'autista di prendere le valigie e,
in un attimo, Henry si ritrov nell'ingresso con il naso all'ins
a contemplare la linea curva della balaustra della grande scalinata
centrale.
 una casa bellissima, comment sbirciando a sinistra
verso l'antica cassapanca di mogano nella nicchia di fianco alla
porta.
Lo penso anch'io, disse Kipling. Grazie. Se vuoi ti faccio
fare un giro. E comunque stavo proprio per fare uno spuntino.
Hai fame? Potremmo mangiare qualcosa e poi fare un giro.
Ok, rispose Henry. Non aveva tutta questa fame, dato che
all'aeroporto si era preso un enorme sandwich al prosciutto,
per quanto non proprio freschissimo, e lo aveva divorato in
macchina. D'altra parte, era sempre ben disposto quando si
trattava di mangiare.
Lo spuntino era buono, ma semplice. Uova strapazzate, toast
e caff. Niente bacon, il che deluse un poco l'ospite. Aveva
fantasticato sul fatto che Kipling avesse una sorta di commessa
permanente presso una fattoria locale che gli stagionava la
carne, e che perci cominciasse la giornata con una bella fetta
di pancetta di maiale inglese preparata artigianalmente. Ma
un ospite appena arrivato non pu certo pretendere che gli sia
servito del bacon artigianale, o quantomeno cos decise Henry
accontentandosi delle uova. Non parlarono del libro.
Discuteremo di lavoro mentre facciamo una passeggiata
qui intorno, esord Kipling senza nemmeno chiedere come
fosse andato il viaggio.
Quando terminarono lo spuntino e cominciarono la visita
alla propriet, partendo da fuori, inizi anche la conversazione
sul libro. Mentre camminavano dalla casa verso un edificio
di pietra alla fine di un lungo prato perfettamente rasato,
Kipling prese a elogiare il lavoro di Henry e a dirgli quanto
lo ritenesse adatto per quel progetto. Lo sai,  molto difficile
trovare qualcuno per una cosa del genere. Siamo molto fortunati.
Sono molto fortunato. Volevamo un vero scrittore. Un
artista. Non uno qualunque da ingaggiare. Merrill  entusiasta
di te e credo che avesse assolutamente ragione a dire che
hai un grande talento ma forse ancora troppo poca esperienza
per rifiutare la proposta. A quel punto Kipling gli lanci
un sorriso caloroso e, Henry ne fu certo, sincero. Di certo,
continu, hai letto il contratto, quindi non ci resta che vedere
come procedono le cose. Ho lavorato su troppe collaborazioni
per non sapere che a volte non funzionano, anche quando hai
i migliori. Ma sono molto fiducioso.
Anch'io, disse Henry, con un po' di apprensione ora che
gli veniva ricordato che il suo lavoro sarebbe stato valutato periodicamente.
Si domand anche se avrebbe mandato all'aria
tutto. Ma poi Kipling gli rivel quanto gli fosse piaciuto uno
dei suoi racconti descrivendolo nei dettagli, e questo attenu
l'ansia.
Lusinghe a parte, parlarono pi in generale di narrativa e di
quella che Kipling chiamava l'arte del raccontare.
Scrivere e recitare sono cose molto simili, sentenzi, ed 
per questo che sono tanto interessato alla scrittura. E raccontare
storie, come quello che faccio io, ma da un punto di vista
diverso. A volte mi capita di pensare che scrivere narrativa sia
un po' come un esperimento di recitazione estemporanea: ti
cali in un personaggio e vai dove ti porta.
S, ci ho pensato anch'io, disse Henry, balbettando un po'
verso la fine della frase perch in realt non aveva mai pensato
niente di simile, per gli sembr un ottimo paragone.
Lo avrei scritto io, continu Kipling, ma ho troppe cose
da fare in questo momento. Certo, se fosse un libro vero, non
per ragazzi, non avrei permesso a nessun altro di scrivermelo.
Nel senso che voglio che sia davvero incredibile. Non capisco
perch i romanzi per ragazzi debbano essere artisticamente inferiori
a qualsiasi altra cosa. Non  cos, comunque, vero? E,
be', pensavo che se avessi avuto qualcuno con cui lavorare...
s, insomma, sei tu lo scrittore. Ma io ho una visione d'insieme.
Lavorer a stretto contatto con te.
Ancora una volta Henry si domand se non fosse tutta un'idea
terribile, ma si limit a dire: S, Merrill mi ha anticipato
qualcosa su una specie di abbozzo. Non vedo l'ora di darci
un'occhiata.
Kipling scosse la testa e disse: No, no, non ho nessun abbozzo.
Non ho la minima idea nemmeno sui protagonisti, su
cosa succede, o dove abbia luogo. Ma sono tutte cose che verranno
se ci concentreremo su quello che ho in testa da un po',
qualcosa che mi passa per la mente dall'inizio della mia carriera.
Si ferm un attimo, poi continu. Vedi, ai giorni nostri,
nel nostro tempo, i giovani e gli anziani trascorrono pochissimo
tempo insieme. Nella nostra epoca. Adesso. Nell'antica
Cina era perfettamente normale che i diciottenni si prendessero
cura degli ottantenni, oggi invece noi impacchettiamo gli
anziani e ce ne liberiamo, perci quello che mi piacerebbe scrivere
 un libro su un giovane, diciamo un ventenne, che  amico
di un anziano.
Henry esit, non essendo sicuro che Kipling avesse terminato,
ma quando comprese che l'altro aveva finito chiese: Chi
dovrebbero essere il giovane e l'anziano?.
Ecco, vedi,  proprio il motivo per cui tu sei il collaboratore
ideale. Hai scritto in maniera splendida sugli anziani.
Pensavamo di provare con un autore di libri per adolescenti,
qualcuno che avesse esperienza nello scrivere di giovani. Ma
io sapevo che ingaggiare un vero artista, qualcuno che pu far
propria la tua prospettiva e che pu vedere le cose attraverso
gli occhi di un anziano, be', sarebbe stato meglio. Voglio solo che sia autentico.
Kipling pronunci quest'ultima parte con profonda convinzione
e Henry annu in un modo che sper fosse altrettanto
convinto, ma era ancora confuso dalla natura circoscritta della
proposta.
Quindi non c' una trama vera e propria o qualcosa di delineato?,
chiese ancora. Non  un problema,  solo che Merrill sembrava
credere che ci fosse una sorta di idea di base.
Be', c', rispose Kipling, nuovamente sincero. (Camminavano
lungo un ruscello e Kipling cercava di stare attento a
dove metteva i piedi e al contempo di guardare Henry negli
occhi).  la storia di un'amicizia, un'amicizia tra un giovane
 un anziano. E questo il fulcro della vicenda. Ed  pi o meno
tutto ci che serve sapere.
Ah, fece Henry, dopo aver inciampato su una grossa pietra.
Immagino che sia qualcosa su cui riflettere, aggiunse,
bench demoralizzato dal fatto che, se Kipling pensava che
questa fosse un'idea, sarebbe stato piuttosto arduo proseguire.
Sforzandosi di non essere troppo critico, pens che Kipling reputasse
che una storia d'amicizia fosse una sorta d'ispirazione
artistica (e piuttosto feconda, visti i suoi commenti sull'antica
cultura cinese).
La conversazione continu su quella falsariga per il resto
della passeggiata, anche se Henry cit vari film di Kipling per
indurlo a parlare di s e capire quale ruolo apprezzasse di pi.
La conversazione non langu mai e a tratti Henry la trov addirittura
interessante. (Dur per l'intero tragitto verso casa,
attraverso le numerose sale di ricevimento e stanze da letto -
inclusa quella di Henry - e diverse zone di servizio nascoste).
Alla fine fu Kipling a suggerire di prendersi una pausa dalla
conversazione, dato che avevano fatto quasi tutto il giro della
propriet, e in modo da lasciare a Henry un po' di tempo
per riflettere. Ho dei copioni su cui lavorare nel pomeriggio.
Berremo qualcosa intorno alle cinque, ceneremo presto cos
da poter continuare la nostra chiacchierata. Che ne pensi?.
Perfetto. Mi sembra perfetto, rispose Henry.
Fa' come se fossi a casa tua, aggiunse Kipling. Sai dov'
la tua stanza. Dopo l'una arriva la donna -  lei che cuciner
per noi stasera - ma se dovessi avere fame prima, va' in cucina
e fatti preparare qualcosa. Ti aiuter per qualsiasi cosa di
cui tu possa avere necessit. Io sar nel mio studio, la stanza
con le librerie che ti ho mostrato prima, nel caso avessi bisogno
di me.
Henry ringrazi nuovamente Kipling e si ritrov (un po'
confuso) sulla porta d'ingresso, sotto la grande scala ricurva,
a domandarsi in quale situazione si fosse ficcato. E mentre
saliva le scale verso la sua camera e ripassava la conversazione
appena avuta, consider che la mancanza di dettagli (l'assoluta
mancanza di ogni minima traccia di trama da parte di
Kipling) in fin dei conti non era poi cos negativa. Aveva temuto
di dover prendere ordini da qualcun altro su cosa scrivere.
Si era preoccupato di dover lavorare su un lungo abbozzo insensato
a cui sarebbe stato impossibile attenersi. Almeno cos
non sarebbe stato gravato da una trama confusa e mal congegnata
da dover seguire per forza. Il fatto era che un'amicizia
tra un anziano e un giovane non si prefigurava come un vero
e proprio inizio.
Cos Henry trascorse il resto del pomeriggio a pensarci, formulando
anche qualche idea interessante, sebbene qualcuna
gli sembrasse un po' cupa per un romanzo per ragazzi: suicidio
assistito, demenza paralizzante, ossessione che induce
all'omicidio, e via dicendo. Il problema con queste ipotesi
(a parte l'essere cruente per ragazzini di dodici anni) era l'estrema
focalizzazione sulle esperienze degli anziani. Lo colp
l'idea di quanto potesse essere interessante indagare le ossessioni
sentimentali di un dodicenne e la morte dello stesso interesse
affettivo, ma per ovvie ragioni dubitava che avrebbe
funzionato, specialmente se il libro doveva parlare di amicizia.
Trascorse il resto della giornata girovagando per la tenuta e
sonnecchiando e, giunta l'ora del cocktail, si ritrov nella sala
ricevimenti pi grande, in piedi, davanti al fuoco, a sorseggiare
un bicchiere di whisky versato su un unico grande cubetto
di ghiaccio, e a conversare nuovamente con Kipling.
L'argomento di discussione fu ancora il tema del libro. Henry
espose alcune idee, con la premessa che erano tutte un po'
pesanti per un libro per ragazzi. Kipling sembr sorprendentemente
ricettivo: Capisco cosa intendi con pesanti, gli disse.
Ma i ragazzi, Henry, hanno una grande capacit di assorbire
e capire i temi difficili, forse anche meglio di noi. Pronunci
queste ultime parole con un accento esageratamente drammatico
e prudente, e Henry tent nuovamente di valutare quale
potesse essere la visione del suo ospite. Come molti altri, apprezzava
ci che vedeva di Kipling nei suoi film. Si era definitivamente
guadagnato la stima dei critici pi esigenti. Sapeva
catturare lo spirito di un truffatore inglese del diciannovesimo
secolo e poi, l'anno dopo, ricoprire un ruolo importante
in una commedia romantica ambientata in Brasile; di sicuro
sapeva il fatto suo. Al momento, per, Henry non riusciva ad
afferrare l'idea narrativa che animava il suo committente, ma
quella stessa notte l'impressione sarebbe cambiata.
Henry di solito affrontava bene la mancanza di sonno, ma
alle otto in punto, proprio dopo una cena a base di costolette
di agnello e patate al forno, confess che il jet lag stava avendo
la meglio su di lui e che doveva dormire un po', in modo che il
giorno dopo la loro discussione sarebbe stata fruttuosa. Mentre
si alzava, tuttavia, Kipling disse di avere un'altra cosa da
far vedere a Henry. Al riguardo sono un po' timido, confess
Kipling. Ma ho scritto alcune cose durante gli ultimi due
anni, e credo che ti divertir leggerle. Credo anche che sia importante,
cos comprenderai la mia sensibilit.
Henry non aveva la minima idea di cosa intendesse la gente
con la parola sensibilit', ma fu felice di poter dare uno
sguardo ai racconti. Poco dopo era nel suo letto con un fascio
di scritti di Kipling, a domandarsi se sarebbe stato capace di
leggerli tutti prima che si fossero ritrovati il mattino seguente.
Comunque, l'ambiente circostante lo faceva sentire tranquillo.La stanza gli ricordava la camera dei genitori nel Massachusetts
- il grande letto, con il salottino e il bagno privato - e
mentre era nel letto, sotto quella che doveva essere biancheria
italiana del valore di duemila dollari, si sent a suo agio e
desideroso di iniziare a leggere. Non aveva nemmeno finito il
primo paragrafo di una delle storie di Kipling, tuttavia, che si
rese nuovamente conto di quanto fosse stanco. Ben presto le
luci si spensero e Henry si addorment velocemente.
Il sonno fu profondo e molto riposante, e alle quattro, quando
si svegli, si sent molto ristorato. Era presto, certo, ma aveva
le storie da leggere e, dopo essere andato in cucina a farsi
una tazza di caff solubile - non sembrava esserci una caffettiera
- ritorn nella sua stanza, si distese sul divano di velluto
viola del salottino e si mise a leggere.
Ci vollero circa tre ore per leggere i quattro raccontini di
Kipling, ma alla fine il giudizio di Henry non era cambiato molto
rispetto all'inizio, ed era il genere di giudizio del quale non
si sentiva orgoglioso e che certamente non avrebbe condiviso
con nessuno. Le storie riguardavano tutte benzinai, saldatori
e varie altre persone reali'. Non erano brutte in assoluto. Alcune
cose gli piacevano. Ma lo colp (e forse questo era ci che
Henry aveva cercato di elaborare dentro di s fin dalla prima
storia di Kipling) che fossero rovinate da quella che poteva definire
soltanto come un'incredibile mancanza di applicazione.
Era un problema comune, per quel che ne sapeva, anche se lui
si sentiva spesso cos disperato riguardo alle persone che giudicavano
i suoi lavori che stava molto attento a non arrivare
necessariamente a questa conclusione (anche con s stesso,
nella sua stanza, in compagnia del suo caff). Tuttavia, era come
se quei racconti fossero stati scritti di notte, durante una
stimolante bevuta clandestina, quando lo scrittore era convinto
che i pensieri pi profondi dovessero essere buttati gi il pi
velocemente possibile e senza pensarci troppo. In effetti, doveva
ammettere che qualcuno scriveva davvero in questo modo
e, a differenza di quanto pensava lui, altri lo ritenevano
un procedimento efficace. Quelle storie gli erano state date in
uno scambio diretto perch, cos aveva detto Kipling, Henry
capisse la sua sensibilit'. Di conseguenza, era difficile trovare
un modo gentile di dire qualcosa come: So che c' gente che
apprezza questo genere di cose.
Ad ogni modo, quando quella mattina Henry emerse finalmente
dalla sua stanza per salutare Kipling - avevano appuntamento
per un'altro spuntino - avvert un profondo senso di
paura perch non era sicuro di come avrebbe commentato i
racconti appena letti. Pens di dirgli che a causa del jet lag e
del cambio di orario non era riuscito a leggere e che aveva dormito
per sedici ore filate. Ma non era sicuro di riuscirci, dato
che non era un buon bugiardo. Mentre scendeva dalla scalinata
e si dirigeva verso la cucina, decise che avrebbe usato parole
come interessante', accattivante' e perfino scioccante',
che erano tutte cose vere. In effetti c'erano degli elementi che
lo avevano interessato, tra cui il personaggio di un lavapiatti
che evocava una certa empatia (al di l di una specie di amore
universale un po' artefatto per Kerouac e altri scrittori come
lui). Ma proprio all'ultimo istante Henry comprese che ogni
discussione sarebbe stata rimandata, perch di Kipling non
c'era neanche l'ombra, e nelle due ore successive (era uscito
dalla sua camera alle undici) non si vide nessuno n all'interno
n fuori in giardino. Infine, arriv la donna che cucinava e
si occupava della casa, e gli rifer che il suo ospite era partito
quella mattina presto per Parigi per un impegno inderogabile.
Mi ha mandato un'e-mail dall'aeroporto, disse la donna.
Mi prega di dirle che  stato un grande piacere conoscerla,
che  emozionato per il progetto e che sente che lei  sulla strada
giusta. La invita a rimanere per il resto del weekend, anche
se Mr Kipling non torner prima della prossima settimana.
Ah, disse Henry, indeciso su come reagire alla notizia.
Bene, mi lasci pensare a cosa fare, anche se non credo che rimarr,
ma la prego di ringraziarlo per l'offerta.
 
Capitolo 8.

Henry pass l'ora successiva o gi di l su internet cercando di
capire come tornare a casa, e dopo una notte scomoda in un
albergo vicino a Heathrow, fu ben presto sulla via di ritorno
per gli Stati Uniti. Fu uno strano ritorno, naturalmente, Henry
non era per niente sicuro sul da farsi, ma durante il viaggio
comprese di sentirsi stanco e asociale. Nelle settimane successive
rifiut diversi inviti a eventi e festeggiamenti, da parte di
Abby, di Whitney e di numerose mailing list che invitavano
tutti dappertutto. (Ne ricevette uno anche dalla ragazza tatuata
dell'editor di narrativa del Demente, anche se c'erano altri
trecento destinatari). A dispetto di ci, ogni sera andava a
letto molto presto, si svegliava all'alba e passava il tempo libero
leggendo tantissimo. Mangiava anche poco, non senza disciplina,
anzi con una certa cura. Aveva sempre seguito una
dieta salutare ragionevole, ma si ritrov a fare pranzi e cene a
base di verdure e, al massimo, un avocado o una fetta di tofu
per insaporire il tutto. Non beveva quasi niente, di alcolici, e
perse ogni contatto con quello che stava succedendo nel mondo
- accumulava pile di New York Times non letti. Le ragioni
di questo comportamento erano misteriose, e solo a momenti
Henry era cosciente di questo cambiamento d'umore, ma c'era
una cosa importante nella sua vita che ne era almeno in parte
la causa. Henry era completamente immerso nel suo lavoro, o
nel suo compito, per essere pi esatti, in particolare con una
trama che aveva iniziato a sviluppare e alla quale poi, visto che
sembrava procedere bene, si dedic completamente. Era vero
che avrebbe dovuto fornire una traccia a Merrill e Kipling
prima di iniziare a scrivere, ma visto che lui non lavorava mai
partendo da un abbozzo, gli sembr che la cosa migliore fosse
scrivere la storia anzich svolgere un compito che non avrebbe
portato nulla al suo lavoro. Lavor velocemente e a tempo
pieno, in modo che se a Kipling il progetto non fosse assolutamente
piaciuto, avrebbe potuto ricominciare da capo. Era immerso
in quello che si poteva chiamare uno stato di trance per
il libro, sembrava non fare altro che scriverlo o pensarci. L'unica
eccezione a tutto questo, o l'unico momento in cui si ferm
per fare delle riflessioni sul suo lavoro o spiegarlo a qualcuno,
fu a pranzo con Merrill, ormai tre settimane dopo il suo rientro
da Londra. Merrill aveva organizzato il pranzo per avere
aggiornamenti su come procede il lavoro, e mentre erano
seduti in un austero, ma costoso ristorante giapponese sulla
Cinquantaseiesima, Merrill sorrise e disse: Non vedo l'ora di
sentire che cosa hai messo insieme.
Henry glielo rifer meglio che pot, anche se man mano che
procedeva si rendeva conto che ci che stava dicendo appariva
un po' incoerente e senza forma. Merrill sembrava sempre pi
perplesso finch disse, con un'aria piuttosto confusa: Quindi,
questo libro... per Kipling... per ragazzi...  un libro per
ragazzi che parla di una tremenda emorragia cerebrale?.
Be', s, un ictus, precis Henry. Secondo la sua definizione
corretta. Ma da un punto di vista diverso. Per essere precisi,
gli ictus sono due.
Ed era questa l'idea di Kipling?.
No, l'idea  mia. Kipling non aveva un'idea. Lui voleva
qualcosa su un giovane e un anziano, ma niente di pi specifico.
Ed  quanto ho messo insieme.
E il ragazzo, lui  quello malato.
Il ragazzo, lui ha dodici anni, si  ferito cadendo dalla bicicletta.
Ha un'emorragia interna che non gli  stata diagnosticata.
Il coagulo si stacca e arriva al cervello. E poi ha l'ictus.
E il nonno ottantenne, che ha avuto anche lui un ictus, ma
pi leggero, deve prendersi cura di lui.
Il nonno  tutto ci che resta al ragazzo.
Ed  una storia in prima persona.
 il ragazzo a raccontare la storia.
Qui Merrill fece una pausa e Henry si innervos, perch era
l'unica volta che raccontava qualcosa all'agente e questi non
reagiva con un entusiasmo smodato. Henry era sicuro che fosse
una storia buona. Era sicuro che avrebbe funzionato. E prima
che Merrill potesse dire qualcosa, continu: Quello che
sto scrivendo  davvero buono. Voglio tirare dritto fino in fondo.
Se a te e a Jonathan non andr bene, non importa, lo terr
per me. Ma, lo ripeto, quello che sto scrivendo  davvero buono.
Credo che vi piacer. E molto meno tetro di quanto pu
sembrare.  una vicenda edificante: due persone che si occupano
l'una dell'altra nonostante le terribili avversit.
Merrill rimaneva in silenzio mentre Henry si domandava se
questi ultimi spunti lo avessero in qualche modo colpito. Finalmente
Merrill abbozz un sorriso e disse: Va bene, Henry.
Se dici che  buono, ti credo. Se dici che  edificante, ti
credo. E penso che tu abbia ragione nel voler andare fino in
fondo. Se non funziona, non funziona. Mi preoccupo solo per
quello che dir Kipling. E un po' lugubre, anche se a suo modo
 edificante, ma tu stai cavalcando l'onda e non dobbiamo
interferire.
Bene, perfetto, rispose Henry, ora un po' esitante. Ma
non diciamo ancora niente a Kipling. Capisco che suoni lugubre,
quindi non voglio sconvolgerlo. Comunque, di nuovo, se
a lui non piace, pu licenziarmi, oppure posso scrivere un'altra
cosa.
S, per me va bene, non ti preoccupare, fece Merrill, annuendo,
e poi aggiunse, con sincerit: Sai, potrei dirti che
ami la storia che stai scrivendo e, pu anche sembrare stupido
da parte mia dirlo, ma penso che questo sia il punto di partenza
per fare una cosa buona. Quindi, davvero, continua. Io terr
la bocca chiusa con Kipling. Non ti preoccupare.
Nelle tre settimane successive Henry lavor con grande dedizione.
Mangi di tanto in tanto, dorm molto, cerc di non bere
troppi caff e si concesse una o due birre se il lavoro della
giornata era andato bene.
Era incredibile - Henry ci aveva riflettuto - quanto una persona
potesse muoversi in una storia se ci lavorava costantemente.
E quello che gli era stato richiesto, circa quarantamila parole,
non sembrava troppo, visto che i suoi racconti brevi erano sempre
di almeno diecimila parole. Il risultato era che un migliaio
di parole al giorno, che era il ritmo tipico di Henry una volta
che si faceva prendere da una storia, facevano un tempo di circa
un mese e due terzi, concedendogli una decina di giorni per
distrazioni varie e per quando proprio non riusciva a scrivere.
Ad ogni modo, quando venne il momento in cui lui e Whitney
dovevano andare su per recuperare i beni dei genitori al
Pembry Cottage, aveva ultimato qualcosa di molto simile a una stesura.
Non  proprio finito finito, disse a Merrill per telefono
il pomeriggio prima di partire. Ma quasi. Ed  ottimo. L'ho riletto
un sacco di volte e presto dovrei avere qualcosa da darvi.
Bene, questa  una notizia meravigliosa e inaspettata, disse
Merrill. Sei stato velocissimo. Riferir. Kipling ne sar
entusiasta.
Pi tardi, quella sera, Henry ricevette un'e-mail da Kipling
che diceva la stessa cosa. Sono stupito ed emozionato di sapere
che hai una prima stesura, scriveva. So che vuoi dargli
una lucidata, ma sono impaziente di leggerla al pi presto.
Sono ansioso di vedere cosa  venuto fuori. (Questa frase era
una buona notizia perch lasciava intendere che Merrill aveva
mantenuto la parola e non aveva detto a Kipling in cosa consistesse
la trama).
Kipling proseguiva con altre questioni. Visto che ora stai
pulendo un po' la stesura, scriveva, penso che ti mander alcune
regole empiriche a cui attenerti e che sono importanti per
il prodotto finale. Continuava (con una lista strutturata in
capoversi ed elenchi puntati) offrendo a Henry una spiegazione
dettagliata di quello che reputava importante tener presente
in un opera d'arte, specialmente in un lavoro letterario,
anche se, all'insegna della modestia, apriva la lista con la frase:
Sono sicuro che sai gi queste cose ma, in quanto scrittore
a pieno titolo quale sono, credo che non faccia mai male riconsiderare
delle regole comuni per una buona scrittura.
Tra i vari punti (ed erano molti), figuravano i seguenti:
 Se usi parentesi e punti e virgola,  perch non hai pensato
al tuo lavoro in modo corretto. Accertati che non ce ne siano
nel prodotto finito.
 Fai attenzione a non usare troppe preposizioni, per esempio
scrivi lei si alz invece di lei si tir su.
 Fai delle pause per dormire e mangiare. Hemingway lo faceva.
Quindi dovresti farlo anche tu.
 Se sei nei guai, ricordati che il bene pi grande di uno scrittore
 la sua immaginazione. Un giorno dedicato a sognare
a occhi aperti  molto pi fruttuoso di un mese di ricerche.
Quest'ultimo punto di fatto trov Henry profondamente d'accordo,
ma il tono zen con cui era enunciato lo sconvolse, e seguendo
il resto dell'assurda e piuttosto esaustiva lista, concluse
in modo perentorio che Kipling non gli piaceva affatto. L'abbandono
nella casa di campagna, quei racconti brevi scritti
con i piedi, e ora questo manifesto di suggerimenti utili: era
troppo, soprattutto perch sembrava puntare il dito contro alcune
attitudini stilistiche di Henry, nello specifico la sua passione
per le frasi tra parentesi.
Ciononostante, il fastidio per il tono di sufficienza di
Kipling e per quell'incomprensibile attacco alle parentesi era in
qualche modo attenuato dal fatto che il mattino dopo sarebbe
partito per gli Adirondack. Il rancore di Henry non scemava,
ma la prospettiva di un viaggio in auto offriva qualche motivo
di ottimismo. Lui e Whitney non avevano passato molto tempo
insieme negli ultimi tempi, solo uno o due pranzi, e pens
che una notte al Pembry Cottage, e del tempo in auto facendo
cose come chiacchierare e mangiucchiare schifezze, avrebbe
portato un po' di divertimento - il tipo di divertimento di
cui riteneva di avere pi bisogno nella vita.


Capitolo 9.

Quando il giorno dopo giunse davanti al palazzo di Whitney,
era ancora pi entusiasta. Aveva fatto il pieno alla sua
Volvo - che era stata revisionata solo tre giorni prima - e aveva
riempito l'auto con diversi snack per il viaggio, compresa
una tipica carne di manzo essiccata presa a Chinatown da un
famoso produttore cinese di questo genere di cose, di cui aveva
letto su siti web molto popolari a Manhattan.
Whitney sembrava altrettanto entusiasta quando comparve
correndo fuori dall'edificio in modo esageratamente felice
(dopo che Henry lo aveva chiamato dall'auto), con un piccolo
bagaglio per il weekend in una mano e nell'altra una bottiglia
di Jack Daniel's, che teneva sollevata sopra la testa.
Sono cos eccitato!, disse mentre apriva la porta.
Anch'io!, rispose Henry.
Era stato un bel saluto cordiale e, anche dopo che Whitney
prese posto in auto e si incanalarono sull'autostrada, erano
ancora un po' frastornati. Questa cordialit prosegu mentre
attraversavano Albany e Saratoga Springs e anche dopo il
Lake George. Parlarono di libri e di diverse donne affascinanti
che vivevano nei dintorni di Williamsburg, e anche di ristoranti
aperti di recente che avrebbero voluto provare. Parlarono
anche di cose pi serie. Whitney dette una sorta di emozionante
descrizione sulla morte di sua nonna quando lui aveva
undici anni, e Henry, che aveva gi parlato diverse volte della
morte dei suoi genitori, raccont di nuovo cosa si provava ad
affrontare quei tragici eventi.
Parlarono anche di questioni molto pi semplici e contingenti,
come la loro cena per quella sera. Henry accenn a una
macelleria di Lake Placid che vendeva cacciagione. La stagione
della caccia  aperta, sono sicuro che potremo avere della
carne di cervo, se vuoi, disse con entusiasmo.
Quest'ultima frase, per, port a una conversazione inaspettatamente
seria sul cibarsi di carne e sulle sue conseguenze
sull'ambiente. Entrambi ne mangiavano e per Henry era difficile
immaginare di cambiare troppo il suo comportamento al
riguardo. Ma dopo che Whitney disse con grande convinzione
che stava pensando di smettere con la carne proveniente dagli
allevamenti (circostanza che, detto per inciso, non avrebbe
interferito con la carne di cervo di quella sera), Henry si sent
davvero contento di non aver trovato il tempo di fare una
sorpresa a Whitney con la sua carne essiccata di manzo cinese.
Concluse anche (era un po' che gli ronzava per la testa) che
forse sarebbe stato meglio non suggerire di fermarsi al chiosco
subito fuori dall'autostrada, che vendeva cose come hamburger
e hot dog e che lui adorava. Fortunatamente per lui, proprio
mentre ci passavano davanti Whitney disse di aver fame
e insistette per fare una sosta. Cos Henry pot mangiare il suo
hot dog senza sentirsi troppo in colpa. Whitney prese un kebab
e la cosa lasci di stucco Henry, dato che si trattava del
massimo in termini di carne conservata. Tuttavia, decise che
forse era pi opportuno non esporre il concetto ad alta voce,
visto che Whitney sembrava cos entusiasta di quello che il tizio
del chiosco gli aveva servito.
Dal macellaio, a dieci miglia appena dalla tenuta, Henry si
sent pi a suo agio. Chi poteva obiettare su quella carne cacciata
allo stato selvatico? Henry prese un chilo di lombata di cervo
che il macellaio gli aveva suggerito e, dopo essersi fermati al
negozio di alimentari per qualche altra provvista, si ritrovarono
sulla lunga strada di ghiaia che portava al Pembry Cottage.
La casa era costruita su un alto promontorio che offriva
un'eccezionale vista sul Lake Placid, pur mantenendola discretamente
nascosta tra il fogliame della riva. La parola cottage, certamente, era usata secondo il modo di Newport, e non
secondo quello di Beatrix Potter: la casa di fatto era un'imponente
villa della fine del diciannovesimo secolo costituita da
sette camere da letto, stanze per i domestici (ormai utilizzate
per i bambini e gli ospiti in esubero), grandi portici e salotti, e
una sala da pranzo ufficiale con un tavolo per sedici persone.
Al centro della sala da pranzo un tempo c'era un tavolo in stile
Chippendale con relative sedie, ma i membri del consiglio avevano
valutato il rischio che fosse danneggiato (dalla presenza
di tanti bambini e dai drastici mutamenti annuali del clima
nel nord del paese) e, visto che la casa aveva avuto bisogno di
qualche riparazione imprevista (intorno al 1968), quei mobili
erano stati venduti e rimpiazzati con un tavolo molto bello che
non era, per, una preziosa antichit.
La casa era insolita in questa parte del mondo perch, invece
di essere un'elaborata serie di edifici e baite, come era
consueto nella maggior parte delle grandi dimore degli Adirondack,
era simile piuttosto a un capanno, una struttura singola
in cui stavano tutti gli ospiti. Gli antenati di Henry erano
stati criticati dai primi coloni benestanti per questo motivo,
ma Mr Pembry aveva un'idea che somigliava di pi a Chamonix
o Zermatt. Non a caso a Mr Pembry fu ampiamente attribuito
il merito di aver portato le Olimpiadi del 1932 a Lake
Placid, bench a quel tempo fosse alquanto anziano.
La casa era situata in una parte della propriet costituita da
sette acri, che comprendevano quasi trecento metri di battigia
con una magnifica rimessa per le barche, costruita molto tempo
prima che le leggi urbanistiche rendessero queste strutture
illegali. Aveva quattro scivoli, una lunga banchina, e sopra
gli scivoli c'era un enorme sala con un soffitto dalla volta alta,
un tavolo da biliardo, un camino e un portico con il belvedere
sul lago. Questa sala in particolare era generalmente colonizzata
dai vari giovani che si trovavano in quel luogo in diversi
momenti dell'estate, e sicuramente Henry aveva passato molte
notti a giocare a biliardo e ad ascoltare la musica mentre si
trovava l con i suoi genitori.
Insomma, era proprio il magnifico genere di seconda casa
che il ricco patriarca di una numerosa famiglia avrebbe costruito
per s, e Henry e Whitney si sistemarono in fretta (dopo essersi
serviti una birra). La casa era vuota per il weekend - in
quel periodo dell'anno succedeva spesso, dopo i mesi pi caldi
e prima che la neve e il ghiaccio favorissero gli sport invernali
- ma Henry aveva chiamato in anticipo il custode che lavorava
per la famiglia, cos il riscaldamento era acceso e c'era anche
della legna da ardere di fianco al camino nel salone principale.
Accendere il fuoco fu una delle prime cose che Henry fece, dopo
aver mostrato a Whitney dove mettere le sue cose, e di l a
poco Henry e Whitney si ritrovarono stesi su divani degli anni
Venti finemente tappezzati, a bere birra e a fissare il fuoco.
Era sempre interessante, pens Henry, ritrovarsi tra amici
in un luogo diverso dal solito e, come si era aspettato, la
conversazione prese una piega pi intima (quel pomeriggio
vicino al fuoco, poi durante una passeggiata nella propriet,
mentre ispezionavano velocemente gli oggetti che Henry
doveva portare all'antiquario nel Massachusetts il giorno dopo
- erano tutti sotto un lenzuolo bianco su cui era attaccato
un post-it con la scritta Henry! -, infine in cucina, dove
prepararono e mangiarono la carne di cervo). Per un bel po'
spaziarono nell'ambito della narrativa, ma la pi impressionante
delle rivelazioni si manifest durante una minuziosa discussione
sul padre di Whitney che, Henry ne era all'oscuro,
aveva passato due anni in prigione per qualche frode da colletto
bianco che riguardava dei titoli - perdite di qualche tipo
occultate e tre anni orribili che suo padre aveva cercato di nascondere.
Quell'uomo ora insegnava matematica in un centro
di formazione professionale - si era guadagnato una laurea in
matematica al Mit prima di essere sedotto dal mondo degli
investimenti.
Il lavoro che fa adesso, disse Whitney mentre cominciava
a tagliare una patata, lo ama davvero. Avrebbe dovuto farlo
da sempre. Immagino sia cos che vadano le cose.
Quanti anni avevi quando lo hanno arrestato?.
Dodici.  stata dura.
Lo credo, disse Henry, sorseggiando la sua birra. Non
riesco nemmeno a immaginarlo. Era strano, c'era qualcosa
di diverso nelle loro tragedie. Henry spesso aveva difficolt
a parlare della morte dei genitori perch era tutto cos imperscrutabile.
Anche se il dolore e l'emozione erano inequivocabili,
apparivano confusi, e spesso superficiali e inesatti a
raccontarli. La sofferenza di Whitney era molto simile come
intensit, ma c'era una parte di quella disgrazia che forse rendeva
la cosa ancora pi difficile da affrontare.
Gli facemmo molte visite, aggiunse finalmente Whitney.
Lo avevano messo in un carcere di minima sicurezza, non era
circondato da assassini. Ma fidati, era comunque una prigione,
e mio padre  un uomo nervoso. Ogni volta che andavamo
a trovarlo sembrava come se trattenesse le lacrime e si scusasse
con me e mio fratello. Questo non rendeva le cose pi facili.
Ma  sempre meglio cos, credo, che avere la faccia tosta di
dire che  stato qualcun altro a fregarti, o che si tratta di un
reato comune e ti hanno beccato per caso. In fin dei conti, 
interessante capire come una persona possa imboccare quella
strada. Non voglio giustificarlo, ma mio padre era un protestante
represso - non era un tipo volgare che voleva i soldi,
non uno che ti aspetti venga coinvolto in una vicenda simile.
Fece molti errori con i suoi investimenti, cerc di nasconderli
e poi tent di insabbiare di nuovo tutto dopo un'altra serie di
cazzate.
Certo, comment Henry. Immagino che non sia raro.
Mio padre  davvero un brav'uomo, disse Whitney. Ma
che ne so io? Non sono proprio imparziale. E maledizione, ha
perso i soldi della gente e ha mentito al riguardo, quindi forse
quello che ha avuto se l' meritato.
C'era molto da riflettere, e anche se Henry disse diverse volte
che non riusciva a immaginare come dovesse essere vedere
il proprio padre soffrire cos, non era sicuro di essere di gran
conforto. Il fatto era che anche lui era piuttosto ubriaco al momento
in cui affrontarono questa discussione, e non si trattava
certo di quel tipo di ubriachezza che favoriva le chiacchiere.
Era piuttosto un'ubriachezza che veniva dall'aver bevuto tutto
il pomeriggio e la sera, dopo aver mangiato quasi un chilo di cervo appena macellato ricoperto con una salsa di tuorli
d'uovo sbattuti. Dopo un momento di silenzio, che segu un
altro commento di Whitney su quanto fosse felice ora suo padre
come insegnante di matematica, Henry confess di essere
quasi sul punto di cadere dalla sedia e che forse era meglio
andare a letto.
Se non lo faccio adesso, non credo che ce la far pi, disse
alzandosi in piedi. Lasciamo stare i piatti. Li laveremo domani
mattina.
Anch'io mi sento cos, rispose Whitney. Dopodich, presero
le scale e se ne andarono nelle rispettive camere.
 
Capitolo 10.

La mattina dopo, Henry non avrebbe saputo dire se fosse ancora
ubriaco, ma dopo aver realizzato dove si trovava ed essere
riuscito anche a infilarsi i pantaloni, stabil, purtroppo, che
era totalmente sobrio ma in preda ai postumi di una potente
sbronza.
Avrebbe voluto passare quel giorno a non fare niente - magari
un bloody mary per alleviare un po' le cose e qualche
esperimento con la piastra per fare i waffle del Pembry Cottage,
prima di un lungo riposino che avrebbe messo fine alle
conseguenze della sbornia. Per dovevano partire quel giorno
- dovevano prendere i beni dei genitori e portarli all'agenzia
che si occupava della propriet, che di domenica sarebbe
stata chiusa - e Henry voleva mettersi in viaggio a un'ora
ragionevole per avere il tempo necessario di intrattenersi
con l'agente. Dopo che i genitori erano morti, Henry aveva
scrupolosamente riunito tutte le importanti reliquie della
famiglia, tenendone alcune con s e mettendo le altre in
un costoso deposito di Boston progettato per custodire cose
simili, e anche in una grande cassetta di sicurezza alla Commonwealth
Bank, la banca di Boston che si occupava dei suoi
averi. Quando quella mattina al Pembry Cottage pass in
rassegna gli oggetti, fu felice di vedere che non c'era niente di
particolarmente significativo per lui, a parte un vecchio cappello
di tela che suo padre indossava nelle poche occasioni in
cui pescava in barca a remi sul lago. L'avrebbe tenuto; gli stava
piuttosto bene, come non pot fare a meno di notare quella
mattina, nonostante la sbronza. Quanto allo scrittoio di
mogano di cui lo zio Louis gli aveva parlato, a un servizio di
posate d'argento e numerosi altri oggetti piccoli e dimenticati,
quelli sarebbe stato felice di venderli. C'erano un paio di
pistole che trov piuttosto affascinanti - due Colt '38s, come
Henry stabil grazie all'incisione della fabbrica. All'improvviso
si ricord che suo padre una volta aveva menzionato quelle
pistole, dicendo che erano in qualche modo dei cimeli di famiglia.
Ma subito Henry fu preoccupato che potessero essere
cariche e, dopo essersi assicurato che non lo fossero (per
quanto gli permettesse la sua conoscenza in materia), decise
che anche quelle due sarebbero state girate all'agente. Con
grande risolutezza concluse che non avrebbe mai pi tenuto
in mano una pistola.
Non ci mise molto a radunare tutti gli oggetti, e visto che
non c'erano cose che dovevano essere trasportate da due persone,
lasci che Whitney continuasse a dormire e da solo caric
la Volvo. Avvolse ci che pot con delle vecchie coperte di
lana che trov tra le cose dei genitori - pens seriamente che
avrebbe potuto tenere quelle coperte, visto che erano bellissime
e probabilmente senza alcun valore - e in poco tempo termin
il lavoro.
A quel punto svegli Whitney. Sfortunatamente Whitney
aveva i suoi stessi postumi di sbronza, e i due fecero quello che
riuscirono per pulire, ma al momento di partire Henry si sent
in colpa per la maniera approssimativa in cui avevano sistemato.
La testa ora gli faceva male sul serio, c'era molta strada
da fare e il senso di colpa ben presto lasci posto allo sconforto
di trovarsi ancora in viaggio.
Fecero la stessa strada che avevano fatto all'andata, con
la differenza che si diressero a est di Albany e poi presero la
Mass Pike fino alla 495 (fermandosi per prendere un hamburger
in una tavola calda), quindi continuarono verso la sede
centrale dell'agenzia immobiliare a Concord, percorrendo delle
strade secondarie mentre consumavano il loro spuntino.
Il pranzo fu davvero speciale. Avevano abbondato con le ordinazioni
e furono investiti dalla piacevole sensazione di avere
un'infinit di patatine fritte che li distraeva dalla sofferenza fisica.
Henry fece anche un'osservazione al riguardo, su quanto
amasse avere in abbondanza quel genere di cose. Immagino
che sia uno spreco, e di solito cerco di non farlo, ma mi sento
felice se posso evitare la tristezza di aver finito una porzione
di patatine fritte quando ne voglio ancora.
Ora stavano attraversando la cittadina a suo modo pittoresca
di Kingstone, e Henry rallent serpeggiando nel piccolo
villaggio. Ma l'hamburger che stava mangiando era cos buono,
e Henry seguitava a riflettere su come fosse piacevole avere
a disposizione cos tanto cibo fritto, che sbagli nel valutare
una piccola curva sulla strada. E proprio mentre pensava a
come comportarsi con una goccia di senape che gli era finita
sul mento - e che sorprendentemente gli dava prurito - devi
bruscamente a sinistra e poi a destra, finendo contro un'auto
parcheggiata.
Fu subito chiaro che la collisione non sarebbe stata catastrofica.
Andava piano, schiacci il freno (sebbene con scarso
tempismo) e, alla fine, il brusco arresto avvenne a non pi di
dieci chilometri orari. Ma l'urto fu diretto: il paraurti destro
di Henry s'infil nella porta della Subaru Outback e, a giudicare
dal rumore dell'impatto, un bel po' di metallo e vetroresina
vennero strappati via con una certa violenza.
Henry vide subito che non c'era nessuno nell'auto, mentre
Whitney si affrett a dire: Sto bene, sto bene, quando Henry
si gir verso di lui. Nessuno si trovava vicino all'auto e non
c'erano stati danni collaterali. C'erano delle persone sul marciapiede,
dieci metri pi in l, e fu con un po' di imbarazzo che
Henry pos il suo hamburger sul cruscotto e scese.
Cerc di rimanere tranquillo, ma il sollievo che non ci fossero
danni gravi lasci il posto alla constatazione che non si
trattava comunque di una circostanza piacevole, e che certamente
gli avrebbe causato qualche problema. Di sicuro sarebbe
stato rimproverato da qualcuno, e avrebbe dovuto pagare
i danni, e forse questo avrebbe comportato un'impennata del
suo premio assicurativo. Tra l'altro, anche se sapeva fin troppo
bene che l'alcol era tecnicamente fuori dal suo flusso sanguino
da un pezzo, ne stava subendo ancora gli effetti, e si
domand come avrebbe fatto quando avrebbe dovuto dare
delle spiegazioni.
Dopo aver controllato i danni - erano di superficie ma sorprendentemente
estesi - prese il telefono, convinto che la cosa
migliore fosse chiamare la polizia, in modo da dimostrarsi
un giovane coscienzioso e serio, e non una specie di teppista
di Brooklyn. Ma proprio mentre si domandava se il 911 fosse
il numero giusto da chiamare - non era una vera emergenza,
dopotutto - con la tipica efficienza del New England ecco
arrivare un'auto della polizia. Subito un agente lo affianc per
vagliare assieme il danno.
Sono davvero desolato, disse Henry. Non so cosa dire.
Non sono sicuro di come sia accaduto. Ma ovviamente  colpa
mia. Semplicemente non ho valutato correttamente la curva.
L'agente sembr stranamente rilassato, quasi rammaricato.
Alla fine chiese: Stava al cellulare?.
No, no, rispose immediatamente Henry, e poi aggiunse,
con sincerit: Non uso queste cose.
Stava mangiando?, insist l'agente.
Henry lanci uno sguardo a Whitney nel sedile del passeggero.
Aveva in mano un bicchiere gigante di soda alla spina e
sul grembo un contenitore di polistirolo per cibo. S, stavo
mangiando un hamburger, rispose Henry. Ma pagher per
tutto. Ho un'assicurazione.
L'agente guard di nuovo l'auto, s'inginocchi e tocc l'ammaccatura
e la vetroresina danneggiata della Subaru. Poi si
rialz, fece un piccolo passo indietro per avere una visione pi
ampia e infine comment: Be', ho visto di peggio.
Lo disse con un tono molto gentile e rassicurante. Henry si
sent in qualche modo riconoscente ed era sul punto di formulare
un'ulteriore ammissione di colpevolezza quando not che
ora l'agente non stava pi osservando gli effetti dell'urto ma
l'interno della sua auto.
Rimpianse di non aver sistemato meglio l'hamburger, abbandonato
sul cruscotto. Si sentiva un vero idiota. Ma mentre
l'agente si avvicinava all'auto, si stup di vedere che questi non
osservava tanto la parte anteriore, quanto quella posteriore
della sua station wagon. Henry cap nel momento stesso in cui
l'agente si volt e disse: Sono sue quelle pistole?.
S, rispose Henry, chiedendosi se era il momento giusto
per infilare la mano e in modo discreto spingere l'hamburger
in terra.
Sono sue?.
Le Colt erano uscite fuori dalle coperte in cui Henry le aveva
avvolte e ora giacevano di fianco allo scrittoio in mogano,
proprio sotto il finestrino posteriore.
Per essere precisi, sono di mio padre, o erano di mio padre.
Lui  morto e quindi ora sono mie. Tra l'altro, stavo proprio
portandole da un rivenditore.
Posso vedere la licenza?.
A questa domanda Henry esit, poi disse: Be', non sono sicuro
di averla.
Non ha la licenza?.
Dopo una pausa, Henry rispose: Non credo di aver capito.
Sa, la licenza.
Io le ho appena prese. A dire il vero, non le avevo mai viste
prima.
Ma sono sue?.
Henry aveva gi detto di s, cos'altro gli rimaneva da dire?
S, sono mie, ma non ho nulla a che vedere con loro, davvero.
Le ho prese solo per venderle. Vengo da nord.
A questo punto sorrise e, visto che il poliziotto sembrava
un tipo perbene, sper che la sua ingenuit ispirasse un po' di
comprensione.
Sembr funzionare. L'agente parve accettare la risposta.
Anzi, lanci a Henry uno sguardo compassionevole. Ma ne
segu subito un altro che sembrava promettere guai. Alla fine,
il poliziotto disse: Guardi, odio farlo. Capisco quello che mi
sta dicendo, e le credo. Ma ha due armi da fuoco l. Due '38
Special, tra l'altro, almeno in apparenza. Mi dispiace molto
ma devo chiamare la centrale per capire cosa fare. La legge 
molto precisa, e c' parecchia pressione oggi per questo tipo di
cose. Deve avere la licenza. Devono assolutamente essere registrate.
Soprattutto le pistole.
Forse sono registrate a New York.
L'agente sembr nuovamente incerto e disse: A suo nome?
Sono registrate a suo nome?.
Io non le ho mai registrate.
Ma sono sue.
Le ho ereditate.
Quanto tempo fa?.
Uhm, circa due anni fa.
Certo, disse l'agente, con un atteggiamento che sembr
ancora un tentativo di essere gentile. Trasporto attraverso i
confini dello stato, niente licenza, pistole:  abbastanza per
chiamare. Cercher di aiutarla a uscirne. Far quello che posso
ma... mi dispiace molto, devo fare rapporto.
 
Capitolo 11.

Fortunatamente, gli altri poliziotti mostrarono le stesse buone
maniere e la stessa comprensione dell'agente che li aveva arrestati.
Whitney fu rilasciato venti minuti dopo il loro arrivo,
mentre Henry si ritrov in una comoda sala d'attesa che sembrava
un allegro e funzionale ufficio postale anzich un centro
di detenzione. Si aspettava comunque di vedere arrivare stupratori
e ladri, ma non accadde proprio niente e dunque, per
quanto ne sapeva, era lui l'unico criminale in tutto l'edificio.
Quando alla fine fu interrogato da un affabile detective che
di cognome faceva Jensen, i modi sembrarono quasi dispiaciuti.
Henry spieg, con qualche dettaglio, le intenzioni' che aveva
avuto riguardo alle pistole. Gli fu anche chiesto se aveva dei
problemi con qualcuno, persone che odiava' (Henry non fece
cenno all'offensiva lista di suggerimenti di scrittura che aveva
ricevuto di recente da Kipling), e il detective ascolt attentamente
tutto ci che aveva da dire, trattando la faccenda come
una questione spiacevole, non come un crimine. Era come se si
trattasse di una circostanza molto sfortunata, come se la vittima
che avesse bisogno di assistenza fosse lui.
Si trov a riflettere che se non fosse stato un affabile universitario
bianco di Harvard, forse non avrebbe suscitato tutta
quella comprensione, e se ne sent un po' in colpa. Ma lui
non era, e su questo non c'erano dubbi, un trafficante d'armi
o un criminale violento, anche se, si chiese di nuovo, come faceva
un dipartimento di polizia a esserne certo? Questa era la
triste e complicata questione.
Ad ogni modo, gli ingranaggi della giustizia dovevano girare
come previsto, e dopo circa tre ore, un bel po' dopo il rilascio
di Whitney, Henry si trov di fronte a un giudice che
stabil la cauzione per il reato di detenzione illegale di armi
da fuoco, anche se, aggiunse il giudice, potranno esserci
delle aggiunte all'entit della cauzione visto che le indagini
continueranno.
La somma della cauzione di fatto fu alquanto leggera: quindicimila
dollari, di cui Henry doveva versare il dieci per cento.
Quindi, millecinquecento dollari che furono sborsati da
Whitney, il quale riusc a effettuare il pagamento presso una
vicina sede della Western Union. Ovviamente, le pistole furono
confiscate, ma l'agente addetto alla custodia assicur a
Henry che ne avrebbe avuto cura. So che sono oggetti di famiglia,
comment.
A quel punto, per, Henry non voleva avere pi niente a che
fare con nessuna pistola e sarebbe stato molto felice se fossero
andate perdute. Il giorno trascorso in prigione lo aveva fatto
sentire a disagio, nonostante la gentilezza delle persone che di
fatto lo avevano messo al fresco, e questa sensazione perdur
per un bel po' di tempo. Henry aveva usato la sua unica telefonata
per mettersi in contatto con Whitney a proposito della
cauzione, cos, dopo aver abbracciato Whitney nella sala d'ingresso,
prese subito il cellulare e telefon a Lawrence Burnett,
il suo avvocato, l'uomo che lo aveva cos abilmente difeso nel
caso delle capre libanesi. Lawrence stava cenando, ma salut
comunque Henry con calore e gli disse: Sono contento che tu
mi abbia chiamato per questa cosa.
Fece quel che pot per rassicurarlo, anche se Henry non era
cos nel panico come ci si sarebbe aspettati. Lawrence ammise
di non essere in grado di valutare la gravit della faccenda.
Ma sono sicuro che la risolveremo, disse. Le pistole creano
problemi, ma  chiaramente una svista. Sarebbe un terribile
errore giudiziario per loro punirti.  solo che le pistole, be',
non sono uscite per sbaglio da un negozio dentro un sacchetto
di banane....
No, disse Henry, che ora si sentiva un po' pi nervoso.
Immagino che non sia la stessa cosa.
Comunque, non posso fare nulla cos tardi, disse Lawrence.
Posso fare una o due chiamate domani, anche se  domenica.
Luned mattina potr dedicarmici sul serio e cercare una
soluzione. Quello che devi fare adesso  cenare e bere qualcosa.
Trover un modo per tirarti fuori da questo casino.
Ok, rispose Henry, anche se gli parve di aver colto un filo
di ambiguit nel tono di voce di Lawrence.


Capitolo 12.

Quella sera Henry e Whitney puntarono direttamente su New
York (l'auto ora era piena di oggetti familiari non letali) e
Henry si sentiva ancora molto a disagio quando torn a casa.
Tuttavia, quando arrivarono a Williamsburg, Whitney lo
forz a mangiare una specie di porzione di noodle coreani e
a bere tre birre al ristorante, e questo in verit fu di aiuto, e il
luned pomeriggio Henry ebbe una conversazione molto pi
dettagliata e utile con Lawrence, il quale cerc di rassicurarlo
che lo avrebbe tirato fuori da quella storia.
Ci sono delle sentenze vincolanti per alcune cose, disse, e
noi non sappiamo quali sono le accuse, ma le sentenze possono
essere sospese. Ho parlato con il pubblico ministero questa
mattina, sembra che nessuno stia cercando di eliminarti, ma le
imputazioni, sfortunatamente, non possono decadere. Ho contattato
un mio associato a Albany per capire com' la legge li:
avresti dovuto registrare le pistole nel momento in cui le hai ereditate.
Tutti hanno capito che non c' una vera colpa da parte
tua, per ci sono tecnicamente degli obblighi da osservare. E con
le pistole, questi obblighi diventano importanti. Voglio dire, non
sei in pericolo finch  New York a occuparsene, dall'istante in
cui ti hanno preso in Massachusetts, ma proprio perch ti hanno
preso in Massachusetts, significa che tutto dipende da l.
Henry fece una pausa, sebbene ci fosse una sola domanda
nella sua testa. Quindi possono mandarmi in prigione?.
Lawrence disse: Quasi impossibile, ma s, tecnicamente
potrebbero. Dipende molto da chi esaminer il tuo caso, ma
nessuno ha interesse che tu vada in prigione.
Henry era sul punto di riformulare la domanda, ma Lawrence
riprese a parlare. Ascolta, non succeder niente. Se qualcuno
mi parlasse di questo caso, e non fosse mio, direi che non
c' nulla di cui preoccuparsi, ma in quanto tuo avvocato devo
avvisarti che esiste una minima possibilit, e tuttavia non dobbiamo
preoccuparci finch non avremo pi fatti, finch il pubblico
ministero non salta fuori con un'idea di ci che vuole.
Era un consiglio saggio, ma inquietante. Lawrence non stava
esattamente dicendo a Henry che le cose si sarebbero sistemate.
Il sentimento di disagio perdur nei giorni successivi -
Lawrence aveva avvisato Henry che ci sarebbe voluto un po'
di tempo prima di avere notizie dal pubblico ministero. Henry
fece del suo meglio per andare avanti com'era sua consuetudine,
anche se all'inizio desider avere un qualsiasi lavoro a
tempo pieno che, procurandogli sciocchi incarichi, lo tenesse
occupato. Un mucchio di fotocopie, ecco cosa avrebbe voluto
fare in quel momento. Dare un senso alla propria giornata, come
si suol dire,  un piacere solo quando si ha la testa libera.
Comunque, Henry riusc a concentrarsi sulla scrittura, e per
quella settimana e parte della successiva continu il racconto
per ragazzi sulle emorragie cerebrali, limando e rifinendo il libro
con devozione, fino a ottenere ci che ritenne un abbozzo
sufficientemente buono per essere consegnato. Secondo i
parametri di Henry il libro era quasi finito, e mentre si accingeva
a inviarlo a Merrill si prepar per le zuffe verbali a cui
sarebbe andato incontro con Kipling sui vari dettagli della storia.
Kipling, dopotutto, era a malapena un lettore affidabile, e
Henry non riusciva nemmeno lontanamente a immaginare di
poter sopportare un'altra lista di suggerimenti su come essere
uno scrittore.
In questo lasso di tempo, Henry si sent pi volte con
Lawrence. La situazione era sempre la stessa: dovevano aspettare
che il pubblico ministero decidesse come procedere.
Quando Henry mand il libro, che aveva intitolato La meglio
giovent (un titolo ispirato a un film italiano che Henry letteralmente
adorava), il suo caso era ancora fermo.
 
Capitolo 13.

Henry non aveva la minima idea di cosa sarebbe successo ora
che aveva sottoposto il racconto all'attenzione di Merrill e
Kipling, ma nelle settimane successive non ricevette notizie e
cominci ad aver paura che lo detestassero e che stessero discutendo
sul modo migliore di licenziarlo. C'era anche la questione
che, di nuovo, si era nel periodo natalizio, circostanza a
cui Henry aveva cercato di non pensare. Trascorse le festivit
nel suo modo preferito: da solo, bevendo molto caff, pensando
ai suoi genitori, e facendo dei piccoli lavori nel suo appartamento.
Riusc anche a non uccidere nessun animale. Segu
questa routine fino a Capodanno (anche questo lo pass da solo),
mantenendo l'ansia per il suo libro a debita distanza fin
quando finalmente, il 3 gennaio, ricevette una chiamata da
Merrill che gli chiedeva quali fossero i suoi programmi per le
serate a venire.
Kipling sar in citt, disse, e pensavamo che potrebbe
essere divertente uscire noi tre.
Ha letto il libro?, domand subito Henry.
Be', non so come dire, rispose Merrill. Ha un sacco d'idee
riguardo al libro, ma non sono sicuro che abbiano molto a
che vedere con il manoscritto. Ma sai gi che a me  piaciuto
moltissimo. Penso che sia magnifico, Henry.
Henry era senza parole, ma alla fine disse: No, non lo
sapevo.
Ti ho mandato un'e-mail la scorsa settimana. Deve essere
successo qualcosa. L'ho mandata dal mio BlackBerry. Ero
in Francia. Adoro il libro, Henry. Lo adoro veramente. Certo,
credo che tu sia pazzo a pensare che possa essere un romanzo
per ragazzi. Voglio dire,  abbastanza semplice da leggere, ma
 una roba pesante. Le scene in ospedale con il ragazzo. I ricordi
della perdita del padre e della madre. Capisco quello che
dici, tuttavia, riguardo a due persone che hanno dei guai, che
si trovano in due momenti cos diversi della loro vita, e ognuno
si prende cura dell'altro. L'ho trovato davvero toccante, e
anche pieno di speranza, vista la materia, credo che fosse quello che avevi cercato di spiegarmi, non credo di sbagliarmi. Comunque,
 cos... cos buono. Cos commovente.
Grazie, disse Henry, facendo una pausa perch pensava
di dover dire qualcosa di pi - grazie' esprimeva a malapena
la gratitudine che stava provando -, ma Merrill fu pi svelto:
Quindi ci possiamo incontrare questa settimana?.
S, rispose Henry, mi farebbe piacere.
Si misero d'accordo per vedersi il gioved successivo. Il piano
prevedeva di cenare insieme in un nuovo club privato che
apparteneva a Kipling e poi uscire da l, probabilmente diretti
verso qualche discoteca di lusso o in un altro di quei posti che
la gente come Kipling era solita frequentare. Quella stessa sera
Abby aveva uno show importante a Williamsburg - forse il
pi importante fino ad allora. A Henry dispiaceva di non poter
esserci e, in fondo ai suoi pensieri, si domandava se chiedere
a Kipling e Merrill di accompagnarlo.
E infatti la cosa venne fuori, anche se Henry prese l'argomento
del concerto di Abby in un momento della cena in cui
(contrariamente al progetto originario) stava cercando una
scusa per lasciarli presto e andare da solo.
Il suddetto club privato nel quale cenarono consisteva in
un edificio di arenaria rossa vicino al Meatpacking District,
e anche se in apparenza si presentava come un club per artisti,
era cos sfarzoso e la gente era vestita in maniera talmente costosa
che Henry non pot fare a meno di domandarsi che tipo
di artisti fossero. A voler essere rigorosi, anche lui era tanto un
artista quanto ingiustamente ricco, e condurre una vita pi irregolare
a Brooklyn lo rendeva appena migliore di quelle persone.
Comunque, era un ambiente sconcertante.
Ancora pi sconcertante fu la conversazione che si svolse
tra i tre uomini. Dopo qualche piacevole chiacchiera durante
la prima portata, quando Merrill raccont delle storie molto
interessanti sulla sua infanzia a San Francisco, la conversazione
devi. Kipling allora si anim immediatamente e inizi
a parlare del romanzo di Henry, che, come apparve evidente,
non aveva finito di leggere, anzi, probabilmente non aveva
superato nemmeno le venti pagine. Questo non gli imped di
esprimere dei pareri piuttosto severi sulle sue qualit.
L'ho dato al mio editor, vedremo come reagir lei, disse
Kipling. E un genio e pu fare miracoli con qualsiasi cosa.
Ma da una mia prima impressione personale, non sono
sicuro che tu abbia capito ci a cui miravo. Voglio dire, tutte
queste cose della malattia. L'ictus di cui Merrill stava parlando.
Voglio che questa storia sia motivante, non cos triste.
Dovremmo parlare dell'unione tra giovani e anziani, come ragazzi
e adulti abbiano bisogno di comunicare, di essere in comunione.
E invece  cos tetra. Sembra che il tuo libro parli
della sofferenza.
Ma non  assolutamente cos, intervenne Henry, e soprattutto
non  cos che finisce. Henry per era incerto, niente affatto
convinto di quale fosse il tono da usare in quella circostanza.
Be', voglio essere onesto, Henry, continu Kipling, non
mi ha proprio catturato. Ma vedi,  questo il problema. Un libro
deve spingerti ad andare avanti. Deve essere come un treno
merci. Deve partire forte ed essere pieno di suggestioni tali
che il lettore non possa metterlo gi. Ci credo profondamente,
ma nella tua bozza non ho trovato nulla del genere.
A questo punto, Henry non si stava pi sforzando di capire
che cosa provava. Era offeso. Kipling, che non mancava di
penetrazione psicologica, aggiunse: Voglio dire, ci hai dato
un sacco di lavoro. Spero che tu sia dei nostri per una seconda
bozza, ma abbiamo bisogno che sia buona, e uno scritto buono
arriva solo da un lavoro attento. Non  facile.  difficile.
Cazzo se  difficile. Se lo capisci, quant' difficile essere un vero
artista, allora possiamo farcela.
Stranamente, Henry prov un po' di sollievo a quest'ultima
frase, perch ormai era definitivamente convinto che Kipling
fosse un imbecille. Era vero che tecnicamente Kipling
era il suo datore di lavoro, e se voleva conservare l'incarico doveva
ascoltarlo su qualche cosa. Ma poteva anche andarsene.
Non aveva bisogno di denaro, e il contratto non lo legava per
sempre.
Per fortuna, ogni altra considerazione sull'argomento gli
fu risparmiata perch la conversazione all'improvviso cambi
rotta quando, dopo aver ricevuto finalmente la portata principale,
Kipling cominci ad agitarsi per colpa della sua bistecca
troppo cotta. Le dette un morso e disse: Che cazzo di schifezza,
con una specie di bisbiglio ansimante e conciso, ma abbastanza
forte per essere udito dagli altri. Il cameriere lo sent,
perlomeno, e immediatamente torn al tavolo per chiedere se
andava tutto bene.
Inizialmente sembr che Kipling fosse sul punto di congedarlo,
e anche che stesse cercando di contenersi. Ma dopo una
breve pausa disse (di nuovo con lo stesso bisbiglio): Questa
cazzo di bistecca fa schifo.  carbonizzata.
Mi dispiace molto, ma lei l'ha chiesta ben cotta, signore,
rispose il cameriere. Non sembrava che stesse cercando la lite,
ma di sicuro la risposta non fu esitante, forse perch si trattava
di legittima difesa; Henry ricordava chiaramente che Kipling
aveva detto: La vorrei ben cotta.
Di nuovo parve che stesse cercando di contenersi mentre
valutava la risposta del cameriere. Non perse il controllo, se
perdere il controllo significa perdere la bussola. Ma era molto
arrabbiato - ostentava quell'aria seccata e arrogante che si addice
(ma non per questo si perdona) a un attore consumato -
e di certo rivel perfettamente s stesso pronunciando queste
parole: D'accordo, ma non ho detto di bruciarla, stronzetto.
Riprenditi questa cazzo di cosa e portamene un'altra.
Il cameriere prese velocemente il piatto e si volt senza nessuna
espressione, ma il suo vai a farti fottere fu udito con
chiarezza da tutti loro. Kipling per un momento si fiss le mani
con allarmante intensit, la bocca chiusa, gli occhi concentrati.
Poi inaspettatamente sorrise, guard Henry e disse:
Allora, spero che uscirai con noi dopo cena, Henry.
La richiesta era stata formulata con una quantit sorprendente
di calore, e fu ben diversa da ci a cui Henry aveva assistito
appena un secondo prima. Inoltre, parve sincera. Non
sembrava che Kipling stesse cercando di compensare la sua
precedente collera. Ma a quel punto Henry concluse che assolutamente
non poteva andare per locali con Kipling e disse
subito: Non posso venire. Ho un'amica che suona in un
gruppo. Suona la viola. E stasera hanno un grande evento in
un posto piuttosto importante. A Williamsburg. Devo proprio
andarci.
Dove?, chiese Kipling.
Un bar che si chiama Abeline, rispose Henry. Non sono
obbligato ad andarci, ma  il locale migliore dove suonare. E
trovare un posto il gioved non  una cosa da poco. Mi piacerebbe
uscire con voi, andare per locali. Ma non posso. In effetti
la ragazza che suona  mia cugina. Non proprio.  una
cugina di quarto grado, non  nemmeno una vera parentela
per come si intende di solito.
Kipling guard Henry per un momento e Henry non riusc
ad afferrare ci che stava per accadere - altre lamentele per la
bistecca, un abbraccio in lacrime, dichiarazioni di ispirazione
artistica? L'aspetto di Kipling era cos strano. Alla fine disse:
Bene, verremo anche io e Merrill, allora!.
Ma dobbiamo arrivare fino a Williamsburg, replic immediatamente
Henry.  troppo lontano per voi due.
Ho una macchina che ci aspetta. Una Maybach, nientemeno.
Usciremo, vedremo il concerto e poi tutti insieme torneremo
a far baldoria a Manhattan.
Henry cerc di nuovo di trovare una via d'uscita, ma la cosa
migliore che gli venne in mente fu di osservare che lui era sulla
lista degli invitati e sarebbe stato difficile far entrare altre
due persone al concerto. Saggiamente si trattenne dall'articolare
questa obiezione. Considerata la familiarit dei buttafuori
con la pi insignificante delle celebrit, non c'era nemmeno
da pensare che Kipling sarebbe stato allontanato dall'entrata,
soprattutto se fossero arrivati a bordo di una lussuosa limousine.
Va bene, disse Henry alla fine. Ma potrei non farcela
a tornare a Manhattan. Mi sento gi un po' stanco.
Ah, bene, ho qualcosa che pu aiutarti al riguardo, disse
Kipling, sorridendo mentre si alzava dal tavolo. Ti interessa?.
Henry e Merrill scossero la testa, anche se a Henry fu necessario
qualche istante per capire di cosa stesse parlando.
Kipling sorrise e aggiunse: Non troverete niente di meglio di
quello che ho qui con me, amici. Da nessuna parte.
Di nuovo, Henry e Merrill rifiutarono educatamente.
Va bene, disse Kipling. Torno subito. E si diresse verso
il bagno.
Quando torn, la sua nuova bistecca era arrivata, ma lui la
tocc appena, e per il resto della cena si parl di una specie di
strano progetto a cui Merrill stava lavorando con un atleta in
pensione che aveva scritto un libro di autoaiuto per genitori
single. Kipling fece delle domande in modo animato, e apparve
eccessivamente affascinato da questo singolare padre-atleta.
Ma sembrava anche che stesse trattenendo qualcosa e,
proprio qualche minuto dopo che i loro piatti furono portati
via, la sua attenzione fu attirata dal cameriere di prima che si
dirigeva verso una porta laterale che conduceva nella sala degli
ospiti del club.
Ok, disse Kipling velocemente, alzandosi in piedi. Ci vediamo
fuori tra qualche minuto. Ci ho gi pensato io. Lo addebitano
sul mio conto. Poi si diresse bruscamente verso la
porta dove era entrato il cameriere.
Si alz anche Merrill e si scus con Henry. Devo fare una
telefonata, disse, senza prestare troppa attenzione all'improvviso
allontanarsi di Kipling. Ci vediamo fuori.
Va bene, rispose Henry, un po' confuso. Del resto anche
lui da un pezzo avrebbe voluto lasciare il tavolo: si ritrovava
con una quantit enorme di salsa di pesce e zenzero sulle mani
che voleva lavarsi via. Tre minuti dopo, con le mani finalmente
pulite e fresche, ritorn nella sala da pranzo del club, domandandosi
ancora se fosse possibile evitare la compagnia di
Kipling e Merrill per il resto della serata. Ogni congettura ebbe
fine, tuttavia, quando (passando davanti al loro tavolo, ora
vuoto) vide il cameriere che, rientrando nella sala da pranzo,
cercava di sistemarsi i capelli stranamente arruffati e appariva
completamente terreo - e sembrare terreo era cosa difficile
con quella luce soffusa. Particolare non trascurabile, aveva
il lato destro della bocca gonfio e sanguinante. Il cameriere si
pass la mano sul labbro mentre superava la cucina, poi si diresse
velocemente verso il bagno degli uomini. Henry si ferm
per un istante a osservare il tutto, dopodich vide Kipling
uscire dalla porta. Kipling rivolse lo sguardo verso Henry e
gli fece un gran sorriso. Gli and incontro - adesso erano entrambi
vicini al pianerottolo d'ingresso - e disse: Credo che il
nostro cameriere sar molto pi educato la prossima volta che
verremo qui. Poi pass il braccio intorno al collo di Henry e
guid allegramente il giovane gi per le scale.
 
Capitolo 14.

L'interno della Maybach era tra le cose pi strane che Henry
avesse mai visto e, anche se si era sempre considerato (legittimamente)
ricco, New York gli dimostrava ancora una volta
che esisteva un mondo di gente ricca di cui lui non sapeva
assolutamente niente, in particolare i ricchi che rivendicavano
quel certo tipo di notoriet procurata da Hollywood. La
Maybach assomigliava piuttosto a un jet privato, con i suoi
sedili reclinabili, i braccioli in pelle lucida, i rivestimenti in
legno e le decorazioni in acciaio satinato. C'erano due sedili(singoli e reclinabili) rivolti verso il davanti, e poi una specie
di divanetto a ferro di cavallo su cui Henry calcol che potessero
prendere posto cinque uomini abbastanza magri dell'alta
societ. Ovviamente c'era anche un piccolo bar, discreto e
abilmente nascosto, nel quale Kipling inizi rapido a frugare.
Per fortuna (a vantaggio della dignit di Henry) Kipling non
estrasse una bottiglia di champagne, ma di vodka. L'apr, poi
si ferm e disse a Merrill e Henry: Ho anche della birra, se
preferite. I due fecero capire che avrebbero preferito la birra
e, in men che non si dica, Henry si ritrov tutto contento a sorseggiare
una Guinness.
Naturalmente era ridicolo arrivare in qualsiasi posto di
Williamsburg con una limousine, soprattutto di quel genere.
Anche chi conosceva meno il quartiere sapeva bene che agli
eventi si andava a piedi o con una bicicletta di seconda mano.
Henry sospettava che anche Kipling ne fosse a conoscenza,
ma era cos preso dal suo status economico e di celebrit
che Henry non era certo nella posizione migliore per tentare
di convincerlo che il loro arrivo sarebbe stata una cosa piuttosto
eccentrica.
Quello che pi sorprese Henry quando giunsero sul posto
fu che tutti sembrarono davvero colpiti. Mentre l'auto si fermava
davanti all'entrata, la gente in fila, invece di rivolgere
loro sguardi superiori e pieni di disgusto, appariva entusiasta.
Di sicuro nessuno lanci contro di loro una lattina di birra,
cosa che Henry in qualche modo si sarebbe aspettato, e di
nuovo pens che davvero non riusciva a capire le sottigliezze
di quell'universo a cui apparteneva socialmente. In pi, Henry
non poteva negare di provare almeno un po' di piacere nell'essere
parte dello show. Se ne vergognava, ovvio. Certamente
avrebbe evitato di confessare una cosa simile se, parlando con
un amico, l'argomento fosse uscito fuori. Ma doveva ammettere
che in un certo senso la cosa lo divertiva, anche dopo che
la sua repulsione per Kipling quella sera era aumentata. Avvicinatisi
al buttafuori nel punto in cui la corda s'interrompeva,
laddove si accostavano le persone in possesso di un invito speciale,
Henry indic il proprio nome sul blocco degli appunti,
facendo notare che c'erano con lui due amici, e ben presto i tre
si ritrovarono a salire le scale del locale.
Una volta entrati, Kipling riusc a passare facilmente tra la
folla. La gente era gi bella vivace e le luci basse, e Henry,
Merrill e Kipling trovarono presto un tavolo vicino al muro e
si sedettero senza troppi problemi. Che ci fosse un tavolo era
sorprendente, ma c'era una lunga fila fuori e il locale non era
ancora pieno.
Ci volle un po' prima che lo spettacolo iniziasse. Ordinarono
da bere ed erano al terzo giro quando il gruppo di Abby
fece il suo ingresso sul palco. Le Ragazze Diverse apparvero
grandiose come al solito - la viola, il fagotto e il flauto sembravano
allo stesso tempo comici e ingannevoli, soprattutto
mescolati all'esile voce di Abby e ai suoi testi, che parlavano di
perdersi in strani paesaggi urbani e di sognare l'amore.
Abby era pi bella del solito. Indossava una specie di abito
velato, e il modo in cui il vestito le cingeva e illuminava il seno
e le braccia dava l'impressione che fosse nuda. Fu difficile per
Henry credere (come sempre) che quella fosse la stessa persona
che spesso lo forzava a mangiare pi verdure, che lo prendeva
in giro per la sua timidezza e lo trascinava a feste piene
di ventenni o gi di l con i quali Henry non si trovava mai
a proprio agio. Sul palco, Abby sembrava una persona totalmente
diversa - diversa da tutti quelli che Henry immaginava
facessero parte del loro ambiente sociale, diversa da qualsiasi
ambiente sociale lui potesse immaginare, e certamente diversa
da lui.
Questi furono i pensieri che Henry fece durante il concerto,
cercando con forza di reprimere ogni tipo di desiderio romantico,
anche se fu molto difficile negare il fascino di Abby,
perch era perfettamente ovvio dal modo in cui il pubblico
sembrava perdersi nello spettacolo. E quando la musica alla
fine termin, le luci si accesero e Abby si diresse verso il tavolo di Henry, fu chiaro dagli sguardi nella sala (anche se molti
se ne erano gi andati) che il suo fascino non era per nulla
diminuito.
Henry era pi che orgoglioso di presentarla a Kipling, cosa
che fece dopo che lui e Merrill l'ebbero abbracciata calorosamente.
Questo  Jonathan Kipling, disse, e poi, ricordandosi
che doveva mantenere segreta la vera natura del loro rapporto
professionale, aggiunse: E un amico di Merrill. S,  un amico
di Merrill. Ci siamo conosciuti stasera.
 un piacere conoscerti, disse lei.
Anche per me, rispose Kipling. Sono sbalordito. Sei stata
fantastica. E poi: Stiamo tornando a Manhattan. Tutti
e tre. Se vuoi venire. Ho una macchina che ci aspetta fuori.
Henry non era sicuro che il tono della proposta gli piacesse,
comunque Abby declin prontamente.
Grazie. Davvero, rispose lei. Ma sono esausta. Non ho
dormito molto la scorsa notte, e gli spettacoli mi tolgono un
sacco di energie.
Sei stata proprio grande, disse Merrill, sorridendo.
S,  vero, aggiunse Kipling.
Sei stata davvero grande, disse anche Henry, che non voleva
essere dimenticato.
L'istante successivo Abby tornava verso i camerini e Henry
era rimasto solo con Kipling e Merrill. Per un attimo si guardarono,
ancora rapiti da lei, ma alla fine Kipling disse: Va bene
ragazzi, torniamo a Manhattan?.
A questo punto Henry pens che era tempo di compiere la
sua ritirata. Disse che si era divertito molto ma che aveva bisogno
di andare a casa, e nonostante qualche altro incitamento
mentre scendevano le scale e guadagnavano la strada, riusc a
tenere duro.
Sul serio, devo andare, disse. Sono molto stanco. E dopo
averlo ripetuto diverse volte, e avere addirittura rifiutato
un passaggio - il suo palazzo distava soltanto otto isolati - salut
e ben presto fu solo sulla via di casa.

 Capitolo 15.

Era stata una grande notte e Henry era quasi grato per i postumi
della sbronza, che gli permettevano di concentrarsi sui
suoi problemi fisici e di mantenere la testa lontano dalle assurde
idee di Kipling sulla letteratura e dalle difficolt che gli
si prospettavano nel campo del traffico criminale di armi da
fuoco. Sfortunatamente, le preoccupazioni su quest'ultimo argomento
si insinuarono man mano che scemava la sbornia, e
nei giorni successivi Henry fece quello che pot per effettuare
delle ricerche sulle possibili conseguenze della vicenda. Non
scopr niente di nuovo rispetto a quello che Lawrence gli aveva
detto, a parte alcune curiose informazioni su certe rarissime
ma scioccanti storie di incarcerazioni inaspettatamente lunghe
in seguito a casi simili al suo, sebbene due di esse fossero
accadute in Turchia e l'altra riguardava un uomo del Kentucky
che si sospettava avesse rapinato molte banche.
Ad ogni modo, quasi una settimana dopo la notte passata
fuori con Kipling, finalmente arriv la telefonata dal pubblico
ministero del Massachusetts e, come Henry venne a sapere da
Lawrence, non erano buone notizie, ma nemmeno terribili, ed
erano in linea con ci che si aspettavano. Ti dichiari colpevole
per l'accusa di possesso illegale di armi da fuoco, disse
Lawrence, e per l'accusa di mancata registrazione di armi da
fuoco, paghi una multa di quattromila dollari, e loro faranno
in modo che tu non debba passare neanche un giorno in prigione.
Sarai condannato ma la condanna sar sospesa, ti farai
un bel po' di ore di lavori socialmente utili, che potrai svolgere
a New York, in base a un sistema di scambio in funzione da
qualche anno.
Quindi niente prigione?, disse Henry.
Niente prigione, disse Lawrence. Devi presentarti davanti
al giudice e dichiararti colpevole e tutto il resto, ma la
questione  chiusa per quanto riguarda il pubblico ministero.
Se sei d'accordo, questo  tutto.
Henry fece una pausa. Credi che dovrei accettare?.
Direi di s, disse Lawrence. Posso farti togliere qualche
ora dai lavori socialmente utili e forse avere una riduzione sulla
multa, ma che differenza fa per te? Non credo sia il caso di
far girare le palle a questa gente.
S, disse Henry. Sono d'accordo.
L'altra cosa, aggiunse Lawrence,  che vogliono togliersi
questo pensiero al pi presto. Perci che ne dici di un viaggio
su a nord mercoled prossimo?.
Mercoled va bene, disse Henry. Anche a me piacerebbe
togliermi il pensiero al pi presto.
Henry concluse che era un sollievo che ci si potesse occupare
della faccenda cos rapidamente; tuttavia, sebbene quel pomeriggio
avesse evitato un bel disastro, c'era ancora qualcosa
di rischioso in quello che aveva accettato di fare. Adesso aveva
un reato sulla fedina penale, e non uno su cui fosse facile
sorvolare - nientemeno che possesso di armi da fuoco. Certo,
chiunque avesse ascoltato la storia avrebbe capito la sua situazione,
ma se mai avesse voluto un vero lavoro o studiare legge,
avrebbe dovuto scrivere (probabilmente senza troppe possibilit
di spiegare bene com'erano andate le cose) che era stato
condannato per possesso illecito di armi da fuoco. Quella notte
Henry inizi a lavorare su un racconto che parlava di una
donna ottantenne condannata a cinque mesi di prigione per
violenza domestica, dopo aver picchiato con il suo bastone il
marito immobilizzato su una sedia a rotelle. La storia cominciava
in modo veramente comico, e di certo il marito aveva
avuto ci che si meritava (come suggerivano i dettagli della vicenda),
ma finiva male per la donna, perch la condanna portava
a un divorzio traumatico che la lasciava senza un soldo.
Ad ogni modo, Henry lo considerava un racconto molto buono,
che lo assorb quasi del tutto e lo distrasse durante la settimana
che precedeva il giorno dell'udienza.
Durante il viaggio a nord per recarsi in tribunale, a bordo
della sua Volvo argentata, Henry si ritrov a pensare pi
al suo racconto che all'appuntamento con il giudice, e decise
che era molto soddisfatto di come la trama stesse procedendo.
Tuttavia, si chiese se dovesse riscrivere il finale. Magari la
donna poteva morire in prigione, proprio un attimo prima che
il secondino gli portasse i fogli del definitivo divorzio. Mentre
camminava nel palazzo di giustizia e salutava l'avvocato del
Massachusetts con cui Lawrence aveva lavorato (sarebbe stato
lui a sedersi di fianco a Henry nel momento in cui si dichiarava
colpevole), non pot fare a meno di meditare profondamente
su quanto fosse strano avere a che fare con il sistema giudiziario
americano, e pens che aveva molte altre idee di racconti
su anziani criminali. E anche quando si dichiar colpevole, davanti
a un giudice che gli sembr piuttosto amichevole (sorrise
e annu con il capo quando Henry si alz in piedi), riflett che
il giudice poteva fornire un ottimo spunto per un personaggio,
con quella sua divertente testa pelata. Una testa vecchio stile,
passata con la cera fino a farla brillare e circondata da una soffice
striscia di capelli castano ramato tendenti al grigio. Henry
non immaginava che ci fossero ancora persone che si tagliavano
i capelli in quel modo, e con un certo divertimento stava
pensando proprio a questo quando gli giunsero alle orecchie le
parole del giudice sulla questione legale in oggetto.
Accolgo la sua dichiarazione di colpevolezza, disse il giudice,
e capisco le circostanze del caso, e so che lei e il pubblico
ministero avete lavorato per farci arrivare a questo punto. Comunque,
avendo a che fare quotidianamente con la violenza
e le armi, e anche se le circostanze attenuanti di questo caso
sono chiare,  altrettanto chiaro come lei avesse l'obbligo di
custodire quelle pistole. Se pi persone tenessero conto delle
proprie responsabilit, allora forse, anche in piccola parte, potremmo
ridurre alcuni dei problemi che affliggono moltissime
zone del nostro paese. Con estrema facilit qualcuno avrebbe
potuto rubare le pistole dalla casa della sua famiglia, e sarebbero
potute servire per un crimine. Il nodo della questione  il
seguente: sospender la condanna per possesso illegale di armi
da fuoco, ossia l'accusa pi seria, ma non quella per mancata
registrazione, la quale, pur non essendo grave, implica in
questo caso che lei debba scontare quattordici giorni nella prigione
della contea di Essex. So che  una condanna inaspettata,
ma spero che possa insegnare a lei - e a chiunque possieda
una pistola - che non siamo di fronte a questioni irrilevanti,
tutt'altro.
Henry era ancora preso dal pensiero dei capelli cos strani
di quell'uomo quando cominci a realizzare ci che era stato
detto. Non pot fare a meno di richiamare alla mente le dichiarazioni
di Lawrence sul fatto che la questione era gi risolta,
e che non sarebbe andato in prigione, e come questo gli
aveva dato una certa sicurezza irrazionale. Ci deve essere un
errore, pens. Rivolse gli occhi al collega che Lawrence aveva
ingaggiato, ma l'avvocato ricambi lo sguardo con evidente
angoscia, dicendo velocemente: E un posto sicuro, te lo giuro.
Un carcere di minima sicurezza. Passer velocemente. Pi
veloce di quanto pensi. A volte capita.
A questo punto Henry cap che, di fatto, sarebbe andato
in prigione. Solo due settimane, ma due settimane bastavano
per subire le peggiori torture. Inizi anche a dire qualcosa,
ovviamente senza senso, ma tutto quello che gli usc dalla
bocca fu: Ma io..., prima che il giudice dicesse: So che non
 quello che si aspettava, ma non vedo alcuna alternativa. Le
conceder cinque giorni prima di presentarsi per scontare la
pena. Questo dovrebbe darle un po' di tempo per sistemare le
cose a casa. Luned prossimo, per, alle otto in punto, dovr
trovarsi nella prigione della contea di Essex.
Ora Henry provava finalmente quel genere di paura che 
lecito aspettarsi in questi casi. Fisicamente, fu come un colpo
tra capo e collo, e Henry si sforz di non inciampare e cadere
mentre usciva dall'aula e attraversava il palazzo di giustizia,
percorrendo l'ampio corridoio di marmo.
  Capitolo 16.

L'abuso sessuale, ovviamente, era l'unica cosa che si agitava
nella testa di Henry mentre guidava per tornare a Brooklyn,
anche se il collega di Lawrence gli aveva assicurato che era assolutamente
impossibile. Non  quel tipo di posto, gli aveva
detto. Guarderai la tiv tutto il giorno. Sar cos. Il cibo far
schifo. La cosa peggiore che ti potr capitare sar ricevere
un insulto da qualche recluso. Ma funziona tutto molto bene
in quella prigione, e non c' nessun detenuto particolarmente
violento.
Nessuno particolarmente violento non era del tutto rassicurante
per Henry, n lo era la prospettiva di essere insultato'.
Non c'era nessuna garanzia su chi ci fosse l dentro. Magari il
suo compagno di cella sarebbe stato un folle criminale recidivo
in attesa del suo prossimo processo, e Henry era piuttosto
magrolino e quasi completamente privo di peluria sul corpo e,
visto che teneva alla cura della propria persona, aveva quella
che si poteva definire una bella pelle. Effeminato, ecco come
si sent all'improvviso, e per tutte le quattro ore che ci vollero
per tornare a Brooklyn non riusc a scacciare il pensiero di un
abuso sessuale.
Era tutto molto angosciante, anche se qualcosa di buono
accadde quindici minuti dopo che fu arrivato a casa, per
quanto non abbastanza da distrarlo del tutto dalle incombenti
torture. Aveva appena acceso il bollitore dell'acqua, quando
Merrill chiam per dirgli di aver avuto notizie dall'editor di
Kipling e che lei aveva amato alla follia La meglio giovent.
Dice che  tra le cose migliori che siano mai arrivate sulla
sua scrivania, aggiunse. Continua a ripetere che non credeva
che Kipling possedesse questo genere di cose dentro di s.
Non sto esagerando, Henry. E, credimi, lo dico con sincerit,
perch ho sentito molti editor distruggere gente molto pi importante
di Kipling. Quella donna ama il libro. E lo sosterr,
cosa che non dovrebbe risultare difficile visto che i promotori
da un po' pianificano l'uscita di un libro di Kipling. Dice che
vuole la bozza entro quattro mesi,  una cosa importante, e
poi la data di pubblicazione deve essere tra nove mesi a partire
da ora. Questo fa capire che secondo lei la cosa  gi fatta e
pulita. Comunque, siamo molto, molto contenti, Henry, e dovresti
esserlo anche tu, perch  davvero un bel risultato. Voglio
dire, per te sar strano aver scritto per conto di altri, ma
non credo che dovresti preoccupartene. Hai del talento, vero
talento, e prestissimo vender un libro con il tuo nome sopra.
Per un po' dopo la telefonata, mentre si versava un abbondante
bourbon e seduto comodamente sul divano contemplava
il McCarren Park, Henry pens a cosa significasse quel particolare
successo (nel pi profondo e assurdamente romantico
dei sensi) e si domand se andare in prigione non gli avrebbe
giovato artisticamente. Dopotutto (gli venne quest'idea dopo
il secondo abbondante bicchiere - il bourbon aveva la capacit
di renderlo alticcio) non erano molti i giovani uomini di Harvard
violentati e picchiati in prigione, anche se fin per concludere
che essere violentato in una prigione era qualcosa da cui
sarebbe stato difficile trarre un significato, al di l di quanto
si potesse imparare da un'esperienza simile.
Tutti questi pensieri, comunque, ben presto scivolarono in
qualcosa di molto meno speculativo e filosofico, anzi, di molto
concreto e reale. Dopo essersi versato un terzo bicchiere
(questa volta piccolo), Henry controll la posta e trov una
lunga e-mail di Kipling. Diceva di aver finalmente letto il manoscritto
(pi o meno due terzi) e s, c'era qualcosa di buono,
ma avevano ancora molto su cui lavorare.
L'e-mail cominciava, ovviamente, in maniera amichevole,
piena di idee riflessive sulla natura dell'arte e le difficolt
che gente come noi deve affrontare quando si  in piena
creazione.
Ma, continuava, ci trovo vari difetti in questo testo, a diversi
livelli. Ho dovuto saltare una o due parti perch sono
molto impegnato su dei copioni, ma da quello che ho potuto
leggere sento che siamo lontani dalla meta. Non sto dicendo
che non puoi farlo, e voglio continuare a lavorare con te. Ti
ammiro. Questo testo, comunque, non funziona.
Kipling continuava ribadendo le sue opinioni sulle parentesi,
che pure Henry aveva usato con parsimonia, e gli proponeva
dei libri che avrebbe dovuto leggere - libri di scrittori
veri.
C'era in tutto ci un modo di vedere le cose ripugnante e falso
(senza contare l'irragionevole esuberanza di un uomo che
probabilmente usava sostanze stimolanti illegali) e, per farla
breve, era semplicemente troppo da sopportare per qualsiasi
essere pensante. Henry si domand quali fossero i suoi obblighi
a questo punto e pens di chiamare Merrill per chiedere
aiuto, ma si chiese anche se l'editor di Kipling - che tanto aveva
ammirato il suo lavoro - sarebbe stata capace di appianare
la diatriba. Kipling, dopotutto, era cos poco preparato sul
testo - era sorprendente il fatto che non avesse neanche un'opinione
al riguardo - che Henry pens che avrebbe finito per
accettare il racconto cos com'era, anzich insistere su cose che
non avevano assolutamente senso, soprattutto perch tirate in
ballo da chi ammetteva di aver saltato alcune parti del libro.
Ma c'erano altre circostanze negative che Henry doveva affrontare
e che erano probabilmente pi rilevanti del fatto di
essere intimiditi da un attore rinomato. Ora che gli aspetti
pi fastidiosi della nuova vita professionale in cui si era imbarcato
avevano di nuovo interrotto quel po' di pace che aveva trovato
nel bourbon, realizz di nuovo, con estrema lucidit e tutto
l'orrore conseguente, che ben presto sarebbe andato in prigione,
e che la vita era breve, e che aveva proprio bisogno di evitare
persone come Kipling.

 Capitolo 17.

E cos arriv infine (quasi) il momento per Henry di dirigersi
a nord per affrontare i suoi problemi. La notte prima pens di fare
qualcosa per il suo ultimo giorno di libert, bench fossero
solo lui, Whitney e Abby a uscire. Si incontrarono a Manhattan
in un ristorante appena aperto, con uno chef famoso e prezzi
che erano molto pi alti di quelli a cui erano abituati a Williamsburg.
Henry aveva insistito per offrire quando li aveva invitati,
e infatti prese lui il conto che, con l'aggiunta dei cocktail
e del vino, si rivel sorprendentemente alto (anche per un posto
come quello). Mentre firmava la ricevuta, comunque, i suoi
pensieri correvano distanti dalla spesa della serata o dall'enorme
gradimento del cibo. Aveva immaginato questo momento
prima ancora che arrivasse - il momento in cui l'umore allegro
indotto dal vino, accompagnato da cose come galletti arrosto
e salsicce di sanguinaccio, avrebbe iniziato a lasciare spazio alla
sensazione di saziet e ubriachezza. Sapeva che sarebbe stato
il momento in cui avrebbe di nuovo avuto paura, e che, a questo
punto, nessun'altra cena o liquore, per quanto abbondanti,
avrebbero potuto tirarlo su. Del tutto inaspettatamente, per (e
fu davvero scioccante), la disperazione che stava provando scaturiva
da una fonte totalmente nuova e imprevista, e gli ci volle
un bel po' di forza per trattenere le lacrime durante la cena.
Abby era stata particolarmente spensierata quella sera, aveva
scelto il cibo con una certa decisione - piccione e (senza
alcuna ironia) vol-au-vent di capra al curry - e, dopo aver ordinato,
mentre stavano sorseggiando i loro cocktail, fece un
gran sorriso e disse: Mi  successo qualcosa di molto, molto
bello.
Era passato un bel po' di tempo da quando Henry si era fatto
avanti con Abby, e anche dall'ultima volta che si era concesso
di credere di provare ancora dei sentimenti per lei, ma era
pronto a giurare che le parole che stavano uscendo dalla sua
bocca avrebbero riguardato un uomo. Per quanto orribile fosse
questa prospettiva, ci che segu fu molto, molto peggio di
qualsiasi cosa avrebbe mai potuto immaginare.
Ve lo devo dire, ragazzi, soprattutto perch sarebbe curioso
non farlo, disse lei, ma anche perch  sempre nella mia
testa. So che lo conoscete, perch lo avete portato voi al mio
concerto: Jonathan Kipling mi ha chiamato il giorno dopo l'esibizione
e mi ha chiesto di uscire. Ha avuto il mio numero
da Merrill. Lo so che  strano dirlo cos presto, sono appena
tre settimane, ma devo confessare che sono innamorata. Sono
proprio innamorata. E lo  anche lui, o perlomeno  quello che
mi dice, ma abbiamo passato insieme ogni singola notte dalla
sua prima telefonata e non credo che le cose andranno diversamente
in futuro. Lo vedo stasera dopo cena.
Abby disse anche altre cose, ma Henry ormai si era perso in
una specie di sogno, qualcosa a met tra il rifiuto e la trascendenza
mentale, cercando di evitare ci che poteva essere descritta
solo come una tristezza devastante. E riusc a rimanere
concentrato in questa operazione interiore, in questo esercizio
mentale, per tutta la cena, sapendo che se ne fosse uscito anche
per un attimo, se solo avesse fatto un commento lieve del
tipo: Sei sicura che sia l'uomo giusto per te?, di sicuro avrebbe
proseguito con frasi come: E di me che dovresti innamorarti!
Di me! Quell'uomo  il peggior coglione che io abbia
mai conosciuto. A parte gli obblighi legali e contrattuali che
impedivano a Henry di spiegare a Abby perch Kipling fosse
un idiota, c'era la questione ancora pi importante della vergogna
che gli impediva di parlare in questo modo. Piangere a
un tavolo mentre si cenava non era mai stata una buona mossa
se si voleva dimostrare la propria virt, e alla fine Henry si
rifugi nell'idea che Abby ben presto avrebbe capito con chi
aveva a che fare. La cosa triste era che al momento Abby sembrava
stregata (e conquistata) da qualsiasi miraggio Kipling
avesse ordito, e se avevano passato insieme tutte le notti delle
ultime tre settimane, probabilmente anche lui era conquistato
da lei, e questa reciproca attrazione sarebbe durata un bel po'.
Era molto molto angosciante.
Henry riusc a sopravvivere alla cena (e alla successiva discussione
sul vero amore) apparentemente senza nessun tipo
di attacco di disperazione o rabbia. Mentre lasciavano il ristorante,
con Abby che si metteva in marcia per andare da Kipling,
Henry finalmente inizi a reagire al dolore che provava.
Bruscamente disse che aveva delle commissioni da sbrigare e
doveva prendere subito un taxi, e che tutti avrebbero fatto bene
a tornarsene a casa.
Commissioni era una parola assurda per nascondere la
verit - erano le undici: quali commissioni poteva mai dover
sbrigare? - ma a Henry non interessava. Quando entr
nel taxi spense il telefono, e poco dopo, mentre era in ascensore
e saliva verso il suo appartamento, si rese conto di essere
di umore decisamente tetro (al colmo di un'orribile disperazione)
e di aver trovato qualcosa di ben peggiore per distrarre
la mente da ci che avrebbe dovuto affrontare nelle due settimane
successive. Mentre si metteva a letto - nel suo letto, sotto
le sue lenzuola, con il piumone che sua madre aveva fatto
con le proprie mani, in un momento di entusiasmo da massaia,
quando lui aveva undici anni - decise che due settimane in
una prigione del Massachusetts forse erano proprio quello di
cui aveva bisogno per riflettere sulle cose terribili che gli erano
successe nell'ultimo mese. Era duro ammetterlo. La prigione
di sicuro sarebbe stata terribile. Ma ormai nemmeno la prospettiva
di un abuso sessuale lo avrebbe distolto dal dolore che
provava a causa di Abby. Pensare a Abby e Kipling insieme era
la cosa peggiore che potesse immaginare, e quella notte non
riusc a dormire.

 PARTE TERZA.
 
Capitolo 1.

Tutto sommato, Henry riteneva che il McCarren Park fosse
il luogo pi rilassante di New York, nonostante il suo viavai
infinito e alcuni tratti di erba secca. Qualcuno avrebbe potuto
esprimersi in favore del Prospect Park o del Central Park,
in un dibattito sui luoghi pi tranquilli di New York, ma al
di l della loro innegabile bellezza si trattava di artifici ben
progettati, pezzi magnificamente cesellati di natura costruita
dall'uomo, che non avevano nulla a che fare con quella che
si sarebbe definita natura selvaggia. Il McCarren Park condensava
di fatto il disordine delle frontiere selvagge - anche
se era quello delle affollate frontiere umane - e in questo senso
rappresentava qualcosa di molto simile all'ambiente naturale.
Ed era (un fatto, questo, che difficilmente poteva essere
negato) terribilmente seducente da osservare. Tutto quel disordine
poteva divertire un uomo per giorni, sebbene si debba
sottolineare che divertimento' e seduzione' sono cose tra
loro assai diverse e, nel caso di Henry, la seduzione (o il fascino)
era molto simile a ci che provava ogni volta che guardava
fuori dal suo balcone in quell'autunno. Perch questo avvenisse,
era un mistero, anche se le origini della confusione mentale
di Henry erano chiare. Il mistero era come mai la vista
sul McCarren Park producesse adesso un simile spettacolo
ammaliatore. Del resto, in questa fase della vita di Henry non
c'era proprio nulla su cui egli potesse contare per spiegare i
propri sentimenti.
Che Jonathan Kipling fosse ormai una presenza fissa nella
sua vita era un fatto che doveva semplicemente affrontare, e
lo aveva fatto con molto pi coraggio di quello che pensava di
avere. Era anche una cosa per cui non poteva arrabbiarsi, perch
la rabbia avrebbe portato solo altra angoscia e un possibile
(ulteriore?) allontanamento di Abby. E nell'ultimo anno si
era incrociato con Kipling molto poco, soprattutto ai concerti
di Abby (a cui ormai andava di rado), cos non gli era capitato
spesso di dover sopportare la vista di Abby in compagnia
di quell'egocentrico animale.
Ma qualcosa di nuovo stava per accadere, e lo avrebbe condotto
a quel tipo di disperazione in grado di competere perfino
con un cuore infranto. Qualcosa che lo avrebbe reso ancora
pi furioso - una rabbia incontenibile - e che sarebbe apparso
ancora pi ingiusto (se si crede che parole come giusto e
ingiusto abbiano un senso nel descrivere il corso di cose come
l'amore). La meglio giovent (che l'editor di Kipling era riuscita
a mantenere quasi del tutto come Henry lo aveva scritto
- parola per parola, nonostante le critiche di Kipling) aveva
ricevuto le prime recensioni, e in poche settimane Kipling era
stato acclamato dagli esperti di letteratura per ragazzi come
una sorta di classico contemporaneo. Le recensioni erano apparse
sulle pubblicazioni specializzate - mancava ancora un
mese all'uscita del libro - quindi si basavano soprattutto sulle
opinioni dei bibliotecari e dei librai, che passavano le loro
giornate inseguendo cose da leggere e da vendere e cercando
di interessare gli altri ai libri. (I dipartimenti di letteratura
delle principali universit erano invece ancora piuttosto lontani
dall'affidare a Kipling dei seminari). Ma le pubblicazioni
specializzate erano di certo pi importanti dei professori di
letteratura nel determinare il successo di un romanzo in uscita,
specie nel mercato dell'editoria per ragazzi, e qui, in questo
ambiente, Kipling veniva celebrato con un entusiasmo simile
all'adorazione. Come aveva scritto un recensore, una scrittura
cos straordinaria non  cosa di tutti i giorni, e i recensori
devono essere cauti a coprire di lodi l'ultimo romanzo arrivato,
ma qui, io credo, siamo forse di fronte a una delle migliori
rappresentazioni della visione del mondo di un ragazzo dopo
Il giovane Holden, e certamente il libro compete con i migliori
titoli in uscita degli altri settori.
Altre recensioni erano meno solenni, ma tutte erano unanimi
nel proclamare il romanzo geniale e nel sottolineare come
Kipling (un uomo per tutte le stagioni!), dopo aver dato
prova nei suoi film di sapersi calare magistralmente in una storia,
adesso era diventato anche un mago della parola scritta.
Anche celebri riviste e blog si unirono alla corrente, dichiarando
che il romanzo era tra gli eventi culturali pi importanti
dell'anno, e furono soprattutto questi a provocare un
ulteriore effetto nell'ascesa di Kipling come raffinato scrittore:
gli ordini su Amazon erano impressionanti. Il libro si aggirava
tra i primi cento della classifica di Amazon ancor prima
che qualcuno (le persone qualsiasi, diciamo) avesse avuto la
possibilit di leggerlo. Questo serv solo ad alimentare una
maggiore copertura da parte di blog e riviste importanti, ma
anche di altre pubblicazioni specializzate, che iniziarono a
parlare di Kipling in articoli pi estesi, descrivendo gli inizi
di un fenomeno dell'editoria e sottolineando come quel romanzo
potesse competere con i migliori libri mai scritti di
qualsiasi genere.
Henry fece tutto quello che pot per accettare il successo
di Kipling.con serenit, e cerc anche di sentirsi un po' orgoglioso
di ci che i critici dicevano. Quello che amavano era il
suo lavoro, dopotutto, ed era qualcosa di cui essere felice. Ma
quando una rivista di taglio accademico afferm che l'editoria
stava chiaramente cercando una sorta di moderno Roald
Dahl, Henry alla fine non pot evitare di scoppiare in lacrime
e dovette ammettere a s stesso che tutto quanto aveva preso
una piega davvero crudele. (Henry adorava Roald Dahl, anche
pi di Salinger).
Anche tra le lacrime, Henry riusc a realizzare, tuttavia, che
la precedente notoriet di Kipling aveva di certo influito molto
sulla calda accoglienza riservata al libro. Kipling piaceva quasi
a tutti, ed era gi stato autore di diversi libri illustrati di successo
(bench la fortuna di questi fosse molto lontana da ci
che Kipling sperimentava adesso). La verit era che anche il recensore
pi severo non poteva non essere influenzato dal fatto
che il libro fosse scritto da una star di Hollywood. Se fosse
uscito con il suo nome, probabilmente l'accoglienza non sarebbe
stata cos entusiastica.
Detto ci, Henry aveva la forte sensazione che La meglio
giovent fosse veramente un testo di grande qualit e accettava
con estrema difficolt il fatto che una persona che lui detestava
se ne prendesse i meriti. Ancora peggio, c'era una buona
possibilit che una donna per cui lui provava un profondo affetto
(al di l della scivolosa natura di tale affetto) reagisse
come tutti gli altri: si facesse cio l'idea che Kipling fosse un
uomo misterioso e pieno di talento, un grande pensatore, capace
di chiss cosa quando si trattava di creativit e di arte
narrativa. Era veramente troppo pensare a tutto questo, e infine,
dopo le lacrime versate per l'ennesima recensione su una
rivista impegnata, e dopo due bicchieri di Pernod (il suo nuovo
drink preferito), Henry distolse lo sguardo dal McCarren
Park e torn dentro per sedersi davanti al computer e cercare
di lavorare sulla sua nuova cosa, di cui, a dire il vero, non si
era molto occupato negli ultimi mesi.
 
Capitolo 2.

Adesso, quando era con Abby, Henry era pienamente cosciente
di questa disperazione. Doveva ricordare a s stesso che l'amarezza
e il risentimento che provava per lei erano causati dai suoi
problemi personali, non da Abby. Tuttavia, non poteva fare a
meno di percepire come negli ultimi mesi Abby fosse cambiata,
non nella sostanza, ma nel modo in cui il mondo ora sembrava
scorrerle stancamente addosso. Di solito, durante le loro
lunghe cene, Abby dimostrava un vivo, sincero interesse nel
migliorare vari aspetti della vita di Henry. Ora, invece, diceva
cose come: Non posso essere io a dirti come affrontare un
problema del genere, oppure: Devi arrivare alla soluzione da
solo. Il fatto che Abby non avesse la giusta soluzione per i suoi
problemi, mentre in passato (poich li capiva) aveva la risposta
giusta per tutti i suoi guai, era una cosa troppo strana da accettare.
Non posso essere io a dirti come affrontare un problema
del genere: era inquietante. Henry era sicuro che parole simili
non avessero mai sfiorato le labbra di Abby prima dell'incontro
con Kipling. Eppure, un fatto era altrettanto vero: Henry
stava migliorando nel voltare pagina, come si suol dire, o perlomeno
nel buttarsi alle spalle le cose lontane dal suo controllo.
La prigione  un posto perfetto dove imparare questo genere
di cose, anche se le due settimane nella Fattoria della contea
di Essex, come la chiamavano l dentro, si erano rivelate sorprendentemente
prive di eventi. La verit  che furono quasi
gradevoli, in senso psicologico, visto che Henry si ritrov completamente
incapace di modificare alcunch di spiacevole nella
sua vita e dovette prendere le cose cos come venivano. Un giovane
con un bel po' di soldi a Williamsburg, per esempio, ogni
sera poteva decidere senza alcun limite dove andare a cena.
Nella Fattoria della contea di Essex, invece, non contava il fatto
che ti andassero o meno le patate lesse. Quello c'era sul vassoio
e quello mangiavi. E per chi amava il cibo grasso, o molto
salato, la prigione era un luogo perfetto. In questo senso, il
mangiare non era molto diverso da quello che spesso Henry
metteva sotto i denti a Brooklyn, con la sola differenza della
qualit e della freschezza degli ingredienti. Nessuna mucca nutrita
con foraggio era stata assassinata per fare le polpette della
Fattoria, e nel pane usato per fare quelle cosiddette polpette
di sicuro non c'era niente di simile a un seme di lino o a della
crusca. Era il pane pi bianco e morbido che avesse mai visto.
Non trov nemmeno persone orribili. Fu spintonato un paio di volte mentre era in fila, ma sembrava proprio non esserci
nessuna cultura della violenza nelle prigioni di minima sicurezza
del Massachusetts, e questo, dopotutto, era ci che pi
importava. In qualche momento di speranza prima che venisse
imprigionato, aveva anche immaginato di incontrare una specie
di veterano' che lo avrebbe preso sotto la propria ala e lo
avrebbe protetto, raccontandogli storie di vita e roba del genere.
Ma questo ipotetico compagno di cella non fece mai la
sua apparizione. Naturalmente, la vivida immaginazione di
Henry aveva prodotto anche fantasie sull'imparare il karat e
difendere da bande di ladri e assassini altri giovani ingiustamente
incarcerati (magari tipi di Harvard come lui, giovani e
atterriti). Ma neanche questo sogno si materializz. Di fatto,
l'unica cosa che si rivel vera, che corrispose alle idee che si era
fatto della vita in prigione, fu la noia. Perch, in effetti, in prigione
non c'era molto da fare.
Da questa esperienza usc fuori perfino qualcosa di buono.
Fu una lezione, per cos dire, anche se si manifest in modo
piuttosto deciso all'inizio, proprio la prima mattina mentre lo
conducevano in carcere, quando tutte le sue orribili aspettative
e paure erano al culmine. La lezione consisteva semplicemente
nel fatto che non c' niente che si possa fare per prevenire ci
che accadr nella vita, che una gita serena al nord per recuperare
vecchi oggetti di famiglia pu avere un esito del tutto inaspettato,
che non c' nessun modo di prevedere questi eventi.
Il mondo  un luogo insidioso e imprevedibile, riflett Henry
con amarezza quel luned mattina, mentre si consegnava alla
prigione della contea di Essex e in azione c'erano forze che
avrebbero facilmente potuto alterare il corso della sua vita.
Questa verit sulla natura effimera della vita era qualcosa
che aveva gi sperimentato in precedenza. Ricevere una telefonata
una sera a Cambridge, Massachusetts (dopo aver studiato
diverse ore per un esame molto importante sulla Guerra
dei cent'anni), e ascoltare un giovane agente di polizia di Cape
Cod (con una voce da cui emergeva il suo personale dispiacere)
annunciargli che entrambi i genitori erano morti, be', gi
questo gli aveva fatto capire che il mondo non era un posto che
apparteneva a programmatori e pianificatori. Essere rinchiuso
nella prigione della contea di Essex era una cosa non programmata,
ed era l'eco di lezioni imparate gi tanto tempo prima,
tuttavia gli lasci la sensazione di averle dovute imparare
ancora una volta.
 
Capitolo 3.

La fine del suo periodo di detenzione non coincideva con la fine
degli obblighi legali di Henry, ovviamente, e una volta che
fu di nuovo a piede libero, come si usa dire, inizi i lavori socialmente
utili, che risultarono essere non troppo duri e, in definitiva,
finirono per portare qualcosa di buono nella sua vita.
L'avvocato di Henry aveva mantenuto la promessa e aveva
ottenuto che i lavori venissero svolti a New York (qualche
sfortunato residente nel Massachusetts arrestato a New York
in cambio li stava facendo nella contea di Essex), cos, nel suo
primo giorno, Henry riemp numerosi questionari per stabilire
quali capacit potesse mettere al servizio della citt. Fu sorpreso
di come tutta la faccenda cominciasse bene. Era come se
si fosse offerto volontario da cittadino libero. Quando incontr
il funzionario assegnato al suo caso, ricevette anche i complimenti
per la sua impressionante formazione e gli fu lasciato
intendere che la citt aveva bisogno di persone che potessero
insegnare alcune delle cose per cui lui aveva talento: Specialmente
letteratura e scrittura.
In base a questo, Henry si accord per incontrare una persona
delle risorse umane del Dipartimento di Giustizia di
New York, e ben presto si ritrov in uno strano ufficio di sicurezza
vicino al municipio a parlare con un uomo molto alto e
imponente che, tuttavia, sembrava molto amichevole. La conclusione
alla quale giunse questo esperto di collocamento fu
che Henry non sarebbe andato troppo d'accordo con il sistema
carcerario di New York. Non credo che tu sappia cosa ti
aspetta qui, disse sorridendo. Di solito prendo uomini che
hanno almeno l'aria di saper fare a pugni se le cose si mettono
male.
Ma anch'io sono stato in prigione, disse Henry. So cosa
aspettarmi.
Tu sei stato in una prigione di campagna del Massachusetts,
ed  un tantino diverso da quello che succede a Rikers
Island.
Henry si sent un po' offeso per questa frase e protest nuovamente
dicendo che era sicuro di potercela fare. L'uomo sorrise
di nuovo e alz le spalle: Sai che ti dico, pensaci qualche
giorno, ma devo avvertirti, negli ultimi anni abbiamo avuto
insegnanti accoltellati, pestati e lasciati mezzi morti, e una
volta, qualche tempo fa,  successo anche di peggio, ma sono
sicuro che preferisci non saperlo. Non credo che sia la cosa
giusta per te. Soprattutto lezioni di scrittura. Certi carcerati
possono diventare molto suscettibili se criticati.
Henry lasci l'ufficio assicurando all'uomo che non aveva
nessun bisogno di pensarci e che, ne era sicuro, avrebbe fatto
un buon lavoro. Ma mentre il resto della giornata passava, la
spavalderia di Henry perdeva forza, e decise che forse era meglio
ascoltare il consiglio del responsabile delle risorse umane,
soprattutto perch la minaccia di violenza si era riaffacciata
nella sua testa.
Un'alternativa era lavorare nel doposcuola come tutor per i
ragazzi - studenti a rischio, come l'esperto li aveva descritti,
suggerendola come prima collocazione durante il secondo
colloquio. Henry accett prontamente questa proposta e gli
venne data una sistemazione in una scuola a Bushwick, e ben
presto si trov a trascorrere tre giorni a settimana a collaborare
con diversi insegnanti che gestivano le lezioni di recupero.
In questo tipo di lavoro Henry si sentiva piuttosto competente,
e trov che instaurare un rapporto con gli studenti fosse
pi facile di quello che credeva. Sfortunatamente i ragazzi (pur
con sincera predisposizione) si rifiutavano categoricamente di
fare qualsiasi cosa Henry chiedesse loro. In genere lavorava
con gruppi di quattro o cinque studenti durante il tempo pomeridiano
per fare i compiti. Ma non appena Henry chiedeva
se avessero dei dubbi su quello che avevano fatto in classe
quel giorno, loro iniziavano a riempirlo di domande su che tipo
di musica ascoltava, qual era il suo piatto preferito e, ovviamente,
sulla sua vita sentimentale. Riguardo a quest'ultimo
argomento, sembravano esprimersi usando un codice misterioso,
un gergo che Henry ignorava (ma che era sicuro descrivesse
ogni genere di atto sessuale), per poi scoppiare in risate
selvagge, cadendo spesso dalla sedia per prolungare l'effetto
teatrale. Il fatto era che non facevano nessuna domanda senza
accompagnarla con un gran sorriso, e spesso gli dicevano
cose come: Ci piaci molto, Henry. Sei un bravo ragazzo. E
sembrava che lo dicessero sinceramente. E mentre arrossiva
e cercava goffamente di evitare di rispondere a domande come:
Glielo porti mai il cappuccino alla tua ragazza? (seguite
da sghignazzate che facevano rotolare tutti per terra), avrebbe
voluto parlargli della vita e delle sue esperienze, partendo
dalla morte dei suoi genitori fino al perch non gli piaceva
mangiare carne trattata con ormoni. Di fatto, era tutto molto
piacevole. Non sembravano lavori socialmente utili. Concluse
che fosse questo il motivo - vale a dire il fatto di essere incapace
di fornire qualsiasi servizio davvero utile - per il quale
fu mandato via, con una delle sentenze pi esplicite che avesse
mai ricevuto. Perch ogni cazzo di somaro ricco e criminale
pensa di essere tagliato per aiutare i giovani?, url un pomeriggio
l'insegnante, una certa Miss Ryan. Devo ammettere,
comunque, che tu sei stato in assoluto il peggiore che abbiamo
mai avuto. Hai buttato nel cesso il tempo di tutti, e per quanto
ne so adesso leggono molto meno di quando hai iniziato a
occuparti di loro. Credi davvero che abbiano bisogno di qualcuno
con cui trastullarsi e cazzeggiare?.
Forse con un po' pi di tempo potrei interessarli, rispose
Henry. Era sincero nel fare la sua offerta, ma sapeva gi che
non sarebbe stata accolta.
Ascoltami, un altro po' di tempo con te e andranno tutti
in prigione. Scordatelo. Mi dispiace di essere cos severa sulla
questione, ma sei un idiota totale e io ho troppo da fare qui.
Henry se ne and immediatamente ma, nonostante i suoi
sentimenti fossero stati feriti, avvert una certa simpatia per
Miss Ryan. Dopotutto era vero, lui e i suoi studenti non avevano
combinato assolutamente niente di buono.
Al terzo appuntamento con l'esperto del collocamento,
Henry sugger che forse c'era un lavoro semplice per lui, che
non richiedesse di interagire con altre persone. Credo che mi
sia pi consono qualcosa di monotono anzich coinvolgente.
L'esperto annu e chiese: Al chiuso o all'aperto?.
Dopo aver discusso una serie di possibilit, che comprendevano
cose come la pulizia dei parchi e la manutenzione di
edifici, trovarono un buon accordo. Henry accett di riporre
i libri sugli scaffali nelle varie biblioteche della citt. Verrai
spostato in base alle necessit, disse l'uomo. Di base, ovunque
c' un accumulo di lavoro, e in realt ce n' un po' dappertutto.
Ti sar chiesto di fare anche altre cose, ma per lo pi
dovrai riporre i libri sugli scaffali.
Ok, rispose Henry. Mi sembra che vada bene.

 Capitolo 4.

Venne fuori che quel lavoro gli piaceva eccome. Era facile, i
suoi superiori erano simpatici ed era assimilabile a un impiego
socialmente utile: alla fine della giornata, in una o l'altra
delle biblioteche, una grande pila di libri era stata messa da
parte ed era pronta per nuovi utenti. Anche le persone con
cui si ritrovava a lavorare erano spesso interessanti - l'arretrato
nelle biblioteche a volte richiedeva pi di un ex detenuto
per riordinare gli scaffali - e Henry si trov a interagire
con drogati in riabilitazione, ladruncoli, impiegati corrotti
e via dicendo, anche se per la maggior parte del tempo i
suoi compagni di lavoro portavano le cuffie, quindi non c'erano
molte opportunit per parlare. Ci fu un'eccezione, per,
e questa eccezione fin per essere molto importante nella
vita di Henry.
A met luglio (mancava ancora qualche mese all'uscita delle
prime recensioni su La meglio giovent) Henry fu spedito
alla Inwood Branch per affrontare una catastrofe. Una
specie di matto si era messo a correre per una decina di corridoi,
trascinandosi dietro e gettando a terra scaffali e scaffali
di libri, e quando gli uomini della sicurezza erano riusciti a
fermarlo, i volumi in terra erano migliaia e c'era bisogno di rimetterli
nella loro esatta collocazione.
Henry fu chiamato una domenica mattina presto e gli fu
chiesto se poteva dare una mano a gestire l'emergenza. Gli
promisero che, se lo avesse fatto, gli sarebbero state scalate ore
doppie dai suoi obblighi legali. Cos, alle dieci di una domenica
mattina bollente, arriv alla Inwood Branch, dove incontr
la direttrice della biblioteca (ancora sotto shock per quella
disavventura); dopodich, con sua grande sorpresa, si trov a
essere nuovamente presentato alla ragazza tatuata, ora ex ragazza
(aveva sentito dire che si erano lasciati) dell'editor della
narrativa del Demente, la donna a cui, a quanto pare, era piaciuto
il breve racconto che lui aveva proposto. Anche lei aveva
commesso un reato, e stava l per guadagnare ore doppie di
lavori socialmente utili. Proprio lei, Sasha, quella donna cos
elaboratamente adornata, sarebbe presto diventata molto importante
nella sua vita.
 
Capitolo 5.

In genere Henry non si lasciava facilmente impressionare dal
modo in cui gli altri esprimevano la propria personalit, e di
sicuro non perch fosse contrario a quello che si potrebbe definire
un comportamento alternativo. Il fatto era che si lasciava
coinvolgere raramente in questo genere di cose. Non
aveva mai nemmeno considerato qualsiasi tipo di arte del
corpo e di solito vestiva in modo semplice con abiti decisamente
sobri di negozi famosi ma dai prezzi ragionevoli: molte
camice a tinta unita e pantaloni ordinari. Non disapprovava
vestiti elaborati o ornamenti fisici; semplicemente, era il
tipo di cosa che sentiva non appartenergli. Comunque sia,
non pot fare a meno di provare un rinnovato senso di stupore
quando vide Sasha, per via dei numerosi tatuaggi sulle
braccia, sulle gambe, che le correvano su per il collo. La verit
era che la vedeva per la prima volta in piena luce. Infatti,
non l'aveva mai vista fuori da un bar con le luci soffuse, e la
penetrante illuminazione fluorescente della Inwood Branch
di fatto lo port a distogliere lo sguardo mentre si stringevano
la mano, proprio dopo che la direttrice della biblioteca
li aveva di nuovo presentati. Concluse che aveva spostato lo
sguardo non perch nutrisse dei sentimenti negativi, ma perch
non voleva mostrare che stava cercando di nascondere il
proprio interesse. Inoltre, Sasha era piuttosto affascinante,
e questa era una cosa che portava spesso Henry a distogliere
lo sguardo.
Da parte sua, Sasha riusc a dire: Ti conosco. Ma mentre
pronunciava queste parole, anche lei all'improvviso sembr
timida e spost lo sguardo. Nell'intensa luce della Inwood
Library, sembr quasi delicata e nervosa, soprattutto perch
i tatuaggi che le si arrampicavano fin sul viso erano - Henry
non se ne era reso conto prima - delle piccole rose. Il viso era
quindi per lo pi libero da ornamenti, a parte un brillantino
ben visibile sotto il labbro inferiore e piccoli cerchi argentati
alle orecchie. Le braccia e i polpacci, invece, secondo una stima
di Henry (che, sebbene avesse ancora gli occhi rivolti altrove,
gettava rapidi sguardi su tutto il corpo della ragazza),
erano quasi completamente ricoperti.
Ad ogni modo, l'ispezione di Henry dur soltanto una
manciata di secondi, perch la direttrice della biblioteca era
ancora cos sconvolta dall'aggressione del folle che voleva
dare immediatamente inizio ai lavori. Mise Henry all'estremit
di uno dei corridoi messi a soqquadro e Sasha nell'altra.
Henry prese ad ascoltare un podcast di musica sperimentale
che aveva trovato su un sito web canadese, e anche Sasha
si mise le cuffie. Non parlarono pi, se non alla fine della
giornata, quando entrambi arrivarono allo scaffale centrale.
Si scambiarono un rapido cenno e sorrisero, ma mentre
Henry stava tornando al suo lavoro, sent un colpetto sulla
schiena. Si gir, togliendosi le cuffie, e Sasha disse, ancora
sorridendo, ma con una certa timidezza: Allora, cosa hai
fatto, Henry?.
Henry non era sicuro di cosa volesse dire, e si limit a ripetere
la domanda. Cosa ho fatto?.
Cosa hai fatto per essere qui?, disse lei. Perch sei nei lavori
socialmente utili? Sei un volontario?.
No, no, si affrett a rispondere Henry. Non sono un volontario.
Poi, dopo una pausa, aggiunse: Violazione della
legge sulle armi. Possesso illegale di pistole. Sono stato colto
in flagrante vicino a Boston.
Sasha scoppi a ridere, anche se non sembr cos certa che
Henry stesse scherzando. Alla fine comment: Bella descrizione,
mi hai colpito.
Be',  stato tutto un malinteso, disse Henry. Le pistole
erano d'epoca. Le ho ereditate dai miei genitori. Le stavo portando
da un rivenditore del Massachusetts. Non le avevo registrate,
come avrei dovuto. Non me ne andavo in giro con delle
armi illegali di proposito.
Sasha annu e sorrise. S, capisco, disse. Henry ebbe il
dubbio che fosse una specie di rimprovero indiretto, ma lei
sorrideva e lui fu cos sorpreso di quanto fosse bello il suo sorriso
(e di quanto Sasha sembrasse partecipe alle sue risposte)
che giunse alla conclusione che probabilmente non c'era nulla
di aggressivo nelle parole di lei. Dopotutto, le era piaciuto il
suo racconto, anche se in quel momento non era sicuro che lei
si ricordasse di aver scritto una nota sul retro della lettera di
rifiuto del Demente. Per un istante consider il fatto di ricordarglielo,
ma l'unica frase a cui riusc a pensare fu: Vorrei ringraziarti
per aver sinceramente apprezzato il mio racconto, e
non gli sembr una gran cosa da dire. Alla fine chiese semplicemente:
Tu cosa hai fatto?.
Sono stata beccata per la terza volta a bere in un luogo
pubblico, rispose lei. Ti danno un sacco di ore la terza volta,
se non sei un alcolista o un senzatetto, ma in realt io non
bevo cos tanto. Mi piace bere nei parchi. Questo  il mio problema.
Non sono molto discreta, immagino.
Henry annu e disse: S, capisco. Che c' di meglio che bere
nei parchi? Ma tre volte.  un'enormit.
S, e tutte e tre le volte non ero neanche un minimo ubriaca.
 difficile credere che non sia permesso bere una birra standosene
seduti sotto un albero. Esit un attimo, poi aggiunse:
Be', ascolta. Vorrei restare, ma devo andare. Ho preso degli
accordi con l'agente con cui lavoro. Anche il bibliotecario ne
 a conoscenza. Per mi dispiace lasciarti. Abbiamo quasi finito,
comunque, ti ci vorr al massimo un'altra oretta. Va bene
per te? Se me ne vado, intendo.
Non c' problema, si affrett a rispondere Henry. Posso
farlo da solo. Mi vale come un'ora doppia, perci mi va bene
anche per questo motivo.
Ok. Sasha sorrise. Allora, grazie. In bocca al lupo con la
storia delle armi. Spero proprio di vederti in un'altra biblioteca!
Io ho ancora un bel po' di ore da fare.
Anch'io, disse Henry. Magari ci rivediamo in giro.
Henry fin il lavoro nel modo pi veloce possibile, come lei
aveva previsto. Ben presto lasci anche lui la Inwood Branch,
e si ritrov a pensare, con sua grande sorpresa, a Sasha.

 Capitolo 6.

Nei giorni a venire Henry continu a svolgere le sue diverse
mansioni per le biblioteche, e trov che il lavoro fosse ragionevolmente
piacevole. A ottobre, tuttavia, all'incirca quando
La meglio giovent si preparava a ricevere le recensioni che ne
anticipavano l'uscita, i compiti di Henry furono leggermente
modificati e gli venne affidato un incarico a Brooklyn che, cos
gli fu detto, sarebbe durato qualche mese. Il fatto di essere
piazzato su un singolo progetto per cos tanto tempo lo rendeva
un po' ansioso: chi poteva dire in cosa stava per essere incastrato?
Ma quando arriv al deposito della biblioteca di Red
Hook, fu sorpreso (emozionato?) di scoprire che sua compagna
nel progetto sarebbe stata Sasha.
Durante le ultime settimane aveva pensato pi volte di mettersi
in contatto con lei, ma non aveva mai avuto il coraggio
di realizzare i vari piani che aveva ideato.
Mandarle un'e-mail
per invitarla a cena, per esempio, sembrava estremamente rischioso,
cos come usare ogni altro dei comuni mezzi di comunicazione.
Cos, quando arriv al lavoro e scopr che Sasha lo
avrebbe affiancato, si sent insolitamente fortunato.
Anche Sasha, per fortuna, ne sembr molto felice.
Il trafficante d'armi!, grid non appena vide Henry. Era
di fianco a un uomo piccolo e ben vestito, chiaramente il
responsabile di qualsiasi cosa Henry avrebbe dovuto fare nel
magazzino.
S, sono proprio io!, disse Henry, cercando di contenere il
suo enorme sorriso. Anche tu lavori qui?.
Certo!, esclam Sasha. E credo che saremo noi due soli!.
L'uomo ben vestito intervenne per confermare che sarebbero
stati soltanto loro due. Voi due e basta, per i prossimi
mesi, disse. Poi, dopo essersi presentato a Henry come Nicholas
Boyer, inizi a spiegare che tipo di lavoro era stato loro
assegnato.
Il loro compito (Nicholas glielo descrisse conducendoli per
il magazzino e superando innumerevoli pile di scatole) consisteva
nel catalogare migliaia di libri lasciati alla biblioteca
da un uomo di nome Sam Harrington, che al momento della
morte possedeva un gigantesco appartamento sulla Fifth Avenue,
e case a Litchfield e Southampton. Non era un genere di
lascito insolito. La gente spesso donava le proprie collezioni di
libri con l'idea di fare qualcosa di buono dopo la morte. Sfortunatamente,
la maggior parte delle collezioni aveva poco o
niente che fosse utile alla biblioteca. Questa collezione, per,
possedeva verosimilmente qualcosa di molto pi prezioso del
comune prezzo al chilo pagato per i libri dai decoratori d'interni,
e i bibliografi della New York Public Library avevano
bisogno di una verifica completa per decidere che cosa mettere
all'asta e che cosa conservare nelle proprie collezioni speciali.
Mr Harrington era stato un uomo molto ricco, e tra le cose
che possedeva alcune, come manoscritti medievali o preziose
lettere d'autore, erano state immediatamente raccolte, essendo
nota la loro esistenza e il luogo esatto in cui erano conservate.
Ma per le varie prime edizioni di Hemingway e i libri firmati
da gente come John Dos Passos e Willa Cather non c'erano
indizi che suggerissero in che scatola guardare. E di sicuro c'erano
opere di autori meno noti che avevano anch'essi prodotto
libri di valore, e queste in special modo dovevano essere visionate
da esperti bibliotecari.
Diligentemente, Harrington aveva messo insieme il suo vasto
catalogo, ma a causa dell'Alzheimer di cui soffriva da molto
tempo non era mai riuscito a riportarlo su un computer. E il
suo catalogo scritto a mano era andato distrutto in un piccolo
incendio, causato da un nipote che aveva lasciato una sigaretta
accesa nello studio del nonno nella propriet di Litchfield.
Il fuoco aveva danneggiato anche parecchi libri, ma il grosso
della collezione si trovava da un'altra parte, e i vigili del fuoco
erano riusciti a spegnere le fiamme prima che si diffondessero
per tutta la casa e arrivassero alla biblioteca principale. Questa
storia interess molto Henry, soprattutto perch era sempre
stato attratto dai nipoti irresponsabili di persone ricche.
Ma mentre ascoltava Nicholas raccontargli i dettagli di tutta
la storia (fecero il giro completo intorno al deposito, osservando
le scatole dei libri) Henry pensava soprattutto a quanto era
felice che Sasha fosse l.

 Capitolo 7.

Sasha dimostr subito di ricambiare i suoi sentimenti: Speravo
di ritrovarti, disse dopo il giro insieme a Boyer, ma questa
sembra proprio una bella fortuna, considerato che il lavoro
durer dei mesi e non un solo giorno passato a sistemare i libri
senza nemmeno riuscire a parlare.
S, disse Henry, e anche se desiderava aggiungere qualcos'altro,
s'interruppe perch era cos emozionato che si rese
conto che avrebbe potuto confondersi.
Ricordo il racconto che hai scritto su quell'anziano ottantenne,
disse lei. Mi  piaciuto tantissimo! Te l'ho scritto.
Ora Henry si sentiva ancora pi nervoso, ma proprio mentre
si chiedeva quanto fosse arrossito, Sasha all'improvviso gir
la testa e distolse lo sguardo da lui, e Henry pot vedere che
anche lei stava arrossendo, sorpresa, cos sembr, dalla sua
espressione di entusiasmo. Era uno strano fenomeno, la timidezza,
per qualcuno con cos tanti tatuaggi.
Ad ogni modo, non pass molto che Henry e Sasha cominciarono
ad aprire le prime scatole. Entrambi avevano ricevuto
un computer da Nicholas, e iniziarono il loro progetto di
catalogazione usando un database semplice ma molto specializzato,
che era stato messo a punto specificamente per i
bibliotecari.
Il lavoro fu piacevole quel primo giorno, con il giusto numero
di argomenti di discussione: copie originali della rivista The
Dial, prime edizioni di Jack London e Joseph Conrad, diversi
romanzi francesi vagamente pornografici (perlomeno cos
identificati da Sasha, che sembrava parlare francese). Ma c'era
anche un bel po' di puro lavoro d'ufficio da sbrigare, che non
sempre richiedeva una grande attenzione e durante il quale
potevano chiacchierare. Era davvero un piacere sentire Sasha
parlare dei libri che aveva letto, e delle cose che amava di Brooklyn,
e anche ascoltare le brevi traduzioni che faceva di passi
della letteratura erotica francese: I suoi capezzoli premevano
sugli zigomi di lui mentre lei diceva: Non dovremmo farlo,
e Venti colpi sulle natiche  quello che si merita, mia signora,
ma gliene dar solo dieci se permetter di nuovo alla domestica
di guardare.
Ebbero anche delle conversazioni serie - il padre di Sasha
era scappato abbandonando la famiglia quando lei aveva due
anni, e a lungo lei parl di quanto era legata a sua madre nonostante
fossero molto diverse.  rimasta sconvolta quando
mi sono trasferita qui per andare all'universit, e le piace dirmi
che New York ha avuto un'influenza terribile su di me,
ma siamo comunque molto unite. Farebbe qualunque cosa per
me, ma quello che vorrebbe fare veramente  incastrarmi con
un bravo ragazzo di Grosse Pointe e ripulirmi la pelle, anche
se sa che non  possibile. Nemmeno una quantit illimitata
di interventi con il laser sarebbe in grado di eliminare i miei
tatuaggi.
S, immagino che rimarranno l per tutta la vita, disse
Henry, anche se subito si domand se la sua frase fosse stata
scortese. Ma lei rispose pronta: Eh s, per tutta la vita!, dimostrando
chiaramente che il fatto che Henry la stesse ispezionando
e si facesse delle opinioni sul suo corpo non era
affatto un problema per lei.
E cos, il primo giorno del nuovo lavoro era stato eccezionale,
e Henry cammin verso la sua fermata della metropolitana
(condivise con Sasha solo tre brevi isolati) pensando a tutto
ci di cui avevano parlato e a quanto fosse fortunato a lavorare
con lei. Pens alle cose che avrebbe voluto dire e ad alcuni
espedienti per tirar fuori di nuovo gli argomenti su cui sentiva
di non aver dato il meglio. Il giorno seguente and bene
come il primo (senza tentativi revisionistici da parte di Henry),
e non appena la giornata ebbe inizio si ritrovarono ad affrontare
argomenti nuovi. Allo stesso modo, la conversazione
fu altrettanto divertente il giorno ancora successivo, anche se
quella specifica giornata termin con qualche difficolt, visto
che la settimana di lavoro (entrambi erano in servizio per tre
giorni a settimana, quattro ore al giorno) era giunta alla fine
e non si sarebbero rivisti fino al marted successivo. Henry
consider la possibilit di chiedere a Sasha di uscire a bere o a
mangiare qualcosa insieme, ma arriv alla conclusione che sarebbe
stato troppo rischioso a livello emotivo, soprattutto perch,
se lei avesse rifiutato la proposta, sarebbero seguiti diversi
mesi in cui avrebbero dovuto lavorare insieme con intollerabile
imbarazzo. Sulla questione, comunque, Sasha offr una specie
di soluzione.
Perch non passi al lavoro da me - al mio vero lavoro - nel
weekend? Sto in una galleria a Chelsea. La mostra che ospitiamo
ora  grandiosa, e se passi verso le sei o gi di l puoi offrirmi
una birra dopo la chiusura. Henry fu d'accordo con
la proposta, e decisero l per l che sarebbe passato a trovarla
sabato, nel tardo pomeriggio. E infatti quel sabato Henry si
ritrov a Manhattan, ansiosissimo per quello che a stento si
concedeva di chiamare appuntamento.


Capitolo 8.

Sasha lavorava in una galleria chiamata Christian Conrad.
Era sulla Ventiduesima, vicino alla Decima, e secondo quanto
gli aveva detto le cose andavano piuttosto bene. Il suo successo,
comunque, era del tutto fortuito, aveva insistito lei, e arrivava
soprattutto come risultato degli inattesi trionfi che la
galleria aveva ottenuto grazie a tre mostre consecutive di pittori
dell'Europa dell'Est, che improvvisamente erano diventati
di moda. Erano certamente pittori eccellenti, ma perch la
loro arte in quel momento eccellesse su quella degli altri restava
un mistero.
Parlo anche ungherese, aveva detto a Henry. A dire il vero,
sono una che piace alla gente dell'Europa dell'Est. Sono
stata l un anno, in Ungheria, per questo il mio ungherese 
cos buono. E poi la mia nonna paterna  del posto e mi ha sempre
parlato in lingua, quindi immagino che il suono non mi
spaventi come succede alla maggior parte della gente.
Henry aveva trovato tutto ci molto interessante, e mentre
si recava alla galleria di Sasha pens a quanto sarebbe stato
divertente sentirla parlare ungherese mentre cercava un posto
dove portarla a bere una birra. Chelsea gli faceva sempre
uno strano effetto, un po' come se tutti quelli del suo palazzo
a McCarren Park fossero diventati quindicenni e si fossero
trasferiti a Manhattan. Comunque, c'erano dei posti interessanti
dove poter bere qualcosa, e Sasha avrebbe contribuito
con qualche buon suggerimento. Finirono in un posto che piaceva
a Sasha - una specie di ristorante svizzero (avevano appena
passato un'ora intera a guardare le litografie di un certo
ribelle cecoslovacco) - e, dopo una birra al bar, decisero di restare
a cena l. Chiacchierarono con la stessa naturalezza con
cui parlavano al lavoro, e Henry era cos rilassato da non preoccuparsi
affatto delle implicazioni di quella serata. Quando
si separarono (alla metropolitana che avrebbe riportato Sasha
all'altro capo di Brooklyn), Henry non consider nemmeno la
possibilit di baciarla. Non perch non lo desiderasse, ma perch
era gi felice cos e non si sentiva costretto a fare nessuna
mossa. Quindi l'abbracci calorosamente, quando si salutarono,
senza alcuna imbarazzante proposta, sguardo malinconico
o, come gli accadeva di solito, lunghi monologhi sui suoi
sentimenti confusi'.
Si sentiva anche eccitato all'idea di dover lavorare al suo
racconto durante il weekend, e non aveva nessuna voglia di
uscire o di mangiare altro che qualche porzione di noodle. Il
marted, di nuovo a Red Hook, le cose proseguirono come la
settimana precedente, e quando fu gioved e il lavoro settimanale
era concluso, fecero altri progetti: questa volta si sarebbero
incontrati con Whitney e la sua ragazza per cena, e tutto
fu organizzato in maniera cos naturale che, di nuovo, Henry
non riusc a considerarlo un appuntamento. Ma a questo punto,
ormai, era perfettamente consapevole che Sasha gli piaceva
moltissimo.
 
Capitolo 9.

C'erano tutte le premesse affinch il weekend fosse piacevole,
ma la cena sarebbe stata solo il sabato, e il venerd si port
dietro un brutto episodio. Henry aveva promesso a Abby di
andare a uno dei suoi spettacoli, cosa che fece con grande gioia,
nonostante l'alta probabilit di trovarci anche Kipling - le
prime recensioni a questo punto erano uscite e Henry aveva
completato le sue riflessioni sul caos tranquillizzante del
McCarren Park (e sul suo amore per il Pernod).
 pi di un mese che non ti vedo, aveva esclamato Abby
al telefono. Era vero, e questo fece sentire Henry cos male da
prometterle che sarebbe andato al concerto. Era molto dispiaciuto
per la distanza che da qualche tempo si era creata tra loro,
ma quando arriv al locale in cui si teneva lo show - una specie
di bar alla moda in un seminterrato al Lower East Side - si ricord
del motivo per cui l'aveva evitata: Kipling era l, e in men
che non si dica Henry gli si ritrov seduto accanto intrattenendo
proprio il tipo di conversazione che aveva cercato di evitare.
In effetti la giornata non si era aperta nel migliore dei modi.
Quella mattina Abby gli aveva mandato un'e-mail per confermare
la serata, allegando il link a un'intervista rilasciata
da Kipling a un popolare programma di notizie del mattino.
Henry non aveva visto prima l'intervista e usc sconvolto da
quei tre minuti in cui vide Kipling parlare di come scrivere fosse
vitale per lui, una componente essenziale della sua visione
della vita.
Questo libro, diceva,  stata una delle esperienze artistiche
pi liberatorie della mia vita. Il processo  stato cos stimolante,
doloroso e profondo, che ben poche altre cose mi hanno
pervaso di una simile passione.
Henry non era del tutto convinto che Kipling avesse letto
il romanzo, e i suoi commenti erano cos approssimativi che
giunse alla conclusione che il suo alter ego artistico avesse solo una vaga idea di ci che il libro conteneva, a parte il fatto
che i protagonisti erano un giovane e un anziano (con una relazione
che arriva al cuore di tutti i problemi che la nostra nazione
vive al giorno d'oggi). Fortunatamente, Kipling non si
era avventurato nelle sue teorie sulla storia sociale della Cina.
Ad ogni modo, era tutto terribilmente ripugnante, cos
quella sera al concerto, quando individu Kipling (e Kipling
individu lui), cerc tutte le scuse per non sederglisi accanto -
per non parlarci proprio. Ma prima ancora che potesse articolare
un valido pretesto per evitarlo, si ritrov seduto di fianco
al grande autore ad ascoltare le sue storielle su come questo
libro di merda fosse stato una corsa assurda. E queste fottute
vendite!, aggiunse. Sono gi alle stelle. (Il libro era appena
arrivato in libreria).
Fortunatamente la musica inizi quasi subito, impedendo
una seria conversazione, e Henry riusc a passare l'ora seguente
senza fare altro che formulare e rispondere a banali domande
su Merrill, la casa in Inghilterra e il tempo. Quando la
prima parte fin, Kipling and nel backstage per vedere Abby
- Henry rifiut il suo invito a seguirlo - e cos sembr proprio
che, dopo un'altra rumorosa sequenza a base di viola e basso,
Henry avrebbe potuto defilarsi senza dover scambiare troppe
chiacchiere con quell'uomo.
Quando la musica riprese Henry decise di fare una scappatina
in bagno - c'erano troppe persone in fila durante la pausa
- ma, mentre entrava in uno dei gabinetti, con grande sorpresa
si ritrov alle calcagna Kipling, che si infil dietro di lui
chiudendo a chiave la porta.
Ehi, ehi, disse. Che ne dici di una striscia con il tuo
compare?.
Cosa?, replic Henry inclinando la testa in maniera interrogativa,
anche se aveva perfettamente capito la domanda.
Cocaina?, disse Kipling, e ora era la sua testa a inclinarsi,
con un lieve sorriso che sottolineava quell'offerta da camerata.
Un'offerta sincera, che Kipling si premur subito di circostanziare:
Non lo faccio tutte le sere. E una cosa che amo, ma
non fa bene. Perlomeno,  quello che dicono.
S, no, grazie, balbett Henry, sentendosi ora sorprendentemente
indulgente nei confronti di Kipling, perch in effetti il
suo sembrava essere un gesto amichevole.  passato del tempo
dall'ultima volta, e comunque non fa per me. Henry l'aveva
fatto una sola volta in collegio e ci aveva provato cos tanto
gusto da scolarsi mezza bottiglia di tequila e vomitare sul pavimento
di casa di una donna di cui era innamorato. Da quella
volta, non poteva sentire la parola cocaina' senza avvertire un
enorme rimorso. Pens di nuovo a quella sera terribile e a come
aveva cercato di pulire il vomito con la frenesia che solo la
cocaina sa dare, ma poi torn a concentrarsi sul problema che
aveva davanti: Kipling stava gi tagliando delle strisce su uno
specchietto che aveva estratto dalla tasca della giacca. Henry
non voleva prendere parte alla faccenda, ma non sapeva quale
fosse la cosa giusta da fare in circostanze simili, e aveva anche
paura di aprire la porta e andarsene, perch qualcuno poteva
vedere che cosa stava facendo Kipling. Ma Kipling riprese
a parlare, dirottando ancora una volta l'attenzione di Henry.
Allora, che ne pensi della cameriera del nostro tavolo?,
disse sorridendo. Era il tipo di domanda a cui Henry era ormai
abituato - la cortesia degli altri, tutti che cercavano di
aiutarlo in quella che ritenevano fosse un'evidente mancanza
nella sua vita.
Be', non credo che sia il tipo giusto per me, rispose Henry.
Al momento ho una persona che mi interessa, quindi
direi che sono a posto. Risposte del genere di solito portavano
conversazioni come quella rapidamente alla conclusione.
Ma il successivo commento di Kipling colse Henry del tutto
impreparato.
Bene, perch  il tipo giusto per me, disse, e stasera me
la scoper.
Cosa?, fece Henry in modo brusco, guardando il proprio
committente con sincero smarrimento.
Adoro quel genere di donne, continu Kipling. Anticonformista,
bionda, piercing sulla lingua.  probabile che abbia
dei versi di Rilke tatuati sulla schiena.
Henry non sapeva come reagire, ma alla fine, proprio mentre
Kipling finiva di tirare una striscia, disse: Stai scherzando?.
No. Mi piacciono le ragazze cos. A te no?.
Henry non era sicuro di aver capito bene la natura della loro
discussione. Vuoi davvero andarci a letto?, disse alla fine.
S, voglio davvero scoparmela.
Henry fece una pausa. Ma Abby non si arrabbier?.
Kipling abbass la testa, poi rispose sorridendo: Be', Henry,
visto che sei cos gentile da chiederlo, devo dirti che abbiamo
fatto un patto.
Un patto?.
Be', io ho fatto un patto, e immagino che lei sia d'accordo.
Non ti arrabbiare con me. Puoi dirglielo, se vuoi. Non ho nulla
da nascondere.
Ma lei sa che fai questo tipo di cose?.
Dovrebbe immaginarlo visto che glielo dico, giusto?. Kipling
sorrideva, ma la sua voce ora aveva un tono irritante e il
suo sguardo dilatato dalla cocaina stava chiaramente dicendo
a Henry di farsi indietro. Kipling lo fiss ancora un momento,
poi torn a guardare il piccolo specchio appoggiato sul blu
traslucido del lavandino, e Henry all'improvviso si domand
se non dovesse riconsiderare il suo rifiuto della cocaina. Forse
aveva bisogno di qualche artificio che gli alterasse la coscienza
e lo aiutasse ad affrontare quel mondo sempre pi confuso.
Ma proprio allora, incredibilmente, e senza l'aiuto della
cocaina, sbott: Lo sai, sei uno stronzo di merda. Abby 
innamorata di te. Tu vuoi scoparti la cameriera? Abby  innamorata
di te. Sei una persona orribile. Una persona schifosamente
orribile.
Kipling non alz lo sguardo dalla faccenda in cui era impegnato
fino a che non ebbe finito di tirare un'altra generosa
striscia. Dopodich, si gir verso di lui e lo guard con quella
calma che Henry aveva imparato ad aspettarsi da Kipling. Un
attimo dopo, tuttavia, improvvisamente barcoll in avanti, arrivando
con la faccia a pochi centimetri dalla sua. Solo allora
Henry realizz che Kipling era molto pi alto di lui e che certamente,
in quanto attore, faceva palestra e seguiva una dieta
che lo rendeva pi in forma di lui. Comunque, Kipling non
gli sferr nessun pugno, come ormai Henry si aspettava. (Si
ricord di ci che aveva fatto al cameriere quella sera per la
bistecca bruciata). Si limit, invece, a fissarlo con sguardo truce,
anche se le sue labbra erano strette in un sorriso prudente
e riflessivo. Alla fine disse: Henry, non fare lo stronzetto.
Odio gli stronzetti come te. Quindi non farlo. E con ci, torn
al suo piccolo specchio. Henry se ne and, senza preoccuparsi
di cosa avrebbero potuto vedere gli altri nel momento in
cui avrebbe aperto la porta.
Naturalmente, quello scambio di opinioni lo aveva disorientato,
e non sapeva cosa fare per mettere in guardia Abby.
Decise di tenere la bocca chiusa, ma avrebbe fatto in modo,
pi avanti, di intavolare con lei una discussione sul carattere
ripugnante di Kipling.
Il concerto era finito, e Abby aveva riposto la sua viola e li aveva
raggiunti al tavolo. Kipling, dopo aver fatto un paio di commenti
sulla sua magnifica performance, disse: Tra poco devo
incontrarmi con una persona, e tu sembri stanca morta. Perch
non te ne vai a casa, ti riposi un po' e ci rivediamo domattina?.
Abby rest un istante in silenzio, fece un profondo respiro,
poi disse: S, sono veramente stanca, forse non  una cattiva
idea.
Quando si avvicin a Kipling (che rimase seduto) per dargli
un bacio sulla guancia, Henry si alz di scatto e si mise la
giacca. Devo andare anch'io, disse, e un minuto dopo lasciava
il locale insieme a Abby.
Mentre camminavano per strada, Henry osserv Abby e
constat che Kipling aveva ragione, bench le intenzioni del
suo commento fossero altre. Abby era esausta, anche se la sua
stanchezza sembrava pi psicologica che fisica. Henry si sent
pervadere di nuovo dalla rabbia per il fatto che Abby frequentasse
qualcuno che la spediva a casa con il pretesto di riposare,
mentre lui se ne andava a letto con una cameriera. Non
fece parola del suo scontro con Kipling, ma ora che erano fuori
non riusc a frenarsi dal chiederle in modo brusco: Per quale
dannato motivo esci con uno stronzo del genere?.
La stanchezza di Abby spar all'improvviso dal suo viso e
d'un tratto sembr molto arrabbiata. Non cominciare a rompere,
Henry, grid, inarcando le spalle. Non sono dell'umore
giusto per una delle tue spiegazioni su legami di parentela
e irrazionali tab sessuali. Tra me e te non succeder mai
niente.
Non intendevo questo, disse Henry, sconvolto. E forse per
la prima volta nell'ultimo anno era del tutto sincero, in quel
momento era incredibilmente privo di ogni scopo romantico.
Doveva sembrare anche molto dispiaciuto, perch Abby immediatamente
disse: Scusa, scusa, scusa. Mi dispiace, Henry.
Davvero; Mi dispiace. Jonathan aveva ragione. Sono sfinita.
Sono nervosa. Molto nervosa. E hai ragione a dire che ho avuto
relazioni migliori di questa. Parliamoci chiaro. Ho avuto
situazioni migliori di questa.  dura stare con Jonathan. 
dura.
Fece una lunga pausa, poi continu con rinnovata disperazione
nella voce: Ma Henry, sono cos dannatamente cotta.
Sono davvero cotta. Andiamo anche d'accordo su molte cose.
Lui  un uomo brillante, Henry. Hai visto i suoi film. Sei tu
che mi hai detto quanto ti piacciono. E il suo libro.  cos...
cos bello. Voglio dire, immagino che ora io stia solo sperando
che le cose in qualche modo si sistemino, perch, Henry, ho
davvero perso la testa per lui, non so per quale motivo, quindi
non rendermi la vita difficile. Non mi aiuter. Sono persa.
Non mi aiuter.
Henry rimase in silenzio. L'istinto gli suggeriva ancora di
suonare l'allarme e supplicare Abby di ripensarci. Ma sapeva
anche che questo istinto non l'avrebbe portato da nessuna
parte. Le valutazioni di Abby erano vere - non sarebbe in nessun
modo riuscito a dissuaderla. Se anche le avesse detto che
Kipling era rimasto nel bar per provarci con la cameriera, lei
probabilmente sarebbe scoppiata in lacrime e poi gli avrebbe
risposto che non le importava.
Alla fine Henry (cercando di gettare una luce diversa sui
suoi sentimenti) disse: Ascolta, mi dispiace. Non ci siamo pi
visti spesso come eravamo soliti fare e mi dispiace. Ma so che
tutto torner come prima. Lo so che siamo amici. Non ho nessuna
visione triste del nostro futuro. Ora  solo un p' difficile
e mi manchi.
Abby sembrava davvero trattenere le lacrime. Ma non scoppi
a piangere. Si fece pi vicina, abbracci Henry e disse:
Grazie. Poi si gir e si diresse alla metropolitana, e osservandola
da dietro (Henry non poteva esserne del tutto certo)
sembrava che adesso stesse realmente piangendo.
 
Capitolo 10.

Era stato un giorno terribile e Henry la mattina seguente riusc
a stento ad alzarsi dal letto. Ma si rese conto, mentre teneva
un asciugamano stretto intorno al collo, che quella sera
avrebbe avuto una cena con Sasha e Whitney che aspettava
con impazienza, cos alla fine si alz, accese la caffettiera e
presto fu abbastanza sveglio da mettersi davanti al computer
per lavorare un po'.
Quando arriv a casa della fidanzata di Whitney (la ragazza
si chiamava Katie) era quasi riuscito a buttarsi alle spalle
gli eventi della sera precedente, ed era molto eccitato per ci
che lo aspettava. Sasha arriv dopo poco (di corsa dalla casa
di un altro amico), iniziarono subito a bere birra e Henry
si sent molto meglio. Per, man mano che la conversazione
andava avanti e la birra aumentava, e dopo che si erano seduti
per cenare con penne agli asparagi e cavolo nero bulgaro,
Henry si ritrov a scivolare con il pensiero agli accadimenti
del giorno prima e a quella orribile sensazione di rabbia. Cerc
di affrontare quei sentimenti indesiderati con del vino, ma
pi beveva, pi diventava cupo e si alienava dalla conversazione,
fino a che, pensando di nuovo a come Kipling aveva trattato
Abby (e a come sguazzava nel successo arrivatogli per La
meglio giovent), fece una cosa che solo la mattina successiva
e nei giorni che seguirono fu in grado di giudicare come estremamente
incauta.
Accadde durante una pausa nella conversazione, proprio
dopo che Whitney aveva finito di raccontare di una conferenza
a cui aveva partecipato di recente alla Cooper Union. Henry
era perso nei suoi pensieri per Abby e aveva appena buttato
gi mezzo bicchiere di vino quando, proprio mentre sembrava
che Katie stesse per intervenire - quella sera aveva raccontato
della societ di produzione per cui lavorava -, annunci che
era stato testimone di un'incredibile, indegna, sconcertante
frode letteraria e che, se fosse stato libero di parlare, avrebbe
potuto proprio qui, ora a cena, lasciare tutti a bocca aperta.
Si blocc quasi subito, versandosi un altro bicchiere di vino
e dicendo che non poteva continuare perch era vincolato al
silenzio; legalmente e contrattualmente, aggiunse. Ma poi,
mentre la rabbia ricominciava ad avere la meglio, riprese dicendo
che era direttamente coinvolto in una frode, che era nel
cuore della frode, ma che non poteva dire nemmeno una parola
al riguardo perch avrebbe messo a rischio tutto ci che aveva
ereditato, una somma importante.
Ma di li a poco, quando una volta ancora ripens a quanto
Abby fosse afflitta dopo il concerto, lentamente inizi a
esporre i dettagli ai suoi compagni di cena: i suoi obblighi contrattuali
con Kipling, il lavoro che aveva fatto per quella persona
cos disgustosa, la natura e le azioni di quel mostro (che
stava tormentando una delle sue amiche pi care), e in meno
di quindici minuti aveva esposto la maggior parte dei fatti
dell'intera storia. Aveva fatto giurare a tutti di mantenere il segreto
e ogni quindici minuti si fermava per dire: Non potete
dirlo a nessuno. A nessuno. Nemmeno a una singola persona,
e tutti ovviamente annuivano. Quando ebbe finito, i suoi amici
lo guardarono a bocca spalancata, incapaci di proferire parola.
Fu Sasha a rompere quell'assurdo silenzio. Non ci posso
credere, disse. Adoro - adoravo - quell'uomo. Avevo perfino
intenzione di leggere il libro. Avete visto L'appartamento?
 uno dei miei film preferiti. Lui  magnifico. (Furono tutti
d'accordo - persino Henry). Ma questa  la fine del mio amore,
concluse Sasha. Che persona schifosa!.
Fu esattamente quello che dissero anche Whitney e Katie, e
fece un gran bene a Henry ascoltare quelle parole, aver denunciato
il furfante e avere gli amici dalla propria parte. Ma mentre
il sacro fuoco della catarsi cominciava a scemare, Henry
giunse alla conclusione di aver commesso un terribile errore
a confessare ci che non doveva rivelare, per di pi a persone
che gli piacevano, s, ma che di fatto non conosceva bene
(a parte Whitney, ovviamente) e che non avevano nessun obbligo
nei suoi confronti a tacere quanto appena saputo. Non
sospettava nessuna malizia, ma chi poteva sapere cosa avrebbero
detto, ubriachi, alla prossima cena? Non esagerava certo
a pensare che avrebbero potuto, in un momento di eccitazione,
dire qualcosa come: Non crederai mai cosa ho saputo l'altra
sera, e, insaporendo il tutto con le sue stesse parole, non
potete dirlo a nessuno, divulgare l'intera storia, inclusa una
descrizione dell'accordo blindato che obbligava Henry a non
rivelare il segreto di Kipling.
Era preoccupante, perch la conseguenza poteva essere la
sua rovina totale e la perdita dell'intero patrimonio di famiglia.
Se il segreto fosse stato svelato, Kipling avrebbe potuto
intentargli una causa devastante, e la colpa sarebbe stata soltanto
sua.

 Capitolo 11.

La sensazione di aver commesso un errore dagli effetti catastrofici
non lo abbandon per tutta la notte, nonostante la
serata fosse terminata in un modo che in altre circostanze
avrebbe lasciato a Henry un grande entusiasmo. Mentre lui e
Sasha lasciavano l'edificio, lei (del tutto inaspettatamente, ma
con incantevole confidenza) mise le sue braccia sotto quelle
di lui, lo fece girare su un fianco, si alz sulle punte e lo baci
dolcemente sulle labbra. Il bacio dur solo un attimo, poi lei
si tir indietro e lo guard con grande seriet. Mi piacciono
i tipi da galera, fece. Tutta quella storia del trafficante d'armi
mi fa impazzire.
Nonostante i rimpianti per la sua confessione, Henry prov
un piacere enorme per quella situazione. Sono un uomo pericoloso,
disse lui. Non credo che tu voglia avere a che fare
con me.
Henry, per favore, mi stai spaventando.
Lo baci di nuovo, e questa volta non si ferm e si baciarono
per un po'. Alla fine Sasha fece un passo indietro e disse:
Va bene, devo andare a casa. Forse potremmo cenare insieme
marted dopo il lavoro. Tacque un istante, poi sussurr:
E potrai raccontarmi qualcosa di pi su quello che ti  successo
in prigione.
Certo, rispose Henry, con quello che tent di far apparire
come un tono tranquillo, nonostante l'incontenibile felicit
del momento. Qualcosa. Ma non tutto. Non posso dirti
tutto.
Giusto, disse Sasha. Solo quello che puoi. Quello che sei
pronto a dire. Posso immaginare quanto ti senta ferito.
Sasha sembrava voler continuare su questo tono, ma all'improvviso
individu un taxi vuoto diretto verso Bedford e disse:
Santo cielo, devo fermarlo. (Per Henry era una passeggiata
arrivare a casa, ma Sasha viveva a Clinton Hill, perci la lasci
andare, non senza un ultimo bacio sulla guancia proprio
prima che lei si girasse verso la strada).
Ci vediamo al lavoro!, disse Sasha voltandosi appena, e
l'istante dopo apriva la porta del taxi sistemandosi nel sedile
posteriore.
Dunque, una splendida giornata fino a quel momento. Ma
mentre guardava Sasha allontanarsi, gli incidenti della sera ritornarono
presto in mente a Henry. Il fatto che avesse confessato
informazioni cos pericolose torn a essere un peso
opprimente. Tornando verso casa giur che non avrebbe bevuto
mai pi, ma poco dopo essere entrato nel suo appartamento
si diresse verso il balcone con un grosso bicchiere di
Pernod in mano e si mise a osservare il McCarren Park. Quella
notte, tuttavia, la vista del parco non gli dette nessun senso
di pace.
 
Capitolo 12.

Il giorno dopo fu ancora peggio, anche se il fatto di trovarsi in
un simile stato d'animo sembrava un controsenso. Dopotutto,
era stato baciato da una donna che gli piaceva davvero, e anche
lui sembrava piacerle, e sembrava che ci potesse essere un
futuro per loro. Il pi delle volte Henry attribuiva i baci ricevuti
a uno stato di ebbrezza delle ragazze. Anche le relazioni
pi lunghe che aveva avuto le aveva attribuite all'ubriachezza,
o almeno a una necessit cronica di bere da parte della sua ragazza.
Ad ogni modo, fu sconcertante svegliarsi in un tale stato
di agitazione quando gli era capitata una cosa cos bella.
Il nocciolo della questione era che, diversamente dalla vasta
gamma delle solite apprensioni, questa era fondata. Era una
cosa di cui preoccuparsi veramente, visto che aveva fatto proprio
quello che aveva giurato di non fare ed era in gioco tutto
ci che gli apparteneva. L'aspetto peggiore era a chi aveva
confessato tutto. Un conto era aprirsi con Whitney, che Henry
riteneva assolutamente affidabile nel mantenere un segreto.
E anche Sasha sembrava leale, anche se la verit era che non la
conosceva da cos tanto tempo, e chiss cosa sarebbe potuto
succedere se le cose tra loro non fossero andate nel verso giusto.
Era davvero un bene che fosse a conoscenza di cos tante
informazioni pericolose? Ma la cosa che pi lo angosciava
era aver parlato in presenza della nuova fidanzata di Whitney
(quella che lavorava nella societ di produzione - dopo la sua
confessione aveva anche detto che la sua compagnia era impegnata
nella promozione di uno show su MTV!). Henry non la
conosceva affatto. E, visti i precedenti di Whitney, probabilmente
non sarebbero stati insieme a lungo.
Era un bel problema, e fu anche peggio quando quella mattina
Henry ricevette altri quattro link da Abby. Pensavo
che avresti potuto apprezzarli visto che stai cercando di essere
uno scrittore, diceva. A parte l'offesa di quel cercando',
i link portavano a varie interviste che Kipling aveva rilasciato
sul processo creativo, e che erano insopportabili come
tutte le sue interviste, visto soprattutto che la premessa della
discussione (cos come era espressa da chi formulava le domande)
sembrava essere che Kipling fosse un uomo brillante,
uno scrittore brillante, e che ogni informazione che potesse
fornire agli aspiranti giovani artisti sarebbe stata ben accolta.
E le risposte di Kipling erano atroci. Mentre Henry leggeva le
interviste, continuavano ad apparirgli davanti immagini terribili
di giovani scrittori che intraprendevano diete di lenticchie
fredde, purgando i loro manoscritti da parentesi e punti e virgola,
visto che erano queste, ancora una volta, le regole chiave
di quel genio per una bella scrittura. Kipling parlava anche
dei vari progetti di beneficenza ai quali partecipava al fine di
promuovere la lettura e la scrittura. Oltre a un nuovo incarico
nell'unit di crisi per l'alfabetismo presso il Congresso, era
stato arruolato da diverse organizzazioni giovanili no profit e
dall'Unicef, che stava progettando di mandarlo in missione
nei paesi in via di sviluppo per parlare del mio romanzo, La
meglio giovent, e di quanto siano importanti la letteratura
e la lettura per lo spirito umano.


Capitolo 13.

Dopo aver letto le interviste, Henry per un bel po' cammin
su e gi per l'appartamento con grande sofferenza, aspettando
che fosse mezzogiorno per chiamare Whitney, che di solito
dormiva fino a tardi. E anche se lo svegli, non si scus n
spieg il motivo per cui chiamasse cos presto, ma semplicemente
annunci: Dobbiamo incontrarci. Possiamo fare a colazione?
O meglio a pranzo, vista l'ora?.
Non ho fame, disse Whitney assonnato. Possiamo vederci
stasera? Credo di aver bisogno di dormire un altro po'.
Ho veramente bisogno di vederti, insist Henry. Davvero.
 molto importante.
Whitney sospir, ma era il tipo di sospiro che faceva intendere
che avrebbe ubbidito. Sono a casa di Katie ora, disse.
Che ne dici di incontrarci a casa mia? Possiamo mangiare l.
Va bene, disse Henry. Tra mezz'ora?.
Whitney borbott, ma dopo un altro secondo disse: Va bene.
Ci vediamo a casa mia tra mezz'ora.
Henry continu a camminare su e gi per un altro po' dopo
aver riattaccato il telefono, poi indoss un maglione e una
giacca e usc, fermandosi a una macelleria polacca per prendere
qualche salsiccia, e poi in un negozio di liquori per un litro
di vodka economica e una specie di mix rivoltante per bloody
mary, che improvvisamente si ritrov a desiderare disperatamente.
Cos, dopo poco pi di mezz'ora, si ritrov seduto sul
balcone di Whitney, a gironzolare accanto a un piccolo barbecue,
a cucinare salsicce e a bere un allettante (ma, in termini
formali ed estetici, orribile) bloody mary.
Henry era riluttante a mettere sul tavolo la sua maggiore
preoccupazione - l'affidabilit delle persone che ora conoscevano
la sua storia - e rappresent la sua situazione con una
rabbiosa tirata contro Kipling. Whitney ascolt con attenzione,
alzandosi spesso per camminare su e gi annuendo con la
testa. Anche lui stava bevendo un bloody mary e diventava
sempre pi triste man mano che la storia andava avanti. Alla
fine si ferm, prese un bel sorso dal suo bicchiere e disse: Che
cosa farai? Devi fare qualcosa. Quell'uomo  un vero stronzo.
Henry fu d'accordo sul concetto di vero stronzo, ma si affrett
a ricordare a Whitney che aveva le mani legate.  per
questo che  tutto cos difficile, disse mentre con il pollice
liberava una salsiccia dalla griglia. Non posso fare nulla. Sono
in trappola. Avresti dovuto vedere il contratto che ho firmato.
Henry pass la salsiccia (ora avvolta in una fetta di
pane di segale) a Whitney. Non c' assolutamente nulla che
possa fare, ripet quasi in lacrime. Whitney annu, e sembr
l'inizio di un discorso di incoraggiamento. Ma prima che potesse
dire una parola, Henry giunse finalmente al cuore di ci
che pi lo preoccupava: Allora, Katie, sembra forte. La conosci
bene? Voglio dire, sembra in gamba. Molto in gamba. Una
promozione per MTV?  stupefacente. Sembrate fatti l'uno per
l'altra. Mi sembra una cosa seria. La conosci bene? Non credo
che dovresti lasciarla.
Whitney annu. Lei  affidabile, disse, dopo aver riflettuto
per un po' sui commenti di Henry. Non dir nulla. Non
 una chiacchierona. Ma non credo che siamo fatti l'uno per
l'altra. Pensavo proprio di lasciarla.
A quel punto Henry si conficc in bocca una salsiccia avvolta
nel pane di segale, immaginando che gli avrebbe ricacciato
indietro le lacrime che certamente stavano per scorrere.
Ma Whitney riport la conversazione su Kipling, e dopo aver
ripetuto: Katie non dir mai nulla, aggiunse, cambiando direzione
(in modo davvero sorprendente) rispetto a quello che
aveva appena detto: Deve essere stato orribile per te, Henry,
ma devi smetterla di leggere recensioni su La meglio giovent.
C' gente che se la cava sempre, e Kipling  uno di questi. Devi
trovare una maniera per chiudere la faccenda in modo definitivo.
Usciremo spesso a bere quest'inverno, e dovresti darti
di nuovo allo sci, o a qualcosa di simile, e potremmo fare un
viaggio verso ovest. Potresti andare a cazzeggiare in Colorado
per tutto il tempo che vuoi, se ti va. O possiamo mangiare
salsicce e bere bloody mary sul mio balcone tutti i giorni, se 
questo che vuoi.
Henry infatti si stava preparando un altro drink, anche se
questa volta usava una pinta per met piena di vodka. Comunque,
non lasci che la preparazione del cocktail lo distraesse
da ci che aveva in testa. Non puoi rompere con Katie, disse,
in modo un po' supplichevole. Dir in giro quello che vi
ho detto ieri sera e io sar morto. Tu non conosci le donne come
le conosco io.
Questa era una frase chiaramente assurda, come Henry ben
sapeva, ma pensava che la fiducia di Whitney venisse da quella
specie di stupidit che colpisce un uomo quando l'ha sempre
vinta. Le donne, secondo Henry, facevano sempre il contrario
di quello che lui sperava facessero (e questa non era un'affermazione
sessista e astratta, ma un fatto empirico acquisito
dopo anni di diretta osservazione delle cose). Comunque, era
ovvio che Whitney non poteva continuare a uscire con Katie al
solo scopo di farle mantenere il segreto. Ciononostante, Henry
riusc a proporre questa alternativa nei termini pi semplici:
Mi dispiace, Whitney, ma devi continuare a uscire con lei.
Pronunciando queste parole Henry sorrise. Era divertente,
dopotutto. Desiderava disperatamente che quanto aveva appena
chiesto accadesse, ma sapeva che si trattava di una richiesta
ridicola. Rise perfino, dopo che anche Whitney aveva
accennato un sorriso. Ma poi, alla fine, con entrambe le mani
attorno al bloody mary, fin per scoppiare a piangere. La persona
peggiore che conosceva veniva salutata come un genio
per un'opera che non aveva scritto lui (perch l'aveva scritta
Henry!) e stava gi vendendo in modo pazzesco. E la ragazza
di cui era stato innamorato pi di ogni altra in vita sua stava
uscendo con quell'uomo (era cotta, come lei stessa aveva
detto). La notte precedente si era ubriacato e aveva fatto una
cosa che ora temeva gli sarebbe costata tutto ci che possedeva.
Certamente, pensava, mentre le lacrime continuavano a
scendere copiose, c'era davvero da piangere.
Whitney sembr molto sorpreso da tutto questo. Ma era
anche commosso (come ci si pu aspettare da un uomo che ha
simpatie per le lingue romanze), e subito si ritrov al fianco di
Henry, a cingerlo con il braccio e poi, in un estremo e raro atto
di gentilezza fisica, ad accarezzargli i capelli, dicendo: Le
cose miglioreranno per te, Henry. Te lo prometto. Katie non
dir nulla. Troveremo una soluzione per tutto ci che accadr.
Tu e Sasha stavate molto bene insieme ieri sera. Tu le piaci
molto, moltissimo, Henry. Fidati di me. Hai molte cose di
cui essere felice.
Fu un momento straordinario, e mentre continuava a piangere
(per Abby, per Kipling, per i suoi timori su Katie non ancora
attenuati) si ritrov curiosamente confortato dall'affetto
di Whitney. Gli ci volle qualche istante per comprendere quel
genere d'interazione, poi realizz che l'ultima volta che qualcuno
lo aveva toccato in quel modo - a parte le occasioni galanti,
e nello specifico accarezzandogli i capelli - era stato suo
padre, che lo faceva spesso anche quando Henry era gi al college.
E questo pensiero lo fece piangere ancora di pi. La verit
era che trovava conforto nel fatto che Whitney fosse davvero
un grande amico - forse il migliore che avesse mai avuto - e
che, se pure fosse accaduto il peggio, lui avrebbe potuto continuare
(ne era certo) ad arrostire salsicce e a bere cocktail con
Whitney. E questo, dopotutto, era qualcosa di cui essere molto
grato.
Insomma, fu un barbecue terapeutico, come dissero, e Henry
quel pomeriggio ritorn a casa verso le quattro, incespicando
lungo la via e provando un bel po' di sollievo. Dopo che si fu
svegliato da un lungo sonnellino, intorno alle sette di sera, riusc
ad andare in cucina per prepararsi una porzione di noodle
di grano saraceno che aveva comprato qualche giorno prima
in una specie di negozio di cibo biologico asiatico, aperto di
recente. Ben presto si ritrov a guardare la televisione e a sorseggiare
il brodo caldo di pollo dalla sua ciotola di noodle, e si
sent meglio. Pens di bere un bicchiere di Pernod - come misura
preventiva - ma i noodle erano cos buoni e il programma
televisivo (una specie di reality su dei costruttori di case) cos
piacevole che immagin di poter passare la serata senza liquori
francesi o altri bloody mary.
La mattina dopo, mentre si dirigeva verso Red Hook, la tregua
dalla sua ansia era ancora in atto, ma, tristemente, ebbe
vita breve.
Ti sei calmato un po'?, gli disse Sasha mentre aprivano le
prime scatole della giornata.
Che vuoi dire?, chiese Henry.
S,  il trafficante d'armi che  in te. Sempre calmo. Bene,
non ti preoccupare. Non l'ho detto a nessuno. Quindi nessuno
ti far causa per colpa mia. Ma quella Katie, non so se ti puoi
fidare di lei.
Ma poi, lanciandogli un'occhiata, aggiunse immediatamente:
O mio Dio, mi dispiace. Sono sicura al cento per cento
che non lo dir a nessuno, lasciandogli capire che non era
riuscito a nascondere i suoi timori.
Ma cosa?, disse Henry. Va tutto bene. Sono sicuro che
Katie star tranquilla.
Lei lo guard per un momento, poi disse con grande tenerezza:
Sono certa che andr tutto bene. Katie non dir nulla.
E anche se lo facesse? Puoi sempre negare tutto. Non sei mica
in corsa per una carica pubblica, a chi interessa se menti?.
Henry annu. Sapeva di sembrare ancora spaventato, ma
non voleva parlarne pi. Tir fuori un libro dalla sua scatola
ed esclam: Ford Madox Ford!.
Sasha annu. Andr tutto bene, ripet.
S... forse, fece Henry. E una prima edizione!.
Fantastico, disse Sasha, annuendo di nuovo.
Davvero fantastico, replic Henry.

 Capitolo 14.

Henry e Sasha uscirono insieme quella sera, e quella successiva,
e in entrambe le serate finirono a baciarsi agli angoli della
strada, e ci fu anche qualche bacio scambiato nei bar. Non era
certo una cosa che metteva Henry a proprio agio (manifestare
in pubblico il loro affetto), ma era difficile evitarlo visto che
lo rendeva cos felice. Sembr anche un modo sicuro perch
le cose potessero fare progressi, visto che per Henry ritrovarsi
in camera da letto, improvvisamente nudo davanti a un'altra
persona, era in assoluto il modo peggiore per stabilire una
certa intimit. Questo non significava che fosse un puritano -
se Sasha avesse suggerito di andare a casa lui avrebbe accettato
con il solito entusiasmo. Ma anche Sasha non sembrava
troppo ansiosa di togliersi i vestiti di dosso, cosa che sembrava
alquanto intrigante visto che era interamente ricoperta di
tatuaggi. Il riserbo che la ragazza aveva riguardo al proprio
corpo non era esattamente ci che Henry si sarebbe aspettato
da una persona cos adornata, eppure quella timidezza si accordava
perfettamente con la sua personalit. Ad ogni modo,
il risultato era che Henry non poteva lamentarsi di come stavano
andando le cose. Per quello che lo riguardava, avrebbero
potuto passare tutto l'anno scambiandosi semplici abbracci e
lui ne sarebbe stato ugualmente elettrizzato.
Il gioved, comunque, ci fu una piccola pausa nel loro rapporto.
Sasha doveva andare a ovest, nel Michigan, per il
weekend. Aveva una sorella che si sarebbe sposata di l a pochi
mesi e la famiglia si riuniva per parlare dei preparativi. Quindi
non ti vedr fino a gioved prossimo, disse Sasha a Henry
mentre si baciavano fuori da un bar famoso per il suo assortimento
gratuito di snack al formaggio sintetico. Spero che mi
aspetterai, aggiunse.
Ci prover, disse Henry. Ma non posso fare promesse.
Henry era ormai piuttosto soddisfatto della sua capacit di
articolare frasi ironiche, e pens che Sasha fosse una buona
spalla all'occorrenza. Ma ripresero subito a baciarsi e l'idea di
Henry di continuare con il suo repertorio svan velocemente
mentre altri impulsi emotivi si facevano largo.
Il giorno successivo, Henry lavor per quasi dodici ore di
fila: stava scrivendo un racconto su una novantenne che aveva
scandalizzato la propria famiglia facendosi un piercing sul
naso e tatuandosi uccelli esotici (il suo ultimo marito era un
ornitologo) su tutto il corpo. Secondo lui, la storia procedeva
bene, c'erano diverse scene comiche che riguardavano la
pelle grinzosa della novantenne e la difficolt di tatuarci sopra
un'immagine nitida, e quando sopraggiunse la sera era gi
a met dell'opera. Si ferm solo perch Whitney lo chiam.
Henry lo inform in breve che forse sarebbe stato troppo impegnato
per uscire quella sera, ma Whitney disse: Io e Katie
ci siamo lasciati, e allora si ritrovarono poco dopo a cenare
insieme - in un ristorante tedesco con un'estesa lista di birre -
e a parlare degli effetti che questo evento avrebbe causato. In
primo luogo per il benessere di Whitney, ma anche per i timori
di Henry sul fatto che la ragazza finisse per parlare di Kipling.
Ascolta Henry, per favore, per favore non ti preoccupare di
questo, disse Whitney. Lei  del tutto affidabile. Non ti tradir
mai.
Ma il fatto che vi siete lasciati?, disse Henry. L'avete deciso
di comune accordo?.
Be', no, rispose Whitney. Voglio dire, s, ufficialmente,
ma no, sono stato pi io.
Come l'ha presa lei?.
Be', credo di dover ammettere che non l'ha presa molto
bene. Voglio dire, ho visto di peggio, ma anche di meglio. Sul
serio, ma perch tutta quella rabbia? Mi ha reso molto triste,
ma le accuse di tradimento, non ne capisco la logica. Non
si pu scegliere chi amare. Succede o non succede. Non c'
tradimento.
A questo punto Henry fece una pausa prima di dire: Cazzo,
sono morto.
Henry, non  cos. Lei era arrabbiata, ma non con te. Perch
dovrebbe parlare? Tu gli piaci davvero, Henry. E poi a chi
dovrebbe dirlo?.
La risposta alla domanda, naturalmente, era: a tutti quelli
che conosceva e con cui stava lavorando al lancio per MTV, e
a ogni altra conoscenza che aveva nel settore. La storia di
Kipling non riguardava il comportamento imbarazzante di un
qualsiasi tipo eccentrico di Brooklyn (come Henry, per esempio),
ma di una persona a cui moltissima gente era interessata.
E proprio per questo, probabilmente, non sarebbe passato
molto tempo prima che lui si ritrovasse di fronte a una corte
di giustizia, e questa volta lo scopo sarebbe stato di portargli
via tutti i soldi. Pens subito al suo trisavolo che aveva lasciato
la fattoria di famiglia di Sturbridge per andare a lavorare in
una fabbrica tessile del New Hampshire, e a come era andato
avanti fino a consolidare quel tipo di ricchezza industriale
che sembrava non esistere pi nel New England. Ovviamente,
la quota di suo padre (ora di Henry) era solamente una parte,
perci non sarebbe andato perduto l'intero lascito di quell'uomo.
Ma non pot fare a meno di pensare a come questo nobile
antenato yankee sarebbe andato su tutte le furie se avesse saputo
che uno dei suoi lontani discendenti aveva dissipato un'enorme
somma di denaro perch una notte si era ubriacato e,
in preda alla rabbia, non aveva saputo tenere la bocca chiusa.
Credo che dovrei chiamare Katie, disse infine Henry.
Non dovresti farlo, invece, replic Whitney.
Penso solo che dovrei spiegarle che cosa c' in gioco. Temo
che l'altra sera sia sembrato una specie di segreto di poco conto,
invece sto rischiando tutto quello che ho.
Non chiamarla.
Henry ci pens un attimo, poi disse: Credo che sarebbe
una buona idea.
Henry, lei non ti sta nemmeno pensando. Non sarebbe
una buona idea. Se la chiami, allora s, potrebbe credere che
sia un buon modo per vendicarsi di me. Ma adesso, in questo
esatto momento, lei non sta pensando a Kipling e al suo
ghostwriter.
Henry avrebbe voluto aggiungere dell'altro, ma Whitney
aveva ragione. Eppure, davvero una telefonata avrebbe fatto
saltare tutto quello schema? Forse poteva diventare addirittura
suo amico. Inutile dirlo, lui era sempre stato dalla parte
di Whitney, ma magari adesso lei aveva bisogno di un amico,
e lui di solito riceveva i complimenti per la sua comprensione
e la sua gentilezza dalle donne con il cuore infranto. Di nuovo,
Henry sospir, poi annu, e inizi a mangiare velocemente,
perch voleva andare a casa a riflettere su come uscire dai
guai in cui si trovava.
L'idea di chiamare Katie gli rimase in testa per tutta la notte
e il mattino seguente. Si svegli presto e ripass mentalmente
ci che le avrebbe detto se l'avesse chiamata - qualcosa sulla
sua grande amicizia con Whitney, ma anche sulla sofferenza
che causa la perdita di un amore. Alle undici - era un sabato
mattina - ricevette una telefonata da Abby che lo sottrasse di
colpo ai suoi dubbi.
 
Capitolo 15.

Henry?, disse Abby, con una voce cos stanca che lui riusc
a stento a decifrare il proprio nome.
S, rispose lui, dopo un'esitazione. Abby. Cosa c' che non
va?.
Stava piangendo, e dopo un momento di silenzio disse: Sono
incinta.
Cosa?, fece Henry.
Sono incinta, Henry, ripet lei tra le lacrime, in modo appena
comprensibile. Non so come sia successo. Non mi sembra
possibile. Ma  cos.
Con Kipling? E suo?. ,
Per quasi un anno non sono andata a letto con nessun altro
a parte Jonathan, rispose Abby, mentre il pianto aumentava.
Sei sicura?.
 di Jonathan!.
No, volevo dire, sei sicura di essere incinta?.
Ho fatto sei diversi tipi di test, di tre marche diverse. Sono
incinta, Henry. E prese a piangere ancora pi forte.
Henry rest in silenzio, non avendo idea di che cosa fare.
Infine disse: Non so che dire. Ma ti aiuter in ogni modo.
A questa frase Abby emise un singhiozzo sonoro ma incerto,
prima di dire: Posso venire da te?.
Certo.
Adesso?
Certo.
Vengo subito. Esco ora.
Abby arriv circa quindici minuti dopo, e mentre entrava i
suoi occhi erano cos gonfi che Henry si domand come riuscisse
a vedere.
Mi uccider, disse lei superando la porta d'ingresso.
Ti uccider?, ripet Henry.
Mi uccider.
Ti uccider per cosa? Perch dovrebbe essere colpa tua?.
Ho saltato una pillola. O forse due. Dar la colpa a me.
Ma le ho saltate perch sono stata tutta la notte fuori con lui.
Pensavo che bastasse prenderla la mattina dopo e tutto sarebbe
andato bene. Non lo so. Magari semplicemente la pillola
non ha funzionato come doveva. Henry, mi uccider.
Pensi di tenere il bambino?. Questa, riconobbe Henry, era
una domanda alquanto indelicata, e nemmeno lo riguardava,
nonostante Abby si fosse precipitata da lui in quello stato. Ma
era sicuramente la stessa domanda che aveva in testa Abby.
Lei esit, sembrava che avesse molte cose da dire al riguardo.
Stava per pronunciare qualcosa, ma scoppi di nuovo in
lacrime e smise soltanto qualche minuto dopo, il volto schiacciato
nel collo di Henry per tutto il tempo. Alla fine si tir indietro
e Henry insistette per farla sedere. Aveva fatto il caff
subito dopo la sua telefonata, e ora le sugger che avrebbe potuto
prenderlo corretto con un po' di scotch. Lui di sicuro ne
aveva bisogno. Poi, per, pens che non fosse una buona idea
considerata la natura della notizia. Forse nemmeno il caff andava
bene. Ho anche del succo, disse. Credo che alcol e
caffeina non siano la cosa migliore per te in questo momento.
Ho del succo d'arancia, del succo di melograno e due lattine
di succo di pera.
Di nuovo, seduta ora sul divano con la testa tra le mani,
le lacrime di Abby aumentarono, e Henry alla fine non fece
altro che sedersi e abbracciarla. Era sconcertante. Nonostante
la gravit della situazione, non aveva mai pensato che Abby
potesse avere un simile esaurimento. Era sempre cos forte,
anche se era un dato di fatto che negli ultimi mesi sembrasse
a pezzi, e forse questo era semplicemente il nuovo stato delle cose.
E il motivo dell'esaurimento, ovviamente, era monumentale
- impossibile davvero, in questo caso, esagerare.
Abby finalmente si rilass un po', chiese del succo d'arancia
e quando Henry torn con il bicchiere dalla cucina si calm
ancora di pi. O forse, e ci lo colp molto, era solo sfinita.
Non so cosa fare, disse. Non so cosa dirgli. Neanche se
devo dirglielo. Forse non deve saperlo.
Quest'ultima cosa disturb Henry, non perch credeva che
Kipling avesse il diritto di sapere, ma perch Abby era completamente
persa per una persona a cui non poteva nemmeno comunicare
quel genere di notizia. Non credi che sia gi un po'
strano il fatto che tu abbia pensato di non dirglielo? Voglio dire,
che tipo di relazione avete voi due?. E anche se mentre lo
diceva cap di commettere un errore, aggiunse:  solo una
fottuta canaglia.
Abby si alz in piedi e Henry cap che stava per scagliarsi
contro di lui. Incass gli insulti con eleganza e non recrimin
per il fatto di essere incapace di mettere da parte il suo interesse
per lei. Con grande tranquillit disse cose come: Davvero
non  cos, Abby, non pi, ed evit di urlare frasi su come
fosse ormai del tutto ovvio che lei avesse perso la testa. (Al riguardo,
era sbalordito che una persona forte e indipendente
come Abby potesse essere ossessionata da un uomo come
Kipling.). Le urla alla fine terminarono. E mentre lei si metteva le
mani sulla pancia e rivolgeva in basso lo sguardo, Henry concluse
che la rabbia era passata. E aveva ragione, anche se ci
che segu fu ancora pi inaspettato. Non lo so, Henry, disse
Abby. A volte penso che un ragazzo come te sarebbe la persona
con cui dovrei stare. Ho sempre pensato che sarei stata con
uno come te. Forse  per questo che ti aggredisco. Purtroppo
le cose non sono andate a finire cos per noi e a questo punto
non posso farci pi niente. Il fatto che io trovi Kipling cos irresistibile
mi lascia ancora senza parole, ma il mio cuore fa ci
che vuole, non quello che vorrei che facesse.
Era tutto cos confuso, e Henry non era sicuro di come rispondere.
Alla fine, si scost da Abby e disse: Troveremo un
modo per uscirne. Te lo prometto. Far tutto quello che vuoi
o di cui hai bisogno. Ci sei in mezzo ora, in pieno terremoto,
ma ti prometto che in poco tempo ti sentirai meglio. E sarai
capace di pensare a cosa fare. Ora devi solo stare qui con me
e ogni cosa si aggiuster, poi penserai a come andare avanti.
A queste parole Abby riprese a piangere. Ma riusc a farfugliare:
Non voglio andare avanti. Voglio solo che tutto questo
finisca. Questa volta le lacrime durarono diversi minuti
e non ci fu nessun tentativo di affrontare la situazione', ma
Henry immagin che quel pianto dirotto avrebbe comunque
potuto essere di aiuto.
La considerazione di Henry era giusta. Una volta che le
emozioni si furono placate, Abby si alz e disse che doveva
andare.
Mi dispiace, Henry. Mi dispiace di averti gettato addosso
tutta questa storia. Non ci vediamo nemmeno pi molto.
Non mi hai gettato niente addosso, rispose Henry. Per
quanto mi riguarda, tu non sei capace di fare niente di male e,
se vuoi, puoi restare qui per un mese. O per un anno. Ti preparer
la cena ogni sera.
Lei sorrise:  molto carino da parte tua e la proposta ha
un'aria fantastica, disse mentre raccoglieva le sue cose, ma
devi imparare a essere meno ingenuo, anche se in questo momento
ne ho molto bisogno.
Abby fece un respiro profondo e Henry percep una vera
gratitudine e un affetto sincero da parte sua, anche se, mentre
si avviava verso la porta, si domand se avesse realmente fatto
qualcosa per lei.
 
Capitolo 16.

Quel pomeriggio Henry si distrasse lavorando al suo ultimo
racconto, poi mand anche un'e-mail a Sasha (che rispose subito
e con grande affetto) e fece infine una breve e distratta
passeggiata al McCarren Park, per pensare a tutto ci che Abby
gli aveva detto. Si chiese se avesse gestito la situazione nel
modo pi corretto.
Quella sera chiam Abby per accertarsi che fosse tutto a
posto, ma lei non rispose, cos lasci un messaggio in cui esponeva
tutte le sue preoccupazioni, e il luned, quando ancora
non aveva ricevuto nessuna risposta, lasci una seconda volta
lo stesso messaggio, ma di nuovo non ricevette risposta.
Il marted era piuttosto preoccupato ma, una volta che fu
al lavoro a Red Hook, in compagnia di Sasha (che era tornata
dal Michigan), si sent cos bene, e la sua ansia fu attutita da
una felicit cos travolgente, che fu capace di trattenere le proprie
emozioni.
Quella sera uscirono per andare in un ristorante francese
molto tradizionale, dove venivano servite cose come coq au
vin e blanquette de veau, e il cibo era cos eccellente e interessante,
e bevvero cos tanto vino, che Henry non pot fare
a meno di comprendere in modo tangibile quanto fosse felice
con quella che, ormai, immaginava di poter chiamare la
sua ragazza. Dopo la cena, e dopo essersi (nuovamente) baciati
in strada, Sasha sussurr nell'orecchio di Henry: Perch
non vieni a casa mia stasera?. Henry fu sorpreso di non essere
stato immediatamente pervaso dall'ansia su come avrebbe
dovuto svolgere il proprio dovere nel migliore dei modi, sulla
possibilit che le sue eventuali mancanze finissero on-line,
o, piuttosto, in materia di contraccezione (anche se giunse alla
conclusione che avrebbe certamente dovuto usare qualcosa,
se si fossero spinti fin l).
E si spinsero fin l. Sasha era preparata, comunque, e alla fine
di tutto Henry si sent sicuro che, se fosse finito sotto esame
su internet, i commenti di Sasha sarebbero stati espressi
con calore e soddisfazione. Mi piaci proprio, Henry, disse
lei mentre se ne stavano ancora distesi sul letto. Voglio dire,
mi piaci davvero.
Anche tu mi piaci davvero, disse Henry. Era tanto tempo
che non passavo una notte cos bella.
Sasha si volt per guardarlo. Lo stesso vale per me, Henry.
Spero che tu lo sappia. Mi sto affezionando molto a te. Non
mi succede spesso.
A questo punto si volt anche Henry e disse: Non succede
spesso neanche a me. Comunque  molto difficile che mi
senta cos bene vicino a qualcuno. Stava quasi per aggiungere:
a parte quando sono con Whitney, ma riusc a trattenersi
in tempo perch, dopotutto, non era esattamente il tipo
di cosa da dire. Eppure, riflett, se anche l'avesse detta molto
probabilmente sarebbe stato perdonato. Sasha sarebbe passata
sopra a una frase del genere. La mancanza di ansia sorprese
Henry ancora una volta, ma presto si ritrov con il viso appoggiato
sulla curva del collo di Sasha (proprio dove sbocciavano
le tre rose tatuate) e dimentic di nuovo ogni cosa tranne
quanto stesse bene accanto a lei.
 
Capitolo 17.

La mattina dopo, Henry barcoll fuori dal letto e trov i suoi
pantaloni, tir fuori il cellulare dalla tasca, lo accese (lo aveva
spento per ovvi motivi) e vide che aveva due messaggi vocali.
Entrambi, stando al registro delle chiamate, da parte di
Abby. Il primo sembrava una specie di verifica generale, che
includeva le scuse per non essersi fatta risentire subito. Il successivo,
tuttavia, lasciato a fine nottata, era cos pieno di lacrime
che Henry a stento riusciva a capire ci che Abby stesse
dicendo.
Quando la richiam, ebbe la stessa difficolt a decifrare le
sue parole soffocate tra le lacrime, tuttavia riusc a calmarla a
sufficienza per capire che aveva detto a Kipling del bambino
e, dopo un momento di pianto pi intenso, per dirle che sarebbe
andato da lei. Arrivo subito, disse.
Sono in condizioni pietose.
Sar l tra dieci minuti, rispose Henry, e riagganci.
Sasha era ancora quasi del tutto addormentata, ma la telefonata
di Henry l'aveva pi o meno destata ed era in grado di
rispondere con una certa cognizione mentre Henry si scusava
dicendole di dover andare da un amica.  una cosa seria,
disse Henry. Devo andare. E mia cugina. Una specie. Non
proprio una cugina. Cio, lo  solo tecnicamente.
Sasha tir su una mano e la mise sulla faccia di Henry. Fin
tanto che  una tua parente, anche se solo tecnicamente, ti
lascio andare. Comunque, ci vediamo tra qualche ora a Red
Hook. Il sorriso di Sasha sembr esprimere una felicit cos
sincera che Henry per un istante pens di infilarsi di nuovo
nel letto. Ma la tentazione dur un attimo, perch Henry non
pot nascondersi che Abby era veramente depressa, ancor pi
dell'ultima volta che l'aveva vista. Cos, fu presto in strada, diretto
a casa di lei.
La telefonata l'aveva letteralmente mandato nel panico.
Non aveva mai sentito Abby in quello stato (nemmeno l'ultima
volta che si erano visti) e poteva solo immaginare che
fosse stata sveglia tutta la notte in uno stato di disperazione,
dopo la discussione sulla sua gravidanza. Ma quando arriv,
e buss alla porta, e Abby, con la testa china, lo fece passare
nel corridoio insolitamente buio, Henry cap che le cose stavano
molto peggio di quanto si aspettasse. Entrando nel salotto,
dove le tendine non riuscivano a nascondere del tutto la luce
del giorno che penetrava dai bordi delle finestre, anche lui fu
sul punto di scoppiare a piangere. Il viso di Abby era ricoperto
di lividi - l'occhio sinistro quasi del tutto chiuso per il gonfiore
- e le labbra cos piene di croste che Henry si chiese come fosse
riuscita a parlare al telefono. Abby cap subito che, per quanto
glielo avesse gi accennato per telefono, il buio della stanza
difficilmente avrebbe mitigato la gravit di quello che era successo,
anche se sembrava quasi sollevata dal fatto di mostrarsi.
Tuttavia torn a piangere, disperata come mai prima d'allora.
Questa volta Henry riusc a comprendere meglio quello che
diceva, e che riguardava per lo pi la tremenda incredulit di
trovarsi in una situazione simile per la prima volta in vita sua.
Insomma, essere ridotta cos, picchiata da un fidanzato
che  uno stronzo assoluto,  l'ultimo dei problemi che avrei
mai pensato di dover affrontare, disse. Ho studiato all'Oberlin,
Cristo! Tra gli esami facoltativi ho messo Storia della
donna. Pensavo che fosse qualcosa con cui dovessero fare i
conti donne come le tessitrici peruviane che ho conosciuto durante
il mio semestre all'estero. E pensa, Henry, e qui i singhiozzi
si fecero pi forti, mentre mi colpiva continuavo a
ripetergli quanto mi dispiacesse. Continuavo a dirgli che mi
dispiaceva.
Detto questo, Abby rinunci ad ogni ulteriore tentativo di
esprimere la propria angoscia. Henry la condusse fino al divano
e l'aiut a sedersi, poi si accomod anche lui. Si abbracciarono
e lui cerc di confortarla in ogni modo, anche se lo stato
di agitazione che aveva addosso lo stava per travolgere.

 Capitolo 18.

Riusc a non spaccare nessun mobile. Anzi, mantenne perfettamente
il controllo. Rimase seduto accanto a Abby per
un'ora, raccontandole storie che riteneva potessero distrarla:
figuracce che aveva fatto a Harvard, trame dei suoi racconti
pi recenti, la scena con la veterinaria dopo che aveva ucciso
le capre di sua zia, e anche un'appassionante descrizione di
un altro dei suoi cugini, che lo odiava pi di ogni cosa e aveva
mentito molte volte quando erano piccoli per metterlo nei
guai. Lui alla fine  andato al Dartmouth, disse Henry, cercando
di far rilassare ancora Abby. Ho sentito dire che l
apprezzano quel genere di persone. Ma gente di Harvard assolutamente
no.
Parlarono anche di quello che Abby avrebbe dovuto fare.
Henry le fece capire che avrebbero gi dovuto chiamare la polizia.
Ma Abby disse subito di no. Aveva bisogno di pensarci.
Ho un'amica, disse. Una dottoressa. Sono andata nella
sua clinica ieri notte. Lei dice che il bambino sta bene e che
non denuncer il fatto. Me l'ha promesso. Non voglio andare
alla polizia. Ho bisogno di riflettere sulla situazione, perch
se dovessi andare alla polizia mi ritroverei sulla prima pagina
di ogni maledetta rivista d'America. Finora mi hanno trattata
come l'insignificante fidanzata di Jonathan. Ovviamente,
cambierebbe tutto. Ma cazzo, non posso nemmeno credere
che sto dicendo queste cose. Non andare alla polizia?  cos
dannatamente assurdo. Non riesco a credere a nulla di quello
che sto dicendo.
Henry era ancora convinto che avrebbero dovuto chiamare
la polizia, ma per il momento doveva fare tutto ci che voleva
Abby. E Abby aveva i suoi motivi. Era incredibile che non
avessero chiamato la polizia, ma l'importante ora era trovare
un posto dove nascondersi, e i giornalisti a caccia di notizie
non sarebbero stati d'aiuto in questo senso. La speranza era
che Abby cambiasse idea in seguito. Era assolutamente pazzesco
non aver chiamato la polizia per fottere Kipling. Comunque,
Henry non avrebbe fatto nulla senza esserne autorizzato.
Continu a raccontare le sue storielle e alla fine il respiro di
Abby inizi a rallentare, e dopo poco si addorment.
Henry, invece, non si era rilassato affatto e, mentre guardava
Abby dormire, la sua mente correva. Riusc a poggiarle la
testa comodamente sul divano, la copr, le sussurr in un orecchio
che doveva andarsene per un po', e si assicur che capisse
che sarebbe tornato presto. Porter un sacco di cose da mangiare,
disse, cos potremo nasconderci per tutto il tempo che
vogliamo. Dopodich lasci l'appartamento, perch (polizia
o non polizia) sentiva di dover fare subito qualcosa.
Per prima cosa chiam Sasha - erano passate un paio d'ore
da quando l'aveva lasciata nel letto. Oggi non vengo al lavoro,
le disse non appena rispose.  successa una cosa terribile
a mia cugina. Poi ti racconter tutto. Ma  una cosa molto
seria. Quindi se potessi coprirmi - digli che sono malato - lo
apprezzerei molto.
S, tutto quello che vuoi, disse Sasha, e poi, come Henry
segretamente sperava, malgrado la seriet della sua telefonata,
lei aggiunse:  stato veramente bello stanotte, non vedo
l'ora di rivederti.
Sebbene stesse soffrendo per Abby, era fantastico ascoltare
quelle parole. Riusc a rimanere padrone di s, comunque, e
disse: Ti chiamo pi tardi. Ma poi aggiunse: S, penso che
stanotte sia stato davvero bello. Ho paura di dire qualsiasi cosa
al riguardo perch potrebbe sembrare stupida. Ma  stato
cos bello. Sono stato benissimo.
S, anch'io, rispose Sasha. Anch'io. Fai quello che devi
fare. Chiamami pi tardi.
Va bene, disse Henry, e poi, dopo un ultimo saluto,
riagganciarono.
Subito Henry fece un altro numero. Dopo alcuni squilli, la
segretaria di Merrill rispose, e quando Henry le disse che doveva
assolutamente parlare con lui - Merrill era nel mezzo di
una riunione - lei glielo pass e lui gli chiese: Dove alloggia
Kipling?.
Cosa?, disse Merrill.
Dove alloggia Kipling? Ho un appuntamento con lui nel
suo hotel per pranzo ma non mi ha detto dove sta e non risponde
mai al telefono.
S,  un cazzone con quel telefono, fece Merrill. Sta al
Montcrieff, sulla Sessantaduesima. Alloggia sempre nella suite
all'attico, la numero due. Vai a tirarlo gi dal letto.
Grazie, rispose Henry. Ti chiam pi tardi per aggiornarti.
E con ci, si diresse alla metropolitana per raggiungere
l'hotel di Kipling.
 
Capitolo 19.

Che cosa volesse ottenere con quel confronto era un mistero,
ma riflettendoci, prima in metropolitana, poi camminando
verso nord per raggiungere la Sessantaduesima, Henry decise
che Abby era semplicemente una persona importante che faceva
parte della sua vita, ed era terribile quanto si fossero allontanati
nell'ultimo anno. E si sentiva ancora peggio al pensiero
che una persona a cui teneva cos tanto (tralasciando le motivazioni
inconsce) fosse stata picchiata dal tizio pi ripugnante
che avesse mai conosciuto.
Fu strano che, mentre le riflessioni su Abby affollavano la
sua mente, all'improvviso si ritrov a pensare a suo padre, e
in particolare a quella volta, ai tempi della scuola, in cui aveva
vendicato Henry dopo una serie di fatti umilianti.
Prima di andare a Deerfield, Henry aveva frequentato una
scuola a Lincoln, nel Massachusetts, chiamata Keller Academy,
che istruiva i vari figli delle famiglie benestanti della
contea del Middlesex e dei dintorni. L'area di Boston, naturalmente,
aveva una consolidata reputazione per i suoi ideali
progressisti e la compostezza liberale, ma Henry aveva sempre
saputo che esisteva un certo tipo di violenza in cui gli uomini
del Massachusetts si rifugiavano, preoccupati soprattutto
che il resto del mondo pensasse a loro come a dei poveri
malaticci che avevano studiato letteratura a Harvard (come
Henry, ad esempio). Questo spirito violento si manifestava
soprattutto nel campo di hockey. Mentre i giovani del Minnesota
o del North Dakota si dedicavano alla purezza e all'eleganza
di quello che , di fatto, uno sport bello e divertente,
dalle parti di Boston i corsi di hockey si concentravano su tecniche
aggressive, che arrivavano fino allo sputare addosso agli
avversari e a fenomeni semiaccidentali di automutilazione (alloscopo di apparire ancora pi terrificanti). Ad ogni modo,
Henry si era iscritto al corso di hockey della Keller Academy
e, bench fosse un giocatore sotto la media, lo aveva seguito
soprattutto grazie agli incoraggiamenti del padre. Lui da giovane,
negli anni Settanta, aveva giocato a hockey come ala
sinistra nella squadra di Harvard, e Henry riusciva a capire,
anche a soli dieci anni, quanto fosse importante per suo padre
che anche lui giocasse a hockey. Ma sentiva anche quanto
suo padre si rendesse conto che lui non era molto bravo, e che i
benefici che avrebbe tratto dall'hockey avrebbero avuto a che
fare pi con la formazione del suo carattere che con il divertimento
e la gloria sportiva. Certamente, il futuro era ancora
tutto da scoprire. Forse era in arrivo un eccezionale impulso di
crescita, o magari le capacit motorie di Henry avrebbero subito
una specie di miracolosa maturazione.
Il fatto era che, come in tutti gli sport di squadra, esisteva
una componente sociale estremamente importante, e c'era una
persona in particolare (un altro ragazzo della squadra di hockey,
un assoluto fenomeno) che odiava Henry e, nonostante
fossero compagni di squadra, gli infliggeva quel genere di aggressivit
e brutalit ogni volta che poteva. Un giorno, mentre
sedevano in panchina, arriv addirittura a prenderlo a botte
perch, disse, era una stupida femminuccia. E non era raro
che lo spingesse quando erano sul ghiaccio, lo colpisse con
il bastone mentre erano in panchina, lo spintonasse negli spogliatoi
e lo tormentasse (Ecco la nostra stupida femminuccia)
nei corridoi e nella mensa della Keller Academy.
Era il genere di problema che avrebbe angustiato anche i
genitori migliori, soprattutto perch era chiaro che ogni azione
fatta per supportare Henry avrebbe avuto delle conseguenze.
Pete, il delinquente, avrebbe subito una lavata di capo dal
direttore, ma che sarebbe successo quando i responsabili non
fossero stati nei paraggi?
La situazione precipit una sera in cui la Keller Academy
giocava contro la Sudbury, e Henry stava facendo una partita
mediocre. La sua prestazione aveva provocato le proteste del
pubblico gi in tre occasioni, ma quando suo padre (e Henry
stesso) sentirono il padre di Pete (un chirurgo di nome James
Paulson) gridare in stato di esasperata agitazione genitoriale:
Sbatti fuori quel bambino del cazzo! (appena dopo che Henry
aveva schivato il disco per non essere colpito), avvenne una
metamorfosi.
Il campo era grande, ma non c'era molta gente ad assistere
alla gara, perci tutti poterono sentire il commento. Henry
non ne fu molto colpito. Anzi, per niente. Le manifestazioni
fisiche esagerate non lo impressionavano. Lasciarsi andare
a una reazione di quel tipo era qualcosa che non gli apparteneva,
e la sua incapacit di inscenare una cosa simile (con il
conseguente effetto ridicolo che ne sarebbe venuto) gli era del
tutto indifferente. Ma per il padre di Henry il commento risult
intollerabile. Riusc a controllarsi per il resto della partita,
ma alla fine, mentre i padri salutavano i figli che uscivano dallospogliatoio per andare nell'area ristorazione e nella stanza
dei videogame dello stadio, afferr il dottor Paulson per il gomito
e gli disse: Questo  mio figlio, stupido idiota del cazzo,
e voglio che gli chiedi scusa!.
Nonostante il linguaggio esplicito e il gomito strattonato,
non sembrava che ci fossero le premesse per una rissa. Nemmeno
il dottor Paulson parve pensare che sarebbero volati dei
pugni. Ma la rabbia emotiva e verbale del padre di Henry ebbe
una certa influenza sugli atteggiamenti fisici e le intenzioni
dei due uomini, e bench fosse impossibile, volendo metterla
sul piano legale, determinare chi avesse cominciato', fatto sta
che il padre di Henry, tirandosi indietro e alzando il braccio
destro (il dottor Paulson aveva sollevato in aria un pugno),
piant il gomito sulla faccia dell'altro (come fu ben chiaro a
chiunque ebbe modo di vedere il fiotto di sangue e l'immediato
crollo a terra dell'uomo) e gli ruppe il naso in maniera cos
dolorosa e assoluta che non ci fu il minimo dubbio che l'avversario
del padre di Henry fosse stato definitivamente sconfitto.
Naturalmente, da buon cittadino del New England qual
era, il padre di Henry si chin subito per soccorrere il suo contendente.
Gli pul addirittura il sangue con la manica e chiam
un'ambulanza. (Non fu necessario chiamare nessun altro). Il
dottor Paulson, che si era messo seduto e si premeva un fazzoletto
sul naso, insisteva di stare bene. La sua famiglia, diceva,
aveva una lunga tradizione di vasi sanguigni deboli. Perdo
sempre sangue dal naso cos, disse lui.
Ad ogni modo, i due uomini coinvolti, e le persone che si
erano fermate a guardare, sembrarono pensare che la cosa
migliore fosse far finta di niente e tornare alle proprie auto.
Mentre attraversavano il parcheggio, Henry e suo padre erano
silenziosi, ma non appena aprirono le portiere e si sedettero, il
padre inizi a scusarsi. Era quello che Henry si aspettava, e alle
scuse segu una specie di copione standard circa il comportamento
appropriato e il fatto che era sbagliato lasciare che
le emozioni trascinino alla violenza.
Henry fece ci che pot per rassicurare il padre che non
c'erano stati dei veri danni, che non era stato un combattimento,
piuttosto una zuffa (gi allora Henry era un acuto
giovane letterato che comprendeva i benefici retorici di una
precisa distinzione linguistica), e che in una zuffa una persona
veniva ferita dall'evento, dalle circostanze emotive, non
per una volont reale.
A queste parole, il padre di Henry annu e disse: Bene, apprezzo
la tua generosa interpretazione delle circostanze, Henry.
Poi, dopo una pausa: Gli esseri umani non dovrebbero
comportarsi cos tra loro. Al di l di ogni motivazione. Ci fu
un'altra pausa, dopo la quale (con grande sorpresa di Henry)
suo padre aggiunse: Ma devo ammetterlo, se ci ripenso adesso
a posteriori sono molto soddisfatto di averlo steso in quel
modo. L'ho mandato al tappeto, nel caso non lo avessi notato.
So che  stata solo una zuffa'. Ma non  la prima volta che
il tuo vecchio colpisce di gomito per sconfiggere una canaglia.
Tipi come quelli, e questo te lo dice una persona di grande
equilibrio emotivo, hanno proprio bisogno di un bel calcio
nel culo.
Henry decise che non sarebbe stata una grande idea sottolineare
la natura del tutto accidentale della sconfitta del dottor
Paulson e convenne invece che suo padre aveva fatto proprio
un bel lavoro.
E fu un bene che Henry si contenesse in questo modo, perch
ci che accadde dopo fu molto commovente. Suo padre rimase
un istante in silenzio, poi disse: Nessuno potr trattarti
male fin quando ci sar io nei paraggi. Voglio dire, non credo
che dovresti fare affidamento sul fatto che io mi infili per
te in una marea di scazzottate. Per, Henry, sar sempre qui
a prendermi cura di te. Non lascer mai che qualcuno ti faccia
del male.
Bench Henry fosse molto giovane, cap l'importanza di
quello che suo padre aveva appena detto, e il ricordo di quelle
parole lo aveva sempre aiutato. Anche ora che suo padre era
morto, Henry (per quanto fosse un uomo decisamente laico)
sentiva che ci che il padre aveva detto riguardo al proteggerlo era, in maniera emotiva se non spirituale, in qualche modo
vero.
Quale significato avesse tutta questa storia in relazione a
ci che stava per succedere con Kipling non era chiaro - e questo
colp profondamente Henry mentre raggiungeva la Sessantaduesima.
Sentiva per che anche i timidi scrittori di Harvard
avevano degli obblighi morali, e proteggere le persone che si
amano era l'unico cammino che un essere umano dotato di
pensiero e raziocinio potesse percorrere. Quello che di preciso
avrebbe fatto nell'hotel di Kipling, comunque, restava un
mistero. Aveva immaginato di dire a Kipling che, con o senza
l'approvazione di Abby, sarebbe andato alla polizia. Ma
poi, dopo aver riflettuto che non poteva fare una cosa simile
a Abby, pens che avrebbe fatto meglio a seguire l'esempio
di suo padre, cercando un modo astuto per pestare di botte
(per cos dire) Kipling, bench anche questo non sembrasse
consigliabile. Se lo avesse fatto, se fosse riuscito ad annientarlo fisicamente - di certo in qualche modo indiretto e per nulla
virtuoso - come avrebbe potuto reagire Kipling? Chiamare
lui la polizia avrebbe significato esporsi. Henry non poteva
non essere felice che la ragione che frenava Abby dal coinvolgere
estranei nella faccenda fosse la stessa che avrebbe impedito
a Kipling di vendicarsi, nel caso lui fosse riuscito a fargli
del male.
Proseguendo in questi ragionamenti, aveva attraversato la
reception dell'hotel, era uscito dall'ascensore al piano di
Kipling, aveva individuato una statuetta di bronzo raffigurante
una donna nuda, grande quanto una bottiglia di vino, che si
trovava su un tavolo nel corridoio, e aveva architettato un rapido
piano. Immaginando che si sarebbe sentito gi molto meglio
rompendogli anche solo un braccio o una gamba, afferr
la statuetta e concluse che Kipling avrebbe dovuto rassegnarsi
al dolore senza vendetta, a meno che non volesse rovinarsi
sul serio la carriera.
Batt con il pugno alla porta e, quando Kipling apr, sembr
sorpreso e un po' spaventato. Henry avanz, tenendo nascosta
dietro il fianco destro la mano in cui teneva la statuetta,
e disse che dovevano parlare.
A dire il vero, aggiunse mostrando infine la statuetta,
sono venuto per pestarti.
Erano parole minacciose, pens Henry, e immagin che come
minimo Kipling avrebbe assunto una posizione di difesa e
avrebbe cercato di spiegargli che qualsiasi cosa negativa stesse
pensando nei suoi confronti non era vera. Invece Kipling (che
era muscoloso di costituzione e, in pi, passava parecchio tempo
con un personal trainer) fece un passo in avanti e gli moll
un cazzotto sul collo cos forte che Henry rovin in terra perdendo
la sua arma di bronzo.
Cosa?, url Kipling. Sei venuto fin qui per vendicare
quella fottuta troietta di tua cugina?.
Gli allung un calcio in piena faccia.
Pensi di poter venire qui a fottermi?, e gi un altro calcio.
Non puoi fare lo stronzo con me, nemmeno quella puttanella
di tua cugina pu fare la stronza con me. Ho troppi stramaledetti
soldi e troppi stramaledetti avvocati per lasciarvi fare
gli stronzi, e tu, tu sei un dannato stronzo, sono mille volte
pi forte di te, quindi fottiti tu e la tua fottuta scultura. Detto
ci, si chin, prese la statuetta di bronzo e colp Henry ripetutamente
sulla spalla destra. Poi lo afferr per il colletto e per il
braccio, si mosse in avanti e lo scaravent nel corridoio, sbattendo
la porta dietro di s senza troppe cerimonie.
E questo fu tutto. La porta fu chiusa a chiave. Erano bastati
sessanta secondi per distruggere il sogno di vendetta di
Henry.
Mentre Henry giaceva sul pavimento, con il braccio intorpidito,
il naso e la bocca sanguinanti, d'improvviso (e contro
ogni sua volont) gli venne in mente uno dei film di Kipling,
che parlava di pescatori del Maine. Kipling interpretava il giovane
fratello arrivista dello stoico capitano di un peschereccio,
il cui equipaggio cercava di coprire un omicidio - un omicidio
che era una giusta vendetta approvata da ogni rispettabile frequentatore
di cinema dotato di libero pensiero. La cosa incredibile
di quel film - e a questo Henry pensava mentre tentava
in ogni modo di tamponare il naso e la bocca con un vecchio
tovagliolo da cocktail che si era ritrovato in tasca - era
che Kipling era talmente magnifico e commovente in una breve
scena in cui parlava di giustizia, compassione e virt umana,
che ora a Henry, piegato in avanti e impegnato a togliersi
il sangue dalla faccia, quella sembr una delle cose pi strane
che gli fossero mai capitate: come poteva Kipling interpretare
in maniera tanto perfetta un personaggio cos diverso da s.
Era qualcosa che lasciava disorientati, troppo disorientati per
pensare di venirne a capo adesso, mentre ogni tentativo di arrestare
il flusso di sangue dal naso era vano e la spalla cominciava
a pulsargli con un dolore assurdo.
Fu cos che Henry decise che doveva andare alla polizia.
Non poteva neanche prendere in considerazione l'idea che
Kipling se la cavasse dopo tutto quello che aveva fatto. Poi, per,
ripens a Abby e a quanto fosse spaventata di diventare
una specie di fenomeno da copertina, perci decise di non fare
niente che lei non avesse voluto, anche se questo significava
prendere calci senza poterli restituire. Immaginare che
Kipling potesse uscire da tutto ci senza pagare alcuna conseguenza
era insopportabile.
Se Henry fosse andato alla polizia, Kipling avrebbe potuto
comunque averla vinta. A prescindere da tutte le sue spacconate
su quanto fosse ricco, aveva la legge dalla sua parte.
Sarebbe stato facile per una buona societ di pubbliche relazioni
accusare Abby di essere una specie di opportunista, che
aveva fatto finta di prendere la pillola ed era cos disperata
da tenersi stretta una star del cinema di cos grande successo
e cos amata, e che avrebbe potuto aiutarla nella sua carriera
di musicista. Inoltre, poteva provare che era stato Kipling a
picchiarla? Perch non era andata subito alla polizia? Che cosa
stava nascondendo?, si sarebbero chiesti i giornalisti. C'era
anche il fatto che Henry si era presentato nella stanza di Ki-
pling con quella che senza dubbio, tecnicamente, era un'arma.
Che avrebbe dovuto fare Kipling all'arrivo di Henry? Lasciare
che l'intruso lo colpisse a morte con un pezzo dell'arredamento
dell'hotel?
Riflettere su tutto questo era troppo angosciante. Ma mentre
riusciva finalmente a rimettersi in piedi, ebbe un'altra
idea che forse gli ronzava in testa gi da un po'. Alla fine,
pensandoci sopra, cap che qualcosa da usare contro Kipling
c'era, almeno per quanto riguardava la sua reputazione artistica.
Un momento dopo era al telefono con Whitney, per
raccontargli quel che era successo a Abby e a lui, e per annunciargli
che lo stava raggiungendo.
  Capitolo 20.

Whitney rimase scioccato quando vide Henry sulla porta. Gli
aveva accennato qualcosa, pochi dettagli - una ferita al labbro,
un brutto livido sulla spalla -, ma non gli aveva spiegato
la reale entit della faccenda. E poi c'erano, ovviamente, le
conseguenze psicologiche, che dovevano essere molto evidenti
a giudicare dalla reazione di Whitney.
Sei cos pallido, disse Whitney. Non ho mai visto nessuno
cos pallido. E dire che sei gi molto pallido di tuo.
Lo so, lo so, disse Henry, varcando la soglia. Ma sto bene.
Davvero.
Riusc anche a fare un sorriso, ma mentre si dirigeva verso
la cucina di Whitney riprese a parlare.
Voglio che tu scriva un pezzo, disse. Poi, mentre apriva il
frigorifero e prendeva una birra, aggiunse: Per quel tuo nuovo
giornale indipendente. Devi raccontare come ho scritto La
meglio giovent e come Kipling abbia mentito al riguardo.
Henry apr la birra e poi guard Whitney, il quale sembr
evitare ogni reazione a quell'idea. Avrebbe lasciato che Henry
sbollisse la sua rabbia e poi, quando si fosse calmato, ne avrebbero
parlato.
Puoi inserirlo nella sezione letteraria, se vuoi, continu
Henry, ma credo che starebbe bene anche in prima pagina. Il
giorno della pubblicazione manderemo delle copie per e-mail
a tutti gli organi di stampa che conosciamo. Non ci sar modo
per Kipling di fermarci perch allora sar gi tutto di dominio
pubblico e la gente racconter la nostra storia. Posso provare
ogni cosa. Non c' una sola parola di quel libro che Kipling
abbia mai scritto. Citeremo in giudizio Merrill, se sar necessario.
Non mentir sotto giuramento, anche se sar molto arrabbiato.
O forse no, visto quello che Kipling ha fatto e visto
il tipo di persona che  Merrill. Comunque, ho mucchi di appunti,
bozze corrette e un hard disk pieno di stesure redatte da
me. Che cos'ha in mano Kipling per dimostrare di aver scritto
il libro? Conosce a malapena i nomi dei protagonisti.
A questo punto Whitney reag, anche se era difficile decifrare
l'espressione preoccupata sulla sua faccia. Alla fine si limit
a dire: Cazzo.
Se lo merita, disse Henry.
S, ma cazzo, se lo fai ti fotti da solo.
Voglio farlo.
Che ne dici della metafora del reality di cui ti ha parlato
Merrill? L'affare della riservatezza. Non ne uscirai indenne in
ogni caso.
Non m'importa.
Per un istante Whitney continu a guardare Henry e sembr
sul punto di dire qualcosa, poi per and al frigorifero, lo
apr e si prese una birra.
 
Capitolo 21.

Non fu un articolo difficile, a eccezione di alcuni passaggi in
cui prese il sopravvento la passione, che Whitney riusc a placare
con qualche raccomandazione pi decisa, mentre scrivevano
seduti al suo computer.
Naturalmente, ti citeranno in giudizio e cercheranno di toglierti
tutto quello che hai, e perderai. Questo lo sai, vero?
Dimmi che lo capisci. Whitney pronunci queste parole subito
dopo aver finito di articolare una frase che chiariva come
Kipling non avesse scritto una sola riga del libro.
Kipling se lo merita, disse Henry. Poi, cercando di mantenersi
calmo: Credo che il governo non possa prendersi la casa
se dichiari bancarotta. Avr comunque il mio appartamento.
S, e dovrai venderlo, altrimenti di cosa vivrai?, rispose
Whitney. Non hai possibilit di trovare lavoro.
Era un'osservazione valida, ma Henry cambi discorso facendo
notare che gli sarebbe piaciuto aggiungere molte pi
parentesi al paragrafo che Whitney aveva appena scritto, dopodich
la conversazione s'incentr esclusivamente sulle buone
regole della prosa.
Ad ogni modo, a mezzanotte, dopo un bel po' di birra e di
caff, l'articolo (ufficialmente scritto da Whitney) era finito.
Aveva un tono semplice e per niente aggressivo - era pi un
reportage che una polemica. Riportava tutti i particolari della
situazione, cio che Kipling, il grande fenomeno letterario,
aveva assunto Henry per scrivere un libro al suo posto, e che
Kipling non aveva niente a che fare con la creazione o la redazione
del libro, e si stava atteggiando a maestro letterario
quando in realt non aveva la minima idea di come si scrivesse
un romanzo, e probabilmente non aveva neanche letto quello
che dichiarava essere il suo libro. Il risultato era molto soddisfacente,
specialmente i virgolettati che avevano inventato e
attribuito a Henry, ma quando poi, quella notte, Henry si mise
a dormire sul divano di Whitney, avvolto completamente
in un piumone di ottima qualit, si domand se non si sarebbe
pentito di tutta quella storia. Forse s. A quel punto, per,
mollare significava permettere a Kipling di farla franca, e questo
Henry non poteva accettarlo.
Per fortuna, era cos stanco che queste considerazioni interiori
durarono solo pochi minuti prima che finalmente Henry
si addormentasse, con il piumone strettamente avvolto intorno
al collo - una maniera di dormire che aveva assunto fin da
quando era piccolo.

 Capitolo 22.

Il mattino seguente Henry si alz tardi e decise che quella doveva
essere una bella giornata. Chiam Abby per sapere come
stava. Sembrava bene - o comunque meglio, pi calma - e lasci
intendere che una visita di Henry non le avrebbe portato
particolare giovamento. Voglio soltanto stendermi sul divano
e guardare la tiv, disse. Credo di non essere mai stata
cos stanca in vita mia.
Subito dopo aver riagganciato, Henry si diresse a Red Hook,
ma quando arriv al magazzino della biblioteca di colpo ebbe
paura di vedere Sasha. Da un punto di vista puramente estetico,
la sua faccia era uscita abbastanza bene dalla rissa, una volta
che il sangue era stato fermato e ripulito. Ma gli sembrava di
avere un aspetto terribile ed era convinto di emanare un odore
sgradevole. Sasha in effetti conferm alcune delle paure pi superficiali
di Henry. Accidenti, quanto puzzi!, esclam mentre
lo salutava. Ma dicendolo sorrise e allung la mano per prendere
quella di Henry, di modo che non risult un vero insulto.
Ciononostante, lo fece sentire a disagio. Henry si scost e prese
a spiegarle quello che era successo negli ultimi giorni e quello
che con ogni probabilit sarebbe successo nei prossimi.
Sasha parve sinceramente addolorata, ma soprattutto rimase
in silenzio e si limit ad annuire dove le sembr necessario.
Tuttavia, trascorsa una decina di minuti durante i quali entrambi
non lavorarono affatto, infine chiese: Quindi, questa
cugina cercavi di portartela a letto.
Henry sent tutto il sangue abbandonargli la faccia (o, almeno,
quel poco che gli era rimasto) e l'unica cosa che riusc a
pensare fu che, di nuovo, aveva giudicato male la natura della
sua relazione con un'altra persona. E cominci addirittura a
spiegare per l'ennesima volta che in molte culture si trattava di
una cosa del tutto normale. Ma Sasha all'improvviso lo afferr,
lo tir a s e lo baci con grande passione Sto scherzando,
Henry, disse. Santo cielo.  incredibile che tu non sia ricoverato
in ospedale. Sto solo cercando di tirarti un po' su. Sembra
che ti sia passato sopra un tir.
Henry pot solo riconoscere che era proprio cos. Ma era
felicissimo in quel momento, perci non si offese: S, credo
proprio di avere un odore orribile. Non penso di poterti abbracciare
a lungo.
S, disse Sasha.  proprio disgustoso. Ma Henry, dai,
tu mi piaci davvero, sono intenzionata a sopportarlo. E lo
strinse ancora pi forte. Henry ricambi l'abbraccio con altrettanta
gioia, anche se ora, nel bel mezzo di quello che era
inequivocabilmente un momento molto piacevole, si rese conto
di come fosse esausto e di come il giorno e la notte precedenti
avesse fatto qualcosa che di sicuro gli avrebbe cambiato
la vita.
 
Capitolo 23.

E mentre gli eventi che gli avrebbero cambiato la vita si susseguivano,
Henry non si sbagliava nel quantificare la portata
di quel che sarebbe accaduto a breve. (Sorprendentemente,
Kipling aveva trovato la versione on-line del pezzo di Whitney
il giorno prima che venisse pubblicata quella cartacea - aveva
un sistema per monitorare la propria presenza in rete). Erano
passati diversi giorni da quando Henry e Whitney avevano
scritto l'articolo, e Henry stava lavorando nel magazzino della
biblioteca quando inizi la controffensiva.
Kipling, Merrill e l'avvocato di Kipling lo chiamarono sul
cellulare all'incirca ogni tre minuti mentre era al lavoro, e poi
per molte ore dopo che fu rientrato a casa. Con una certa accortezza
legale, comunque, Henry non rispose. I messaggi
dell'avvocato erano esattamente come se li aspettava. Dicevano
cose come: Stai violando il contratto, stiamo lavorando
per risarcire il nostro cliente. I messaggi lasciati da Kipling,
invece, erano talmente ostili che Henry riusc a compiacersene:
Il libro  stata una mia fottuta idea! Unamia fottuta idea!
Comunque, nessuno ti creder, stronzetto. Chi ti credi di essere?
Chi cazzo ti credi di essere? Che ne dici se vengo a darti
una seconda lezione con un'altra statuetta del mio stramaledetto
hotel?.
Anche Henry lasci un messaggio a Lawrence dicendogli
che probabilmente sarebbe stata necessaria presto la sua assistenza
legale, senza aggiungere troppi dettagli. Si era gi rassegnato
a perdere qualsiasi causa gli venisse mossa contro,
quindi non era ancora propenso a mettere di mezzo gli avvocati, come si suol dire.
Il messaggio di Merrill, che arriv nel tardo pomeriggio, fu
un po' pi duro da ascoltare. Era pronunciato con una certa
partecipazione, ma allo stesso tempo era molto serio. Non so
esattamente cosa ti abbia spinto a fare una cosa simile, diceva.
Avevamo un accordo, Henry, e tu sei una delle persone pi
oneste e corrette che abbia mai conosciuto. Voglio sapere perch
l'hai fatto, sono convinto che sai che finir molto male per te.
Henry si sent in dovere di dare una risposta a Merrill e organizz
un incontro con lui per un drink, lasciando dei messaggi
alla sua segretaria. Ma quando si ritrovarono seduti nel
salone del Gramercy Tavern il dado ormai era tratto, la notizia
si stava diffondendo e non c'era pi nessuna possibilit
di mediazione. Nonostante tutto, Henry era molto tranquillo
mentre parlavano, perch non c'era molto da obiettare sulla
sua decisione. Kipling aveva picchiato una delle sue amiche
pi care - e lei aspettava un figlio da lui.
Che avresti fatto tu?, chiese a Merrill dopo avergli raccontato
tutta la storia. (Gli aveva chiesto di mantenere il segreto
e sapeva che lo avrebbe fatto, perch era sicuro che Merrill
non volesse nuocere a Abby).
Merrill rispose: Avrei fatto la stessa cosa. E voglio augurarmi
che avrei avuto il tuo stesso coraggio. Ma Henry, in
questo modo ti sei messo davvero nella merda. Sei davvero,
davvero nella merda. S, davvero, davvero nella merda. Avevi
tutti i motivi per fare quello che hai fatto, ma ora sei davvero,
davvero nella merda.
Merrill era determinato a continuare sulla stessa linea quando
Henry finalmente lo interruppe: Perch sei ancora amico
di quel tizio?.
Merrill ammutol e Henry fu colpito dal fatto che l'altro
sembrasse provare qualcosa di molto simile alla vergogna. Di
sicuro era incerto su cosa dire. Riusc ad articolare una specie
di risposta: Be', a questo punto dovrei dire che  un rapporto
d'affari pi che una vera amicizia, ma abbiamo trascorso
insieme la giovinezza e lui era un mio caro amico, e non credo
di conoscere un attore che abbia pi talento di lui, anche se
per come si sono messe le cose temo di averlo perso. Abbiamo
condiviso cose importanti. Va bene come risposta? Ora come
ora, per, non so pi se siamo ancora veri amici. Guardiamo
in faccia la realt, ormai  ovvio che il ragazzo ha seri problemi
con la droga. Tutto quello che mi hai appena detto dimostra
che il problema  anche pi grave.
Merrill sembrava sinceramente afflitto, e anche Henry si
sentiva gi. Ma la verit era che non c'era motivo per cui
Merrill e Kipling dovessero continuare a essere amici, indipendentemente
da cosa avessero condiviso in passato. Merrill era una
persona buona. E Henry era sicuro di aver fatto la scelta giusta.
Ed era anche sicuro (e felice) che Kipling si trovasse in stato
di disperazione, in cerca di un modo per uscire fuori dalla
brutta situazione in cui Henry lo aveva cacciato.
  Capitolo 24.

A tale proposito, poco dopo il pranzo, Henry ricevette una
telefonata dal New York Times - da una persona chiamata
Lisa Bremmer - che desiderava parlare con lui circa il ruolo
che aveva avuto nello scrivere La meglio giovent. Henry acconsent,
e quando la donna gli chiese se si potevano incontrare,
lui le sugger di raggiungerlo nel suo appartamento in
modo da poterle mostrare il dattiloscritto (di cui Whitney aveva
parlato nel suo articolo) su cui con tanta cura aveva lavorato
e rilavorato durante la stesura del romanzo. A questo punto
anche Lisa fece una richiesta precisa. Posso chiederti di non
parlarne con nessun altro?, disse. Intendo con altri giornali.
 una cosa buona per me, ma anche per te. La tua storia avr
un impatto molto pi forte se la dai solo a noi. Poi, una volta
che sar pubblicata sul New York Times, tutti vorranno parlare
con te, e potrai rilasciare tutte le interviste che vuoi.
Henry ci pens un attimo, infine accett.
Che ne dici di oggi alle cinque?, propose Lisa.
Ok, rispose Henry. Alle cinque va bene.
Lisa arriv nel pomeriggio come promesso e Henry non pot
non notare quanto fosse attraente e (cosa pi bizzarra) quanto
fosse affascinata da lui. Naturalmente, Lisa non gli fece nessuna
avance - Henry era spaventato al solo pensiero, visto che
adesso era un uomo impegnato, come si usa dire. Mentre lei
scorreva le bozze e le e-mail che Henry aveva ricevuto da
Merrill e da Kipling, aumentava sempre pi il suo entusiasmo per
tutto ci che la circondava e, di nuovo, per Henry.
Sai, fece alla fine, allontanandosi dal computer di Henry,
ho letto il romanzo ieri notte. Non posso dire di avere una
grande conoscenza dei libri per ragazzi, ma mentre lo leggevo
ho pianto. Almeno un paio di volte.  molto commovente.
Mi ha colpito molto. Per quanto mi riguarda, a questo punto
credo a tutte le tue rivendicazioni. Congratulazioni per questo
romanzo sensazionale.
Fece una pausa.
Ho una domanda, per, Henry, riprese. Che cosa ti far
adesso che hai reso pubbliche queste informazioni? Hai firmato
un accordo di riservatezza, e anche bello tosto, a quanto
dici.
Kipling mi far causa, rispose Henry.
Ok, disse Lisa, e allora perch hai tirato fuori la verit?
Mi dispiace, ma come puoi immaginare ho fatto delle ricerche
e so che sei piuttosto ricco. Questa cosa ti roviner. Ti roviner
parecchio.
Dopo un breve silenzio, Henry disse: Posso risponderti in
modo confidenziale, senza che tu prenda appunti?.
No, disse lei. Non puoi. Mi dispiace.
Henry fece un'altra pausa. Allora, ti dico che l'ho fatto per
amore della fama e della gloria. Anche se perder tutti i miei
soldi.
Lisa annu, poi disse: Va bene, e attravers la stanza tornando
al mucchio di carte. Quindici milioni di dollari, non
li riavrai indietro. Di certo non li riavrai facendo lo scrittore.
Conosco qualcuno che ha sfondato, alla fine - scrittori di letteratura,
intendo -, ma non sono mai arrivati a guadagnare
quindici testoni, nemmeno in una carriera intera. Parlando si
volt, con la speranza che Henry avesse qualcosa da aggiungere,
ma lui non disse nulla.
Lisa stette un'altra ora a studiare il dattiloscritto e a rileggere
e copiare le e-mail, poi se ne and dicendo che si sarebbe
fatta viva molto presto con altre domande per approfondire
la questione. E si rifece viva, molto prima di quanto Henry
pensasse.
Ok, disse, non appena lui rispose al telefono, un'ora dopo
che se n'era andata. In modo confidenziale, allora.
Cosa?, disse Henry.
Perch ti stai fottendo da solo in questo modo?, disse Lisa.
In confidenza.
Henry esit. Che significa in confidenza, adesso?, chiese.
Prima hai detto di no.
Non lo dir a nessuno. Sembrava che ne volessi parlare, l
da te, perch avrei dovuto accettare subito? Ma ora voglio saperlo.
Quindi va bene una cosa confidenziale.
Ascolta,  una faccenda molto importante, disse Henry.
Qualcun altro  coinvolto. Non puoi usare queste informazioni
per fare delle ricerche per conto tuo.
Mi licenzierebbero se facessi una cosa simile, se ti fregassi
in questo modo. Tutta quella merda dell'etica giornalistica
per me vale davvero molto, Henry.  quasi la cosa pi importante
della mia vita. Quindi posso garantirti che mi farei internare
a Guantnamo piuttosto che pubblicare qualcosa che
mi hai detto in confidenza. Da parte tua, devi pensare che aiuterebbe
la storia se io sapessi che cosa  accaduto realmente.
Sono convinta che hai detto la verit, ma sarebbe utile se mi
raccontassi di pi.
Henry ebbe bisogno di riflettere un momento prima di ribadire:
Allora, in modo confidenziale? Va bene?.
Assolutamente, conferm Lisa. Niente scherzi.
Henry si prese una pausa, poi disse: Bene, una delle mie
pi care amiche, una mia cugina di quarto grado, nonch sua
fidanzata,  rimasta incinta. Quando lui l'ha scoperto - credo
che fosse parecchio fatto - l'ha picchiata. L'ha picchiata in
maniera selvaggia. Lei non  voluta andare alla polizia perch
la sua vita sarebbe stata distrutta - gossip sui giornali scandalistici
e cose cos -, cos ho detto la verit su di lui perch lo
odio e voglio fargli del male. E questo  tutto.
Ci fu silenzio all'altro capo del telefono. Non era stata una
descrizione lunga e intensa, ma Henry era sicuro di aver detto
tutto ci che una persona normale desiderasse sapere, e alla
fine Lisa parl. Ok, Henry, disse. Per quanto mi riguarda,
nessuno verr a conoscenza di quanto mi hai appena detto.
Ma tua cugina  Abby Cahill, immagino. Ho fatto delle ricerche
e so che  la sua fidanzata - difficile non saperlo, visto
quanta notoriet hanno le celebrit oggigiorno. Comunque, te
lo prometto, non riveler mai ci che mi hai detto.
Poi, dopo una pausa pi lunga, aggiunse: Che vada a farsi
fottere. Lo massacro quello l.

 Capitolo 25.

Un pizzico d'ironia alliet il giorno in cui l'articolo sull'imbroglio
di Kipling fu pubblicato dal New York Times. La storia
fu messa a sorpresa nella copertina della sezione Sunday
Styles (di sicuro molto pi dannosa per Kipling che se fosse
uscita in prima pagina), mentre, nella Book Review, La meglio
giovent aveva scalato la classifica dei libri per ragazzi
pi venduti. Era al primo posto. Le vendite che lo avevano fatto
balzare lass erano della settimana precedente allo scandalo,
dunque non era stato questo a portarlo cos in alto. Era
evidentemente per via della fama di Kipling e della qualit del
libro, anche se Henry si domand per quanto ancora la cosa
sarebbe durata, visto il casino imminente. Sperava che il libro
precipitasse dalla vetta della classifica, ma il pubblico dei lettori,
si sa,  difficile da capire, e gli scandali possono avere un
effetto positivo nello spingere un prodotto.
Questa breve riflessione port a un'altra serie di pensieri.
Henry si domand, mentre osservava la classifica dei libri pi
venduti e iniziava a leggere l'articolo, quale danno, in fin dei
conti, poteva arrecare tutta quella storia a uno come Kipling.
Si demoralizz perch la risposta era davanti ai suoi occhi.
Kipling aveva assunto un ghostwriter. A chi interessava? Il mondo
del cinema assumeva scrittori di tutti i tipi, di solito senza
nessun riconoscimento. E (come Kipling aveva ben chiarito in
uno dei suoi circa venti messaggi telefonici furiosi) il libro non
avrebbe ricevuto alcuna attenzione se non fosse stato per me,
brutta troietta, fottuta puttana succhiacazzi!. Henry per era
convinto che l'ottima qualit del romanzo fosse uno dei motivi
del suo successo. Se il libro fosse stato scritto male, Kipling
non avrebbe mai ottenuto lo stesso successo. Ma anche Kipling
aveva ragione. Che fine avrebbe fatto il meraviglioso libro
di un qualsiasi autore sconosciuto?
Fatto sta che Kipling era furibondo - di una rabbia che
Henry non aveva mai visto in nessuno - e questo, perlomeno,
sanciva l'entit del danno che gli aveva procurato. C'erano diversi
modi per calcolare gli effetti a lungo termine sulla carriera
di Kipling ma, vista la natura selvaggia e incontrollabile
delle sue invettive, era chiaro che l'essere stato smascherato lo
sconvolgeva pi di quanto Henry si sarebbe aspettato. Kipling
si era presentato al mondo come un grande scrittore, e lui gli
aveva tolto tutto questo, lo aveva additato, con effetti devastanti,
come una specie di imbroglione della cultura.
Altrettanto soddisfacente fu l'articolo che scrisse Lisa, uno
dei pezzi pi aggressivi che avesse mai letto sul New York Times.
Non si diceva niente di Abby - Lisa aveva mantenuto la
parola - e l'articolo era una specie di riflessione sulla corruzione
dei tempi (con riferimenti che andavano dallo scandalo
Enron a The Music Man) e su Kipling come ultimo esempio
di ci che Lisa descriveva come un nuovo e terrificante elenco
di malvagi e bugiardi. Riguardo a Kipling, il suo caso rientrava
perfettamente nell'argomento visto che aveva rilasciato
talmente tante interviste sulle sfide e i trionfi dell'essere un
vero scrittore che le sue citazioni parlavano da sole. E Lisa
cit parecchio. Il risultato fu di condanna assoluta: Kipling
non stava semplicemente usando il proprio nome per promuovere
un progetto o per fare soldi, ma aveva assunto un'identit
totalmente falsa e con questa si era lanciato (con grande
presunzione) in un grand tour durante il quale aveva parlato
e straparlato di cose che non conosceva e che non aveva mai
fatto. Di recente aveva perfino accettato (sottolineava Lisa) di
fare da testimonial per un'iniziativa delle Nazioni Unite che
incoraggiava i giovani alla scrittura, e in tale veste avrebbe anche
partecipato a una cena, che si sarebbe tenuta a New York,
per raccogliere fondi e promuovere una campagna letteraria
nazionale che il presidente stava lanciando. Lisa usava questi
argomenti per sottolineare come le mistificazioni di Kipling
rientrassero nella peggior specie di menzogne - bugie che superavano
di gran lunga l'ordinaria finzione hollywoodiana - e
anticipava che se Kipling avesse accettato quegli inviti a New
York, lei ne avrebbe scritto sul giornale e Kipling non avrebbe
potuto evitare le conseguenze.
Henry rest di stucco, e fu cos soddisfatto nel leggere l'articolo
che quasi si sent in colpa di provare piacere per le disgrazie
altrui. Ma poi pens di nuovo a Abby e rilesse il pezzo,
tanto per provare ancora un po' di soddisfazione.
Era sicuro che la storia (e la soddisfazione) avrebbe avuto
un seguito, e che molti altri avrebbero scritto articoli sull'argomento.
Lui aveva rispettato i patti e non aveva ancora concesso
altre interviste. Aveva rifiutato tutte le richieste che
erano seguite alla prima pubblicazione sul giornale di Whitney
e, considerando che ora avrebbe dovuto cominciare il giro,
decise di iniziare con le pi vivaci riviste che si occupavano
di celebrit, anche se era gi stato contattato dal Boston Globe
e dal Los Angeles Times e aveva stabilito di raccontare tutto
anche a loro. Aveva intenzione di conferire alla storia uno
stile pi poetico, ora che aveva maggiore controllo sulla vicenda
e aveva imparato qualcosa in pi dalla sua esperienza con
Lisa. Aveva pianificato di spiegare che i motivi che lo avevano
spinto a rivelare la cosa erano del tutto accidentali - la conseguenza
di una sbornia e l'incapacit di tamponare una fuga di
notizie. (Dopotutto, non sembrava molto prudente dare informazioni
in modo confidenziale agli altri reporter, e senz'altro
questi avrebbero voluto conoscere il motivo delle sue azioni).
Su questa falsariga, avrebbe anche detto che l'imprudenza
causata dall'ubriachezza aveva avuto luogo nel mezzo di una
discussione su Kipling e su che persona orribile fosse - in generale,
e non in riferimento a Abby - e concluse che poteva essere
molto illuminante accennare a cose come il fatto di averlo
visto tagliare cocaina nei bagni pubblici o averlo sentito parlare
della sua passione per le tipette anticonformiste bionde con
il piercing.
Cos, bench stesse rischiando la sua intera fortuna, Henry
si sentiva incredibilmente contento. La verit era che il pensiero
di far soffrire Kipling e di vendicare Abby non erano le uniche
cause di questo sentimento. Oltre allo scandalo che aveva
provocato, c'era il fatto che quella mattina era una domenica
tranquilla e felice, e accanto a s, distesa sul letto alla sua sinistra,
c'era Sasha, ancora addormentata e completamente nuda.
Henry aveva pensato a un'abbondante colazione per lei,
con asparagi e uova del mercato dei coltivatori diretti di Williamsburg,
e poi, se avesse trovato il coraggio, avrebbe anche
potuto proporre di tornare a letto per riprendere i progetti avviati
la notte precedente. E questo fu ci che fecero, anche se
pi tardi, nel corso della giornata, Henry trov un po' di tempo
per chiamare Abby e sapere come stava. Naturalmente (essendo
laureata a Oberlin) aveva letto anche lei il New York
Times quella mattina, e tutto quello che riusc a dire fu: Cazzo,
non riesco proprio a crederci.
S, ho fatto proprio un bel casino, rispose Henry.
Senz'altro mi far causa. Ero ubriaco. Altrimenti non sarebbe
successo.
Abby rimase in silenzio per un tempo che a Henry parve insolitamente
lungo. Non pot fare a meno di pensare che stesse
ricollegando ogni cosa in un modo che lui sperava non facesse.
Alla fine, comunque, gli disse con tono indulgente: Tu sai
quanto mi sia piaciuto il libro. Voglio dire, Henry,  davvero
un bel libro, dannatamente bello. Dovresti andarne molto
fiero. Ti porter del buono - lo sento - anche se dall'articolo
sembra chiaro che ti faranno a pezzi nella causa. Ma Henry,
cazzo, il tuo libro  magnifico! Hai fatto un sacco di strada da
quando hai ucciso le capre di mia zia! Sono sicura che qualcosa
di buono verr fuori.
Spero proprio di si, replic Henry, sorprendentemente felice,
nonostante i sentimenti negativi causati dal ricordo delle
capre.  vero, mi faranno a pezzi, aggiunse. Sto per essere
fatto a pezzi.
Proprio prima di chiamare Abby, Henry aveva parlato con
Lawrence. Il libro  stupendo!, gli disse Lawrence. L'ho letto
ieri notte. Dovresti essere molto felice del tuo lavoro! Ma
da adesso in poi devi pensare a me come alla persona che cercher
di evitarti la bancarotta. Sar un onore rappresentarti.
A breve il libro sar tutto tuo. Se riesco a salvarti qualche soldo,
puoi dedicarmelo. Ma cazzo, sar dura per te. Un sacco di
maledetto denaro andr perso, anche se dovessi fare un ottimo
lavoro. Facciamo un patto: ti prometto che Kipling non vedr
l'ora di farla finita, possiamo trascinare la cosa all'infinito
e spingerlo ad accettare un accordo. L'accordo, comunque, ti
coster caro. Ma non ne uscirai completamente al verde. E
se Kipling volesse proprio questo - toglierti tutto - allora c'
un'agenzia di pubbliche relazioni con cui lavoro di solito, e far
in modo che ogni giorno per il resto della sua vita si parli
di questa causa sui giornali. E come sar vista la cosa? Il grande
ipocrita che fa causa al vero artista per aver rivelato la verit?
Comunque, non ti coster poco. Kipling ti odia. Ha perso
molto, e se per un bel po' si sentir fottuto nello stesso tempo
vorr fotterti. Potresti perderne nove o dieci. Di milioni, intendo.
Ma ti rimarrebbe ancora qualcosa, se le cose andranno
cos, e per quanto ne so voi anticonformisti che vivete a
Williamsburg non avete poi bisogno di tanti contanti. L'anno
scorso avevo una ragazza fin troppo giovane per me che viveva
l, ed era come abitare nella roulotte di un circo.
A questo punto, Lawrence si ferm, poi aggiunse: Ma Henry,
e questo lo dico da uomo privo di cultura, il tuo romanzo
 veramente bello. Bellissimo. Mi ha fatto pensare che dovrei
leggere di pi, ed  gi qualcosa. Credo che tutto ti andr
bene.
 davvero gentile da parte tua, rispose Henry, sinceramente
commosso.
Quest'ultimo argomento di Lawrence era in effetti un aspetto
che l'articolo di Lisa aveva affrontato. In conclusione, cercando
di mitigare l'aggressione nei confronti di Kipling, aveva
fatto tutto ci che poteva per sottolineare quanto La meglio
giovent fosse un gran libro, e che probabilmente questo era il
lato positivo di tutta la faccenda: il libro era andato bene non
solo perch poteva vantare il nome di Kipling, ma soprattutto
perch era di altissima qualit, e il mondo doveva solamente
aspettare con ansia altri romanzi di Henry.
Ovviamente, Henry avrebbe dovuto attendere un po' prima
di pubblicare un suo libro - fino a quando non fosse riuscito
a vincere l'inevitabile causa, ad esempio. Dopotutto, non
voleva che Kipling riuscisse a mettere le mani sui suoi futuri
guadagni. Anche perch i guadagni erano esattamente ci che
Henry avrebbe rincorso negli anni a venire, pur essendo ben
consapevole che perfino quello che poteva essere considerato
un romanzo di successo (se mai ne avesse scritto uno) non gli
avrebbe di certo restituito i soldi che stava per perdere. Comunque,
per motivi sconosciuti, e nonostante la misteriosa lealt
che nutriva verso i suoi parsimoniosi antenati yankee, non si
sentiva poi cos male al pensiero di quello che gli avrebbero potuto
prendere. Mentre meditava su tutto ci dopo la telefonata
con Lawrence, si chiese a quanto avrebbe potuto vendere il suo
appartamento, anche se non era probabile che sarebbe dovuto
arrivare a tanto. Proprio mentre riordinava le idee - era gi
pomeriggio inoltrato - Sasha gli telefon: era in giro per commissioni
e insistette che era affamata e si aspettava che lui le offrisse
la cena. Visti i recenti favori che ti ho fatto, aggiunse.
S, ti devo una cena, disse Henry. I tuoi favori sono innegabili.
Non so che dire. Non riesco a smettere di pensarci.
Ma sto per perdere un sacco di soldi. Lo sai, vero? Non sono
pi l'uomo dai grandi mezzi che conoscevi solo qualche giorno
fa.
Mangeremo qualcosa di economico!, rispose Sasha. Facciamo
pratica per quando sarai povero. E comunque non ho
bisogno di molti soldi. Giusto una paghetta di tanto in tanto
per i tatuaggi, ma su questo possiamo metterci d'accordo pi
avanti. Ma adesso, cena! Qualsiasi cosa tu possa permetterti,
ora che stai per essere massacrato.
Sei molto umana, disse Henry. Mi far venire in mente
qualcosa. S'infil subito le scarpe e decise che quella sera sarebbero
andati in un ristorante di Williamsburg famoso perch
serviva lasagne di ogni genere e variet.
Cos, poco dopo, camminavano lungo Bedford Avenue in
direzione del ristorante, felici di stare insieme e impazienti di
studiare il menu e discutere approfonditamente (con reale e intensa
partecipazione) di cosa mangiare quella sera, cosa bere,
cosa fare dopo e, con rinnovata sorpresa di Henry, di quanto
fossero felici di stare insieme.
 
Capitolo 26.

Nei mesi successivi, quella felicit non and affatto scemando.
E la vita prese una bella piega anche per altri versi.
Sul fronte finanziario le cose per Henry si misero peggio di
quanto avesse immaginato ma, stando alla media globale, poteva
dirsi ancora straordinariamente ricco. La risoluzione extragiudiziale
fu di quasi undici milioni di dollari, una quantit
di denaro strabiliante (senza dubbio), ma i quattro milioni di
dollari che gli rimanevano erano comunque, tutto considerato,
una somma ragguardevole.
Mi bastano per restarti accanto, disse Sasha. Erano passati
cinque mesi da quando l'imbroglio di Kipling era stato
smascherato. Se fossero stati meno di quattro, me ne sarei
andata.
Lawrence mi ha salvato un'altra volta, rispose Henry.
Ora posso permettermi di regalarti quel nuovo piercing che
desideravi tanto.
Per il resto, il terzo numero del Demente - il cartaceo, o meglio,
l'edizione a stampa - fu distrutto nell'incendio che aveva
devastato il magazzino in Canada, e visto che gli editori
avevano deciso di rinunciare alla clausola sull'assicurazione
presente nel contratto, quella terza uscita si dissolse nell'etere
immenso e imperscrutabile. Fecero una sorta di raccolta fondi
nel cortile di una casa a Greenpoint, ma dopo che i fondi furono
messi a confronto con le spese (il conto del cibo e delle bevande
era astronomico) rimasero solo 137 dollari, che furono
spesi per un altro party che segn l'addio del Demente al mondo
della letteratura. Henry fu invitato, con una nota in cui il
caporedattore gli diceva che avrebbero potuto parlare di una
possibile resurrezione e redenzione di tutto il loro duro lavoro.
Henry non si present e ignor anche la dicitura rsvp, sebbene
si sentisse in parte colpevole per non aver nemmeno risposto.
Pens che non era il miglior modo di comportarsi. Tuttavia,
aveva evitato di mandare quel tizio a farsi fottere, e in questo,
forse, aveva conservato una certa dignit.
Anche Whitney aveva fatto dei progressi. Aveva pubblicato
con sorprendente successo la traduzione del romanzo di uno
scrittore italiano - l'aveva fatto di sua iniziativa, senza nessun
accordo editoriale, e lo aveva venduto insieme all'autore a
un editore indipendente. All'inizio il romanzo aveva lasciato
la comunit letteraria alquanto sconcertata, ma ben presto si
era creato dei veri e propri seguaci, e da l in poi in citt si sent
parlare sempre pi del fatto che le uniche cose interessanti
nell'ambito della letteratura contemporanea accadevano in
Italia. Di conseguenza, Whitney ebbe una serie di storie con
alcune donne e scopr, nonostante la sua ampia esperienza e
la sua squisita eleganza in simili situazioni, che le donne italiane
andavano ben oltre le sue conoscenze in materia. Tutto
sommato, per, c'era qualcosa da imparare dal suo fallimento.
Quando scopri che  impossibile uscire contemporaneamente
con tre diverse donne italiane, allora hai imparato qualcosa
di importante sulla vita, disse a Henry una sera mentre arrostivano
salsicce sul balcone. Henry acconsent che fosse qualcosa
di molto utile da sapere.
La cosa pi importante di tutte fu che Abby decise di tenere
il bambino, dopo aver pattuito un risoluto accordo con Kipling
sul fatto che lui non avrebbe avuto niente a che vedere con il
piccolo. L'impegno fu accompagnato da un accordo finanziario
sostanzioso, con la minaccia che, nell'interesse del bambino, lei
avrebbe raccontato tutta la storia, a costo di attirarsi i commenti
dei giornali se Kipling avesse provato a sottrarsi. Henry non
seppe mai la cifra esatta, ma giunse alla conclusione che ammontasse
a qualche milione. E la cosa ripagava un po' del dolore
per i suoi undici milioni persi a causa di Kipling. I soldi
giravano velocemente e alla fine sarebbero serviti per far crescere
il figlio di Abby. Giustizia cosmica, per come la vedeva lui.
Riguardo al suo futuro con Sasha, ci pens cos poco (forse
perch lo dava per scontato) che la loro storia non poteva
che essere vista come la cosa migliore che gli fosse mai capitata.
Dopo che entrambi ebbero finito i lavori socialmente utili(promettendosi reciprocamente di non bere pi in pubblico
o trafficare illegalmente con le armi) programmarono - e lo
fecero - di trascorrere l'estate nel sud della Francia, vicino a
Perpignano, sul Mediterraneo, proprio al confine con la Spagna.
Sasha sosteneva di avere l degli amici, ma poi si scopr
che non era cos. Il curioso vicino che aveva avuto un tempo a
Grosse Pointe era morto da tempo, come vennero a sapere da
un nipote loquace e piuttosto confuso. Invece, l'amico di famiglia
del Michigan che viveva da quelle parti era stato arrestato
appena un mese prima per una frode economica, perci non
poteva pi (come aveva promesso) portarli in giro per mostrare
loro i luoghi imperdibili.
Comunque, tutto quello che desideravano era un posticino
vicino al mare. E fu esattamente ci che trovarono. A dispetto
delle foto patinate che avevano ricevuto dall'agenzia immobiliare,
gli furono consegnate le chiavi di una minuscola baracca
con una sola stanza da letto, finestre impossibili da chiudere
e la doccia in cucina. Ma era proprio sulla spiaggia - la cosa
pi importante - e aveva un'ottima cucina a gas perfettamente
funzionante per prepararsi da mangiare. Avevano anche
affittato una macchina per fare qualche gita nei dintorni quando
ne avevano voglia. C'era un eccezionale mercato di pesce a
poche centinaia di metri. Che motivo avevano per lamentarsi?
Nessuno. Henry arrivava sempre alla stessa conclusione: un
uomo che perde undici milioni di dollari e il proprio onore, a
vari livelli, di solito fugge all'estero per scomparire o per riconsiderare
il proprio futuro. Ma lui si sentiva fortunato per come
gli stavano andando le cose e aveva iniziato a lavorare su un romanzo
che gli sembrava procedere piuttosto bene. Era la storia
di un giornalista ottantenne che aveva deciso di tornare a studiare
legge dopo aver perso una causa per diffamazione avviata
da un attore fallito. (L'obiettivo che si prefiggeva tornando sui
libri era di poter aiutare altri anziani giornalisti trascinati ingiustamente
in causa). Il romanzo finiva con l'essere piuttosto
spassoso: dal momento che il giornalista era ancora ricco e (secondo
le donne del romanzo) incredibilmente bello, l'uomo viveva
quel suo ritorno all'universit con un certo divertimento.
Sasha non lo sopportava. Ogni sera leggeva le nuove pagine
del romanzo, infilata nel vecchio letto francese cosparso di
avvallamenti, e gli diceva che non era credibile che quel vecchio
fosse cos desiderabile per tante giovani e attraenti studentesse
di legge. Henry annuiva senza discutere, e qualche
volta diceva cose del tipo: Ho una precisa visione artistica e
intendo seguirla fino in fondo. Risposta alla quale era difficile
obiettare. Molto probabilmente il libro non sarebbe mai stato
pubblicato, ma Henry ormai aveva maturato una pazienza
speciale nei confronti dei suoi lavori, e se avesse abbandonato
il romanzo durante il rientro in America, che cosa ci avrebbe
perso? Sarebbe tornato nel suo appartamento affacciato sul
McCarren Park, sperando che Sasha lo seguisse per vivere insieme
- su questo argomento avevano discusso molto seriamente
- e avrebbe iniziato un altro libro. Poi, forse, la sua
carriera letteraria sarebbe decollata e il suo ruolo nel mondo
si sarebbe fatto pi concreto. Sempre che avesse avuto fortuna,
non avesse sterminato altre razze in via di estinzione, che
evitasse la prigione e si tenesse lontano da gente come Kipling.
Ma a quel punto della sua vita, pens alla fine, con quel genere
di cose sarebbe stato perfettamente in grado di cavarsela.
...
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...
FINE.
...
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...
Ringraziamenti.
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Per l'aiuto ricevuto in questo romanzo, l'autore vuole ringraziare
Doug Stewart e Jill Bialosky, Madeleine Clark, Steve
Colca, Dave Cole, Seth Fishman, Rebecca Leicht, Alison
Liss, George Nicholson, Vivian Reinert e Rebecca Schultz. La
Butler University, la Ernest Hemingway Foundation, il Pen
New England, la Mrs Giles Whiting Foundation, la Ucross
Foundation, la University of Idaho, la Spruce Knot - Upper St
Regis Writing Residency, 5Chapters e la Broad Ripple Tavern.
Dan Barden, Hilene Flanzbaum, Andrew Levy, Susan Neville,
Brynnar Swenson e tutti i membri del corso MFA e del Dipartimento
di inglese della Butler University. Chris Bannon,
Dave Daley, Kathrin Kollman, Frederick Mendelsohn, Christopher
Miller, Gillian Munson, Esther Padilla, Lynne Sharon
Schwartz, Ado Shmnovic e Alexander Williams. Elizabeth
Dahlie, Anne Dahlie, Susan Dahlie, David Wimberly, Trevor
McProud, Gary Goldberger, Susan Lynn, Mort Lynn, Heath
Albert, Cassie Albert, Gordon Goldberger e Tatum Goldberger.
Infine, Allison Lynn e Evan Dahlie.
 ...
.
...
FINE.

